Un tempo tristemente nota per il narcotraffico

Medellin fiorisce d’agosto

Medellin fiorisce d’agosto
12 Agosto 2014 ore 11:35

Medellin, capitale della Colombia, è uno dei luoghi più sicuri dell’America Latina, e lo è da un po’ di tempo. La città dei trafficanti di droga si è ripulita negli ultimi decenni. Ha saputo sfruttare, con una certa dose di benefico opportunismo, la sua fama passata e ha introdotto il narcoturismo. Che non è illegale. Anzi, porta cospicui introiti ai contadini, i quali mettono in piedi finti laboratori di droga, camuffando i loro pollai. Oltre al (narco)turismo, i settori trainanti dell’economica colombiana sono costituiti dall’industria tessile e dalla floricoltura. La “città dell’eterna primavera” continua a lottare per tenere fede al suo nome e, almeno per qualche giorno ogni anno, lo fa con uno spettacolo mirabolante. Durante le prime due settimane di agosto, infatti, si celebra la Feria de las flores, la Festa dei fiori, che quest’anno si è tenuta dal 1 al 10 agosto.

 

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La storia del Festival inizia nel 1957, quando il signor Arturo Uribe, allora responsabile dell’Ufficio del Turismo, si mise d’impegno per cercare di attirare più visitatori in città. La cronaca non dice se la sua fu un’intuizione geniale, il lampo di un secondo, oppure se impiegò giorni, mesi, prima di riuscire a elaborare l’idea vincente. Ciò che sappiamo è che Medellin, fin dai lontani anni Cinquanta, è sempre stata uno dei maggiori produttori di fiori al mondo. Sicuramente il maggior produttore, per il signor Arturo Uribe. Si mise all’opera, contattò e convocò quaranta agricoltori, tutti di Santa Elena, un paese della cordigliera centrale vicino alla capitale. Il 1 marzo 1957 le strade della città sbocciarono, riempiendosi di silletas, le rotonde strutture lignee tradizionalmente impiegate per trasportare i fiori al mercato in Plaza de los Flores. Per l’occasione, divennero scudi ricoperti da fantasiose composizioni floreali, trasportati sulla schiena dai contadini, ribattezzati silleteros. L’iniziativa fu un successo. L’anno successivo, il 1958, la festa venne spostata nel mese di agosto, in cui si celebra anche l’anniversario dell’indipendenza del paese, formalmente riconosciuta il 7 agosto 1819.

 

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Da allora, alla sfilata dei silleteros si aggiunsero nuove attrattive, fino ad arrivare a ben 140 attrazioni culturali. Una vera cornucopia. Oltre alle mostre di fiori e di artigianato locale, si può visitare la Fiera Equina Nazionale, assistere alle sfilate d’auto d’epoche e partecipare al Festival delle Orchestre e a quello, nazionale, di poesia. Non si può dimenticare, ovviamente, il Festival della Memoria, quello della canzone popolare, il concorso delle Donne Portento (ebbene sì), la sfilata delle capre, la passeggiata con i cani e il campionato nazionale della musica su quattro ruote.

Un elenco cha basta a togliere il fiato. Immaginate come deve essere, prendervi parte.

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