Notizie su Bergamo e Provincia

Notizie su Bergamo e provincia (1-6 febbraio 2016)

Notizie su Bergamo e provincia (1-6 febbraio 2016)
Eventi 05 Febbraio 2016 ore 10:10

6 FEBBRAIO

 

1 – Fiorano al Serio, 15enne perde il controllo della moto e si schianta contro un muro. Ferito, ma non sarebbe in pericolo di vita

Nel pomeriggio di sabato 6 febbraio, a Fiorano al Serio, un ragazzino di 15 anni stava percorrendo largo Giuseppe Garibaldi a bordo della sua moto da cross quando ha perso il controllo del mezzo e si è andato a schiantare contro un muro. Immediato l’intervento dei soccorsi, che hanno deciso di ricoverare il giovane all’ospedale Papa Giovanni date le ferite riportate dal giovane a una gamba e un braccio. Grave, non sarebbe comunque in pericolo di vita. Secondo la prima ricostruzione dei fatti, il 15enne stava percorrendo la strada, che presenta molti dissuasori della velocità. Forse spaventato perché da una strada laterale stava per immettersi un furgoncino, il ragazzino, proprio all’altezza di uno dei dossi, ha perso il controllo della sua moto. Nonostante il brutto colpo, il giovane è rimasto cosciente tutto il tempo. Fortunatamente indossava il casco.

2 – 300 ragazzi pronti a partecipare a un rave party all’ex Tnt Traco di Verdellino, ma i Carabinieri bloccano tutto

Poco dopo la mezzanotte del 5 febbraio, i Carabinieri di Treviglio e Zingonia hanno dato il via a un blitz presso l’ex Tnt Traco di Verdellino. L’operazione è durata fino alle prime luci dell’alba del 6 febbraio ed era tesa a bloccare un rave party in programma nell’area, che già nel 2013 fu teatro di un party clandestino di questo tipo a cui presero parte circa un migliaio di giovani. Questa volta gli agenti sono intervenuti per tempo, bloccando sul posto i circa 300 ragazzi presenti, perquisendoli e sequestrando droga e alcol. Alcuni militari hanno inoltre controllato gli ingressi in modo da non permettere l’ingresso ad altre persone. Attualmente i Carabinieri stanno provvedendo all’identificazione degli organizzatori del rave party.

3 – In Prefettura si è svolto un vertice alla presenza anche del viceministro Bubbico. In arrivo più forze di polizia?

La mattina di sabato 6 febbraio, negli uffici della Prefettura situati in via Tasso a Bergamo, il prefetto Francesca Ferrandino ha tenuto un vertice alla presenza dei rappresentanti di tutte le forze di polizia, dei parlamentari bergamaschi e, soprattutto, del viceministro dell’Interno Filippo Bubbico. Bubbico, che era già a Bergamo in occasione dell’inaugurazione del parco comunale di Dalmine intitolare agli agenti Barborini e d’Andrea, ha voluto fare il punto sulla situazione migranti e sicurezza a Bergamo. Secondo quanto riferito da L’Eco di Bergamo, le parti bergamasche hanno richiesto un rinforzo dell’organico degli agenti per rispondere alla crescente domanda di sicurezza da parte dei cittadini. Dopo aver ascoltato tutti, il viceministro pare abbia annunciato il turnover totale degli agenti: dopo il blocco delle assunzioni, il 2016 vedrà il reintegro del numero di tutti gli agenti in pensione con nuove forze, oltre a una dislocazione degli agenti su tutto il territorio nazionale che permetterà di migliorare sensibilmente la situazione. Il Commissariato di Treviglio, che era a rischio taglio, sarà mantenuto e potenziato, come ha affermato lo stesso Bubbico.

4 – Rissa tra un funzionario e un utente, Palazzo Frizzoni trasferisce un suo dirigente

Secondo quanto riportato il 6 febbraio da Bergamonews, a Palazzo Frizzoni ci sarebbe stata una rissa con protagonisti un funzionario pubblico e un libero professionista che si era recato negli uffici comunali per avanzare delle lamentele. Dopo un diverbio teso, la situazione sarebbe degenerata con addirittura una testata tra i due litiganti. L’immediata decisione del Comune sarebbe stata quella di trasferire il dirigente in un altro ufficio, notizia confermata dalle firme sindacali Cgil e Cisl. Secondo Bergamonews, però, ora ci saranno strascichi legali da valutare.

5 – Gori intervistato da Il Giorno: «Io candidato alle Regionali? Per ora preferisco dedicarmi a Bergamo»

Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha risposto il 6 febbraio a 10 domande che gli sono state poste da Il Giorno. Tra le tante questioni venute a galla, relative ai progetti della Giunta (realizzati, in corso d’opera e futuri), alla moschea («In città serve un luogo di culto adeguato per i cittadini di fede musulmana. È un loro diritto costituzionale») e a diversi altri temi caldi, sicuramente la domanda-risposta più interessante è stata l’ultima: Gori sta valutando se presentarsi in rappresentanza del Pd alle prossime elezioni Regionali? «No, per la verità – ha risposto il primo cittadino -. Si fanno molte chiacchiere ma non mi pare che il Partito Democratico manchi di potenziali, ottimi candidati alle prossime elezioni regionali. Io ho ancora parecchie cose da fare a Bergamo e per il momento preferisco dedicarmi interamente alla mia città dove ci sono tanti progetti in cantiere e altri in corso di realizzazione». Chi vivrà, vedrà.

6 – Dopo il primo a Palazzo Frizzoni, in arrivo altri tre “baby pit-stop”

Dopo che a inizio gennaio 2016 il Comune di Bergamo aveva inaugurato il primo “baby pit-stop” di Bergamo a Palazzo Frizzoni, ovvero spazi dedicati alle madri che hanno bisogno di un posto dove allattare o cambiare il pannolino ai loro piccoli, il Comune ha annunciato la prossima inaugurazione di altri tre spazi di questo tipo in città. Il 12 febbraio, alle 11.30, nei locali del Centro Famiglia di via Legrenzi sarà inaugurato il secondo spazio comunale alla presenza della presidente del Consiglio Comunale Marzia Marchesi. Successivamente verranno aperti altri due “baby pit-stop”, uno nello spazio gioco Oplà, al parco Locatelli di via Diaz, e uno nello spazio gioco Girotondo, presso il centro sociale di via dei Carpinoni. Oltre a questi, l’Amministrazione aprirà presto altri 5 punti sul territorio comunale. La realizzazione di questa iniziativa è merito anche della collaborazione con Unicef e Ikea, che ha fornito gratuitamente gli arredi per ogni spazio.

