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In uscita nelle sale a Natale

Clint Eastwood, di nuovo lui e un film che interroga l’America

Clint Eastwood, di nuovo lui e un film che interroga l’America
Eventi 06 Ottobre 2014 ore 12:29

Mancano ancora mesi alla sua uscita, prevista per Natale, e il nuovo film diretto da Clint Eastwood fa già scalpore. Un po’ perché è lui, Clint Eastwood, che da quando si è messo alla regia confeziona film encomiabili (uno per tutti, Gran Torino, 2008). Un po’ perché ha sostituito Steven Spielberg, a riprese già iniziate. E un po’ perché il film, American Sniper, si basa sull’autobiografia di Chris Kyle, il cecchino (sniper, appunto) più abile e spietato che gli Stati Uniti abbiano mai avuto.

A recitare nei panni del protagonista è Bradely Cooper, che ha così ottenuto il ruolo più impegnativo di una carriera trascorsa recitando in commedie, telefilm (Sex and the City) e film romantici (La verità è che non gli piaci abbastanza, A proposito di Steve, Il lato positivo). Al suo fianco c’è Sienna Miller, nei panni di Taya, moglie di Chris Kyle.

 

 

Chris Kyle è nato in Texas nel 1974 e ha imparato a sparare da bambino, quando accompagnava il padre durante le battute di caccia. Faceva parte dei Navy Seals, il corpo militare statunitense noto per avere catturato e ucciso Osama bin Laden nel 2011. In Iraq, dove il cecchino portò a termine quattro campagne militari, uccise a suo dire 250 uomini, 160 secondo il Pentagono. Tra i ribelli iracheni era noto con il nome di “diavolo di Ramadi”, la città distante un centinaio di chilometri da Baghdad che ospitava il suo campo-base. Non falliva mai un colpo e riusciva sempre a sopravvivere alle imboscate, uscendone ferito solo lievemente. Sul suo capo pendeva una taglia di 80 mila dollari, ma nessuno è mai riuscito a catturarlo. Per gli stessi motivi, ma considerati dalla prospettiva opposta, era soprannominato “La Leggenda” tra i Seals, i Marines e i soldati dell’esercito Usa. La sua autobiografia racconta che a Falluja era riuscito a colpire a morte un uomo a 2 km di distanza.

 

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Benché desiderasse restare nell’esercito, diede ascolto alle preghiere della moglie e presentò il suo congedo. Soffrì per un certo periodo del disturbo che colpisce i veterani di guerra, la sindrome post-traumatica di guerra (PTSD) che si aggravò nel 2009, quando incominciò anche a bere. Fondò la Craft International, una società che vende servizi di difesa personale ai privati e propone corsi di addestramento personalizzato per ex veterani o agenti in attività ed era impegnato in attività a supporto dei veterani di guerra. Il 2 febbraio 2013, per un tragico scherzo del destino, è stato ucciso in un poligono di tiro a Rough Creek Lodge (Texas) da un giovane ex-marine, il 25enne Eddie Routh, anche lui affetto da PTSD.

La sceneggiatura del film è stata scritta da Jason Hall e sarà prodotto dalla 22nd & Indiana Pictures di Bradley Cooper e dalla Mad Chance Productions di Andrew Lazar. L’attesa è tanta, anche perché tutti si chiedono come Eastwood abbia voluto trattare una storia così delicata, per la famiglia di Kyle e per l’intera società americana.

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