Cose di casa nostra

Bergamospia (si dice, non si dice) Benemerenze, perché Anghileri no?

Bergamospia (si dice, non si dice) Benemerenze, perché Anghileri no?
25 Novembre 2015 ore 09:16

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Vandali alle case Aler, un mistero pericoloso

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Le case Aler di Via Carnovali sono senza pace. Dopo 12 anni di lavori – segnati da traversie assortite delle imprese che si sono succedute nel cantiere, compreso un fallimento provocato dalle estorsioni della camorra – giovedì scoccherà l’atteso giorno dell’inaugurazione e della consegna dei primi appartamenti. Qualcuno però ha deciso di fare la festa a modo suo: da quando l’Aler ha dato l’annuncio dell’apertura si sono ripetuti i raid notturni. Lampioncini divelti, sassate alle vetrate, vernice sui muri. Vandali? Forse. Intimidazione? Chissà. Di sicuro tempi e modalità sono sospetti. Chi può avere interesse a danneggiare gli edifici popolari? L’Aler non se lo spiega. Un mistero che andrà risolto in fretta, visto che tra poche ore le case saranno abitate.

 

«Dite no ai mafiosi, siete ancora in tempo»

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Cosa si può fare per tamponare le infiltrazioni mafiose al Nord? Lo suggerisce, in un’illuminante intervista concessa all’Eco, padre Giovanni Ladiana, gesuita in trincea contro la ‘ndrangheta. Primo: «Non bisogna fingere che il problema sia degli altri perché la responsabilità è anche tua». Secondo: «Quando i clan vengono a proporti qualcosa ci sono due soluzioni: o si dice sì o si dice no. E al Nord fate ancora in tempo a dire no». Giusto, però rischioso. «Ma se accetti le loro condizioni sei un morto che vive. E allora che vita è?». Rispondano i tanti don Abbondio che si piegano volentieri – per paura o convenienza – ai voleri dei mafiosi. Se uno non ce l’ha, il coraggio non se lo può dare. Però, cercando meglio in fondo all’anima, almeno un po’ lo può pur trovare.

 

Benemerenze, Tentorio: «Anghileri escluso per ripicca»

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L’esclusione dalle benemerenze dell’ex consigliere comunale Giuseppe Anghileri, noto per il suo strenuo impegno a favore dei quartieri e di Borgo Santa Caterina, non è andata giù a Franco Tentorio. «È una vendetta politica postuma…», ha sibilato l’ex sindaco. Secondo quanto rivela l’Eco, il veto sul nome sarebbe stato messo in effetti da tutta la maggioranza. «Gli si è voluto far pagare le sue battaglie contro le scelte urbanistiche della Giunta Bruni», ha continuato Tentorio, criticando anche Gori: «Non può farsi condizionare dalle ripicche dei partiti verso un avversario politico».

 

Conti in tasca ai consiglieri regionali orobici: Bruni il più ricco

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Come ogni anno la Regione rende noti i redditi dei suoi consiglieri. Il bergamasco più ricco del Pirellone resta l’ex sindaco Roberto Bruni, che ha dichiarato al fisco 263.315 euro, quasi 70mila in più dell’anno scorso. «Si è aggiunta la pensione», spiega. Seguono, con ampio distacco, il forzista Alessandro Sorte (154 mila euro) e la consigliera del Partito dei Pensionati Elisabetta Fatuzzo (144.140 euro). Il Paperone resta in assoluto l’assessore allo Sviluppo economico, il bresciano Mauro Parolini, inarrivabile con i suoi 386 mila euro.

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