Arte per ridere

Cinquecento anni di satira politica in 50 vignette alla Biblioteca Mai

Cinquecento anni di satira politica in 50 vignette alla Biblioteca Mai
09 Febbraio 2018 ore 09:55

Arte per ridere: alla biblioteca Angelo Mai, in collaborazione con il Fondo Paolo Moretti per la satira politica, dal 9 febbraio al 5 maggio una mostra da non perdere sulla caricatura dal ‘500 a oggi. Curatori della mostra sono Elisabetta Manca, direttore della biblioteca Angelo Mai, coadiuvata da Luca Guaschetti e dall’intero staff della biblioteca stessa e Paolo Moretti, proprietario del Fondo.

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Moretti, che da quarant’anni coltiva L’insana passione (così si intitola il libro che ha dato alle stampe lo scorso anno) per la satira politica, ha presentato la mostra in questi termini: «In una rapida, ma curiosa e intrigante carrellata di vari artisti di secoli diversi, volutamente limitata alla caricatura italiana, è possibile vedere l’evoluzione del segno grafico con una particolare attenzione agli artisti che attraverso pochi tratti essenziali hanno saputo cogliere e rappresentare aspetti caratteristici con un raffinato lavoro di introspezione psicologica. Un esempio di collaborazione tra il Fondo Paolo Moretti, una biblioteca privata specializzata nel settore della satira e della caricatura, e la civica biblioteca cittadina tesa a dimostrare la qualità della caricatura italiana dai tempi di Leonardo da Vinci all’attualità, non trascurando il disegno grafico dell’800 qui rappresentato in particolare dai maggiori esponenti della scuola napoletana, nonché del primo ’900, con artisti di valore quali Tirelli e Sacchetti».

 

 

 

«La mostra è stata una stimolante occasione anche per la biblioteca per ricercare materiale prezioso o curioso in suo possesso sullo specifico argomento e per presentare alcune pubblicazioni locali di Bergamo e provincia che dimostrano che anche sul territorio, in particolare tra la fine dell’800 e l’inizio del ’900, era presente una vena umoristica poco conosciuta. Scopo della mostra è anche quello di far conoscere agli studenti e alle nuove generazioni questo genero artistico di eccellenza non sempre riconosciuto come tale. L’adesione di alcune scuole fa comprendere che il messaggio è stato opportunamente recepito».

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