Dedicata al cibo

Expo -16, conto alla rovescia A Milano per incontrare il mondo

Expo -16, conto alla rovescia A Milano per incontrare il mondo
13 Aprile 2015 ore 16:50

La febbre cresce. Qualche giorno fa Samantha Cristoforetti ha spedito dallo spazio una suggestiva immagine di Milano di notte, con la sua ragnatela immensa di luci che si allargano ben oltre il confine urbano: «Just a few weeks until @Expo2015Milano … are you ready to meet the world in Milan?».

 


“Siete pronti a incontrare il mondo a Milano?” In realtà il mondo è già arrivato a Milano, in questi giorni assediata dal pubblico del Salone del Mobile, con albergi totalmente overbooking. E il mondo è arrivato anche dentro Expo, dove più della metà dei 6.400 operai e tecnici chiamati al rush finale sono stranieri. Expo ormai è al conto alla rovescia. Passando per l’autostrada A8, che porta a Varese o Como, si scorgono pezzi di cantiere, attivi 24 ore su 24. Si vede l’Albero della Vita innalzato in mezzo al lago in quattro e quattr’otto da manovalanze bresciane; si scorge il Padiglione Italia, con la sua architettura tutta traforata, che ansimando cerca di farsi trovare pronto per l’appuntamento del primo maggio. Fra due giorni hanno assicurato che verranno smontate le gru che ancora febbrilmente lavorano per mettere gli ultimi pezzi al loro posto.

 

 

Sarà un’Expo un po’ sui generis quella milanese. Per capirlo basta proseguire qualche centinaio di metri sulla stessa autostrada: lì si scopre che contiguo all’area espositiva si alza un carcere, quello di Bollate. In sostanza i detenuti con le celle orientate a Ovest potranno affacciarsi su Expo. Anche loro comunque sono stati coinvolti, e tutte le mura del penitenziario verranno coperte di murales con l’aiuto di street artist.

 

bollate carcere expo

[I detenuti del carcere di Bollate partecipano a Expo attraverso diversi progetti artistici]

 

È un’Expo diversa, che per una volta ha evitato di fare ricorso ai “joint pavilions”, contentitori dove si dava spazio alla rinfusa a quei Paesi che non potevano permettersi di costruire padiglioni propri (a Shanghai erano 43 Paesi in un unico gigantesco contenitore…). Questa volta invece ci saranno i Cluster, nove padiglioni in cui i Paesi più poveri sono stati invitati a presentarsi a seconda delle loro ricchezze naturali: ci sono i Paesi del cacao, quelli del caffè o quello del riso, e così via. Chi li ha visti assicura che saranno una delle vere sorprese di Expo2015.

Sarà un’Expo strana, perché avrà il cibo come tema portante, ma è difficile immaginare un sito meno bucolico di quello che gli è stato destinato. Il milione di metri quadrati dell’area è infatti circondato da tre autostrade (A8, A 4 e A52, la Tangenziale Nord di Milano), da una linea dell’alta velocità, mentre a Est sono stati appena conclusi i giganteschi ponti che dai parcheggi di Cascina Merlata immettono in autostrada. Insomma un orto globale, nel cuore di uno dei crocevia più trafficati d’Europa.

 

 

Per alleggerire questa sensazione di assedio, l’area è stata perciò pensata come un’isola. La grande piattaforma di cemento infatti è tutta circondata dall’acqua che arriva tramite canali dal Ticino. Avrebbe dovuto essere il ritorno a Milano città d’acqua come quella che sotto i Visconti aveva permesso il miracolo della costruzione del Duomo, con i marmi che via lago Maggiore arrivavano sin sotto il cantiere, sempre sui barconi. Ma il sogno è rimasto a metà. L’acqua arriva, ma poi, invece di imboccare altri canali per congiungersi al Naviglio, viene scaricata nell’Olona. C’era stato anche il timore che un accordo cappio con la Svizzera (il Ticiono nasce in territorio elvetico) in caso di siccità riducesse i canali in povere pozze. Ma proprio ieri il ministro Galletti ha annunciato che è stato raggiunto l’accordo di tenere sempre il lago Maggiore a 1,5 metri sopora lo zero idrico.

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