L'escursione consigliata

Un pic-nic sul monte Zucco, immersi nella natura e tra le prime fioriture

Un pic-nic sul monte Zucco, immersi nella natura e tra le prime fioriture
Val Brembana e Imagna, 21 Febbraio 2020 ore 07:30

di Angelo Corna

Manca esattamente un mese all’arrivo della primavera, ma i sentieri ai piedi delle nostre montagne sono già coperti di fiori. I bucaneve salutano l’inverno e le primule fanno capolino, in un magico connubio di profumi e colori. Mentre le alte vette orobiche restano coperte dalla neve, possiamo concederci una passeggiata che ci guiderà alla scoperta di una montagna poco conosciuta, ma che regala panorami e bellezza. È il monte Zucco, che con i suoi 1232 metri domina sugli abitati di Zogno e San Pellegrino Terme.

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Il sentiero più breve prende il via dalla chiesa di San Antonio Abbandonato (metri 987), raggiungibile per strada dal centro di Zogno. In breve raggiungiamo le case di Prisa Bassa (metri 1023), piccolo nucleo di abitazioni adagiate al sole. Il sentiero riprende a salire con pendenza costante, tra vecchi roccoli restaurati e panorami sulla bassa Val Brembana. Dopo circa 45 minuti di facile cammino, raggiungiamo un bivio che riporta le indicazioni per il borgo di Catremerio e il Pizzo Cerro. Pochi minuti ci separano dalla zona dei Foppi e dal Rifugio Gesp, di proprietà del Gruppo Escursionisti di San Pellegrino. La zona, ricca di panche, tavoli e bracieri per il barbecue, invita a pic-nic e al riposo. Il luogo ideale per bambini e famiglie, che trovano ad attenderli un giardino di fiori. Se invece vogliamo raggiungere la cima della montagna dobbiamo proseguire lungo il sentiero, che inizialmente attraversa in falsopiano un ampio prato e alcune stalle abilmente ristrutturate.

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In vetta troviamo un croce di circa venti metri, eretta nel 1965 dal Gruppo Escursionisti San Pellegrino. Era usanza che il lunedì di Pasqua gruppi di persone salissero sul monte Zucco per trascorrere una giornata di festa, raggiungendo il vasto pianoro in prossimità della vetta. Per l’occasione veniva innalzata una croce composta da semplici legni incrociati. Durante il resto dell’anno altri gruppi di giovani della zona salivano sul monte a sistemare, oppure a sostituire, quel fragile manufatto, che a ogni temporale finiva con il cadere. Spesso chi raggiungeva il monte Zucco trovava due croci, la più grande sulla sommità, la più piccola in basso. Un fatto che portava a una sorta di competizione tra i gruppi del quartiere. Nella primavera del 1963, i giovani del paese decisero di installare sul monte una croce più solida, che rappresentasse l’intera comunità. Oggi la troviamo ad attenderci in un giardino di gerani selvatici, peonie, primule e margherite. Un’escursione per tutti, un piccolo sforzo che vale sicuramente la pena.

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