7 – Esplosione sul volo somalo con copilota bergamasco, la causa potrebbe essere stata una bomba nascosta in un pc

Continua a far discutere l’esplosione avvenuta mercoledì 3 febbraio a bordo di un volo della Daallo Airlines decollato da Mogadiscio e diretto a Gibuti. Su quel volo era in servizio, come copilota, il giovane bergamasco Riccardo Bonaldi, 24enne in fase di training per diventare pilota. Stando a quanto riportato dalla Cnn, a causare l’esplosione (che ha costretto l’aereo a un atterraggio d’emergenza dopo soli 7 minuti dal decollo) non sarebbe stata una bombola d’ossigeno, come inizialmente affermato dalle autorità somale, ma un computer portatile contenente addirittura una bomba. Le indagini hanno confermato che l’esplosione hanno causato un morto, precipitato dal volo dallo squarcio causato dall’esplosione nella fusoliera: sarebbe proprio il corpo dell’attentatore. Si sta cercando di identificarlo per capire se si trattasse di un terrorista.

8 – Ecuadoregno residente a Bergamo processato perché picchiava la moglie: «Lei non mi faceva andare via di casa»

Venerdì 5 febbraio, al Tribunale di Bergamo, si è tenuto il processo per direttissima nei confronti di un 29enne residente a Bergamo e di origini ecuadoregne, reo secondo l’accusa di maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo avrebbe ripetutamente picchiato la moglie, anche davanti ai loro figli. L’arresto risale alla notte tra giovedì 4 e venerdì 5 febbraio: i vicini, dopo aver sentito le urla della coppia, hanno avvertito i carabinieri che con il loro intervento sono riusciti a riportare la calma. Tempo 40 minuti, però, e tutto è ricominciato. Un agente che abita nello stesso palazzo della coppia ha poi visto l’uomo che, al volante della sua auto, ha centrato apposta un’altra vettura al cui interno c’era la donna con il figlio più piccolo. La sua compagna si stava recando all’ospedale per farsi ferire le ferite subite poco prima. Il carabiniere ha allora intimato al 29enne di fermarsi, ma questi, in retromarcia, si è scagliato nuovamente contro la macchina della moglie. Solo a quel punto si è riusciti a bloccarlo e arrestarlo. L’uomo, davanti agli inquirenti, ha spiegato che non sopportava più la moglie, che voleva separarsi, ma che lei lo teneva praticamente in ostaggio. Al termine del processo, il giudice Giovanni Petillo ha scarcerato il 29enne, disponendo nei suoi confronti il divieto di avvicinarsi alla casa familiare e ai luoghi frequentati dalla consorte. Dovrà versare 300 euro al mese alla donna per il suo mantenimento e quello dei figli. Il 12 febbraio è in programma la sentenza.

9 – Clusone, sospesi i lavori all’ex Mirage: le facciate sarebbero difforme da quelle previste dai progetti

Il 5 febbraio si è venuti a sapere che il 19 gennaio il Comune di Clusone, attraverso il responsabile dell’Ufficio tecnico, ha ordinato la sospensione dei lavori riguardanti tutte le opere di rivestimento delle facciate esterne dell’edificio che sta sorgendo nella zona dell’ex Mirage. La causa di questa decisione sarebbero alcuni abusi. La situazione viene spiegata a L’Eco di Bergamo dall’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Trussardi: «Dopo la verifica sul cantiere da parte dell’ufficio, è effettivamente stata evidenziata una difformità tra quanto fino a ora realizzato e quanto rappresentato nei progetti. I particolari diversi sono stati riscontrati esclusivamente per quanto riguarda le superfici esterne: sostanzialmente quella che doveva essere una parete costruita solo con una vetrata è stata realizzata coperta. Quindi, mentre i lavori all’interno proseguivano regolarmente, all’esterno sono stati fermati, in attesa che i proponenti dell’opera formulassero una nuova proposta per risistemare la zona difforme».

10 – Iniziati i lavori allo spazio Hobbit di Celadina

La settimana che si sta per concludere ha visto l’avvio dei lavori allo spazio Hobbit di Celadina, il centro socio culturale del quartiere destinato a cambiare aspetto attraverso un adeguamento funzionale della struttura comunale. Oltre al rifacimento dell’intero impianto di riscaldamento e la revisione dell’impianto elettrico, il Comune ha previsto anche una nuova pavimentazione, nuovi infissi e nuovi serramenti. Nasceranno inoltre nuovi spazi, un laboratorio e un ufficio. La nuova struttura potrà ospitare fino a 60 persone contemporaneamente. I lavori, secondo le previsioni, dovrebbero durare 3 mesi, o al massimo 100 giorni, e avranno un costo complessivo di 180mila euro. Un cantiere che dà grande soddisfazione sia all’assessore ai Lavori Pubblici Marco Brembilla che ai fruitori dello spazio Hobbit, per lo più giovani.

 

5 FEBBRAIO

 

1 – Protesta dei lavoratori Kamila (Italtrans) in via Camozzi: si arrampicano sulle impalcature del grattacielo Rinaldi e chiedono un incontro al prefetto

