Nasce il Comitato "InValcavallina"

Alla (ri)scoperta della Valcavallina che va alla conquista del turismo

Alla (ri)scoperta della Valcavallina che va alla conquista del turismo
05 Aprile 2016 ore 06:00

«Un diverso approccio culturale al turismo, al senso di appartenenza territoriale e al turista»: con queste parole Andrea Vanini, già assessore alla cultura a Trescore Balneario, presenta “InValcavallina”, un progetto teso al rilancio turistico della Val Cavallina, dei suoi luoghi e, perché no, anche dei suoi sapori. Il modello di riferimento è PromoSerio, l’agenzia di sviluppo locale della Val Seriana e della Val di Scalve, l’obiettivo rendere la Val Cavallina non più semplicemente «una valle di passaggio, fugace e temporanea», i protagonisti della svolta tutti coloro che nella zona hanno qualcosa di affascinante e tipico da offrire. Il Comitato dirigente, che è stato ufficialmente fondato il 12 dicembre scorso ma su cui già da mesi lavoravano i promotori, i 18 comuni della valle e una cinquantina di privati, ha appena presentato il proprio marchio turistico, che sarà rappresentato dalla stilizzazione di un rospo e dallo slogan “Fai un salto!”. Una scelta che ha trovato ispirazione in uno dei fenomeni faunistici più noti della Val Cavallina: ogni primavera, infatti, i rospi bufo-bufo, tipici della zona, scendono in riva al lago a deporre le uova, per poi tornare ai propri luoghi di provenienza sulle colline. Una particolarità naturalistica che, grazie all’abilità dello studio grafico Lino Olmo di Onore, rappresenterà InValcavallina in tutto il mondo.

 

La Val Cavallina: un’opera d’arte!La Val Cavallina: un’opera d’arte… vieni a scoprirla anche tu!(Disclaimer: Ogni riferimento a luoghi realmente esistenti è assolutamente voluto, anche se non esaustivo delle bellezze presenti nella nostra valle.)#valcavallina #invalcavallina

Pubblicato da In ValCavallina su Lunedì 14 dicembre 2015

 

L’idea di InValcavallina. Lo scopo della creazione del Comitato è evidente: mettere in primo piano le bellezze e le peculiarità della Val Cavallina, rendendola definitivamente una meta e non più un semplice punto di transito per i turisti. Un obiettivo che non intende essere perseguito semplicemente con uno sforzo, economico e promozionale, da parte delle amministrazioni, ma grazie ad una intelligente cooperazione fra pubblico e privato in cui il primo apparecchia la tavola in modo che i turisti possano gustare al meglio le pietanze proposte dal secondo. Il progetto è a 360 gradi, e non vuole lasciar fuori nulla: le sorgenti termali, l’oasi WWF della Valpredina, i castelli medievali, le innumerevoli possibilità di praticare sport all’aria aperta, i moltissimi ristoranti in cui gustare i tipici e altrove irripetibili prodotti locali; tutto, ovviamente, nella spettacolare cornice lacustre e montana della valle. I comuni hanno voluto stanziare alcune risorse, quantificate in un euro per abitante all’anno, il Comitato crea il network affinché il lavoro sia collettivo e teso alle medesime finalità, gli esercenti e i protagonisti della vita della Val Cavallina avranno terreno fertile per presentarsi al meglio al mondo del turismo.

Come lavorerà InValcavallina. La ricetta, grazie alla cooperazione con PromoSerio, sarà simile a quella che ha portato grandi successi, in termini di presenza turistica, in Val Seriana: identificazione del territorio con il brand e il portale turistico (per il momento ancora in fase Beta ma che si sta predisponendo per il lancio definitivo e operativo e che potrà gestire anche il servizio di booking), realizzazione di un piano di comunicazione attraverso i mass media e gli uffici stampa, e, contemporaneamente, la creazione del prodotto turistico vero e proprio, segmentato fra arte, natura, enogastronomia e corredato dalla presenza di itinerari turistici e pacchetti vari e articolati. È su questo punto che si svilupperà la collaborazione con i privati.

 

 

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Vanini: «Il percorso è lungo, dobbiamo essere pazienti». Il presidente del Comitato Andrea Vanini è soddisfatto del lavoro fin qui svolto, ma è anche ben conscio di quanta ancora sia la strada da percorrere: «Il marchio turistico è stato il primo obiettivo che ci siamo posti, siamo contenti del risultato: la Val Cavallina è da sempre considerata una valle di passaggio, fugace, temporanea, ma questa soluzione ci permette di usare questa cosa a vantaggio del territorio». Molte le risorse già recuperate dal comitato turistico, «a dimostrazione che lavorare in rete permette di reperire più facilmente le risorse, bandi e finanziamenti». Detto questo, «ci sono molte aspettative sul lavoro del comitato, che vogliamo mantenere. Ma il percorso è lungo: la promozione del territorio passa anche attraverso un diverso approccio culturale al turismo, al turista, e al senso di appartenenza territoriale. In questo dobbiamo essere pazienti, non ci sono scorciatoie che possiamo prendere, ma fare tutto il sentiero».

 

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