Il traguardo in Piazza Matteotti

A Daniel Martin il “Lombardia”

A Daniel Martin il “Lombardia”
04 Ottobre 2014 ore 11:08

L’eroe di giornata si chiama Daniel Martin, irlandese. E’ stato lui, 28enne corridore della Garmin-Sharp, a distaccare gli avversari poco prima dell’arrivo in Piazza Matteotti e ad aggiudicarsi la 108a edizione del Giro di Lombardia. Succede nell’albo d’oro allo spagnolo Joaquin Rodriguez (Katusha), che si era imposto nelle ultime due edizioni.

Alle spalle di Martin, che lo scorso anno era arrivato quarto, si è piazzato, con 1” di ritardo lo spagnolo Alejandro Valverde (Movistar). Terzo il portoghese e iridato nel 2013 Rui Costa (Lampre-Merida). Il sardo Fabio Aru (Astana), che qui praticamente è di casa visto che vive a Ponte San Pietro e le salite le conosce benissimo, è arrivato nono.

Erano in tanti a provarci e gli sguardi dei tifosi erano tutti per Kwiatkowski, fresco campione del mondo che con la sua bella maglia arcobaleno, e per Contador, il vincitore della Vuelta.

Ce n’era per tutti i gusti, e di più per gli scalatori. Il percorso è stato tosto, bello, avvincente. Da Como a Bergamo, 256 chilometri tutti da vivere. La prima difficoltà è stata il Ghisallo dal versante di Bellagio (8 chilometri, pendenza media 6,2%, massima 14%). A seguire il Colle dei Pasta, il Colle Gallo (7,4 chilometri, max 10%) e il Passo di Ganda, che è lungo 9,2 chilometri con una media del 7,2% (massima del 15). A 27 chilometri dall’arrivo il Berbenno. Finale con un passaggio mozzafiato da Città Alta, attraverso Porta Garibaldi e la Boccola con lo strappo in pavé che fa un po’ classica del Nord. Prima del traguardo, ancora 1,8 chilometri di discesa con arrivo sul Sentierone a piazza Matteotti.

L’Astana è riuscita a presentarsi a questo Giro di Lombardia nonostante la positività di Maxim Iglinskiy. È servito un cavillo per dare ai corridori della squadra kazaka la possibilità di presentarsi al via. Iglinskiy ha posticipato la sua confessione a dopo la corsa, da quel momento scatterà anche la sospensione della squadra. Dettaglio da molto, considerando che Aru – uomo di punta per questo Lombardia – teneva moltissimo all’evento. «Non voglio entrarci. È un problema che riguarda la squadra», ha liquidato il corridore. Aru non si è presentato in sala stampa, ma nei giorni scorsi aveva fatto intendere di voler provare a vincere la corsa. «Per essere completo, un corridore non può puntare solo ai grandi giri: deve saper vincere anche una classica». Ci aveva già provato due volte, in entrambe si era ritirato. Questa volta, però, è stato diverso. L’esperienza al Giro d’Italia, e anche quella alla Vuelta, hanno dato ad Aru la maturità giusta per tentare l’exploit.

Certo non lo ha favorito l’arrivo (non molto duro). Kwiatkowski non ha brillato. «La settimana scorsa ho cambiato completamente la mia vita. Dopo aver vinto il campionato del mondo è stato difficile concentrarsi sul Lombardia. Ma sono quel tipo di persona che non si mette a celebrare una vittoria e pensa sempre alla prossima corsa». Non era facile confermare quanto di bello ha fatto appena poche settimane fa. «Ho rivisto il Mondiale, e l’ho fatto con il commento in polacco. Non ho pianto, ma ci è mancato poco». Lunedì, dopo la corsa, Kwiatkowski era stato accolto a Varsavia come un eroe. Ha raccontato che la notte si svegliava, guardava la maglia arcobaleno e poi faceva fatica a riaddormentarsi. «Però quando ieri ho messo la maglia per allenarmi» ha detto ancora Kwiatkowski «mi sono sentito bene». L’ultimo a vincere il Lombardia con la maglia iridata era stato Paolo Bettini (2006).

108° GIRO DI LOMBARDIA IN BREVE

Il percorso: 254 chilometri, da Como (il via alle 10.25) a Bergamo (arrivo previsto intorno alle 17).

Le difficoltà: Ghisallo, Colle Gallo, passo di Ganda, Berbenno; l’ultima, città alta a Bergamo, a 3400 metri dal traguardo.

Le squadre: 25 al via (Katusha, AG2R La Mondiale, Androni, Astana, Bardiani, Belkin, BMC, Caja Rural, Cannondale, Colombia, FDJ, Garmin, IAM, Lampre, Lotto, Movistar, Neri Sottoli, Omega Pharma, Orica, Europcar, Giant, NetApp, Sky, Tinkoff, Trek).

I favoriti e i loro dorsali: 151. Alejandro Valverde (Spa), 131. Rui Costa (Por), 171. Michal Kwiatkowski (Pol), 1. Joaquim Rodriguez (Spa), 115. Daniel Martin (Irl), 61. Philippe Gilbert (Bel), 231. Alberto Contador (Spa), 31. Fabio Aru (Ita), 177. Rigoberto Uran (Col), 66. Samuel Sanchez (Spa).

I grandi assenti: Vincenzo Nibali, Chris Froome, Peter Sagan, Simon Gerrans, Greg Van Avermaet.

I successi: 67 italiani nelle 107 edizioni disputate, 12 belgi, 11 francesi, 5 svizzeri.

Il record: 5 vittorie per Fausto Coppi, fra il 1946 e il 1954

Albo d’oro recente: 2004 Damiano Cunego; 2005 Paolo Bettini; 2006 Paolo Bettini; 2007 Damiano Cunego; 2008 Damiano Cunego; 2009 Philippe Gilbert (Bel); 2010 Philippe Gilbert (Bel); 2011 Oliver Zaugg (Svi); 2012 Joaquim Rodriguez (Spa); 2013 Joaquim Rodriguez (Spa).

Tv: diretta RaiSport 2 ed Eurosport dalle 14.30, su RaiTre dalle 15.

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