Crimini e comicità

La locanda di Goldoni diventa B&B Commedia noir con Laura Morante

La locanda di Goldoni diventa B&B Commedia noir con Laura Morante
31 Gennaio 2018 ore 12:52

Intrighi, crimini, infatuazioni e avvenimenti strani caratterizzano La locandiera B&B, commedia noir di Edoardo Erba liberamente ispirata a La locandiera di Goldoni, in scena dall’1 al 4 febbraio (ore 20.30, tranne la domenica, alle 15.30) al Creberg Teatro, per la regia di Roberto Andò, con Laura Morante nelle vesti della protagonista, una moderna Mirandolina che poco a che fare con l’originale del ‘700. «A partire dal nome, sono Mira – afferma la grande attrice toscana – Questo lavoro è nato come work in progress dopo una prima versione più aderente al testo originale, poi si è allontanato come uno specchio deformante in cui La locandiera è riflessa. È un thriller, un testo autonomo in cui la protagonista non è più una ragazza in età da marito ma una donna sposata e consapevole delle sue capacità seduttive. Dell’ambientazione goldoniana resta soprattutto la casa fiorentina, i personaggi sono loschi figuri, c’è addirittura un killer anche se resta una commedia, direi che è uno scherzo sul giallo».

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La regia è affidata alle sapienti mani di Roberto Andò, nome nobilissimo del cinema e del teatro d’autore. A completare il cast agli attori Bruno Armando, Roberto Salemi, Danilo Narghinelli, Eugenio Ferrara e le giovani attrici figlie d’arte Eugenia Costantini (sua madre è la Morante, che tra l’altro è nipote della scrittrice Elsa) e Giulia Andò nei panni di due attrici equivoche, in odore di escort. «Il mio personaggio – afferma la Costantini – è una escort surreale, sui generis, mattacchiona, divertente, che parla a sproposito».

Da locanda a villa. La locanda della Mirandolina goldoniana si trasforma qui in un moderno bed and breakfast che si trova un’antica villa fiorentina in cui Mira si ritrova coinvolta in una strana cena organizzata dal marito con ambigui uomini d’affari. La commedia di Erba, disegnando il sorprendente profilo di Mira, traccia con surreale leggerezza un inedito ritratto dell’Italia di oggi, un Paese amorale, spinto dal desiderio di liberarsi, una volta per tutte, del proprio passato, ingombrante e ambiguo, e ricominciare daccapo.

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