Commenti su: Smart working, Bergamo resta indietro: il 12,4% lavora da casa

Ciro Bottrighi

Chi ha la possibilità di lavorare da remoto dovrebbe poterlo fare ogniqualvolta possibile. Questo avvantaggerebbe anche chi invece DEVE (o VUOLE) recarsi fisicamente sul posto di lavoro e, quasi certamente, lo farà mettendosi in strada durante le ore di "punta".

Non è nemmeno una questione di stregoneria, è semplice coda di paglia e sopravvalutazione delle proprie capacità manageriali: chi non fa un tubo a casa, non fa un tubo nemmeno in ufficio.

Franz

Lo smart working se ben progettato e governato potrebbe fare molto bene all'ambiente. Per esempio può incidere sul trafico veicolare diminuendolo, facilitando così chi il luogo di lavoro lo deve raggiungere fisicamente tutti i giorni.

Massimo

E' una modalità di lavoro che non mi piace. Ok utilizzarla per necessità, ma nella normalità preferisco di gran lunga andare in ufficio.

Dentro

Qui lo smart working è ancora visto come una forma di stregoneria, vige il dogma medievale del "se non ti vedo soffrire in ufficio, non stai lavorando".
Risultato? Intera provincia paralizzata ogni mattina per andare a fare al PC cose che si potevano fare benissimo da casa.
Ma vuoi mettere la poesia di regalare due ore di coda sull'asse solo per andare a scaldare una sedia?

Alberto

Il dato non meraviglia: Bergamo e Milano hanno dinamiche aziendali molto diverse tra loro

LP

Difficile fare il muratore, l'agricoltore o l'operaio da casa. Ma poi quante sono le figure che in azienda possono fare home working? e anche se lo fai non puoi farlo tutti i giorni...qualunque mansione tu abbia in azienda ..ogni 2/3 giorni devi andare in sede.