Cose di casa nostra

Bergamospia (si dice, non si dice) Aggredire un fascista non è reato?

Bergamospia (si dice, non si dice) Aggredire un fascista non è reato?
27 Luglio 2015 ore 12:50

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Caso Sacbo, Gallone delusa dalla politica
Povero Sorte: dopo i treni, grane anche dagli aerei

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Con uno stringato comunicato, la Sacbo “ha preso atto” della decisione della Provincia di inserire nel cda il piddino Giampiero Benigni al posto dell’incompatibile Enrico Piccinelli. La mossa del presidente Rossi, avallata dal coordinatore di Forza Italia Alessandro Sorte, ha provocato crepe profonde nel centrodestra. Alessandra Gallone, non interpellata, l’ha presa male. Intervistata dal Corriere, parla di “logica di spartizioni” e minaccia di dimettersi da vice coordinatrice del partito. Poi, su Facebook, rincara la dose: «Se la politica non ritrova la sostanza della preparazione, l’umiltà del rispetto e l’obiettivo del servizio le persone migliori decideranno di non impegnarsi più per il bene pubblico». E ancora: «Se non sei aggressivo, arrogante e spregiudicato vieni preso per debole e quindi non degno di considerazione». A Sorte saranno fischiate le orecchie. Povero assessore (regionale) ai Trasporti, che estate difficile. Non bastavano i treni, adesso arrivano grane anche dagli aerei.

 

Il Bosco Ovest è una terra di nessuno 
Qualcuno si ricordi della periferia

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C’era una volta il Bosco Ovest. Doveva essere il grande polmone verde della zona sud di Bergamo – tra San Tomaso, Colognola e Grumello – è diventato una terra di nessuno dove si aggirano personaggi che te li raccomando. Lavori in corso fino a data da destinarsi: l’area è recintata per modo di dire, i vialetti sono stati abbozzati e poi lasciati incompiuti. Passano le amministrazioni, cadono le foglie e il Bosco resta una malinconica chimera, ormai scomparso dall’agenda politica. Nessuno se ne ricorda più, e tantomeno se ne cura. Bello e giusto lucidare accademie e monasteri, per carità. Però non dimentichiamoci delle periferie: il “rammendo” urbano (e umano) parte dai margini. Lo ha detto il Papa, lo ha ripetuto Renzo Piano. Qualcuno li ascolti.

 

Aggressione democratica al fascista da bar
Ma nessuno difende il “Colazione da Tiffany”

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Il fascismo da bar non va giù agli antagonisti del cappuccino. Sabato pomeriggio sei individui (inclusa una donna) hanno fatto irruzione nel “Colazione da Tiffany” di via San Bernardino, urlando di togliere i poster del duce e le altre amenità esposte con orgoglio dal titolare Vinicio Morzenti. Già che c’erano, hanno sputato addosso alla moglie e minacciato di far ritorno per prenderla democraticamente a cinghiate. Episodio grave, eppure ignorato dai politici che, in questi casi, hanno sempre l’indignazione pronta in canna. Morzenti da parte sua lascia correre e dice che per ora non sporgerà denuncia per non far perder tempo alla Questura. Più che a Mussolini, sembra ispirarsi a Gandhi (ci somiglia pure). Ma sul non violento in camicia nera sarà meglio vigilare, perché anche i fascisti hanno il diritto di poter lavorare in pace, senza rischiare di pigliar botte. O no?

 

Al cimitero con lo sponsor

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Serve un nuovo minibus per i visitatori del cimitero monumentale, ma il Comune di Bergamo non ha i soldi. Ecco, allora, l’idea: cercasi sponsor che sostenga la spesa per i prossimi tre anni, in cambio di marchi ben visibili da esibire sulle fiancate. Mentre si andrà a far visita al caro estinto, insomma, toccherà sorbirsi uno spot a quattro ruote. Niente di strano, né di scandaloso. Il fine giustifica il mezzo. A condizione che ci si ricordi di rispettare il luogo. E che si evitino slogan maldestri della serie “una telefonata allunga la vita”. L’ironia è l’anima della pubblicità, ma per una volta sarà meglio rimanere seri.

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