È stata fondata da Hayao Miyazaki

Lo Studio Ghibli non chiude (forse)

Lo Studio Ghibli non chiude (forse)
05 Agosto 2014 ore 07:25

Lo Studio Ghibli non chiude. È solo in pausa di riflessione. Lo dice Toshio Suzuki, general manager, nonché ex presidente, della casa di produzione giapponese. Gli incassi sono calati drasticamente, dopo il ritiro di Hayao Miyazaki, storico fondatore dello Studio. Nel settembre 2013, il regista e disegnatore aveva infatti annunciato che il film Si alza il vento, presentato durante la Mostra Cinematografica di Venezia, sarebbe stato l’ultimo della sua lunga carriera. Suzuki ha ammesso che «il ritiro di Miyazaki è stato molto significativo»; «per quanto riguarda il futuro dello Studio, non è impossibile pensare di continuare a produrre per sempre. Ma ci prenderemo una piccola pausa per considerare in che direzione andare da qui». Si tratterebbe dunque di una ristrutturazione della casa cinematografica, pensata per venire incontro alle nuove generazioni. Lo Studio Ghibli si è specializzato nella produzione di film d’animazione, per bambini e anche per adulti. Benché le storie contengano tutte elementi fiabeschi, infatti, la lettura che se ne può dare trova sempre riscontri in temi d’attualità. 

 

La storia. Gran parte dei film usciti dallo Studio Ghibli sono stati disegnati e diretti da Hayao Miyazaki, tanto che raccontare la storia della casa di produzione equivale, per buona misura, a raccontare la storia del disegnatore. Il Ghibli, vento caldo del Sahara e modello d’aereo italiano degli anni Trenta, ha prestato il suo nome anche allo Studio fondato nel 1985 da Hayao Miyazaki e Isao Takahata, dopo il successo (anche d’incassi) ottenuto dal film d’animazione Nausicaa della Valle del vento. L’opera, che prima di passare sugli schermi è stata un manga pubblicato dalla rivista Animage, è stata disegnata dal solo Miyazaki e prodotta da Takahata. Il secondo film dell’allora minuscolo studio è uscito solo un anno dopo, nel 1986, Laputa – Castello nel cielo.

 

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Nel 1988, Il mio vicino Totoro,  è stato premiato come miglior film dell’anno in Giappone e il personaggio Totoro è divenuto l’emblema dello Studio. Nello stesso anno, è stata realizzato anche Una Tomba per le lucciole, di Takahata. Kiki consegne a domicilio (1989) incrementò gli incassi, permettendo l’ingrandimento dello Studio e l’aumento degli investimenti.  Nel 1992 Miyazaki portò a termine Porco Rosso, un pilota con il volto da maiale (l’aereonautica è sempre stata la passione di Miyazaki).

 

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Nel 1997 uscì Principessa Mononoke, splendido film che infatti batté ogni record di incassi in Giappone, vincendo numerosi premi. La città incantata (2001) vinse l’Orso d’Oro al Festival di Berlino e l’Osclar (2003). Il premio non è stato ritirato, come forma di protesta contro la guerra in Iraq. Il castello errante di Howl e Ponyo sulla scogliera hanno partecipato alla Mostra Internazionale di Venezia nel 2004 e nel 2008.

 

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