i dati della provincia

Mercato del lavoro bergamasco: a novembre sono calate ancora le assunzioni

Ciononostante, le 10.721 assunzioni in rapporto alle 9.073 cessazioni di lavoro generano un saldo mensile positivo pari 1.648 posizioni lavorative. In crisi soprattutto i settori della ristorazione, intrattenimento e commercio

Mercato del lavoro bergamasco: a novembre sono calate ancora le assunzioni
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Dopo la crescita del 9 per cento su base annua registrata nel mese di ottobre, i dati relativi alle assunzioni di personale dipendente in provincia di Bergamo nel mese di novembre mostrano un’inversione di tendenza, calando del 6,8 per cento.

Ciononostante, le 10.721 assunzioni (erano 11.502 a novembre dell’anno scorso), se rapportate alle 9.073 cessazioni di lavoro (non lontane dalle 9.398 di novembre del 2019) generano un saldo mensile positivo pari 1.648 posizioni lavorative. Una cifra che è però inferiore a quella registrata nello stesso periodo del 2019 (+2.104). La variazione assoluta degli ultimi 12 mesi si porta quindi a novembre a quota -847, interrompendo il parziale recupero segnato a ottobre (-391) dopo la prolungata caduta avvenuta tra i mesi di aprile e settembre.

Sono questi, in estrema sintesi, gli esiti del rapporto stilato dalla Provincia di Bergamo in merito all'andamento del mercato del lavoro. In particolare, tra le tipologie contrattuali, le sole in crescita tendenziale a novembre risultano essere quelle in somministrazione (+20 per cento), mentre diminuiscono gli avviamenti con contratti a tempo determinato (-13 per cento), in apprendistato (-28,5 per cento) e con contratti a tempo indeterminato (-5,4 per cento). A questa tendenza corrisponde un aumento delle proroghe dei contratti a tempo determinato, ma una diminuzione delle stabilizzazioni a tempo indeterminato.

Crescono su base annua le assunzioni in agricoltura e, di poco, anche nell’edilizia. Crollano invece nei comparti dell’industria (-7,6 per cento) e nel commercio e servizi (-8,7 per cento). In quest’ultimo aggregato rientrano due settori peculiari: la scuola (a prevalenza pubblica) e il lavoro domestico, entrambi fuori dal perimetro del mercato del lavoro delle imprese, che a ottobre e novembre hanno registrato un incremento delle assunzioni in una misura che però va considerata con qualche cautela.

In ambito scolastico ancora a novembre si contano supplenze di docenti e di personale Ata assunti per l’emergenza sanitaria. Per quanto riguarda il lavoro domestico, il boom è dovuto alla regolarizzazione di Colf e badanti e, più in generale, all’emersione di attività di cura e servizio per le famiglie a seguito delle restrizioni e dei controlli sulla mobilità delle persone. Al netto di questi due comparti, il terziario registra a novembre una marcata caduta delle assunzioni, pari al 20,9 per cento in meno, con una variazione complessiva delle assunzioni che nella Bergamasca scende al -13,9 per cento.

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L’ulteriore stretta imposta dal Governo per contenere i contagi ha inciso fortemente sui dati occupazionali legati alle attività di ristorazione, intrattenimento e commercio. Le assunzioni nei servizi di alloggio e di ristorazione sono diminuite su base annua del 63,5 per cento, una flessione del tutto analoga a quella registrata a marzo. Altrettanto marcata è la caduta nei servizi di intrattenimento e nel commercio, pari a -40,5 per cento.

Le tendenze settoriali sono sintetizzate dalle variazioni assolute dei dipendenti, stimate dai saldi tra le comunicazioni di avviamento e di cessazione: a novembre restano positivi i valori per l’agricoltura (+266) e le costruzioni (+1.200), ma sono negativi nell’industria (-2.209). Nel restante macrosettore dei servizi il risultato, di poco negativo (-102), muta drasticamente se si escludono l’istruzione (+1.890) e il lavoro domestico (+2.083). In particolare peggiora nei servizi di alloggio e ristorazione (-2.040), nel commercio (-728) e nelle attività di intrattenimento (-580).

Resta negativo anche il saldo nel trasporto e magazzinaggio (-326) e nella finanza (-309), ma migliora nei servizi operativi alle imprese (+211), nei servizi professionali, tecnici e scientifici (+114), nell’insieme di sanità e assistenza sociale e nei servizi d’informazione e comunicazione. Quindi, al netto dei dati relativi ai settori dell’istruzione e del lavoro domestico, quindi la variazione assoluta dei dipendenti in provincia a novembre scende a -4.820.

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