IN MOSTRA ALLA GAMEC

Novantanove ritratti (più uno) fatti con la biro Bic

Novantanove ritratti (più uno) fatti con la biro Bic
17 Giugno 2014 ore 11:02

Giuseppe Stampone, Ritratti – Bic Data Blue è la mostra inaugurata lo scorso 5 giugno alla GAMeC di via San Tomaso. Sulle grandi pareti bianche della sala che il museo dedica da anni agli artisti emergenti sono posizionati, a gruppi di venti, tutti i 100 ritratti realizzati appositamente per la mostra curata da Giacinto Di Pietrantonio.

Cento ritratti realizzati con la penna Bic, colore blu. L’incredibile precisione di questi lavori, i loro dettagli curati e la loro altissima definizione li rendono affascinanti come fotografie.
Bic Data Blue è un lavoro di arte contemporanea a tutti i livelli: i ritratti raffigurano artisti noti a livello internazionale e il mezzo utilizzato, la biro, è assolutamente innovativo.
La Bic, azienda leader nella produzione di biro e materiale da cancelleria, ha sposato completamente il progetto e si è impegnata nella produzione di un inchiostro particolare. Questa tonalità di blu che non ha ancora un nome (anche se l’artista spera che lo chiameranno Stamp One), contiene, in più, una percentuale di olio.
Ed è proprio l’olio a fare da filo conduttore fra questa mostra e i ritratti rinascimentali dell’Accademia, nobili dipinti a olio dei più famosi artisti del passato. Un altro tratto in comune con l’arte rinascimentale è dato dal sapiente uso della penna che l’artista romano adopera nel creare passaggi, livelli e velature.

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Tutto il lavoro proposto da Giuseppe Stampone riprende il concetto del “ritratto di corte” che ha segnato in modo significativo la storia dell’arte, a partire dalla classicità. La “corte” messa in mostra in Bic Data Blue è quella dell’arte contemporanea, dei suoi artisti e protagonisti, compreso un autoritratto di Stampone stesso. Personalità che hanno raccontato, interpretato e mediato la trasformazione del mondo e che ora, secondo il pensiero dell’autore, devono recuperare la propria etica e tornare a ricoprire il ruolo dell’artista. Tra questi troviamo il ritratto di Marina Abramović raffigurata con uno scorpione sul viso; di Ai Weiwei, artista, designer e attivista cinese; William Kentridge celebre artista sudafricano noto per i suoi disegni e incisioni; del greco Jannis Kounellis, nome di punta dell’arte povera; di Matthew Barney, regista e scultore statunitense; di Damien Hirst, capofila del gruppo YBAs (Young British Artists), con il suo immancabile teschio. La donna il cui ritratto è stato scelto come locandina della mostra è Shirin Neshat, artista iraniana che lavora sulla cultura islamica ed è nota per le sue fotografie di donne dal corpo ricoperto di scritte in calligrafia Persiana. Tra gli artisti italiani raffigurati da Stampone ci sono Maurizio Cattelan, Enzo Cucchi e Luigi Ontani. L’ultimo sarà protagonista di una mostra in GAMeC l’autunno prossimo.

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I ritratti non sono stati realizzati dal vero, ma servendosi di immagini trovate in internet. L’attenzione per questo aspetto è un altro elemento importante nel lavoro dell’artista. Giuseppe Stampone, infatti, è da tempo impegnato  in un progetto educativo che lega arte, didattica e nuovi media, con l’obiettivo di creare una metodologia didattica per le scuole. In Bic Data Blue il fatto che tutte le immagini usate per lavorare sui ritratti siano state prese da internet permette di ragionare sulla sovrapproduzione di immagini tipica della società contemporanea e sulla conseguente perdita di unicità.

Giuseppe Stampone è nato in Francia, a Cluses, nel 1974. Vive e lavora fra Teramo e Roma e viaggia per tutta l’Italia, rigorosamente in treno.

[Giuseppe Stampone, Bic Data Blue, 2013-2014. 100 disegni, penna Bic su carta. 40×55 cm cad. Courtesy l’artista e prometeogallery di Ida Pisani, Milano/Lucca. Foto: Giorgio Benni]

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