I riff più celebri

10 indimenticabili giri di basso (e ti parte subito l’adrenalina)

10 indimenticabili giri di basso (e ti parte subito l’adrenalina)
29 Dicembre 2015 ore 06:00

Tecnicamente il riff è una frase musicale ripetuta più volte all’interno di un brano. In italiano un “giro”. Detto questo è necessario spiegare che ogni strumento può eseguire un riff – chitarra, basso, batteria, fiati – e che alcune di queste frasi musicali hanno letteralmente fatto la storia della musica, rock in particolare. Famosissimi sono i riff di chitarra, perché chiunque si avvicina al mondo delle sei corde ha provato a strimpellarli; meno noti sono quelli di basso anche se ce ne sono alcuni che appena partono ti fanno salire l’adrenalina alle stelle. Alcuni riff sono letteralmente entrati nella storia e il perché è semplice: sono nati dalle dita di alcuni dei più grandi bassisti al mondo. Eccone 10… per noi i migliori 10.

 

1) Come Together (1969) – The Beatles

Impossibile non partire con Sir James Paul McCartney, mitico bassista dei Beatles che di fatto è la band con i numeri più importanti della storia. Per celebrare le sue doti abbiamo scelto il riff di Come together, brano firmato a due mani dalla coppia Lennon-McCartney. Inizialmente il pezzo doveva essere suonato più velocemente, poi Paul ebbe l’idea di proporlo più lento, perché suonasse “swampy” (ipnotico) e trovò la famosa linea di basso, che rende la canzone riconoscibile dopo pochi istanti.

 

2) Money (1973) – Pink Floyd

Forse il giro di basso più famoso della storia, interamente scritto dal bassista dei Pink Floyd Roger Waters e contenuta nell’album The Dark Side of the Moon, altra pietra miliare della storia musicale recente. Il testo della canzone è un’ironica critica all’eccessivo attaccamento al denaro, uno dei “lati oscuri” della natura umana, causa di disagi e sofferenze. Roger Waters si ispirò al libro di George Eliot, Silas Marner, per parlare di un tema più cha mai attuale.

 

3) Another One Bites the Dust (1980) – Queen

Altro celebre giro di basso, altro celebre bassista e altro famosissimo gruppo della storia della musica contemporanea, i Queen. John Deacon scrisse Another One Bites the Dust che divenne per il gruppo la hit col più alto numero di vendite, con oltre 7 milioni di copie nel mondo. Attualmente è forse il primo riff con cui ogni bassista si confronta all’inizio della sua carriera.

 

4) The Chicken (1981) – Jaco Pastorius

Jaco Pastorius è uno dei più grandi bassisti di tutti i tempi, non solo per la sua bravura ma per aver rivoluzionato il ruolo del basso all’interno del brano. È conosciuto sia per la sua carriera solista che per essere stato il bassista dei Weather Report, ma più di tutto è conosciuto per la sua vita sregolata, che come in tante storie artistiche mescola abusi di alcol e droga a disturbi psichici, pestaggi e una leggenda: pare sia lui che per primo abbia tolto i tasti dal manico del suo basso inventando di fatto la versione fretless. Ma questa per ora resta – appunto – una leggenda.

 

5) Black Dog  (1971) – Led Zeppelin

John Paul Jones è stato il batterista e tastierista dei Led Zeppelin durante tutto il percorso della band e, attualmente, è uno dei bassisti più ammirati e rispettati della scena rock mondiale. Il suo racconto di come entrò nei Led Zeppelin è quantomeno pittoresco: «Stavo vagando da un paio di giorni assonnato per casa, dopo diverse collaborazioni non avevo nulla da fare; fino a che mia moglie mi ha detto: “La smetti di trascinarti per casa? Esci di qui, fai qualcosa, cercati una band!”. Avevo appena saputo che un musicista con cui avevo precedentemente collaborato, Jimmy Page, cercava un bassista…». Il suo incredibile talento creativo esce soprattutto nel secondo album della band – Led Zeppelin II – e in Black Dog. Il titolo della canzone si riferisce ad un labrador retriever nero che vagava attorno agli studi di Headley Grange durante la registrazione dell’album. Il cane non ha nulla a che fare con il testo della canzone, che parla del disperato desiderio per l’amore di una donna e della felicità che da esso ne deriva.

 

6) Higher Ground (1989) – Red Hot Chili Peppers

Più o meno tutti associano Flea allo slap e in effetti lo slappato è la prima caratteristica dei suoi giri di basso. Come una pulce (Flea appunto) il bassista dei Red Hot Chili Peppers è diventato famoso per aver costruito con le sue linee di basso una potente base ritmica che si inserisce in ogni momento del brano, dando ai suoi riff un ruolo tutt’altro che secondario. Occorre precisare che Higher Ground però, è la cover di un brano di Stevie Wonder del 1973.

 

7) Papa Was A Rollin’ Stone (1972) – The Temptations

Papa Was A Rollin’ Stone è un cult della musica psichedelica di cui esistono diverse versioni. Il riff di basso di James Jamerson è assolutamente riconoscibile anche se si allontana completamente dagli altri che abbiamo presentato in questo elenco per il suo essere propriamente un riff, ovvero una struttura essenziale ripetuta in maniera costante all’interno del brano.

 

8) Disco Inferno (1976) – The Tramps

Un successo da discoteca che ha alla base uno dei giri di basso più riconoscibili e per questo uno dei più famosi. In realtà la fortuna della canzone dei The Tramps sta tutta nel film La Febbre del Sabato Sera che la include nella sua colonna sonora e la rende il brano “disco” per eccellenza. Al basso Stanley Wade.

 

9) Hysteria (2003) – Muse

Nelle più recenti classifiche dedicate ai migliori riff di basso della storia è entrato a pieno titolo Hysteria dei Muse. Con questo brano Christopher Wolstenholme, il bassista, è diventato uno dei più importanti musicisti del rock alternativo e uno dei punti di riferimento per chi ama il suono del basso distorto.

 

10) Come as you are (1991) – Nirvana

Chiunque abbia vissuto la propria adolescenza negli anni ’90 non può non ricordare il giro di Come as you are suonato da Krist Novoselic durante il concerto unplugged negli studi di Mtv. Se il riff di basso può essere tradotto come quel giro che – da solo – riconosce una canzone, allora questo deve stare fra i migliori.

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