Esposizione diffusa. Galleria in anteprima

Foto stupende di Città Alta e Astino in due mostre dedicate a Carlo Leidi

Foto stupende di Città Alta e Astino in due mostre dedicate a Carlo Leidi
23 Marzo 2017 ore 11:00

Carlo Leidi, morto quasi vent’anni fa (era il 1998) a 68 anni, è stato un personaggio di grande rilievo per Bergamo. In lui si sovrapponevano profili diversi: notaio di successo, politico impegnato, scrittore, viaggiatore, fotografo. Una figura poliedrica che svela una personalità ricca di impegno e di passione, sconfinata anche nel campo enogastronomico, in quanto co-fondatore di Arcigola Slow Food e del Gambero Rosso. A distanza di quasi vent’anni dalla sua scomparsa viene ora presentata, con una serie intensa di mostre e di incontri, l’opera omnia del Leidi fotografo, patrimonio prezioso per il valore storico, culturale e iconografico che rappresenta.

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Si parte con due mostre. La prima, intitolata Bergamo, è allestita a Palazzo della Ragione, in piazza Vecchia, dal 23 marzo all’8 aprile. Si potrà visitare da martedì a venerdì dalle 14.30 alle 18; sabato e domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18. La seconda, intitolata Astino, avrà luogo allo spazio fotografia Quarenghicinquanta (inutile specificare l’indirizzo) dal 25 marzo all’8 aprile. Apertura da martedì a venerdì dalle 14.30 alle 18; sabato e domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.

Leidi è stato un fotografo competente e appassionato, che ha saputo raccontare il territorio bergamasco con l’intento rivelarne le trasformazioni, di denunciarne il degrado e di salvaguardarne la qualità urbana e il patrimonio artistico. Le sue esplorazioni fotografiche si sono sviluppate anche in realtà lontane attraverso numerosi reportages di carattere sociale, religioso e ambientale di rara intensità. Con occhio curioso e rigoroso ha saputo raccontarci l’Africa nera del favoloso e incontaminato Mali, il viaggio del Papa in Polonia del 79, la Toscana e la sua civiltà del vino, la Praga del ’68, i calvaires bretoni, la Cina e altre realtà remote. Le sue fotografie sono state divulgate da molte riviste come L’Europeo, La Domenica del Corriere, Historia, Du, Fotografie (Praga), Design e altri periodici e quotidiani stranieri. Tra i principali libri pubblicati, ricordiamo: I santi contadini (1973), Bergamo, o cara – Verso una città senza memoria (1975), L’autunno di Praga (Il Manifesto, 1978), La Morra nel cuore del Barolo (1989), Bacco in Toscana (Slow Food, 1998) e Teatro di pietra (2002). Per avere ulteriori informazioni consultare il sito internet www.quarenghicinquanta.it, cliccare «Mi piace» alla pagina Facebook Quarenghicinquanta oppure inviare un’e-mail a quarenghicinquanta@gmail.com.

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