Cose di casa nostra

Bergamospia (si dice, non si dice) Pontoglio-Cividate, bega sul cartello

Bergamospia (si dice, non si dice) Pontoglio-Cividate, bega sul cartello
18 Dicembre 2015 ore 09:16

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Ponteranica, tornano furti e polemiche

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Ponteranica, dopo un apparente periodo di tregua, torna a esser flagellata dalla piaga dei furti in casa. Alcuni residenti, esasperati, hanno appeso addirittura uno striscione: «Attenzione, zona presa di mira dai ladri». La Lega cavalca la protesta, l’ex sindaco Aldegani lancia una campagna su Facebook martellando la bacheca con statistiche e articoli di giornale, corredati da una didascalia contro il suo successore e l’assessore alla sicurezza: «Basta! Nevola e Ceruti, siamo stanchi di voi!». Spunta anche un volantino padano con un fotogramma che ritrae un “ragazzo di colore” mentre entra in una proprietà privata. Sotto la Maresana è tornata la paura. E anche la polemica.

 

Pontoglio-Cividate, bega sul cartello

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Pontoglio, comune bresciano al confine con Bergamo, si è autodefinito «paese a cultura occidentale e di profonda tradizione cristiana», con tanto di cartello all’ingresso del territorio comunale. «Chi non intende rispettare cultura e tradizioni locali è invitato ad andarsene» è il brusco sottotitolo. Ma il gesto dell’amministrazione leghista non è piaciuto ai vicini di casa bergamaschi di Cividate. Il sindaco Gianni Forlani (lista civica Comunità Democratica) l’ha definito una «buffonata». Minacciando però guai seri: «Faremo una segnalazione alle istituzioni». Il derby (e la bega) del cartello è solo all’inizio.

 

«Ci vorrebbe un Roncalli musulmano»

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«Io cerco un Angelo Roncalli musulmano». Lo dice in un’intervista all’Eco di Bergamo Mohammad Sammak, consigliere del Gran Muftì del Libano e intellettuale di spicco nel mondo islamico. Secondo Sammak, una figura dello spessore di Papa Giovanni XXIII servirebbe perché «ha insegnato come rispettare e valorizzare i credenti di tutte le altre religioni e credeva nell’umanità come una famiglia». Con un uomo del genere, aggiunge, si potrebbero riunire i 2.450 dotti e imam più rappresentativi per arrivare a una interpretazione unitaria del Corano, «che si confronti con le sfide umane contemporanee». Una sorta di Concilio Vaticano II prestato all’Islam, insomma. «Papa Giovanni costruiva ponti. E Papa Francesco continua su quella strada. Noi dobbiamo avere più coraggio». Parole forti e coraggiose, ma la soluzione ai problemi non è facile. Perché, ripete Sammak, «ci manca un Roncalli».

 

Bettoni torna in pista: vuol fare il presidente dell’Aci

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A volte ritornano. Valerio Bettoni esulta per aver vinto la battaglia sulle elezioni dell’Aci di Bergamo. Il commissario Aurelio Filippi aveva prorogato di 15 giorni la scadenza di presentazione delle liste (non c’erano candidati) e Bettoni aveva fatto ricorso al Tar di Brescia, che lo aveva accolto. Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione, respingendo l’appello dell’Aci. Intanto il commissario è decaduto e ci saranno nuove elezioni. Stavolta correrà anche “ol Betù”, che ora ha possiede i requisiti necessari. Allacciate le cinture.

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