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A Como, fino a domani

Napolitano ed altri secchioni I libretti di studenti illustri

Napolitano ed altri secchioni I libretti di studenti illustri
Eventi 09 Ottobre 2014 ore 10:53

«Atlante diplomatico degli studenti illustri», così è stato chiamato il progetto nato dalla cooperazione di 54 università italiane e dal coordinamento delle segreterie. Gli atenei, da Catania a Pavia, hanno raccolto in una sorta di “almanacco di fine anno” libretti, foto e certificati di universitari che sarebbero diventati celebri nel mondo della letteratura, dello sport e dello spettacolo. Viene presentato oggi e domani a Como presso l’UniSTUD (Università dell’Insubria), dove si discuterà anche di semplificazione e sburocratizzazione dell’università, di “risparmio intelligente di carta” e di selezione dei materiali.

Tra i documenti selezionati da archivisti e storici del Novecento, c’è la foto di Enrico Berlinguer, autenticata dal podestà. Il futuro segretario del Partito Comunista chiede l’esonero dal pagamento delle tasse per la media del 30. Pier Paolo Pasolini, invece, ha perso il libretto e sporge domanda per ottenerne un altro. Si sarebbe laureato all’Università di Bologna, con una tesi su Pascoli. Uno studio della poesia di Walt Whitman è invece il tema scelto da Cesare Pavese, laureando all’Università di Torino. C’è poi il libretto di Giorgio Napolitano, studente modello di Legge a Napoli: il presidente della Repubblica aveva quasi tutti 30 e 30 lode. Il suo predecessore al Campidoglio, Carlo Azeglio Ciampi, domandava il rimborso delle tasse, ma senza ottenere alcun risultato.

 

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Nell’«Atlante» c’è poi il certificato di laurea di Renzo Arbore, anche lui dottore in legge a Napoli, e la foto identificative di Pietro Mennea, studente di Bari che, come sappiamo, si sarebbe conquistato il record dei 200 m, mantenendolo dal 1979 al 1996. Tra le carte, spunta anche il viso di un giovane Gianni Brera, iscritto alla Facoltà di Scienze Politiche a Pavia, quello di Maria Montessori alla Sapienza, di Gesualdo Bufalino e Vitaliano Brancati, presso l’Università di Catania. Si aggiungono Angelina Merlin, la senatrice socialista che avrebbe abolito le case chiuse negli anni Cinquanta, una giovanissima (e delicata) Oriana Fallaci e Renato Dulbecco, Nobel per la Medicina nel 1975.

 

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