Una per ogni grande valle

Zaino in spalla! Cinque bellissime escursioni per questi giorni di Ferragosto

Zaino in spalla! Cinque bellissime escursioni per questi giorni di Ferragosto
14 Agosto 2020 ore 16:15

di Angelo Corna

Ferragosto. Quale occasione migliore per una gita tra le bellezze delle nostre montagne? Abbiamo scelto per voi cinque itinerari, divisi tra le meraviglie che ci offrono le valli bergamasche. Scopriamoli insieme.

Il monte Sasna, confine tra la Val Seriana e la Val di Scalve

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Una montagna isolata, balcone panoramico sulle alte vette delle Alpi Orobie, dal Pizzo del Diavolo fino alla maestosa Presolana. La via più breve per raggiungere il monte Sasna vede il suo via dall’abitato di Lizzola, borgo montano posto a 1.250 metri di altitudine. Il percorso è contrassegnato dal segnavia Cai 307 e passo dopo passo ci porterà, dopo circa un’ora di cammino, alla chiesetta dedicata alla Madonna Pellegrina, ubicata a 1.821 metri di quota e posta a spartiacque tra la Val Seriana e la Val di Scalve. Questa splendida terrazza può già essere un perfetto punto di arrivo per famiglie e bambini. Il piccolo santuario si presenta con due croci e due altari, rivolti rispettivamente a Lizzola e a Vilminore. Sotto sorge invece l’omonimo complesso minerario, che agli inizi del 1800 copriva un’estensione di circa trenta ettari. Se volete raggiungere la vetta della montagna la traccia si snoda a nord-est e conduce alla prima croce del monte Sasna, posata dagli abitanti di Nona a 2.205 metri di quota. Seguendo il filo di cresta, con altri dieci minuti di cammino, si arriva a una seconda croce “sghangherata”, piegata dal vento e dalle intemperie. Davanti ai vostri occhi si aprirà una meraviglia tutta bergamasca: spiccano i giganti orobici Coca e Redorta, il Pizzo del Diavolo di Malgina, i monti Gleno, Recastello e Tre Confini, fino ad arrivare alle cime scalvine e alla lontana Val Camonica. La salita alla vetta è riservata agli escursionisti esperti e richiede circa due e mezza di cammino.

 

Il Monte Visolo, in Val Seriana

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Questa bella e panoramica montagna permette di ammirare (e toccare con mano) le pareti della Regina delle Orobie: la Presolana. L’escursione trova il via dal Passo della Presolana (metri 1.269), da sempre luogo di villeggiatura e punto di partenza per tantissime escursioni in Val Seriana e Val di Scalve. Posteggiata l’auto possiamo incamminarci lungo il segnavia Cai 315/316, comune al sentiero che sale alla Baita Cassinelli. Con pochi sforzi, in meno di un’ora di cammino si raggiunge la struttura, anche in questo caso luogo perfetto per famiglie bambini. Se invece volete di affrontare la vetta del Visolo il percorso continua senza sconti, alternando numerose svolte a pendii sassosi e prati. La cresta si raggiunge dopo circa un’ora e mezza di cammino, lungo un sentiero che non lascia respiro, tra panorami a fil di cielo e scorci sulla Val di Scalve e la Val Camonica, dapprima sul largo crinale e poi lungo la cresta sempre più sottile. Prestando sempre la massima attenzione, si arriva alla vetta della montagna dopo due ore e mezza di cammino. Ad attenderci, a 2369 metri di quota, trovate un trespolo con un’aguzza piramide in ferro, posata nel 1977, e un panorama stupendo sulla vicinissima Presolana, sul Pizzo Camino e la Concarena… Uno skyline che vale ogni sforzo!

 

I Tre Pizzi, in Val Brembana

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Spesso dimenticati, questi tre cocuzzoli posti nella zona dei Laghi Gemelli sono il luogo perfetto per una gita lontano dal caos e dalla ressa. Il via per questa escursione sono i 1650 metri di quota delle famose Baite di Mezzeno, poste nel comune di Roncobello. Per raggiungere l’ampio parcheggio è necessario munirsi di ticket, acquistabile in loco poco prima dell’imbocco della strada. Raggiunto lo spiazzo di trova, in prossimità della fontana, una serie di segnavia che indicano le possibili escursioni della zona. Imboccate il sentiero Cai 217, in questo primo tratto comune al tracciato che sale al rifugio Laghi Gemelli, icona delle nostre montagne. Un grosso masso indica la direzione, che, con un ampio giro a sinistra, porterà in prossimità della bella Baita di Campo (m.1880), posta in posizione panoramica sul maestoso Pizzo Arera. L’ambiente si fa più solitario e il sentiero prosegue in falsopiano alternando brevi tratti in salita a panorami sempre più ampi. Passo dopo passo, si intravedono le sagome appuntite dei Tre Pizzi di Roncobello. Il concatenamento di queste vette, appuntite e spigolose da qualunque lato le si osservi, è riservato agli alpinisti. Gli escursionisti possono affrontare la prima di queste tre montagne, meno minacciosa e raggiungibile tramite un ripido sentiero che si snoda poco prima del laghetto sottostante. Se invece si cercano pace e relax si può approfittare delle limpide acque del laghetto di Pietra Quadra. Davanti alle sue sponde sorge il rifugio omonimo, che prende il nome dalla montagna che si erge maestosa alle spalle. Inaugurato nel giugno del 2009 è riservato ai volontari della Protezione Civile di Roncobello e Isola di Fondra, quale punto d’aggregazione per le due comunità. L’escursione richiede circa due ore di cammino.