Venerdì 5 febbraio, i lavoratori del magazzino Kamila (Italtrans) di Brignano che movimentano le merci del supermercato Tigross del gruppo Agorà, si sono arrampicati in via Camozzi, a Bergamo, sulle impalcature del grattacielo Rinaldi in fase di ristrutturazione per protestare perché il prefetto avrebbe loro negato un nuovo incontro, che era stato promesso, dopo un primo tavolo sulla vertenza lo scorso 7 gennaio. Stando al racconto dei lavoratori, un nuovo incontro era fissato proprio per il 5 febbraio, proprio per provare a salvare i loro posti di lavoro, ma alla fine il prefetto non ha mantenuto la parola. Ecco il perché dello striscione con scritto: “Prefetto vergogna!”. Poco dopo il sindacato Slai Cobas che sta seguendo la vertenza ha diffuso un comunicato stampa: «Dietro le merci che trovate nei supermercati, ci sono i lavoratori dei grandi magazzini della logistica, che operano dietro le quinte della grande distribuzione. Infatti grazie al sistema del subappalto a consorzi e a cooperative di facchinaggio, le grandi catene di supermercati realizzano guadagni milionari sulla loro pelle. In questo modo, i padroni dei supermercati hanno migliaia di uomini che lavorano per loro, ma che ufficialmente non risultano, perché sono dipendenti di cooperative, che non danno tutele sui diritti, sul lavoro, sul salario. È il vecchio sistema del caporalato, diventato legale sotto il nome di cooperativa. È un sistema, che con il Jobs Act del governo Renzi/Poletti, si sta allargando a tutti i lavoratori. È contro questo sistema schiavistico che da mesi lottano i lavoratori del magazzino Kamila (Italtrans) di Brignano. Un lavoro che non ha orari e dove ci si rompe la schiena spostando migliaia di colli ogni giorno a cottimo. Col sindacato Cobas, da mesi, con scioperi, manifestazioni, incontri in Prefettura, esposti agli organi di controllo (che hanno già accertato pesanti mancanze di sicurezza e pericolo per la salute), chiedono la garanzia del posto di lavoro, ma anche che venga rispettata la loro dignità. Con un lavoro senza condizioni e ritmi bestiali, in cui i diritti non vengano calpestati ogni giorno con discriminazioni, intimidazioni e licenziamenti che colpiscono, guarda caso, proprio gli iscritti del sindacato. Per questo, mentre acquistate un pacco di pasta o un barattolo di marmellata, vi chiediamo di essere solidali con questi lavoratori, di pensare al sistema di sfruttamento che ci sta dietro».

2 – L’ospedale Papa Giovanni tra le eccellenze della ricerca scientifica mondiale.

L’ospedale Niguarda di Milano e il Papa Giovanni XXIII di Bergamo sono stati inseriti, insieme all’Università Statale di Milano, nella classifica Thomson Reuters che raccoglie l’eccellenza della ricerca scientifica mondiale. Il riconoscimento è la conferma che sinergie di studio e lavoro favoriscono il raggiungimento di livelli d’eccellenza nella cura, nella formazione delle nuove generazioni di medici ma anche nella ricerca scientifica. Thomson Reuters ha infatti inserito l’oncologo dell’Ospedale Niguarda Salvatore Siena e il nefrologo dell’Ospedale di Bergamo Giuseppe Remuzzi nella lista dei circa 3.100 ricercatori (sui 9 milioni attivi nel mondo) che hanno firmato le pubblicazioni scientifiche più citate nel mondo nel periodo 2003-2013. Salvatore Siena è Coordinatore Scientifico del Niguarda Cancer Center, mentre Giuseppe Remuzzi dirige la struttura complessa di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Entrambi, dal 2015, sono docenti presso l’Università Statale di Milano. Dal 1999, Remuzzi è direttore della struttura complessa di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale di Bergamo ed è stato Direttore del Dipartimento di Medicina della stessa struttura fino al 2015. Dal 1983 è inoltre Coordinatore delle ricerche dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Bergamo, che comprende i Laboratori del Centro Anna Maria Astori e il Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare. La sua attività scientifica riguarda soprattutto le cause delle malattie renali croniche e i meccanismi della loro progressione. In questo campo ha ideato e coordinato importanti studi clinici che hanno documentato l’efficacia di interventi farmacologici, stabilendo nuovi standard di terapia per queste malattie. Remuzzi ha anche pubblicato diversi studi sul rigetto del trapianto, e sulla patogenesi e la cura di malattie renali rare.

3 – Casnigo, madre e figlio di 100 anni feriti dopo un tamponamento

Intorno alle 13.30 del 5 febbraio, a Casnigo, una donna di 27 anni stava guidando la sua auto con a bordo il figlio di 10, quando, mentre stava per svoltare a sinistra per andare a casa, è stata tamponata violentemente. L’auto della donna è stata così “spinta” contro un furgoncino che stava sopraggiungendo proprio in quel momento sulla corsia opposta. L’incidente, avvenuto lungo la provinciale della Val Seriana, ha causato il ferimento della 27enne e di suoi figlio, che sono stati ricoverati all’ospedale di Alzano. Fortunatamente le loro condizioni non sembrerebbero gravi. Chiaramente l’incidente ha causato lungo code.

4 – Sorveglianza speciale per il Bocia, parla il suo legale: «Un provvedimento eccessivo»

Il pm Laura Cocucci, durante l’udienza tenutasi il 4 febbraio presso il Tribunale di Bergamo, ha formulato la richiesta di applicazione della misura di sorveglianza speciale per tre anni, con obbligo di soggiorno nel Comune di Bergamo, per Claudio Galimberti, capoultrà atalantino meglio noto come il “Bocia”. Qualora i giudici dovessero accettare la proposta del pubblico ministero, per Galimberti ci sarebbe il divieto di uscire di casa nelle ore serali e di allontanarsi da Bergamo senza l’autorizzazione delle forze dell’ordine. La decisione arriverà nel giro di pochi giorni. E se il Bocia tace, a parlare è Andrea Pezzotta, uno dei suoi legali, che ha concesso un’intervista a L’Eco di Bergamo, pubblicata il 5 febbraio. Sulle pagine del quotidiano locale, Pezzotta definisce «eccessiva» la richiesta del pm, così come il provvedimento che il pubblico ministero vorrebbe fosse applicato nei confronti del capoultrà.

L’avvocato chiede che la richiesta venga rigettata, «anche perché ultimamente il Bocia non risulta coinvolto in alcun disordine da stadio. Questa è una misura non solo sproporzionata, ma anche sbagliata. La presunta pericolosità del soggetto, infatti, deve essere attuale. E a nostro avviso non lo è. Negli ultimi due fatti gravi che hanno visto coinvolti gli ultrà a Bergamo, ovvero gli scontri in occasione di Atalanta-Roma e, più recentemente, Atalanta-Inter, il mio assistito non risulta coinvolto». Pezzotta continua: «Lui ha detto e ribadito che dopo i fatti del 2009-2010, per i quali aveva già ammesso le sue responsabilità a processo, ha assunto un comportamento estraneo alla logica degli scontri e ne ha preso le distanze. Ricordo che il giudice, al processo per quei fatti, lo ha condannato concedendo le attenuanti generiche perché Galimberti ha dimostrato di aver cambiato rotta». Sulla richiesta del pm, infatti, hanno pesato i precedenti del Bocia, in particolare i sei Daspo rimediati tra il 1999 e il 2015. Durante l’udienza, però, il Bocia ha commentato proprio l’ultimo Daspo emesso nei suoi confronti lo scorso anno, dopo che superò la zona di pre-filtraggio dello stadio con una testa di porchetta in mano. In un intervento di circa 20 minuti, il tifoso ha spiegato: «Avevo scontato il mio ultimo Daspo e volevo, dopo quasi 20 anni, avere la possibilità di tornare allo stadio: il Daspo inflittomi per la vicenda della porchetta è stato ingiusto e ho perso la testa». Intanto, sin dai giorni scorsi, sui social, in particolare su Facebook, c’è stata una vera e propria mobilitazione del “popolo della Nord” per dare sostegno al proprio leader. Una manifestazione di solidarietà che ha coinvolto anche molti personaggi di spicco legati all’Atalanta o al mondo ultrà. Sulla pagina Facebook Sostieni la Curva, testimonianze di affetto per il Bocia sono arrivate dall’artista Andrea Mastrovito, dall’ex direttore generale dell’Atalanta Pierpaolo Marino, da Giorgio Sandri, padre del tifoso laziale ucciso in un autogrill da un colpo di pistola sparato da un agente della stradale nel novembre 2007, da Xavier Jacobelli, da Marino Magrin, da don Alberto Ferrari. Molti i tifosi che hanno espresso a Galimberti «vicinanza in questo momento difficile» e lo incitano a «non mollare».

