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Il film da vedere nel weekend Il sacrificio del cervo sacro, crudele

Il film da vedere nel weekend Il sacrificio del cervo sacro, crudele
Eventi 29 Giugno 2018 ore 09:15

Regia: Yorgos Lanthimos.
Con: Colin Farrell, Nicole Kidman, Barry Keoghan, Raffey Cassidy, Sunny Suljic.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

Se si dovesse fare un censimento geografico dei film che arrivano nelle nostre sale, ci si renderebbe drammaticamente conto che la maggior parte dei titoli vengono dagli Stati Uniti o appartengono al mercato nazionale. Salvo clamorose eccezioni, è raro che il pubblico non abituato a frequentare i festival (soprattutto alcuni), abbia cognizione di cosa succede nelle cinematografie europee o di Paesi di altri continenti. Per fare in modo che autori anche di grandissimo talento possano ricevere una circolazione più pervasiva delle loro opere, solitamente, ci si deve appoggiare al mercato statunitense, utilizzandone spesso anche gli attori. Questo non è certamente un male, soprattutto se ci consente di fare la conoscenza di registi prima sconosciuti, ma bisogna considerare che in quel caso la loro estetica ci apparirà comunque mediata da un filtro di cui non possiamo dimenticare l’esistenza.

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È il caso, ad esempio, del regista greco Yorgos Lanthimos, senza dubbio una delle voci più interessanti di tutto il cinema contemporaneo e del quale in Italia non si è quasi sentito parlare. Nelle sue opere, girate in maniera impeccabile e con un gusto per la costruzione degli spazi che ha pochi rivali sulla scena, il regista viviseziona e porta al collasso le istituzioni del mondo borghese, decostruendo in particolar modo l’istituto della famiglia. Tutti i suoi film sono una sorta di critica sociale portata all’ennesima potenza, recuperando l’eversività di registi come Buñuel (L’angelo sterminatore). Il sacrificio del cervo sacro riprende e amplifica tutti questi elementi e lo fa mettendo in scena un ottimo cast hollywoodiano (i due protagonisti sono Colin Farrel e Nicole Kidman).

Il protagonista è Steven, un famoso cardiologo che ha una bellissima famiglia composta dalla moglie e i due figli (Kim e Bob). Senza che loro ne sappiano nulla, tuttavia, l’uomo si incontra clandestinamente con un ragazzo di nome Bob. Non ci è dato sapere – almeno inizialmente – quale tipo di rapporto li leghi, ma è chiaro che si tratta di una parte della vita del medico di cui la famiglia non ha cognizione. È quando dei misteriosi e inspiegabili sintomi cominciano a colpire i famigliari di Bob che la situazione si complica, sino a un drammatico punto di rottura.

 

 

L’afflato del film è senza dubbio epico: la composizione della vicenda, il numero dei personaggi e il tenore degli eventi non possono che riportare alla mente le grandi composizioni della Grecia classica, che qui vengono calate in un contesto ipermoderno ma non meno incline ad accoglierle. Lo spettatore è catturato da un disegno oscuro e morboso e percepisce sin dall’inizio che qualcosa è fuori posto, senza sapere esattamente che cosa sia. Mentre la tensione monta progressivamente egli ha il tempo di conoscere i personaggi e di entrare nella loro psicologia, finemente descritta da Lanthimos. Poi, d’improvviso, tutto cambia e la tragedia si compie: qui la tensione non si scioglie, ma anzi si protrae in modo quasi insostenibile. La risoluzione non cancella colpe e delitti, ma getta invece su di loro una luce ancora più oscura.

Il sacrificio del cervo sacro, senza scendere troppo nel dettaglio di una trama finissima e contorta, si presenta come uno dei film imperdibili di questo anno cinematografico, un’occasione unica per confrontarsi con un cinema diverso dal solito, potentemente evocativo e dotato di un fascino indubbiamente peculiare. La sua costruzione potrebbe certamente risultare poco fruibile per qualcuno, ma vale senza dubbio la pena di recarsi in sala e, per una volta, di provare ad usufruire di un cinema meno immediato.

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