Cose di casa nostra

Bergamospia (si dice, non si dice) Pinilla e gli ecologisti di Pontida

Bergamospia (si dice, non si dice) Pinilla e gli ecologisti di Pontida
26 Luglio 2015 ore 13:13

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Fontana spegne le telecamere di Gandi
(che era contrario ma ha cambiato idea)

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Mentre l’afa concede una tregua, la politica trova il modo di accaldarsi con la polemica della domenica. Tema del contendere, le telecamere della videosorveglianza in città. «Ne metteremo 21 in più» annuncia il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Sergio Gandi in un’intervista all’Eco di Bergamo. Ma l’onorevole Gregorio Fontana e il consigliere Stefano Benigni, due che devono avere una memoria d’elefante, gli rinfacciano di averle bocciate nel 2010, quando il centrodestra decise di aumentarne il numero. Allora, dicono Fontana e Benigni, Gandi si preoccupava della privacy dei cittadini. «Timori che adesso, però, sembrano tutti spariti». Di qui l’idea che si tratti di un bluff, oppure che le nuove telecamere servano a pizzicare i furbetti della ztl. Gandi replica che cambiare idea si può e assicura che il Grande Fratello non servirà a tartassare gli automobilisti indisciplinati.

La tolleranza dell’assessore tende comunque allo zero. Infatti chiede più controlli in via Moroni, annuncia un giro di vite sullo spaccio in via Bonomelli e avverte gli okkupanti della cascina Ponchia e degli altri immobili comunali: «Il Comune non può consentire l’occupazione abusiva, questa gente va mandata via». Viste da sinistra, sembrano quasi parole di destra.

 

Riotta a Lizzola per parlare dei profughi

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Rai Tre si arrampica in Val Seriana per parlare di profughi e immigrazione. “Parallelo Italia”, la trasmissione condotta da Gianni Riotta, salirà fino a Lizzola. Un’occasione per parlare di quanto accade in questa difficile estate, e possibilmente capire. Su Facebook qualcuno annuncia che parleranno quelli del comitato “Tutti uniti per la valle”, contro chi o cosa non si sa. Ci saranno anche residenti della zona, come se quelli del comitato fossero marziani. C’è chi annusa aria di cagnara e si chiama fuori: «Non vengo perché non so sbraitare in pubblico». Le premesse non sono delle migliori, ma aspettiamo. Siamo sicuri che Lizzola saprà esprimere il meglio di sé.

 

Pinilla prende la mira con la doppietta 
ma non ditelo agli animalisti di Pontida

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In attesa di rientrare a Bergamo, Mauricio Pinilla ha speso gli ultimi giorni di vacanza per concedersi  una battuta di caccia nei boschi del suo Cile. In tenuta mimetica e con la doppietta in mano, ha preso la mira sulla selvaggina locale, in attesa di riprendere a impallinare i portieri della serie A. Un allenamento utile. Ma non ditelo agli animalisti. Potrebbero arrivare con i fischietti, come a Pontida settimana scorsa. Il buon Pinigol potrebbe scambiarli per arbitri e forse finirebbe peggio che con i cacciatori bergamaschi.

 

Astino luogo di spirito e di spritz

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«La gente non va ad Astino per la birra, ma perché è bello». Fabio Bombardieri, presidente della Mia, spegne così le polemiche di chi inorridisce nel vedere l’ex monastero trasformato in bar ristorante di charme. Bisogna essere pratici, spiega Bombardieri: per rientrare dalle spese di ristrutturazione (28 milioni) occorreva vendere l’anima – se non al diavolo – almeno al commercio. «Luogo dello spirito o dello spritz?». Si chiede l’Eco. Forse di entrambi. E non c’è davvero niente di male. Del resto, dice Bombardieri, «Astino deve autofinanziarsi per non tornare a crollare». Alzi la mano chi preferiva i vecchi ruderi.

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