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Il film da vedere nel weekend The Greatest Showman: il circo!

Il film da vedere nel weekend The Greatest Showman: il circo!
30 Dicembre 2017 ore 04:45

Regia: Michael Gracey.
Con: Hugh Jackman, Michelle Williams, Zac Efron, Rebecca Ferguson, Zendaya, Keala Settle, Yahya Abdul-Mateen II, Paul Sparks, Diahann Carroll, Fredric Lehne, Natasha Liu Bordizzo.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

Il circo è un tipo di intrattenimento oggi abbastanza criticato dal punto di vista etico soprattutto per quanto riguarda la gestione degli animali e il loro ingabbiamento/addestramento. A fronte di questo elemento, l’arte circense non gode di oggi di una grandissima fortuna neanche a livello economico, dal momento che è stata rimpiazzata da intrattenimenti più veloci, facilmente disponibili e relativamente meno costosi. Non si va più nei tendoni a vedere gli artisti perché è molto facile accedere ad esperienze più immersive con un clic. Per molto tempo però il circo è stato un evento spettacolare di grandissima importanza socio-culturale, quasi lo specchio di un’epoca. Nell’Ottocento, quando il cinema ancora non esisteva, le persone si ritrovavano per assistere a spettacoli inediti, provenienti da un altrove lontano. Nei circhi sfilavano anche freaks come donne barbute e gemelli siamesi: tutto ciò che la società riconosceva come alieno o estraneo veniva messo in scena come oggetto spettacolare.

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Charlie Chaplin ha dedicato al circo un omonimo film comico, tutto incentrato sui gesti dei circensi e sul loro carattere spettacolare. Un film irripetibile, di un’altra epoca e di un’altra sensibilità. Oggi il circo viene raccontato dal cinema piuttosto di rado ed è per questo che il film The Greatest Showman, in questi giorni in sala, costituisce un caso veramente interessante. A dirigerlo, spettacolare e coloratissimo come un vero circo, Michael Gracey, qui alla sua prima prova importante. Il film è non a caso ambientato nell’Ottocento; protagonista è un bambino che, dopo un’infanzia infelice e una serie di occupazioni piuttosto colorite (come il Museo delle stranezze) approda infine a un circo, con tutta la sua ricca casistica di artisti più o meno sfortunati. Phineas Taylor Barnum (questo il nome del bambino divenuto ormai uomo), un abilissimo imprenditore di se stesso e dell’intrattenimento, mattatore delle folle e degli spettacoli.

The Greatest Showman, il titolo lo rende subito chiaro, non è tanto un film sul circo e, magari, sui suoi lati oscuri, ma su un uomo e sulla sua parabola esistenziale. Lo spazio circense diventa insomma una sorta di palcoscenico, dove Barnum è l’unico protagonista. Ciò causa un generale schiacciamento nella profondità degli altri personaggi ma al contempo arricchisce il vero fulcro della narrazione di una vastità di sfaccettature difficilmente evidenziabile altrimenti. Certo, sullo sfondo rimane un intero spaccato socio-culturale. Il mondo di quegli anni, con le sue abitudini e i suoi riti, emerge con intelligenza e senza rubare la scena al motore narrativo del film. L’equilibrio ricercato dal regista è assai raffinato e si nutre di questa compartecipazione fra contesto e individui.

 

 

Sono questi gli elementi più interessanti del film che, proprio in virtù della sua forte componente narrativa, si presenta come un validissimo titolo sia dal punto di vista commerciale (è un film che si lascia vedere piacevolmente in tutte le occasioni), che da quello estetico-espressivo (la fotografia e le scenografie sono curatissime).

Si tratta, come già detto, di un equilibrio assai raro che comunque non ci si aspetterebbe di trovare in un regista come Michael Gracey, che affronta con grande intelligenza e maturità il suo primo film di una certa importanza. Un risultato più che positivo, che lascia ben sperare per le sue prossime opere.

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