l'analisi

Per 1 bergamasco su 4 l'agricoltura è una buona opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani

Anche questo settore però risente degli effetti della pandemia. Il Crea stima infatti una riduzione del 12,8 per cento del Pil agricolo italiano nel secondo trimestre del 2020

Per 1 bergamasco su 4 l'agricoltura è una buona opportunità di lavoro, soprattutto per i giovani
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Le chiusure dovute all’emergenza sanitaria hanno fatto riscoprire l’importanza e l’opportunità lavorativa rappresentata dal settore agroalimentare. Per il 22 per cento dei bergamaschi, circa 1 abitante su 4, intervistati dall’Osservatorio Reale Mutua, l’agricoltura rappresenta un «interessante ambito di lavoro, in cui sviluppare competenze e crescere professionalmente». Stando ai risultati della ricerca, per il 38 per cento degli intervistati questo comparto può essere un buono sbocco lavorativo per i giovani, capace di dare soddisfazioni e di trasformare una passione in una professione. Le nuove generazioni possono trovarvi una realtà formativa e altamente stimolante (18 per cento del campione), per quanto piuttosto faticosa (25 per cento).

In particolare, il mestiere dell’agricoltore ha il pregio di offrire l’opportunità di riavvicinarsi alle tradizioni e al territorio secondo il 45 per cento delle risposte. Un ulteriore 36 per cento sottolinea invece il senso di realizzazione che deriva dal vedere concretizzati gli sforzi del proprio lavoro. Per il 29 per cento dei bergamaschi l’agricoltura è connessa all’idea di salute e di una sana alimentazione, mentre per il 15 per cento rappresenta soprattutto l’eccellenza delle produzioni made in Italy. «L’agroalimentare è un comparto centrale per l’Italia che ha dovuto, e deve tuttora, confrontarsi con gli effetti della pandemia – commenta Michele Quaglia, direttore commerciale e brand di gruppo -. L’auspicio è che il settore nel suo insieme e il Paese riescano a superare questa nuova fase di difficoltà e intraprendere appieno il cammino della ripresa». Il Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) stima infatti nell’ultimo bollettino CreaAgritrend una riduzione del 12,8 per cento del Pil agricolo italiano nel secondo trimestre 2020 rispetto ai tre mesi precedenti.

«Oggi l’agricoltura è percorsa da grandi forze di trasformazione e innovazione, dagli sviluppi tecnologici al tema della sostenibilità -  aggiunge Quaglia -. Noi di Reale Mutua insieme ai nostri agenti siamo da sempre vicini a questo mondo, e proteggiamo le sue imprese, persone e colture con un’offerta assicurativa che copre molteplici rischi, dai cambiamenti climatici ed eventi atmosferici, fino alle garanzie per responsabilità civile, assistenza, furto, guasto ai macchinari; inoltre, affianchiamo le aziende anche nel gestire i nuovi rischi e le nuove, grandi sfide che si pongono con l’evoluzione del settore. In quest’ottica rientra AGRIcoltura100, il progetto che abbiamo lanciato con Confagricoltura per supportare le imprese innovative e sostenibili, sviluppando una conoscenza sempre più approfondita delle dinamiche del rischio agricolo».

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