Economia
La trovata

Lavoratori Dhl si incatenano al presepe in centro città: «Un altro Natale da sfruttati»

L'atto per protestare contro quello che definiscono un «ricatto» della multinazionale «con la complicità delle Segreterie Federali»

Lavoratori Dhl si incatenano al presepe in centro città: «Un altro Natale da sfruttati»
Economia Seriate, 22 Dicembre 2021 ore 12:28

Un presepe diverso dal solito, quello che si è presentato oggi (mercoledì 22 dicembre) ai frequentatori del Centro di Bergamo: alcuni lavoratori della Dhl, già protagonisti di altre proteste per via della situazione tesa con la multinazionale, si sono infatti incatenati alla capannina in cui è tradizionalmente rappresentata ogni anno la natività.

«In centro a Bergamo, i personaggi classici del presepe vengono sostituiti dai più contemporanei sfruttati del mondo del lavoro – ha spiegato in una nota Adl Cobas, che ha organizzato l'atto dimostrativo -. È un vero e proprio presepe operaio quello inscenato dai lavoratori Dhl, in lotta per denunciare il ricatto operato dalla multinazionale con la complicità delle Segreterie Confederali».

La protesta vuol far sentire la voce di interinali, «finte partite Iva», lavoratori Alitalia, della Gkn, della Caterpillar e Grafica Veneta, per denunciare «un sistema economico e politico basato sullo sfruttamento».

«Anche quest'anno sarà un Natale amaro per tanti, troppi lavoratori che non vedranno rinnovato il proprio contratto, licenziati senza preavviso o costretti a subire, come noi, il taglio di reddito e diritti - continuano i rappresentanti sindacali -. Sarà straziante invece per le famiglie costrette a piangere chi di lavoro senza sicurezza c'è morto. Una strage che più di mille parole rappresenta le drammatiche condizioni che quotidianamente subiamo».

È poi arrivato l'invito, rivolto a chiunque voglia sostenere la loro causa, a partecipare all'assemblea cittadina nella sede di Adl Cobas, presso il Circolo Al Bafo di Seriate, allo scopo di organizzare un presidio a Malpensa per il 30 dicembre prossimo alle ore 15.

«Ricordare le ingiustizie e le lotte dislocate in tutto il paese rafforza la nostra determinazione a non mollare e ci spinge a contaminarci per creare ampi orizzonti di resistenza».