Sei bergamaschi su dieci (62 per cento) si dicono disposti a trasferirsi in un’altra località, o in una diversa regione del Paese, una volta raggiunta la pensione. Per il 48 per cento il motivo prevalente è la possibile ricerca di una migliore qualità della vita, mentre una quota sensibilmente inferiore – il 14 per cento – lo farebbe per una questione economica, provando a ricercare una zona che possa offrire un costo della vita più basso, a causa della prospettiva di un assegno pensionistico non sufficiente. Lo evidenzia la nuova ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni.

I dati della ricerca: l’86 per cento è preoccupato per il futuro
Il futuro previdenziale, nel complesso, preoccupa quasi 9 bergamaschi su 10 (86 per cento), ma sono in molti a non aver ancora attuato alcuna strategia di risposta, e se il 52 per cento dichiara di aver effettivamente provato a valutare soluzioni per renderlo più solido, senza però poi attuarle nella pratica, un altro 32 per cento afferma invece di non averci mai pensato.
A incidere sulla capacità di pianificare il futuro contribuisce in modo considerevole una scarsa conoscenza dei temi previdenziali. Solo il 10 per cento dei bergamaschi, infatti, dice di essere al corrente delle novità in materia pensionistica, e se la pensione è un argomento di confronto in famiglia per molti, più di uno su quattro (26 per cento) ammette di non avere le competenze poi per decidere il da farsi.
Ma chi potrebbe favorire una maggiore consapevolezza previdenziale? Per il 32 per cento un ruolo di primo piano può essere svolto innanzitutto dalle istituzioni, seguono le banche e le compagnie assicurative per il loro ruolo di consulenza verso la clientela (18 per cento) e la stessa famiglia (14 per cento). Per rendere più sicura la propria condizione economica in vista della vecchiaia, i bergamaschi guardano principalmente alle soluzioni assicurative pensionistiche e per il risparmio (42 per cento) e ai fondi pensione (14 per cento). Seguono, sorprendentemente, i conti deposito (10 per cento) e gli investimenti sul mercato finanziario (2 per cento).
«Quando scelgono una forma di risparmio, i bergamaschi indicano come principale elemento di valutazione la maggiore sicurezza rispetto ad altre forme di investimento (48 per cento), seguita dalla prospettiva di un rendimento nel lungo periodo superiore alla rivalutazione del Tfr (22 per cento) e dai vantaggi fiscali (18 per cento). In questo contesto, le soluzioni assicurative possono rappresentare uno strumento utile per costruire nel tempo una maggiore protezione economica per la fase successiva alla vita lavorativa, con modalità flessibili e personalizzabili», dichiara Emiliano De Salazar, Direttore Vita di Sara Vita.