«Resteremo in serie a»

Immagini di uno stadio ritrovato

Immagini di uno stadio ritrovato
03 Marzo 2015 ore 09:30

Damato fischia tre volte. La partita è finita. Nonostante il tifo incessante di un dodicesimo uomo finalmente ritrovato, l’Atalanta esce dal suo stadio, pieno e aperto a tutti dopo mesi di chiusura, con un’altra sconfitta sul groppone. Ma la Nord, che ha incitato i beniamini nerazzurri per 90’, non si arrende e canta: «Resteremo in Serie A».

Peccato, l’occasione per chiudere parzialmente il discorso salvezza già domenica 1 marzo era davvero ghiotta, soprattutto dopo la sconfitta del Cagliari nell’anticipo dell’ora di pranzo. Ma così non è andata. Nel primo tempo, sostenuta da un tifo calorosissimo, l’Atalanta trova il vantaggio con quello che è il suo guerriero per eccellenza, Guglielmo Stendardo. Un boato di gioia risuona per tutto lo stadio pieno di gente e Willy, difensore col vizio del gol, urla tutta la sua gioia correndo sotto la tribuna fino alla curva Nord dove non ci sono più buchi, ma solo tifosi uniti nei cori ed esultanti alla rete di uno dei giocatori atalantini più apprezzati. «Noi vogliamo questa vittoria» e «Vinci per noi magica Atalanta». Sembra l’inizio di una festa, di una di quelle feste bellissime, perfette e che vorresti non finissero mai.

 

 

In apertura di match, in Curva Pisani la coreografia è spettacolare: migliaia di cartoncini bianchi che, all’ingresso delle due squadre sul terreno di gioco, vengono voltati e mostrano una scritta nerazzurra: «Contro ogni difficoltà, riprendiamoci la Serie A». La Sud non è da meno con l’esposizione di uno stemma gigante su cui campeggia la magica Dea. Anche gli altri settori del Comunale sono carichi e la partita regala emozioni. Le accelerazioni di Papu Gomez e di Emanuelson sono scandite da grandi applausi e il pubblico di fede atalantina canta a più non posso: «Vinci per noi magica Atalanta», «Alè Atalanta alè, ovunque ti seguirem, conquista la vittoria, lotta, vinci per noi». Addirittura parte anche un coro contro gli storici rivali del Brescia. Sembra tutto perfetto.

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Ma il film della partita, bellissimo e pieno di entusiasmo fino ad allora, cambia improvvisamente copione. Nel secondo tempo è infatti tutta un’altra storia: la Samp va ad aggredire gli spazi lasciati vuoti dagli atalantini e trova il pareggio con un bel diagonale di Muriel. I tifosi, seppur dispiaciuti, non mollano e intonano a gran voce  il coro più famoso che rimbomba dal Comunale alla Maresana: «Forza Atalanta, vinci per noi!». Il resto dello stadio continua a applaudire i nerazzurri, ma il gol di Okaka ammutolisce il Comunale. Non è finita, un vero dodicesimo uomo si vede quando le cose si fanno difficili e, in particolare dalla Curva Nord, si levano due cori: «Lottate fino alla fine!» e «Siamo sempre con voi, non vi lasceremo mai!». Siamo però al 90’, l’arbitro Damato di Barletta concede tre minuti di recupero. Papu Gomez, il neo-entrato Denis (a lungo acclamato dalla curva) ed Emanuelson provano a raddrizzare il risultato, almeno per portare a casa un buon pareggio. Ma non c’è nulla da fare. La Samp esce con i tre punti in tasca e la Dea è costretta a soffrire fino alla fine di questo turbolento campionato. Ma i tifosi ci credono lo stesso e non lasciano per nulla al mondo i nerazzurri da soli tantomeno adesso che lo stadio è stato finalmente riaperto: «Resteremo in Serie A». Anche se sconfitta, l’Atalanta sa che per la corsa salvezza può contare al 100% sul suo fantastico e sempre fedele dodicesimo uomo.

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