Sabato 10 aprile

Lavoratori dell’agricoltura in presidio davanti alla Prefettura

«Il governo ci ha dimenticati». Chiedono ammortizzatori sociali e bonus per sopravvivere

Lavoratori dell’agricoltura in presidio davanti alla Prefettura
Economia Bergamo, 06 Aprile 2021 ore 12:42

Il decreto Sostegni del governo non ha incontrato la soddisfazione dei lavoratori dell'agricoltura, dei forestali e dei florovivaisti, oltre che degli addetti degli agriturismi, che per questo motivo sabato 10 aprile, dalle 9 alle 11, saranno in presidio davanti alla prefettura di Bergamo in via Tasso, nel contesto di una mobilitazione che sarà nazionale.

«Ancora una volta i decreti del governo hanno dimenticato i lavoratori stagionali dell’agricoltura, i florovivaisti, forestali e gli addetti degli agriturismi, che nei mesi tragici della Pandemia, anche a Bergamo, hanno contribuito a garantire che non mancasse cibo sugli scaffali di negozi e grande distribuzione» hanno commentato in una nota i gruppi Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil di Bergamo. La sensazione è quella di una «profonda ingiustizia: prima il Governo Conte, ora il Governo Draghi, zero sostegni Covid e zero diritti», spiegano Gianluigi Bramaschi di Fai-Cisl, Valentino Rottigni di Flai-Cgil e Rossella Valente di Uila-Uil di Bergamo.

Questo perché i circa 5mila lavoratori del settore della nostra provincia faticano a «raggiungere le coperture necessarie degli ammortizzatori sociali agricoli». I sindacati chiedono il diritto agli ammortizzatori anche per chi non ha potuto, causa pandemia, raggiungere il numero minimo di giornate lavorative, l'estensione ai lavoratori stagionali agricoli del bonus e la compatibilità di quest'ultimo con il reddito di emergenza, la concessione ai dipendenti del settore della Naspi,il sostegno del Governo alla clausola sulla condizionalità sociale della Politica Agricola Comune (Pac) per vincolare sostegno e finanziamento a chi rispetta e applica i contratti di lavoro  e il ritiro del progetto di semplificazione con i voucher in agricoltura.

Infine i rappresentanti vogliono dal governo un cambio di passo, altrimenti saranno «pronti a continuare le mobilitazioni».