La fiera della montagna a Bergamo

Nel weekend c’è Alta Quota (con più di un pensiero al Nepal)

Nel weekend c’è Alta Quota (con più di un pensiero al Nepal)
06 Ottobre 2015 ore 19:18

Sono state presentate martedì 6 ottobre le iniziative che saranno protagoniste alla Fiera di Bergamo nel finesettimana, dal 9 all’11. Si tratta di due eventi importanti, che instaurano un dialogo proficuo con il territorio: Agri Travel & Slow Travel e la Fiera della montagna di Alta Quota. Da una parte l’idea di un turismo più lento, meno frenetico ed esasperato, che sappia valorizzare il paesaggio nella sua bellezza ma soprattutto sappia proporsi in modo più sostenibile, sia per l’ambiente che per le tasche delle persone. Dall’altra parte la montagna, simbolo fortissimo della nostra identità, non solo come sport, non solo come paesaggio, ma anche come luogo di ricchezza umana: il racconto di Marco Astori – uno degli ultimi interventi alla conferenza stampa – è stato in questo senso illuminante, oltre che toccante.

 

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Montagna e spirito umanitario. All’interno della Fiera della montagna sarà allestito uno stand dedicato alla Roby Piantoni Onlus. Piantoni era uno scalatore bergamasco, scomparso nel 2009: l’associazione che ne è nata ha continuato a portare avanti i suoi progetti umanitari in Nepal. Marco Astori (Everest nel 2006) era compagno di Piantoni e ha raccontato: «Lo scorso aprile stavamo partendo per il Nepal quando abbiamo saputo del terribile terremoto. L’idea era di andare là per portare avanti il progetto “Insegnanti per il Nepal”, ma vista la situazione abbiamo organizzato anche un progetto sanitario, in cantiere già da un paio d’anni. “Street Doctor” mirava a fornire un medico di base itinerante a queste popolazioni messe in ginocchio dal sisma e in 48 ore abbiamo approntato il primo intervento che ha garantito una visita medica a circa 600 persone». La raccolta fondi per queste iniziative è alla base dell’attività fieristica della Onlus: l’anno scorso venivano vendute le fotografie di Roby, quest’anno si proporrà un libro sullo sfortunato scalatore, scritto da Viliam Amighetti: “In cammino con l’Io piccolo”, nel quale viene raccontata la storia di Piantoni assumendo il suo punto di vista in prima persona.

Alta Quota: tra polenta taragna e foto gigantesche. Alessandro Pagnoni ha presentato le novità dell’edizione 2015 di Alta Quota, la fiera che fa metaforicamente da campo base per tutti gli appassionati di montagna del territorio. «I contenuti aumentano di anno in anno; per questa edizione le novità forti sono due. La prima è il “Villaggio della Polenta Taragna”, che per noi non è solo un piatto, ma è anche una realtà culturale che fa aggregare molti frequentatori delle montagne intorno ad una tavolata in rifugio. Saranno dedicati alla polenta circa 1000 mq nell’area esterna; l’occasione giusta per passare dei bei momenti di convivialità. L’altra novità riguarda l’ambito della fotografia: abbiamo Canon come partner da un anno. Hanno pensato di fare le cose in grande e presenteranno la cosiddetta “giga-foto”, una fotografia di 365 gigapixel frutto di 70mila scatti con soggetto il Monte Bianco. Questa foto verrà riprodotta su 15×4 metri nell’area esterna. Nel nostro campo base si potranno inoltre provare le attività che verranno poi svolte sulle nostre cime, sempre più frequentate anche da turisti stranieri. Sarà presente la rivista Orobie; tra gli appuntamenti istituzionali ci sarà quello con tre elementi e l’allenatore della Nazionale Italia di Sci Nordico».

Tra le 127 imprese presenti alla fiera (vedi programma), alcune in particolare meritano di essere raccontate: sono quelle della Preview Area Startup, cioè un’anticipazione di quella che sarà in futuro una zona dedicata appunto alle startup. Le idee brillanti in prospettiva futura non mancheranno: ci sarà la 3DOM, una bicicletta a tre ruote senza manubrio, e SKIDDI, piccole ruote applicate agli sci per trascinarli più comodamente.

 

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Un turismo a passo di tartaruga. L’altra metà della Fiera sarà occupata dall’altrettanto interessante Agri Travel & Slow Travel Expo. Si tratta di un salone internazionale dedicato al turismo rurale e slow, in perfetta sintonia con l’essenza antica delle nostre terre. Il motto è «Agricoltura, cultura, turismo e sostenibilità»: Luigi Trigona, di Promoberg, ha utilizzato la metafora della tartaruga per spiegare questo tipo di turismo che si vuole diffondere: «La tartaruga è lenta, ma è saggia. L’idea è quella di trovare un modo diverso e anche più economico di vivere il turismo». Questa è la seconda edizione del salone, che l’anno scorso registrò 50mila visitatori; la velocità del turismo moderno non permette di penetrare i luoghi, che vengono invece attraversati rapidamente e non capiti davvero. Agri Travel invece vuole portare avanti un’etica del viaggio che valorizzi a fondo ogni aspetto del territorio, dal cibo alla storia, dal paesaggio alla cultura.

Apertura internazionale e sacralità. Lentezza non significa però chiusura: per questo Agri Travel lavora secondo una logica di internazionalizzazione, approfittando anche della concomitante presenza dell’Esposizione Universale. Nel padiglione di Fiera Bergamo arriveranno infatti varie delegazioni estere da Expo: Cina, Colombia, Kazakistan, Israele, Marocco e Zimbabwe. Ci saranno inoltre approfondimenti specifici sul tema del viaggio, come il convegno in programma per domenica pomeriggio dal titolo “La sacralità del viaggio”, tenuto da Mons. Dellavite e Andrea Bienati. Le parole del monsignore sono alquanto significative: «“Non dirmi quanti anni hai, o come sei educato e colto, dimmi dove hai viaggiato”, ha detto Maometto, in piena sintonia con Sant’Agostino: “Il mondo è un libro e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina”».

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