 

I monti Araralta e Baciamorti, in val Taleggio

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Queste panoramiche e facili montagne sono raggiungibili con un semplice giro ad anello, che con partenza dal paesino di Capo Foppa permette di “concatenare” entrambe le vette. Il sentiero è marchiato dal segnavia Cai 153, che tra boschi di faggi e betulle si inoltra con lieve pendenze nel fitto bosco. Dopo circa un’ora di cammino si arriva al il famoso Passo Baciamorti, posto a metri 1540. Secondo la tradizione popolare, il toponimo deriva dall’antica consuetudine di trasportare attraverso il Passo i corpi delle persone della Valle Taleggio morte in alta Valle Brembana, dove si erano recate per lavoro, o viceversa, per seppellirli nei paesi d’origine. Al passo avveniva cosi la consegna del defunto al parroco e ai portantini, mentre i parenti salutavano per l’ultima volta i propri cari, dando loro l’ultimo bacio d’addio proprio su questi crinali. Lasciato il passo alle nostre spalle continuiamo sul tracciato, che segue il filo della facile e larga cresta della montagna. Al culmine della salita troviamo la vetta del Pizzo Baciamorti, dove a quota 2009 metri ci attende una piccola madonnina, posata dal Club Escursionisti Arcoresi. Il panorama spazia sulle principali cime della Valtaleggio, sconfinando nelle giornate serene fino alla Valtellina. Il percorso continua lungo la cresta, toccando la seconda elevazione delle giornata, contraddistinta da un piccolo omino di sassi posto sulla cima: siamo sul Monte Araralta (m.2006). Recuperate le energie si può fare ritorno o continuare il giro ad anello, che in ripida discesa porterà alla Baita Cabretondo. In questo tratto ricalchiamo le orme del Sentiero delle Orobie, marcato dal segnavia Cai 101. Si prosegue in falsopiano fino ad incrociare l’intaglio conosciuto come “Bocchetta di Regadur”, posta a metri 1853, e abbandonato il Sentiero delle Orobie si scende in direzione del Rifugio Gherardi. Il panorama spazia ora sui Piani dell’Alben e i vicini Piani di Artavaggio, regalando uno sfondo con vista Grigne e Resegone. Il sentiero prosegue sui verdi pascoli portandoci, dopo circa 40 minuti dal rifugio, al piccolo parcheggio di Capo Foppa, nostro punto di partenza. L’intero percorso richiede circa 4 ore di cammino. Il periplo può essere effettuato anche in senso contrario.

 

Il Resegone, in valle Imagna

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L’ultima escursione ci porta al cospetto di una montagna, icona per bergamaschi e lecchesi: il Resegone. Il monte Serrada (questo è il suo secondo nome) può essere raggiunto dalla provincia di Bergamo con partenza da Brumano, incantevole paese della Valle Imagna. Posteggiata l’auto nei pressi della chiesa, ci incamminiamo sul sentiero che risale a fianco della stessa. Un cartello, marchiato del segnavia Cai 571, riporta i tempi di percorrenza (circa 2 ore e 30). Il percorso sale nel bosco con pendenza costante e sempre ben segnalato. Dopo circa un’ora di cammino raggiungiamo il Rifugio Resegone, ottimo punto di appoggio per famiglie e bambini. Piegando a destra, dopo un primo tratto in falsopiano la pendenza si fa più marcata e dopo un’altra mezz’ora di cammino si arriva al limitare del bosco. Il panorama inizia ad aprirsi e, sopra, appare la croce di vetta. Il sentiero diventa sassoso e tra ampi zig zag conduce alla cresta della montagna. È l’ultimo sforzo: piegando a destra, in pochi minuti si raggiunge l’antico rifugio Azzoni e la cima, bella e panoramica in qualunque stagione. Qui, a 1875 metri di altitudine si può godere di uno dei panorami più belli del nord Italia. Un fascino che diventa surreale al tramonto, quando le mille luci della città si specchiano nelle acque dei laghi di Lecco, Como e Pusiano. E lo spettacolo diventa magia.

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