Si gioca domenica a San Siro

L’Italia è pronta: contro la Croazia Conte punta su Zaza e Immobile

L’Italia è pronta: contro la Croazia Conte punta su Zaza e Immobile
14 Novembre 2014 ore 08:40

Acerrimo ct o di buon cuore, Antonio Conte chiama l’Italia e le chiede un primo sforzo: battere la Croazia settantadue anni dopo l’ultima volta e continuare la corsa all’impazzata verso Euro 2016. Tra stasera (sabato 15 novembre) e martedì prossimo (18) contro l’Albania, la nazionale si gioca un pezzo di credibilità e un pizzico di buoni sentimenti. La prima questione: nonostante la miriade di infortunati (ultimo Ogbonna, ma l’elenco è lungo) gli azzurri devono battere i croati di Kovac per dimostrare di essere un gruppo. E’ la quinta partita del ciclo Conte, e vale per un primo, generale bilancio. L’Italia non ha ancora steccato, ma gli avversari non sempre sono stati all’altezza. La Croazia, invece, ha una squadra di qualità. Attenzione. L’altra questione riguarda Acerbi, tornato sui campi dopo aver sconfitto un tumore ai testicoli. Conte lo ha convocato per l’amichevole con l’Albania. Meriti tecnici: moltissimi. Ma è anche un gesto di umanità, e ci piace pensare che sia il primo di molti.

Ora la testa è tutta alla sfida contro i croati. Si gioca a San Siro, e la notizia è che nessuno ha preso sul serio il ritorno di Mario Balotelli. Interisti da una parte, milanisti dall’altra: un’alzata di spalle per Supermario, che sarebbe dovuto partire dalla panchina invece torna a casa anche lui colpa di una pubalgia. Al di là dell’infortunio, Mario resta sul chi vive. “Perché questa nazionale ha le porte girevoli – ha detto Conte -, puoi entrare, e volentieri. Ma dopo puoi anche non venire più”. Chi c’è stato sempre, sin qui, è Ciro Immobile. L’attaccante del Borussia giocherà pure contro la Croazia, come nelle quattro sfide precedenti dell’era Conte. Insieme a lui Zaza. L’uomo in più del Sassuolo ha dimostrato un feeling speciale con Immobile: rinnovarlo, e perché no? Ci aspettiamo di vedere i gol, e questa volta il bel gioco che in altre occasioni è rimasto sfumato come una luce nella nebbia. Lo ha detto persino Lulic, bosniaco, centrocampista della Lazio: “L’Italia gioca male. Ma Conte è un vincente”.

Concetti sviscerati anche da Boban, l’ex campione del Milan, che l’ha buttata lì: “In Italia troppa tattica. Dovete ritrovare i Baggio e i Rivera”. Fosse facile. Rispetto al 2006 – quando la Serie A forniva un bacino di italiani oltre il 60 per cento -, oggi il campionato offre alla nazionale un serbatoio di calciatori convocabili vicino al 30 per cento. Dati allarmanti, anche di più dell’assenza di fantasia. Conte sta provando ad allargare il giro dei convocati. Martedì, per la sfida contro l’Albania, la lista è stata allargata a: Sturaro (Genoa), Rossettini (Cagliari) e soprattutto a Okaka (Samp), che qualcuno avrebbe voluto vedere al posto di Balotelli. “Sono orgoglioso di me – ha scritto il bomber blucerchiato su Twitter -, ho attraversato momenti bruttissimi, superato ostacoli difficilissimi, ma affrontati sempre a…”. A testa alta. Proprio come Acerbi, il difensore del Sassuolo che ha sconfitto (e per due volte) un tumore. Tra i convocati anche Alessandro Matri e Mattia Destro.

Volti (più o meno) nuovi che vedremo anche contro la Croazia. Soriano – altro prodotto Samp – e Bertolacci (Genoa). Il primo: “Arrivo in Nazionale portando con me l’entusiasmo che è una qualità che fa parte del mio carattere, spero possano servire al gruppo e venga apprezzata da Conte”. E l’altro: “Ho sempre sognato di giocare con nazionale italiana, sono contentissimo e ringrazio mister Conte per l’occasione che mi ha dato e darò il massimo”. Titolare Pasqual nel probabile 3-5-2. Ci sarà anche Daniele De Rossi, il centrocampista della Roma che festeggerà le cento presenze con la maglia azzurra. “Cento presenze in azzurro sono un traguardo incredibile, inimmaginabile, che porterò nel cuore anche a carriera finita”. Con una dedica davvero sorprendente: “Sì, a Emanuele Mancini: abbiamo iniziato insieme 20 anni fa, è la persona migliore che conosco e anche un calciatore bravo, con i piedi di Pirlo, ma sfortunato. Ora gioca in serie D, nella Lupa Castelli Romani. Se avesse avuto meno infortuni magari sarebbe stato qui, al posto mio”.

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