5 – Treviglio, al casello Brebemi sequestrate 150 munizioni da guerra

La Polizia di Treviglio ha sequestrato nei giorni scorsi 150 munizioni da guerra in perfetta efficienza, parte per arma lunga calibro 7,62 (lo stesso calibro in uso al Kalashnikov) e altre per arma corta calibro 9 parabellum, anche questo usato per pistole da guerra. Il sequestro è avvenuto in seguito a una segnalazione telefonica: qualcuno ha avvisato il Commissariato della presenza di un’auto sospetta fuori dal casello della Brebemi di Treviglio, che aveva lanciato fuori dal finestrino una busta di nylon verso un cespuglio. Sul posto è stata inviata subito una Volante dal commissario Angelo Lino Murtas e, proprio nel cespuglio, è stata rinvenuta la busta e al suo interno le numerose munizioni. Le indagini sono in corso al fine dell’identificazione dei responsabili e la provenienza delle munizioni, anche attraverso le impronte rilevate e i filmati delle telecamere del casello autostradale. Da diversi giorni, al fine di combattere il fenomeno dei furti in appartamento e delle rapine nei negozi, il Commissariato di Treviglio, oltre ai servizi continuativi giornalieri delle Volanti di turno, ha effettuato ulteriori controlli straordinari del territorio mirati a soggetti e veicoli in transito nel centro cittadino ed in particolare nelle aree residenziali maggiormente colpite dai furti.

6 – Seriate, benzinaio minacciato e picchiato durante una rapina

Nel tardo pomeriggio di giovedì 4 febbraio, un giovane benzinaio della pompa situata in via Marconi a Seriate, non molto distante dalla storica pizzeria Del Fico d’India, è stato aggredito da un rapinatore che, a volto scoperto, gli ha chiesto i soldi dell’incasso. Il giovane, infatti, stava contando i soldi proprio in quel momento. Il rapinatore, che secondo la vittima era bergamasco o al massimo di Milano, ha iniziato a minacciarlo e poi, vedendo che il benzinaio non era intenzionato ad assecondare le sue richieste, lo ha preso a calci e pugni fino a sbatterlo contro al muro. Il giovane racconta: «Sono riuscito a reagire, è nata una colluttazione, ma, quando lui si è liberato, ha preso qualche soldo ed è scappato». Ora il rapinatore è in fuga. Il benzinaio ha fornito un identikit alle forze dell’ordine. In particolare ha segnalato un vistoso tatuaggio al collo del malvivente.

7 – Il Comune pronto ad aprire il concorso per cambiare volto a tre piazze cittadine: Carrara, Risorgimento e Malpensata

Palazzo Frizzoni ha annunciato che, nei prossimi tre anni, tre importanti piazze di Bergamo verranno rimesse a nuovo. Si tratta di piazza Carrara, piazza Risorgimento e il piazzale della Malpensata, per le quali, nei prossimi mesi, verrà aperto il concorso di progettazione unico per la ristrutturazione dei tre spazi pubblici. Il progetto prevede un investimento da parte del Comune di 1,9 milioni di euro. La prima a subire l’opera di restyling, almeno secondo il piano di lavoro attuale, sarà pizza Carrara, con un costo di 600mila euro nel 2016; poi toccherà, nel 2017, a piazza Risorgimento (700mila euro); infine alla Malpensata, nel 2018 (600mila euro). L’assessore ai Lavori pubblici Marco Brembilla spiega: «Il bando avrà un’unica commissione, ma tre vincitori. Per quanto riguarda la Malpensata verrà abbattuto il palaghiaccio dove troverà spazio una pista per i pattini a rotelle». L’assessore alla Riqualificazione urbana Francesco Valesini, su Bergamonews, analizza i tre progetti: «Piazza Carrara è stata liberata dalla sosta, inoltre è inserita nell’ambito del collegamento con la Gamec e il parco Suardi. Piazza Risorgimento è un progetto di cui si è parlato nel processo di partecipazione per il futuro di largo Barozzi, l’ex ospedale. Sulla Malpensata ci auguriamo che tra qualche mese avvenga la firma del protocollo di intesa con Inps per il nuovo parcheggio al gasometro. L’idea, nuova, è quella di avviare un concorso di progettazione preliminare per unire tre spazi pubblici in un unico iter».

8 – Netturbini assenteisti della Aprica licenziati a Como

Il giornale La Provincia ha riportato che l’azienda bresciana Aprica, appartenente al gruppo A2A e gestrice del servizio di raccolta rifiuti anche a Bergamo, ha licenziato due suoi dipendenti a Como. Dopo alcune segnalazioni su anomalie nelle loro abitudini lavorative, i due erano stati messi sotto controllo. Dai filmati è emerso che uno di loro, dopo aver timbrato il cartellino, se ne stava diverse ora al bar, portava a passeggio il proprio cane oppure si dedicava alla sua passione, il giardinaggio. L’altro, invece, aiutava un amico che gestisce un negozio.

