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Il film da vedere nel weekend Hunger Games, la battaglia finale

Il film da vedere nel weekend Hunger Games, la battaglia finale
28 Novembre 2015 ore 02:30

Regia: Francis Lawrence.
Cast: Jennifer LawrenceJosh HutchersonJulianne MooreWes ChathamElden Henson, Robert Knepper, Gwendoline Christie, Michelle Forbes, Eugenie Bondurant, Natalie Dormer, Elizabeth Banks, Sam Claflin, Liam Hemsworth, Jena Malone, Willow Shields, Philip Seymour Hoffman, Mahershala Ali, Stanley Tucci, Woody Harrelson, Donald Sutherland, Stef Dawson, Evan Ross, Jeffrey Wright.
Dove vederlo a Bergamo e provincia: qui.

 

Quella di Hunger Games è stata senza dubbio una delle grandi narrazioni del nostro tempo. È stata in grado di catalizzare in sala una vera e propria fiumana di fan, che ne hanno decretato il successo commerciale sia in patria che in Italia. Eppure, spulciando in rete – soprattutto se si è cinefili un po’ più navigati –, ci si rende conto che la vicenda non solo non ha niente di troppo originale, ma appare pure profondamente debitrice di un film culto come Battle Royale. C’è addirittura chi sospetta di un plagio dell’omonimo giapponese, per intendersi. Non si vuol certo arrivare a tanto, ma vale la pena di segnalare che per molti il successo della serie è almeno in parte inspiegabile. Non è così per chi, con un occhio forse meno critico ma capace di lasciarsi coinvolgere dal lato più sapientemente di intrattenimento dei film, ha visto come queste nuove epiche cinematografiche hanno saputo tradurre ed attualizzare un senso di insicurezza e problematicità caratteristico del nostro tempo.

 

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La ribellione prende piede sempre più velocemente: i distretti si sono uniti vincendo le proprie differenze e la battaglia finale è alle porte. A guidare le armate della ribellione è ovviamente Katniss, dotata di un’immagine tanto potente da aver saputo riunire attorno a sé gli altri gruppi prima in competizione. La sua voce è l’unica a venire ascoltata, i suoi gesti i soli ad essere imitati. Insoddisfatta di essere stata ancora una volta usata come strumento nelle mani di qualcun altro, la ragazza decide però di abbandonare i ribelli per inseguire da sola il proprio sogno di vendetta. Dopo aver voltato le spalle alla ribellione, però, i giochi si complicano e Katniss si trova sola e assediata da nemici.

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Come tutte le grandi storie del cinema (salvo quelle che vengono imprevedibilmente riaperte, come Star Wars), anche Hunger Games ha concluso il suo ciclo, dopo aver infiammato i cinema di tutto il mondo. Vale ora la pena di chiedersi, alla fine dei giochi, quale siano il messaggio ultimo ed il senso di questa gigantesca operazione commerciale. Checché se ne dica, anche i detrattori dovranno ammettere che Katniss è stata in grado di proporsi come il simbolo di una generazione, ritagliandosi uno spazio sempre più ampio con il procedere della vicenda. E, in questo mondo distopico dove la legge è quella della violenza dell’uomo contro il proprio simile, il fatto che sia proprio una donna a dominare nell’agone della lotta non è di poco conto. È la storia di una nuova gioventù, che si forma in mezzo alle difficoltà e riesce alla fine – esercitando il suo potere persino sugli uomini – a dominare.

 

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Basta lasciar parlare le immagini e ci si renderà conto senza difficoltà, ad esempio, che quello di Peeta è un personaggio passivo, che non ha capacità di azione e non riesce a mantenere la propria incolumità senza farsi assorbire dagli altri (dai buoni, quando Katniss lo salva, o dai cattivi, quando gli viene fatto il lavaggio del cervello). Ma quest’ultimo episodio, a ben vedere, ci dice anche qualcosa che noi dovremmo sapere bene, seppure con un tono leggermente diverso. Katniss fugge dalla ribellione, non si fida del nuovo “regime” che sembra ormai pronto a prendere il potere, perché sa che le cose in questo modo non miglioreranno. Non siamo troppo lontani dalla prospettiva dipinta da Alessandro Manzoni quando ci raccontava, nei Promessi Sposi, l’incapacità di agire delle grandi folle arrabbiate.

Ma, anziché abbandonare le possibilità di azione, Katniss preferisce partire per un viaggio solitario alla ricerca della propria affermazione finale, quella contro la grande mente che ha ordito il gioco al massacro. Nel complesso, un finale più che degno allora, che non mancherà di accontentare gli ormai numerosissimi fan della serie. Si consiglia, ovviamente, di recuperare i precedenti episodi prima di gettarsi al cinema a vedere l’epilogo.

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