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Le incredibili foto aeree del nuovo Shanghai Disneyland

Le incredibili foto aeree del nuovo Shanghai Disneyland
13 Febbraio 2015 ore 12:50

Fece il giro del mondo, l’8 aprile 2011, le cerimonia di posa della prima pietra del cantiere del Shanghai Disneyland Resort. Forse per la prima volta nella storia, infatti, un emblema del mondo a stelle e strisce stringeva un accordo per mettere radici nella più grande metropoli della Cina, Shanghai. Oggi, quasi 4 anni dopo, Bob Iger, numero uno della Walt Disney Company, ha annunciato che la data di apertura del parco, inizialmente prevista per fine 2015, traslerà alla primavera del 2016. Nessun ritardo, ma la volontà di rendere il parco già ricchissimo di attrazioni il giorno dell’inaugurazione, invece di essere costretti a continui lavori di ampliamento a porte già aperte.

 

 

Il sogno diventa realtà. Quell’8 aprile 2011, Iger e Yu Zhengsheng, segretario del partito comunista della città, resero noti molti particolari del progetto, soprattutto cifre e numeri: il parco, che sta sorgendo nel distretto di Pudong, a pochi chilometri dall’aeroporto, prevedeva un costo iniziale di 3 miliardi di dollari e ha comportato, negli anni, il trasloco di circa 2mila famiglie e 300 negozi del quartiere di Chuansha. L’accordo era arrivato dopo lunghissimi negoziati tra gli Stati Uniti e Pechino, durati circa 10 anni. La Disney sarà proprietaria di minoranza del parco: solo il 43% sarà suo, il restante 57%, invece, sarà di proprietà della Shanghai Shendi Group, una società pubblica creata appositamente e di cui fanno parte la Shanghai Radio e la Film and Television Development. La società di gestione del parco, invece, sarà al 70% di proprietà della Disney. L’obiettivo dichiarato allora era di raggiungere i 7,3 milioni di visitatori all’anno, assorbendo così anche la crisi del parco Disney di Hong Kong, aperto nel 2005 ma con un buco di bilancio spaventoso. Pensato come perno del mondo Disney in Oriente, infatti, si sono subito riscontrati diversi problemi logistici: i cinesi non sono ancora una popolazione così ricca da permettersi un viaggio a Hong Kong, senza contare che essendo una città a statuto speciale, i cinesi che vogliono varcare i confini per andare a visitare il parco sono costretti a procedure burocratiche estenuanti. Proprio i deludenti numeri di Hong Kong hanno dato, nel 2010, l’accelerata decisiva per concludere l’accordo con Shanghai.

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Le novità. Nei giorni scorsi, la Walt Disney Company ha reso noto lo slittamento della data di inaugurazione. Uno slittamento dovuto agli enormi lavori che si stanno compiendo negli oltre mille ettari di cantiere del parco. Le prove le ha fornite la società stessa sul proprio profilo Facebook, dove ha postato delle stupefacenti foto aeree del cantiere: per la prima volta viene mostrata l’area dove sorgerà il parco ed è un fermento di costruzioni in divenire, gru e operai. Un’area enorme, destinata a diventare il luogo da sogno di milioni di bambini cinesi. I costi, nell’arco degli ultimi 4 anni, sono nel frattempo lievitati: dai 3 miliardi iniziali si è presto passati a oltre 4 miliardi, poi a 4,5. Ad aprile 2014 la compagnia Disney e la Shendi, socia della Disney in questa operazione, hanno annunciato lo stanziamento di altri 800 milioni di dollari, portando il costo totale del parco a 5,3 miliardi di dollari, per far sì che sin dal primo giorno ci siano un numero ancora maggiore di attrazioni, spazi verdi e negozi. È la prima volta nella storia dei parchi a tema che si annuncia un ampliamento di queste proporzioni ancora prima di portare a termine il cantiere.

 

i pirati dei caraibi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un mondo da sogno. Oltre a lievitare i costi, la Disney ha saggiamente rilasciato, nel corso degli anni, poche ma mirate informazioni su come sarà il parco. Quanto è bastato perché la curiosità degli appassionati (e non) di tutto il mondo fosse stuzzicata. Le certezze sono poche, ma si parte dal fatto che il classico castello delle favole che domina tutti i parchi Disney sarà, a Shanghai, il più grande e alto mai realizzato, con tanto di enorme scala a chiocciola, lago in cui verranno organizzati giri in barca e diversi pannelli tecnologici e interattivi. Mancherà invece l’abituale “Main Street”, la strada centrale ricca di negozi e costruita con l’intento di ricordare il classico centro abitato americano dell’Ottocento. Al suo posto ci sarà un enorme lago attorno a cui si snoderà l’area commerciale. Gli hotel saranno due, uno di lusso (il Shanghai Disneyland Hotel) e uno di fascia più bassa, ispirato al cartone Toy Story.

 

 

Iger, già il giorno dell’inaugurazione, sottolineò come l’impronta sarà quella classica del mondo magico Disney, rivista però in chiave cinese, ovvero con molti richiami alla ricca cultura orientale. Ad esempio è già stata annunciata un’area del parco chiamata “Giardino dei Dodici Amici”, in cui il mondo Disney si legherà alla tradizione dei dodici segni zodiacali cinesi. Un’altra novità resa nota dalla società di Burbank è la presenza di un’area del parco interamente dedicata ai film I Pirati dei Caraibi. Certa è anche la rivisitazione di diversi classici dei parchi Disney in chiave meno “occidentale” e in grado di avvicinarsi maggiormente ai gusti del pubblico cinese. La curiosità è molta e anche il numero uno della Disney, Iger, fatica a contenere l’entusiasmo. L’ultima dichiarazione al riguardo l’ha rilasciata pochi giorni fa: «Abbiamo appena firmato l’accordo per il Shanghai Disneyland Hotel e stiamo finendo di accordarci sulle ultime minuzie architettoniche del parco. Presto lanceremo i casting per assumere i centinaia di intrattenitori necessari a offrire uno spettacolo di livello ai visitatori. È emozionante vedere prendere vita così, sotto i nostri occhi, questo parco. L’arte, la maestosità, la grandezza e l’attenzione ai dettagli che si vede qui… Beh, è sorprendente». Non ci resta che aspettare per sapere se anche il mondo riterrà sorprendente l’ultima “fatica” della Disney. Le foto, per ora, lo sono.

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