9 – Prof 35enne accusata di violenze sessuali su studenti della Bassa. Richiesta perizia psichiatrica

Una professoressa di 35 anni della Bassa Bergamasca è accusata di aver violentato alcuni studenti della scuole medie in cui lavorava. L’indagine è partita dopo le denunce dei genitori di due studenti. Ora è stata prevista una perizia psichiatrica sulla 35enne per tentare di chiarire la personalità dell’insegnante. La donna è a processo, in abbreviato, e ad avanzare la richiesta è stata il pm Raffaella Latorraca, che ha fatto seguito a una richiesta del legale difensore e ga incaricato della perizia il professor Massimo Biza. L’insegnante aveva un incarico di docente di sostegno e le erano affidati alcuni studenti diversamente abili, da seguire durante le normali lezioni della scuola media. Proprio durante le lezioni si sarebbe lasciata andare in atteggiamenti definiti sospetti: palpeggiamenti ad alcuni studenti (non i disabili che le erano affidati, ma i loro compagni di classe), pizzicotti e baci sulle guance.

10 – Stefano Rho, il prof licenziato per aver fatto pipì in un cespuglio: «Andrò davanti ai giudici». E sabato un corteo di solidarietà

La vicenda ha fatto il giro dei media nazionali e il caso di Stefano Rho, insegnante di Filosofia da ormai 15 anni nelle scuole di Bergamo e provincia licenziato l’11 gennaio per essersi dimenticato di segnalare al momento dell’assunzione una multa, decisa dal giudice di pace di Zogno nel 2005 per essere stato fermato mentre con un amico, alle 2 di notte, faceva pipì su un cespuglio non avendo trovato ad Averara locali aperti per poter utilizzare i servizi, è diventato motivo di polemica non solo a Bergamo. Rho è tranquillo ma certamente scioccato per quanto sta accadendo: «Non ho davvero pensato a quella vicenda. Sinceramente anche allora non mi sarei mai aspettato di essere chiamato del giudice di pace: pagai la multa senza darle troppo peso. Ora impugnerò il provvedimento e mi rivolgerò al giudice del lavoro, sperando che tutto venga rivisto. In queste ore ho ricevuto tanta solidarietà da chi conosce me e il mio lavoro: ho ricevuto tante mail da studenti ed ex studenti. Mail di appoggio e di stima che hanno fatto piacere». Anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, su Facebook e Twitter, si è detto dalla parte del professore: «Il professore licenziato per aver fatto pipì in un prato è vittima di una burocrazia ingiusta e assurda. Spero sia reintegrato al più presto». A far ben sperare Rho c’è però la notizia, giunta nelle ultime ore, di un suo collega reintegrato dopo esser stato licenziato per essersi anche lui dimenticato di segnalare un suo precedente penale: il mancato pagamento di alcuni assegni familiari. Il giudice del lavoro gli ha dato ragione e il professore è potuto tornare a lavorare a scuola.

Intanto, sui social, continua il movimento a sostegno del professore. La pagina Facebook “Dalla parte di Stefano Rho” ha infatti diramato un invito di partecipazione a una manifestazione che si terrà il 6 febbraio davanti al liceo Falcone di Bergamo: «Domani alle ore 8 – si legge in un post – ci sarà una manifestazione per sostenere il prof Rho. La manifestazione partirà dall’istituto Falcone in via Dunant e continuerà fino al tribunale di Bergamo in via Borfuro. Saranno presenti gli studenti del Falcone, del Mamoli, del Betty Ambiveri e di tante altre scuole. Chi riuscisse a partecipare è ben accetto!! Grazie a tutti!!». Per solidarietà nei confronti del professore e per richiedere il suo reintegro, inoltre, è nata anche una petizione su Change.org.

11 – Daniela Marchiori, portavoce dei giovani dell’Associazione Provinciale Forense di Bergamo, spiega le difficoltà economiche degli avvocati

Dopo il messaggio d’allarme lanciato dal presidente degli avvocati bergamaschi e dell’Unione Lombarda Ordini Forensi Ermanno Baldassarre circa le difficoltà che vive la categoria con la crisi economica, Bergamonews ha intervistato sul tema Daniela Marchiori, portavoce della sezione giovani dell’Associazione Provinciale Forense di Bergamo. La Marchiori spiega: «A Bergamo gli iscritti all’albo sono 2.348 di cui 1.863 avvocati e 485 praticanti; di questi 1.863, 546 hanno meno di 40 anni (30 percento dei nostri iscritti); i restanti 1300 circa hanno più di 40 anni. Se si considera l’età di 45 anni, la situazione cambia e si arriva quasi alla metà degli iscritti. Il percorso professionale di un giovane che si affaccia alla professione forense è diventato particolarmente difficile per svariati motivi. Il primo è di sicuro la crisi che ha colpito tutte le attività economiche; tuttavia, credo che rispetto alle altre professioni, l’avvocatura stia scontando il prezzo di un lungo periodo in cui il numero degli avvocati è cresciuto in maniera esponenziale. Basti pensare che nel 1974 gli avvocati erano 261 mentre oggi siamo in più di 2mila. Chi paga le conseguenze di tale crescita siamo ovviamente noi giovani. Il problema più sentito è sicuramente quello economico che riguarda non solo il giovane avvocato, ma anche e soprattutto il praticante, che, nella maggior parte dei casi, viene remunerato gran poco o per nulla.

12 – Furto di bestiame a Zanica, non basta il suo Dna: nomade di 42 anni assolto

Sono serviti 5 anni di processo e indagini e costi su costi per i vari accertamenti sul Dna tramite i carabinieri del Ris di Parma per arrivare finalmente a una sentenza circa un furto di bestiame avvenuto a Zanica nel 2010. E alla fine l’imputato, un nomade di 42 anni di Milano, pluripregiudicato e attualmente in carcere per un altro reato, è stato assolto. Nonostante i carabinieri, vicino al lucchetto forzato del recinto da cui sparirono gli animali, trovarono tre mozziconi e, accanto, una lattina finita da cui fu prelevato del Dna poi rivelatosi appartenente al 42enne. Ma tutto ciò non è bastato. Il nomade ha dichiarato nell’udienza: «Signor giudice, mi chieda di automobili, di camion, di ruspe: a quel punto le saprò rispondere, rapine e furti ne ho fatti. Di bestiame invece non so nulla: non me ne sono mai occupato. Troppo ingombrante e difficile da trattare». L’uomo ha anche fornito una sua spiegazione del ritrovamento dei mozziconi: «Ho parenti in quella zona e fino a qualche anno fa andavo con loro in quelle zone di campagna per fumare e sniffare cocaina». Il giudice lo ha assolto per non aver commesso il fatto.

