Nuove prospettive

La luce oltre un sipario lugubre E l’antico lavatoio dà spettacolo

La luce oltre un sipario lugubre E l’antico lavatoio dà spettacolo
Eventi 02 Maggio 2018 ore 13:41

Un modo originale per inquadrare la realtà architettonica. Come se fosse il boccascena (con sipario) di un piccolo teatro ma spostato all’aperto, in un contesto che può meritarsi un nuovo punto di vista. Inedito. Si intitola Frames: vedere oltre l’installazione di Vacuum (gli architetti Gino Baldi e Serena Comi) nella piazza dell’antico lavatoio su via Lupo, all’ombra della Torre di Gombito, fino a domenica.

 

 

Come davanti un quadro. A completare l’opera, in qualsiasi campo, non è l’autore, ma l’osservatore-spettatore-lettore, che riempie di significato ciò che osserva. Questa azione che dà vita a ciò che percepiamo può essere applicata anche a un ambiente architettonico, un angolo della città antica sempre «vissuto» solo leggendo le note della guida turistica. Averlo visto può non significare averlo fatto diventare parte della nostra esperienza. Ma se c’è un elemento che stimolo, tutto cambia. E questo fa Frames, creando strutture artificiali che possano servire per «inquadrare» (cioè mettere in cornice in maniera diversa) prospettive e particolari delle splendide scenografie del nostro passato.

 

 

Elemento fuori contesto. Ma per raggiungere l’effetto, cioè per forzare a questa visione privilegiata, era necessaria una creazione pesantemente aliena al contesto, una forzatura dell’armonia d’insieme che imponesse al distratto visitatore una domanda: perché? «La soluzione – si legge nella presentazione del progetto – è stata trovata con una scelta inquietante, ma di grande effetto scenico. I portali sono chiusi da due pesanti tendaggi di colore nero, solo apparentemente lugubri. La porta chiusa dal tendaggio è sicuramente un ostacolo: ma un ostacolo che può essere aperto. Anzi che “deve” essere aperto, per vedere davvero. Cioè per possedere intimamente ciò che si guarda». Una lente diversa sul mondo consueto: al di là del drappo nero c’è sempre la luce. Basta avere la voglia e il coraggio di aprire e trovarla. Il curatore del progetto è Interno 13 (Alberto Ceresoli).

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