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Sicurezza sul lavoro: Bergamo è in zona “bianca”, ma ci sono state 9 vittime nel 2026

Il bilancio dei primi sei mesi dell'anno nell'ultima rilevazione dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega

Sicurezza sul lavoro: Bergamo è in zona “bianca”, ma ci sono state 9 vittime nel 2026

Purtroppo sono nove le persone che hanno perso la vita sul lavoro in provincia di Bergamo nel primo semestre del 2026. Questo è ciò che emerge dall’ultima rilevazione dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, che fotografa una situazione in lieve miglioramento a livello regionale ma ancora preoccupante. Se da un lato Bergamo rientra tra le province classificate in zona bianca per incidenza del rischio, dall’altro il numero assoluto delle vittime conferma come il tema della sicurezza resti una priorità.

Bergamo in zona bianca, ma con nove vittime

Secondo l’Osservatorio Vega, Bergamo registra un’incidenza di mortalità pari a 8,1 decessi ogni milione di occupati, un dato inferiore sia alla media regionale sia a quella nazionale, che si attesta a 14,5 morti per milione di occupati. Per questo motivo la provincia rientra nella fascia bianca, quella che identifica i territori con il rischio più contenuto.

Nel dettaglio, a Bergamo si contano nove decessi complessivi nei primi sei mesi del 2026. Di questi, quattro sono avvenuti in occasione di lavoro, mentre gli altri cinque riguardano incidenti in itinere, cioè durante il tragitto tra casa e luogo di lavoro.

Il quadro lombardo

In Lombardia, tra gennaio e giugno, sono state registrate 75 vittime complessive, tre in meno rispetto allo stesso periodo del 2025 (-3,8 per cento). Di queste, 53 sono morte durante l’attività lavorativa e 22 in itinere.

Nonostante il lieve calo, la Lombardia rimane la regione italiana con il maggior numero di decessi sul lavoro in valore assoluto. L’incidenza regionale, pari a 11,6 morti ogni milione di occupati, resta comunque inferiore alla media nazionale, collocando la regione in zona gialla.

Le situazioni più critiche si registrano nelle province di Lodi, Mantova e Brescia, classificate in zona rossa, mentre Varese è in zona arancione. Cremona e Pavia rientrano in zona gialla, mentre Bergamo, Milano, Monza Brianza, Como, Lecco e Sondrio sono in zona bianca.

Crescono le denunce di infortunio

Accanto ai dati sui decessi, aumenta anche il numero delle denunce di infortunio. In Lombardia, nei primi sei mesi dell’anno, sono state presentate 60.532 denunce, in crescita rispetto alle 56.641 dello stesso periodo del 2025.

L’Osservatorio evidenzia inoltre che quasi il 36 per cento dei lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa è di nazionalità straniera: sono infatti 19 le vittime straniere su un totale di 53. La fascia d’età maggiormente colpita è quella compresa tra i 55 e i 64 anni, con 22 decessi, seguita dai lavoratori tra i 45 e i 54 anni.

L’appello: «Servono interventi mirati»

«Il calo complessivo dei decessi è un segnale positivo, ma non deve nascondere le criticità che emergono dai dati» ha commentato Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega.

Secondo Rossato, il numero ancora elevato di vittime, la crescita delle denunce di infortunio e il peso dei decessi tra i lavoratori stranieri dimostrano la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione, concentrando gli interventi nei territori e nei comparti produttivi più esposti al rischio.