 

4 FEBBRAIO

 

1 – Chiesta per il Bocia la sorveglianza speciale per tre anni

Arriverà tra tre o quattro giorni la decisione del tribunale di Bergamo in merito alla richiesta di sorveglianza speciale per Claudio Galimberti, “il Bocia” leader della Curva Nord atalantina. L’udienza, svoltasi oggi alle 15.30, ha visto Galimberti presentarsi assieme a tre avvocati (Andrea Pezzotta, Giovanni Adami e Federico Riva) di fronte al collegio dei tre giudici Vito Di Vita, Federica Gaudino e Ilaria Senesi. Qui il pm Laura Cocucci ha formulato la richiesta di applicazione della misura di sorveglianza speciale per tre anni, con obbligo di soggiorno nel Comune di Bergamo. Dal canto loro, gli avvocati del capoultrà hanno chiesto la non applicazione della misura per mancanza di presupposti. Qualora venisse accettata la proposta del pubblico ministero, per il Bocia ci sarebbe il divieto di uscire di casa nelle ore serali, e di allontanarsi da Bergamo senza l’autorizzazione delle forze dell’ordine. La sorveglianza si applica ai soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza e per la pubblica moralità e prevede pesanti restrizioni per la libertà personale, come il ritiro di patente e passaporto, l’obbligo di rimanere a casa in determinati orari e di non frequentare specifici luoghi o persone. Può durare da uno a cinque anni.

La richiesta di applicare la sorveglianza speciale a Galimberti è stata avanzata dalla questura di Bergamo in seguito a due fatti avvenuti nei mesi scorsi: le minacce al capo della Digos Giovanni De Biase nel corso di una manifestazione davanti alla questura il 5 settembre 2015 (comportamento che gli costò una denuncia per minacce aggravate e oltraggio a pubblico ufficiale), e gli schiaffi dati da Galimberti a un ragazzo che lo aveva rimproverato dopo averlo scoperto a scrivere su un muro di Borgo Santa Caterina “Digos infami”. Ma a spingere verso la richiesta di sorveglianza non sono tanto le denunce, quanto “l’avviso orale” che in giugno il Bocia aveva ricevuto dal questore Girolamo Fabiano, praticamente un invito “a mettere la testa a posto” dopo il tentativo del leader della Curva di entrare allo stadio con una testa di maiale. Disattendendo questo richiamo, però, si rischia un provvedimento più duro, appunto la sorveglianza speciale. Una misura contro la quale, sin dai giorni scorsi, c’è stata la mobilitazione del  “popolo della Nord” sui social, per dare sostegno al proprio leader, intorno al quale si sono stretti anche molti personaggi di spicco legati all’Atalanta o al mondo ultrà. Sulla pagina Facebook “Sostieni la Curva”, testimonianze di affetto per il Bocia sono arrivate dall’artista Andrea Mastrovito, dall’ex direttore generale dell’Atalanta Pierpaolo Marino, da Giorgio Sandri, padre del tifoso laziale ucciso in un autogrill da un colpo di pistola sparato da un agente della stradale nel novembre 2007, e da Xavier Jacobelli. Molti i tifosi che hanno espresso a Galimberti “vicinanza in questo momento difficile” e lo incitano a “non mollare”.

2 – Condannato a 8 anni il pizzaiolo cinese che accoltellò il cuoco: perché non vado in carcere?

Da che mondo è mondo si racconta che nelle cucine dei ristoranti volano coltelli e attrezzi affini. Il 7 febbraio dello scorso anno, però, al Ristorante-pizzeria “Emiliano” di Villa d’Almè si è rischiato davvero grosso. Tutto per colpa di una melanzana appoggiata dal pizzaiolo nel posto sbagliato sul piano di lavoro della cucina. Un gesto che ha fatto infuriare il cuoco, il 37enne Cheng Xiangiong, di origine cinese, che prima ha chiesto al pizzaiolo di scusarsi, poi, vista la reazione sgarbata di quest’ultimo, gli ha dato un pugno e gli ha lanciato contro la melanzana e pure una mannaia, fortunatamente senza colpirlo. Scampato il pericolo, il pizzaiolo, anch’egli di origine cinese, Zhou Yikun di 21 anni, è uscito dalla cucina. A questo punto è intervenuta la fidanzata del giovane, che ha voluto parlare con il cuoco per cercare di riappacificare i due. «Cosa vuoi? Tanto non rischi di diventare vedova, non siete mica sposati», le ha risposto seccamente Cheng. Parole che, riferite subito dopo al fidanzato, lo hanno fatto esplodere d’ira. Zhou è rientrato nella cucina, ha afferrato un lungo coltello, si è diretto verso il cuoco e lo ha accoltellato. La lama, entrata sotto la scapola, è penetrata per 18 centimetri, uscendo dal collo: per pura fortuna non ha colpito organi vitali. Arrestato per tentato omicidio dai carabinieri di Villa D’Almè, Zhou Yikun è stato condannato mercoledì mattina con rito abbreviato dal gup Alberto Viti a otto anni di reclusione e al pagamento di una provvisionale di 20mila euro alla vittima, che si è costituita parte civile. Al termine dell’udienza, il pizzaiolo non ha nascosto il suo stupore nell’apprendere di poter tornare a casa sua. Sconterà la pena quando la sentenza passerà in giudicato.

3 – Zingari da Asti a Bergamo per truffare anziani: 3 arresti

La squadra mobile di Bergamo in collaborazione con quella di Asti ha notificato tre ordini di cattura ad altrettanti italiani di origine sinti accusati di truffe e rapine ai danni di anziani. Ai tre, residenti ad Asti, vengono contestati diversi colpi anche a Bergamo, uno dei quali è stato ripreso da una telecamera in via Palazzolo. Gli arrestati sono Renato Olivieri, 52 anni, il figlio Emanuel di 33 e Carlo Lafleur di 41. Padre e figlio si trovavano già in carcere; a Lafleur il provvedimento è stato notificato mentre si trovava in udienza ad Asti. Tra i reati contestati anche l’usurpazione di funzioni. Secondo la ricostruzione della polizia, Renato Olivieri e Lafleur il 19 novembre 2014 sono entrati nella casa di un’anziana in via Palazzolo fingendo di essere un tecnico comunale e un finanziere. I due hanno costretto la colf a indicare loro dove si trovasse la cassaforte che poi hanno portato via di peso. In strada hanno anche chiesto aiuto a un commerciante (che si è rifiutato). Alla fine il carico era così pesante che hanno deciso di abbandonarlo. Il tutto è stato ripreso dalle telecamere e da qui sono partite le indagini. Il 14 gennaio di quest’anno il secondo colpo, con protagonisti padre e figlio: in via IV Novembre un’anziana di 86 anni è stata derubata dei gioielli. I due ladri, che erano sotto sorveglianza, sono stati intercettati e arrestati in flagranza di reato al casello di Asti con la refurtiva nascosta su una Lancia Delta. Il 3 febbraio è scattata l’ordinanza di custodia cautelare.

