Indagine Confcommercio

Pagamenti digitali, in Lombardia superano oltre il 60 per cento degli incassi. Ma restano incertezze (e costi)

Molti esercenti hanno sottolineato i benefici dei nuovi metodi di pagamento, pur constatando criticità legate alle commissioni

Pagamenti digitali, in Lombardia superano oltre il 60 per cento degli incassi. Ma restano incertezze (e costi)

Per metà delle imprese, i pagamenti digitali superano oltre il 60 per cento degli incassi. È quanto emerge dall’indagine “Dai contanti alle app: pubblici esercizi, attività commerciali e sistemi di pagamento” condotta da Confcommercio Lombardia su un campione rappresentativo di 600 imprese del settore commercio e turismo lombarde. L’indagine ha rivelato la presenza di un tessuto economico che ha, di fatto, assorbito la rivoluzione dei pagamenti elettronici, pur mantenendo solide radici nella tradizione.

Restano le incertezze su alcuni degli strumenti più innovativi

L’evoluzione dei sistemi di pagamento evidenzia una netta prevalenza di microimprese che operano, prevalentemente in sedi fisiche, pur mostrando una crescente apertura verso soluzioni digitali e “phygital” (ibrido tra “fisico” e “digitale”).

Sebbene oltre la metà delle attività registri pagamenti elettronici per più del 60 per cento del totale degli incassi, permangono incertezze su strumenti innovativi come il “Buy Now Pay Later” (acquista ora, paga dopo) e l’euro digitale. Gli esercenti riconoscono ai pagamenti digitali benefici in termini di velocità e sicurezza, ma segnalano criticità legate agli elevati costi di commissione e alla gestione tecnologica.

In sintesi, il rapporto fotografa una transizione in corso dove la modernizzazione dei servizi deve ancora confrontarsi con la sostenibilità economica delle transazioni. «Dalla lettura dei dati emerge una forte penetrazione dei pagamenti digitali che vede l’adozione dei pagamenti elettronici ormai maggioritaria pur in un tessuto fortemente tradizionale. Il consumatore ha imposto un cambio di abitudini a cui i negozianti fisici si sono dovuti adattare», è il commento di Cristian Botti, presidente Cooperativa di Garanzia Fogalco e vicepresidente Confcommercio Bergamo.

Nonostante la stragrande maggioranza degli esercenti non riscontri difetti tecnici nei sistemi, il costo economico grava sui bilanci. «Questo spiega come la sostenibilità economica rappresenti il vero tappo all’introduzione di nuovi metodi di pagamento anche più innovativi, nonostante le convenzioni siglate per abbassare i costi – continua Botti -. Infine esiste ancora un marcato deficit di educazione finanziaria e tecnologica alla quale dovremo rispondere come Associazione attraverso formazione e assistenza delle imprese».

I dati dell’indagine di Confcommercio nel dettaglio

Il profilo delle imprese intervistate rispecchia fedelmente la struttura del commercio lombardo: l’86 per cento è costituito da microimprese con meno di 10 dipendenti, l’82 per cento opera esclusivamente attraverso una sede fisica e solo il 17 per cento ha adottato una modalità phygital, che integra presenza fisica e canali digitali.

Sul fronte dei pagamenti ai primi posti ci sono: carte di credito e debito, contanti, wallet digitali e bonifici bancari, a cui fanno seguito app di pagamento, buoni pasto, criptovaluta. Più del 54 per cento degli esercenti dichiara di incassare oltre il 60 per cento dei propri ricavi in forma elettronica, con il 26 per cento che supera addirittura la soglia dell’80 per cento.

Il voto medio di gradimento e agevolezza ai sistemi digitali è di 7,1 su 10. I benefici percepiti sono chiari: velocità delle transazioni, efficienza operativa e maggiore sicurezza rispetto alla gestione del contante. L’83 per cento degli esercenti non riscontra criticità tecniche nei sistemi adottati, mentre il 17 per cento segnala come principali ostacoli proprio i costi: commissioni bancarie e spese tecnologiche che gravano sui margini già compressi delle microimprese.

L’innovazione futura appare ancora lontana: il 75 per cento degli imprenditori non prevede di introdurre nuovi sistemi di pagamento. Il “Buy Now Pay Later” (Bnpl) rimane sconosciuto al 41 per cento degli intervistati e attivo solo nel 9 per cento delle realtà commerciali. Ancora più marcato il divario sull’euro digitale, con una conoscenza del progetto limitata al 20 per cento del campione.

L’indagine non tralascia il focus sulle commissioni per piccoli importi (fino a 10 euro), molto comuni in attività come edicole, tabaccherie, bar e panifici. Il 51 per cento dichiara di avere commissioni gratuite, il 30 per cento non è gratuita, 19 per cento (circa 1 impresa su 5) non sa se ha zero commissioni.