Firmato Walt Disney Studios

Il film da vedere nel weekend Into the woods, un viaggio fiabesco

Il film da vedere nel weekend Into the woods, un viaggio fiabesco
04 Aprile 2015 ore 08:00

Regia: Bob Marshall
Cast: Meryl Streep, Emily Blunt, James Corden, Anna Kendrick, Chris Pine, Billy Magnussen, Johnny Depp, Lilla Crawford, Lucy Punch, Daniel Huttlestone, Tammy Blanchard, Tracey Ullman, Christine Baranski, Simon Russell Beale, Frances de la Tour, Annette Crosbie, Joanna Riding, MacKenzie Mauzy.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

Il cinema ha sempre subito la fascinazione dei mondi fantastici e degli scenari da fiaba, proprio a causa della sua vocazione magica che lo accompagna dai tempi dei suoi esordi. In questi ultimi anni, però, la produzione fantasy ha subito una vera e propria impennata, forse come riflesso dei tempi che stanno mutando e nei confronti dei quali le favole hanno un ruolo consolatorio. Into the woods, in uscita in questi giorni sugli schermi italiani, si colloca proprio in questo panorama. In un piccolo villaggio confinante con il bosco, tutti gli abitanti coltivano con grande speranza il sogno di poter cambiare la loro vista per sempre, confidando in un ballo a corte, in un bimbo da allevare con amore e tutto ilresto. Sarà come sempre la magia a permettere loro di avvicinarsi un po’ di più ai propri obiettivi, attraverso rocambolesche avventure che li metteranno di fronte a tutti i personaggi classici delle fiabe, riletti in una chiave nuova e moderna.

Dall’idea originale dell’interessante musical omonimo, Into the woods riprende il concetto di base dello spettacolo del 1987 scritto dalla coppia Lapine/Sondheim, intrecciando insieme alcuni elementi delle classiche storie per l’infanzia. Così, in un unico film, ritroviamo (con un certo bambinesco piacere) Cenerentola, Cappuccetto Rosso, Raperonzolo e Jack (proprio quello della pianta di fagioli) e l’onnipresente strega dalla bellezza sfiorita e condannata all’infelicità. Come se non bastasse, tutto si svolge nel bosco che dà al film il suo titolo e che – da sempre – è il luogo privilegiato per le storie di tutti i tempi e luoghi.

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Sì, perché se i personaggi delle fiabe sono di solito bambini, orfani, giovani, personaggi insomma che sono ancora indefiniti e lontani dall’età adulta, e l’intrico degli alberi boschivi costituisce la perfetta metafora del viaggio di formazione, che porterà i personaggi a crescere confrontandosi con le proprie paure o, perché no, vendicandosi delle ingiustizie subite dai genitori. Into the woods è, insomma, una vera e propria celebrazione della fiaba, con tutte le sue situazioni e le sue accettabili stranezze. Ma non è solo questo, per fortuna. Il regista è molto abile a mostrare quanto ci sia di profondamente umano e condivisibile nelle situazioni descritte nelle fiabe, nella disillusione di Cenerentola insoddisfatta di un principe che ha tradito le sue aspettative, ad esempio. Così la fiaba è, in fin dei conti, una metafora spesso anche un po’ troppo amara della vita, con le sue speranze e – soprattutto – le sue delusioni.

E così il destino del regno sembra condannato e il calare dell’oscurità, lo spezzarsi degli amori e delle promesse si fa inesorabile. Una fiaba, allora, che non è solo racconto utile per imparare a vivere e a convivere con i propri spauracchi, ma soprattutto oscura malvagità. Finalmente, verrebbe da dire. Perché se Disney ci ha ormai abituato a vedere le fiabe come un oggetto consolatorio, allegro e davvero a misura di bambino, non bisogna mai dimenticare che la loro natura profonda è un’altra e che spesso nascondevano problematiche e turbamenti molto inquietanti. Ogni tanto, grazie a film come Into the woods, non fa male ricordarlo.

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