4 – «Sono un tecnico di Uniacque»: aggredisce e deruba un’anziana a Castel Rozzone

Si è presentato alla porta di un’anziana 70enne presentandosi come un tecnico di Uniacque. Quando poi la donna lo ha fatto entrare, lui l’ha aggredita e derubata, ripulendo la cassaforte che c’era in casa. È accaduto nella tarda mattinata di mercoledì a Castel Rozzone. Il racconto dell’accaduto è stato fatto dalla vittima, ancora sotto shock quando è stata soccorsa dal 118. Le intenzioni del finto tecnico parevano pacifiche, ma, una volta chiusa la porta, l’uomo ha malmenato la donna, costringendola ad aprire la cassaforte e a consegnargli i suoi averi. La 70enne ha rimediato un trauma cranico, come constatato dal Pronto Soccorso dell’ospedale di Treviglio, dove è stata portata.

5 – Il barista che ha ucciso la moglie e si è suicidato: «Non accettava la fine della loro storia»

Non sarà effettuata l’autopsia sul corpo di Marinella Pellegrini, l’impiegata 55enne di Bagnolo Mella uccisa alcuni giorni fa dal marito, Paolo Piraccini. Oggi verrà dato il nullaosta alla sepoltura da parte del pm Roberta Amadeo: potranno così essere celebrati i funerali della donna morta drammaticamente in casa, dove è stata colpita con un coltello a lama seghettata dal marito. Per lui invece, schiantatosi contro un Tir mentre percorreva l’autostrada in contromano, verrà effettuato un esame tossicologico, per stabilire se avesse assunto droga o alcool. A questo punto i famigliari della vittima potranno celebrare i funerali, previsti entro la fine della settimana. «Voleva allontanarsi dal marito e lui non lo accettava. La malattia non c’entra nulla con quanto accaduto», spiegano così all’Eco di Bergamo il gesto assurdo compiuto dal marito. Un omicidio-suicidio che diventa ancora più assurdo se si pensa che l’uomo lo aveva annunciato il giorno prima ai clienti del bar che gestiva a Palazzolo.

6 – Stampavano documenti falsi: due arresti ad Azzano e Torre Boldone

Due arresti a Torre Boldone e Azzano San Paolo, ai danni di due persone, già note alle forze dell’ordine, accusate di stampare documenti falsi. Nell’abitazione di uno dei due la Guardia di Finanza ha trovato carte d’identità contraffatte e strumenti per la loro produzione. Nella giornata di oggi, giovedì 4 febbraio, arriverà la decisione del Gup in merito alla convalida del provvedimento.

 

3 FEBBRAIO

 

1 – Nuova udienza del processo a Bossetti. Come l’accusa l’ha collegato a Guerinoni e il mistero dei 7 peli non dell’imputato

Nell’udienza tenutasi mercoledì 3 febbraio al Tribunale di Bergamo relativa al processo nei confronti di Massimo Bossetti, l’uomo accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio, si è parlato di Dna. A turno, infatti, hanno parlato i consulenti delle diverse parti. Il primo è stato Giorgio Portera, consulente della parte civile della famiglia di Yara Gambirasio, il quale ha ripercorso tutti i passaggi che hanno collegato prima il nome di Giuseppe Guerinoni alla traccia di Dna rinvenuta sulla tredicenne, e poi Gerinoni a Bossetti, e quindi all’omicidio di Yara. Portera, che ha ricordato come i dati ricevuti dalla Procura di Bergamo stabilissero una compatibilità tra la traccia di Dna di Ignoto 1 e il Dna di Guerinoni pari al 99,87 percento, ha spiegato: «Facemmo un esperimento di laboratorio e stabilimmo che, con questa percentuale, potevamo trovarci in presenza di una compatibilità casuale». Da qui la richiesta di riesumazione della salma di Guerinoni e successivi accertamenti che portarono ad una compatibilità del Dna pari a 99,99% e la conclusione di essere arrivati ad una «paternità certa». Il consulente ha concluso dicendo di riconoscersi totalmente negli accertamenti eseguiti dal Ris in ordine all’analisi del Dna di Ignoto 1 e della sua compatibilità con quello di Giuseppe Gerinoni, l’autista morto nel 1999. Successivamente è stata Sarah Gino, consulente della difesa, a prendere la parola. La Gino ha incentrato la propria deposizione sulla presenza sugli indumenti di Yara Gambirasio di sette peli che non apparterrebbero né alla vittima né al muratore di Mapello, unico imputato per l’omicidio. La genetista ha anche ricordato come, dalle indagini eseguite dagli esperti di Pavia, consulenti della Procura, era emerso che sul corpo della ragazza non erano state trovate formazioni pilifere riconducibili a Bossetti. Alcuni dei peli che sono risultati non appartenere né all’imputato né alla vittima furono trovati nella felpa della ragazza e, di conseguenza, per l’esperta, «non vi è stata contaminazione» sulla scena del crimine. L’ultimo a parlare, in ordine di tempo, è stato un altro consulente della difesa, ovvero Marzio Capra, il quale, come già aveva fatto nei giorni scorsi attraverso un’intervista rilasciata al settimanale Oggi, ha invece incentrato il proprio intervento sulla non corrispondenza del Dna nucleare di Massimo Bossetti con i Dna mitocondriali rinvenuti sul corpo di Yara. Una situazione che, a parere del biologo, «non ha nessuna giustificazione scientifica». Capra, nel suo intervento, ha sottolineato tutte quelle che, a suo parere, sono anomalie nelle indagini della procura. Come esempio ha riproposto quello esposto dalla Gino, ovvero i 7 peli rinvenuti su Yara e non appartenenti a Bossetti.

