Grazie, Atalanta

Foto e video di una notte di festa

13 Dicembre 2019 ore 06:00

Tu chiamale, se vuoi, emozioni. No, neanche la musica ci viene in aiuto davanti a tutto questo, davanti a questa Atalanta. Perché la gioia è ed è stata così forte che non c’è modo di descriverla, di raccontarla attraverso citazioni o parole. Il 3-0 in terra ucraina, l’esplosione di gioia nelle case e nei bar, i caroselli in centro città, l’abbraccio collettivo a Orio. La notte insonne con il cuore che batteva forte, il risveglio con le occhiaie ma il sorriso stampato in volto. L’inverno fuori, l’estate dentro e la voglia che quella notte e questo giorno non finiscano mai. Più che tutto questo, raccontano le bellissime foto dei cinquecento nerazzurri che erano a Kharkiv e il video della squadra in arrivo all’aeroporto locale per tornare a casa, accolta da un pezzo di popolo in festa. Ma non solo.

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C’è anche la parte di popolo restato a Bergamo, restato a casa, che non ha potuto fare a meno di esplodere in una gioia infantile e pura, per questo bellissima. Santa Lucia è arrivata con una notte d’anticipo quest’anno, e l’ha fatta con un velo nerazzurro. Subito dopo il fischio finale del direttore di gara tedesco, ai Propilei e per le strade della città le bandiere, le sciarpe e le maglie sono iniziate a fioccare come neve, la quale invece ha atteso qualche ora prima di farsi vedere. Clacson, cori, lacrime e sorrisi, come racconta il video qua sotto.

 

 

E poi il passaparola, il tam-tam che tutti aspettavano: si va a Orio! In migliaia, nel freddo e sotto un primo timido nevischio, incuranti delle lancette che scorrevano inesorabili e del fatto che il giorno dopo uffici, officine e scuole li avrebbero attesi, sono rimasti lì, fuori dallo scalo bergamasco, a cantare e gioire in attesa del ritorno degli eroi. E alle 2 passate eccoli, ebbri di entusiasmo tanto quanto i tifosi che li aspettavano. Sorrisi così non li avevamo mai visti. Il Papu e Muriel son saliti sul tetto del pullman, danzando sotto la pioggerella, quasi in un ballo mistico. Sotto, fumogeni e bandiere, urla e abbracci.

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È l’Atalanta d’Europa, questa. È Cenerentola, che se n’è fregata della zucca e del bon ton e s’è andata a prendere ciò che le spettava con le sue forze. È la festa di chi, inaspettatamente ma meritatamente si ritrova nell’Olimpo del calcio, tra le sedici migliori squadre d’Europa. È un sogno dal quale ci siamo svegliati e che è continuato anche nella realtà.

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