Cose di casa nostra

Bergamospia (si dice, non si dice) La triste ex biblioteca Tiraboschi

Bergamospia (si dice, non si dice) La triste ex biblioteca Tiraboschi
31 Luglio 2015 ore 08:33

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Che tristezza quei portici in stile liberty
Dimenticati da tutti, anche dal Comune

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Ci sono pezzi di Bergamo dimenticati. La gente passa e manco li vede più. Pure le amministrazioni comunali, alla fine, se ne dimenticano. I turisti invece li notano, soprattutto quelli che arrivano in treno. È il caso dei bei porticati in stile liberty dell’ex biblioteca Tiraboschi. Sono lì nell’angolo del giardino, recintati da una rete malridotta e assaliti da edera ed erbacce varie. Una volta ospitavano il mercato al coperto, ora giacciono malinconicamente vuoti. Sarebbe bello restituirgli una funzione, magari in continuità funzionale con il modernissimo edificio della nuova biblioteca. Fa tristezza vedere che, proprio dove si conserva il sapere, il passato viene inghiottito dall’oblio.

 

Alla Trucca c’è una micropalude 
L’assessore Ciagà salvi l’airone

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Va bene che la Trucca era una zona acquitrinosa, però uno stagno insalubre in fondo al parco, a pochi metri dall’ospedale, non è il massimo della vita. Il piccolo bacino, nei piani dell’amministrazione Tentorio, avrebbe dovuto ospitare romantiche barchette a remi. Non se ne è fatto nulla e ora, complice la siccità estiva, si è trasformato in una micropalude maleodorante, coperta di alghe verdastre. Persino l’airone che ormai vive stabilmente nel parco se ne tiene prudentemente ai margini, senza osare intingere le zampette. L’assessore al Verde Leyla Ciagà si faccia un giro e prenda nota. Urge bonifica.

 

Niente gnocchi e polenta, il pollo unge troppo 
I gusti difficili degli schizzinosi baby bergamaschi

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I baby bergamaschi non mangiano gli gnocchi al pomodoro, rifiutano le lenticchie, avanzano la polenta. E, schizzinosi come sono, non toccano nemmeno le coscette di pollo per paura di ungersi le dita. L’Eco riferisce che in due settimane in nove scuole elementari cittadine sono rimasti nel piatto 1.108 chili di cibo. I pargoli dai gusti sofisticati fanno i difficili, abituati come sono alle squisitezze al microonde cucinate dalle mamme in carriera sempre di corsa. Una mancanza di educazione (alimentare) che produce un intollerabile spreco. Asl e Comune stanno studiando rimedi: uno consisterà, banalmente, nel ridurre le porzioni. Nel frattempo, si potrebbe rispolverare la frase dei nonni di fronte agli avanzi: «Pensa ai bambini che muoiono di fame in Africa». Sarà anche retorica, però almeno mette in tavola un didattico senso di colpa.

 

Ponte San Pietro inventa il vicesindaco balneare

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Ponte San Pietro si inventa il vicesindaco balneare. Prima di chiudere la valigia, il primo cittadino Valerio Bonaldi ha nominato l’assessore Valentino Fiori suo alter ego. Sconcerto tra i consiglieri, che hanno pensato a un improvviso e inatteso siluro sparato contro Marzio Zirafa, detentore della carica dal 2011. Niente di tutto questo. Il motivo non è politico, ma stagionale: sia Bonaldi che Zirafa hanno prenotato le vacanze in agosto, dunque serviva un sostituto. Ma siccome il regolamento non prevede l’automatismo, occorreva un decreto ad hoc. Al rientro basterà un altro identico provvedimento per rimettere a posto le poltrone. L’anno prossimo sarà meglio attrezzarsi per tempo. Semplificando il regolamento oppure, come consigliano sempre le Autostrade, programmando partenze “intelligenti”.

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