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Il film da vedere nel weekend Alla ricerca di Dory, adorabile

Il film da vedere nel weekend Alla ricerca di Dory, adorabile
01 Ottobre 2016 ore 05:00

Regia:  Andrew Stanton, Angus MacLane.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

 

L’uscita di Alla ricerca di Nemo nel 2003 contribuì non poco a rafforzare la posizione di avanguardia, oggi ormai assodata, che i Pixar Studios rivestono nel mondo dell’animazione. Perfetto nella sua semplicità favolistica, il film diretto da Andrew Stanton (già autore di A bug’s life) funzionava soprattutto perché riusciva a rivolgersi a quasi tutte le fasce di pubblico grazie ad una sceneggiatura attentamente studiata. Personaggi diversi alternavano momenti comici ad altri di grande valore drammatico, senza tralasciare la sempre funzionale contrapposizione ad un antagonista malvagio. Come in altri film della Pixar, l’ottica alienata sul mondo sottomarino risultava, alla fine, estremamente funzionale e – soprattutto – aiutava a gettare una luce diversa anche sul mondo degli spettatori. Nemo era però una storia autoconclusiva, che non lasciava in effetti spazio ad eventuali sequel. Meglio ricorrere alla formula dello spin-off, costruendo una storia parallela focalizzata sul personaggio di Dory.

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La piccola pesce chirurgo svolgeva, nel film originale, la funzione della spalla comica. Un ruolo che era stato costruito alla perfezione, come dimostra l’affezione del pubblico nei confronti del suo strampalato personaggio. In Alla ricerca di Dory è proprio lei la protagonista assoluta e il suo essere affetta da una preoccupante forma di amnesia diventa il motore comico (e non solo) di tutta la vicenda. Ambientato un anno dopo il primo film, il lungometraggio prende avvio da un ricordo che fulmina la mente di Dory, quello della sua famiglia. Una famiglia perduta, evidentemente, che la protagonista decide di voler ritrovare a tutti i costi. Parte così un nuovo viaggio nell’oceano, parallelo a quello effettuato in Nemo, in compagnia di Marlin e – ovviamente – del protagonista del film originale. Dopo una serie di interminabili peripezie i nostri riusciranno nel loro intento, accompagnati da una schiera di personaggi natanti tutti caratterizzati in maniera particolare e a tratti quasi assurda.

 

giphy

 

Tutto ruota intorno alla figura di Dory, all’imprevisto emergere di un ricordo nella sua zoppicante memoria. Il suo è un viaggio di scavo all’interno di una vita che ha evidentemente dimenticato ma, soprattutto, un viaggio collettivo dove ognuno dei personaggi incontrati è portatore di una particolarità che, nel panorama massificante della propria specie, lo rende unico. Esattamente come lei e Nemo, il quale a sua volta era caratterizzato da un problema alla pinna. È solo mettendo insieme le proprie abilità particolari che il gruppo riuscirà ad arrivare a destinazione, verso un passato sconosciuto ma sperato.

Proprio per questa sua capacità di nascondere, dietro un dispositivo smaccatamente comico, la tragicità quotidiana di una esistenza monca, Alla ricerca di Dory si presenta come uno dei film Pixar più maturi prodotti ad oggi. Dopo i travagli interiori di Inside Out, si ritorna insomma ad una storia più tradizionale, ma non per questo meno efficace. A saper leggere fra le righe, dietro le squame dei coloratissimi pesciolini protagonisti, Dory è ancora una volta un titolo dall’elevata ambizione pedagogica, che oltre a far divertire i bambini potrebbe essere in grado di insegnare loro qualcosa di molto utile sulla condivisione di limiti ed esperienze. Senza parlare, ovviamente, della straordinaria qualità delle animazioni messe in campo da Pixar, che alternando rocambolesche acrobazie e visioni d’insieme dell’ambiente marino, lasciano veramente senza fiato.

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