Fare memoria

A Peia un “Piccolo canto di Resurrezione” per non dimenticare le vittime del Covid

Cinque donne, canti e storie sul sagrato della parrocchiale: venerdì 11 settembre il Comune della Val Gandino ricorda le persone portate via dal coronavirus

A Peia un “Piccolo canto di Resurrezione” per non dimenticare le vittime del Covid
Val Seriana, 08 Settembre 2020 ore 17:55

Una serata dedicata alle vittime della pandemia, che anche in Val Gandino ha lasciato un’infinita scia di dolore. Venerdì 11 settembre, alle 21, l’Amministrazione di Peia propone un recital nel panoramico contesto del sagrato della parrocchiale di Sant’Antonio. Verrà proposto il Piccolo Canto di Resurrezione, di e con Francesca Cecala, Miriam Gotti, Barbara Menegardo, Ilaria Pezzera e Swewa Schneider. È la storia di Loba (una donna di due milioni di anni) che “raccoglie ossa” che rischiano di andare perdute. È custode di quanto sta morendo e di quanto è già morto. La sua figura ancestrale di donna selvatica fa da confine e tramite tra ciò che è vivo e ciò che è morto, tra ciò che è desueto e ciò che anela alla Resurrezione. La Loba canta gli inni della creazione, rimette in gioco vite, mondi, storie. La Loba è detentrice della memoria. È narratrice. La Loba con il suo canto restituisce la vita, trasfigurata però in qualcosa di nuovo.

«Qual è la nostra personale resurrezione? Di quali rituali abbiamo bisogno oggi? Che cosa abbiamo sepolto e cosa vogliamo ricomporre, liberare? Quante volte possiamo morire per poi rinascere?»: sono le domande che le autrici propongono al pubblico, supportate dalla consulenza drammaturgica di Silvia Baldini, dai costumi di Alessia Baldassarri e della luci di Pietro Bailo supportato da Francesca Albanese.

In scena ci saranno cinque donne, cinque voci che tentano di rispondere a queste domande. Come la Loba, raccontano storie di vite che anelano al cambiamento, al riscatto, alla guarigione e alla Resurrezione. Storie dal sapore acre, a volte tragicomico e dal ritmo variegato. Cinque voci diverse ma che si fondono in un unico affresco di racconti cantati e canti musicati. Voci che si fanno invettiva, poesia, preghiera e che si innalzano in canto. Un canto polifonico che si fa portavoce della rinascita e che ne assume tutte le sue caratteristiche: il dolore, il buio, la spinta, la rabbia, il pianto, la gioia, il riso che contagia che apre e libera. E ad ogni canto la memoria prenderà forma, risorgerà. La serata è a ingresso libero con prenotazione consigliata in Municipio (035.731108, orari ufficio).

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