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«Piccolo è il massimo»: al Rifugio Monte Avaro nuova gestione family (e c’è pure la fiaccola olimpica)

Giorgio Scuri ed Ezio Berera guidano il nuovo staff del Rifugio, incastonato fra i pascoli di Cusio: «Più che una sfida commerciale, è un'occasione per dimostrare amore per la nostra Valle Brembana»

«Piccolo è il massimo»: al Rifugio Monte Avaro nuova gestione family (e c’è pure la fiaccola olimpica)
Val Brembana e Imagna, 15 Agosto 2020 ore 18:11

di Giambattista Gherardi

È un luogo a misura di famiglie, facilmente raggiungibile, che nell’estate sospesa del post pandemia diventa novità tutta da scoprire. Da sabato 8 agosto, fra i pascoli del monte Avaro in Alta Val Brembana sopra Cusio, ha riaperto i battenti il Rifugio Monte Avaro (pagina Fb oppure 340 5981942). Ad accettare la sfida sono stati Ezio Berera e Giorgio Scuri, suocero e genero di Branzi, che credono nel concreto alle potenzialità di un luogo in cui a farla da padrona è semplicemente la natura.

«A dispetto del nome – sottolinea Scuri – il Monte Avaro è particolarmente generoso nell’offrire spunti per ogni tipo di escursionista. Gli ampi pascoli attraversati da facili camminamenti (cui si accede con l’ampia strada che sale da Cusio (ticket giornaliero di due euro, ndr) sono l’ideale per famiglie con bimbi piccoli, ma ci sono percorsi più impegnativi che da qui possono portare ai Laghetti di Ponteranica, al Rifugio Benigni, al Passo San Marco o al Passo di Salmurano».

Giorgio Scuri porta sull’Avaro tutta la sua storia sportiva ed umana. È stato vincitore di una Coppa del Mondo master di slalom gigante, maestro di sci e responsabile degli allestimenti di sicurezza sulle piste più importanti dell’arco alpino. Le sue considerazioni non sono affatto banali. «Il turismo bianco e più in generale quello di montagna – sottolinea – vivono una fase evolutiva molto particolare, lontana anni luce dai modelli degli anni ’70 e ’80 che puntavano sulle grandi infrastrutture e sul proliferare delle seconde case. Viaggiando in Europa ho ammirato per esempio gli Ski Zentrum in Austria, dove ogni località ha un piccolo impianto di risalita e strutture di accoglienza misurate e diffuse. Questo consente di offrire a chi arriva identità, attenzione e accoglienza su misura. In quest’ottica il Monte Avaro può rappresentare davvero il contesto ideale».

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Lo spirito di accoglienza del nuovo staff guidato da Ezio e Giorgio è condensato in un cartello affisso poco prima dell’ingresso delle ampie sale interne: «Se dovete ricaricare le vostre e-bike chiedete al banco». È il segno di una disponibilità concreta e “montanara”, dove un favore non si nega mai, anche se il Rifugio dispone esso stesso di e-bike a noleggio. «Puntiamo a creare una cordiale condivisione con tutti coloro che salgono per scoprire questa zona bellissima, fra le poche ad offrire a quasi 1800 metri di quota un altopiano tanto suggestivo. La sfida è tutt’altro che commerciale, oso dire che prima di tutto viene l’amore per la nostra Valle Brembana e l’orgoglio di esaltarne spirito e luoghi».

Il Rifugio Monte Avaro dispone di ambienti ampi, con una spettacolare terrazza esterna che consente di spaziare con lo sguardo a 360°. Nei piani superiori le camere rinnovate consentiranno a breve (Covid permettendo) di offrire in quota anche il pernottamento a decine di clienti. «La scommessa cui guardiamo con speranza insieme al Comune – aggiunge Scuri- è quella relativa allo skilift di risalita, che consentirebbe di utilizzare al meglio le piste, assolutamente perfette per allenamenti delle categorie giovanili o per l’utilizzo da parte delle famiglie».

Nel bagaglio che Giorgio Scuri si è portato sull’Avaro c’è anche un cimelio del tutto particolare. Si tratta della Fiaccola Olimpica Ufficiale delle Olimpiadi di Pyeongchang 2018, dove fu fra i tedofori italiani percorrendo una frazione nella città di Yonghin. Da molte parti si ipotizza di portare in Bergamasca i Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026. Sul Monte Avaro, il futuro è già qui.

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