Meno 3. stupefacenti architetture

La rivincita degli expottimisti (In barba a tutti i menagramo)

La rivincita degli expottimisti (In barba a tutti i menagramo)
28 Aprile 2015 ore 16:04

La prima a crederci senza “se“ e senza “ma” è una ragazza che viaggia a qualche centinaia di chilometri sopra le nostre teste, girando intorno alla Terra. Samantha Cristoforetti, qualche giorno fa, ha inviato via twitter una foto scattata di Milano di notte dallo spazio. Si vede un’immensa e ordinata ragnatela di luci che si allarga ben oltre la struttura circolare della città. Sulla sinistra, si coglie anche l’area dell’Expo che dal primo maggio sarà la più illuminata. Samantha è una delle tante milanesi d’adozione e con orgoglio nel messaggio scriveva: “Ecco Milano, la città sulla quale tra qualche giorno saranno puntati gli occhi di tutti”.

Se il cammino dell’Expo da sempre è stato presidiato da mille uccelli del malaugurio, lesti a intercettare ogni giorno qualche scandalo, ritardi, o falle organizzative, man mano che passano i giorni cresce invece il partito di quelli dal sentimento opposto.  Cioè chi guarda ad Expo con emozione, nella silenziosa consapevolezza che una volta aperti i battenti tutti staranno a guardare a bocca aperta. Si sono autoproclamati gli “expottimisti”, hanno un loro profeta in Giacomo Biraghi, architetto, alias “secolourbano” (è il suo account di twitter: ben 60mila tweet spediti in questi mesi). Stanno cavalcando con entusiasmo tutti i socialmedia, per disseminare un sentiment positivo attorno al grande evento milanese. Sul sito sociamediaexpo2015 sono ormai a decine a raccontare non solo opinioni, ma a dimostrare, propria biografia alla mano, come Expo si stia rivelando per tanti una straordinaria opportunità.

 

 

L’onda dell’“expottimismo” sale, fatti alla mano. Ieri il premier Renzi ha annunciato che è stata superata la soglia dei 10milioni di biglietti venduti (“tutti pagati” specifica Giacomo Biraghi). Nonostante la pioggia degli ultimi giorni il primo maggio si arriverà con il 100 per cento di padiglioni pronti, con la sola comprensibile e parziale eccezione del Nepal. Intanto Milano chiude con puntualità quasi svizzera tutti i grandi cantieri aperti, per presentarsi subito pronta all’appuntamento. Domenica scorsa è stata la volta della Darsena, completamente rimessa a nuovo, e travolta da una folla di 70mila persone che ha voluto subito vedere dal vero il ritorno dell’acqua di Milano. Il 30 apre l’ultima tratta di Metro 5, che attraverso un interscambio alla stazione di Lotto diventa un’altra infrastruttura utile per arrivare ad Expo. Intorno all’area tutto il sistema complesso di svincoli stradali è stato aperto domenica scorsa, cambiando completamente il sistema di viabilità che ora scorre senza più intralci di rotonde o di semafori. Il 2 maggio apre il nuovo Museo della Pietà Rondanini al Castello sforzesco. Il 9 la fantasmagorica Fondazione Prada a cui il New York Times ha dedicato domenica l’apertura della sezione Leisure (titolo “Art wears Prada”).

 

 

Intanto il grande cantiere è stato svelato per la prima volta da un servizio del Tg1 che ha certo acceso di curiosità milioni di italiani, mostrando alcune delle stupefacenti architetture spuntate in quel chilometro quadrato. Per bruciare l’ultima attesa, gli “expottimisti” hanno dato appuntamento a tutti per un appuntamento libero, mercoledì 29 a partire dalla 19,30 in via Paolo Sarpi, 10. «Per tutti noi che da Expo siamo presi bene», hanno scritto sull’invito. Poi, il Primo maggio, l’appuntamento è per una birra serale. Ovviamente stavolta, finalmente, dentro Expo.

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