Cose di casa nostra

Bergamospia (si dice, non si dice) Andate piano con le benemerenze

Bergamospia (si dice, non si dice) Andate piano con le benemerenze
24 Ottobre 2015 ore 09:59

Che cosa si dice, che cosa si scrive, ma soprattutto cosa non si dice e non si scrive (solitamente) della nostra città. Tra sussurri e grida una raccolta indiscreta.

 

Ubi d’America (sbarcherà a Manhattan)

Evento UBI Banca - Consolato NY

Ubi Banca è volata a New York per parlare delle prospettive di sviluppo delle imprese italiane all’estero. “A discussion on the internationalization of Italian Companies” è il titolo dell’incontro che si è tenuto presso il Consolato Italiano al 690 di Park Avenue. Victor Massiah, Chief Executive Officer del Gruppo UBI Banca e Rossella Leidi, Chief Business Officer e Vicedirettore Generale di Gruppo, hanno incontrato i rappresentanti delle banche internazionali, delle sedi di corrispondenza delle banche italiane nella Grande Mela e delle principali istituzioni economiche italiane presenti in città. Ubi porta avanti una visione sempre più globale: oltre alla rete di uffici di rappresentanza già estesa in Europa, Asia e America Latina, il gruppo ha lanciato Ubi World, piattaforma integrata di servizi per chi fa affari all’estero. E dopo l’apertura di una sede a Dubai lo scorso agosto, è già partita la richiesta per sbarcare anche a Manhattan.

 

Risposte lente, Paganoni a Tentorio: senti chi parla

Chi di interrogazione ferisce di interrogazione perisce. Simone Paganoni, consigliere comunale dalla memoria d’elefante, risponde all’ex sindaco Tentorio, che aveva denunciato la lentezza delle risposte della giunta Gori. Il capogruppo di Patto Civico gli rinfaccia la mancata risposta a ben 23 interrogazioni durante il suo mandato, 8 delle quali rivolte direttamente a lui. Lo stesso Paganoni chiese lumi sul contratto Internet del Comune e sulla destinazione dell’ex Gres, senza mai riuscire a soddisfare la sua curiosità. Rispondere alle interrogazioni, insomma, costa tempo e fatica. Sia a destra che a sinistra.

 

Italcementi, Beschi e Misiani fuori dal coro

Antonio Misiani

Due voci si staccano dal coro timido e sommesso che accompagna la vicenda Italcementi. Una è quella del vescovo Francesco Beschi, che scrive ai lavoratori del gruppo e si dice pronto a incontrarli: «Desidero manifestarvi la mia solidarietà e quella dell’intera Comunità cristiana e l’impegno mio e di tutti coloro che con ricchezza spirituale e competenza collaborano con me, affinché la situazione di grave incertezza che vivete con sentita preoccupazione sia affrontata e superata insieme da tutti coloro che con diverse responsabilità sono chiamati ad agire per la difesa dei lavoratori, per il bene di ciascuno e dell’intera comunità». L’altra voce è quella dell’onorevole Antonio Misiani, che riflette su Facebook: «Quanta amarezza, rabbia, senso di abbandono nelle parole dei lavoratori Italcementi. Sono parole che meritano risposte». Da chi? «In primo luogo da Italmobiliare e dalla famiglia Pesenti, che con i lavoratori e la comunità bergamasca hanno un grande debito da onorare». Il sasso è lanciato, senza nascondere la mano.

 

Un gesto poco benemerito

 

maguire's esplosione

È tempo di candidature alle benemerenze civiche (segnalazioni fino al 30 ottobre, consegna il 18 dicembre in Comune) e un solerte cittadino avanza la proposta di attribuirle ai quattro nordafricani che per primi tentarono di soccorrere Gigi Parma all’interno del pub Maguire’s che bruciava. Chissà se il buon cittadino sa che dall’entourage del gruppetto si fece avanti un tizio che tentò di vendere ai giornalisti il filmato del rogo, con le urla del povero Gigi. Un gesto decisamente poco benemerito.

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