2 – Morti sospette all’ospedale di Piario, altri 10 indagati

Mercoledì 3 febbraio il pm Carmen Pugliese ha iscritto nel registro degli indagati altre 10 persone nell’ambito dell’inchiesta sulle morti sospette all’ospedale Locatelli di Piario. Dunque, oltre all’infermiera 42enne Anna Rinelli, attualmente in servizio a Lovere, ci sono altre 10 persone che lavorano o lavoravano alla struttura di Piario coinvolte dalle indagini. Ma mentre l’infermiera è indagata per omicidio preterintenzionale, i 10 nuovi indagati sono coinvolti per concorso colposo in omicidio preterintenzionale: si tratta di medici e infermieri dello stesso reparto di Medicina. Secondo l’accusa, non avrebbero impedito comportamenti dei quali erano, si presume, a conoscenza, vale a dire il fatto che l’infermiera somministrasse i tranquillanti ai pazienti. Nel frattempo la Procura di Bergamo ha anche incaricato tre periti delle riesumazioni dei corpi di 6 pazienti defunti l’anno scorso e sui quali si sono concentrate le attenzioni degli inquirenti. Si tratta di medici legali e un tossicologo e che dovranno verificare se ci sono tracce di Valium e altri psicofarmaci che potrebbero aver causato le morti.

3 – Pontirolo, arrivano 8 profughi e scoppia la polemica: l’opposizione insorge, il sindaco ribatte

Domenica 31 gennaio 8 richiedenti asilo sono giunti a Pontirolo per essere ospitati in attesa della decisione della Commissione sul loro status di rifugiati. Lo ha rivelato il sindaco Gigliola Breviario all’inizio della seduta consiliare che si è svolta nella serata di martedì 2 febbraio e terminata solamente a tarda ora. Il primo cittadino ha anche affermato che l’arrivo degli 8 richiedenti asilo era stato annunciato dalla prefettura sabato 29 gennaio e che verranno ospitati nello stabile privato di via Bergamo 42, in zona Fornasotto. Alla notizia l’opposizione è insorta: il consigliere Alessandro Vigentini ha poi dichiarato su Facebook che «la cittadinanza è preoccupata e noi ancora di più, perché questo potrebbe essere un potenziale inizio di qualcosa di più massiccio. Il primo cittadino, se solo avesse avuto la volontà politica, avrebbe potuto quantomeno ostacolare questa operazione. L’edificio, poi, sarebbe ancora privo dell’agibilità, che è stata chiesta il 26 gennaio scorso. Sindaco Breviario se c’è batta un colpo!». Bergamonews ha riportato la replica della Breviario: «Ho ritenuto opportuno mettere al corrente durante la seduta consiliare la cittadinanza e i membri del consiglio per una scelta di correttezza. Il giorno prima ho informato sulla situazione i capigruppo di maggioranza e opposizione. Ma si sa, in Consiglio ci sono tante anime e tanti pensieri. Per quanto riguarda l’agibilità dell’edificio, dopo una verifica, ho visto che c’era una procedura in atto, richiesta dagli stessi proprietari solo pochi giorni fa. Quella struttura ha sì la necessità di essere sistemata, ma non si tratta certo di un rudere: la sua costruzione risale al ’99 e, in questo periodo, si stanno praticando degli allacciamenti ad un nuovo tronco fognario, così come sta avvenendo per altre abitazioni di quella zona. Abbiamo a che fare con persone non con degli oggetti».

4 – Ladro originario del Nord Africa entra in una casa per rubare e viene morso da un cane. Ora ha denunciato il proprietario e chiede i danni

È una vicenda paradossale quella accaduta in un Comune della Bassa e resa nota via Facebook da Fabio Pansera, stimato veterinario della zona. Pansera ha scritto: «Ieri un mio cliente, proprietario di un dobermann, è stato convocato dalle autorità poiché il ladro magrebino che nella notte precedente ha cercato di entrare in casa ed è stato morso dal suddetto cane ha sporto denuncia e vuole essere rimborsato per il morso subito. Mi raccomando, insegnate ai vostri cani ad accogliere scodinzolando i malfattori in casa, insegnate loro le buone maniere e magari a condividere i biscotti con i ladruncoli, perché se mordono sono guai seri». Il proprietario del cane, che ha voluto restare anonimo, si trova quindi ora ad affrontare dei guai semplicemente perché il suo cane ha difeso la sua abitazione, aggredendo un ladro che era pronto a svaligiare casa.

5 – Parla Basilio Galizzi, il camionista 50enne di San Giovanni Bianco contro cui si è schiantato, suicidandosi, Paolo Piraccini

È ancora sotto choc Basilio Galizzi, autotrasportatore di 50 anni di San Giovanni Bianco. Non è facile dimenticare che soltanto poche ore fa, nella notte tra lunedì 1 e martedì 2 febbraio, lungo la A4, Paolo Piraccini, 56enne imprenditore residente a Brescia ma molto noto in tutto il Sebino, dopo aver imboccato contromano l’autostrada è andato a schiantarsi contro il camion del bergamasco, suicidandosi. Piraccini, meno di un’ora prima, aveva ucciso a coltellate, quasi sgozzandola, la moglie, Marinella Pellegrini. Subito dopo l’omicidio, aveva scritto un sms al cognato, spiegando: «Ho fatto una cavolata, ora vado ad ammazzarmi». Galizzi ha parlato a <em>L’Eco di Bergamo</em>: «Mi hanno dato 20 giorni di prognosi, ma ho in mente ancora quell’immagine dello schianto», racconta piangendo. «Le chiedo di lasciarmi stare, perché se voglio guarire devo dimenticare – spiega l’autotrasportatore -. Ho pensato che ci fosse un pazzo in giro, che mi puntava addosso i fari».

6 – Imad El Joulani, ex presidente del Centro islamico di via Cenisio, spiega: «In via San Fermo nessuna moschea, solo un centro culturale»

Dopo tante polemiche, è finalmente Imad El Joulani, ex presidente del Centro islamico di via Cenisio, a dire la sua circa lo strano caso del cantiere di via San Fermo che tanto clamore ha suscitato, sia nella politica bergamasca che all’interno del movimento islamico orobico. El Joulani, intervistato da <em>L’Eco di Bergamo</em>, dichiara: «Macché raggiro, macché moschea. Mohamed Saleh (l’attuale presidente del centro di via Cenisio, che ha pubblicamente attaccato El Joulani nelle scorse settimane, ndr) sapeva che stavo tessendo contatti con Ahmed El Hammadi, responsabile di Qatar Charity, al quale mi legano rapporti di amicizia. E la fondazione qatarina ha seguito tutto il mio lavoro per la ricerca di un luogo dove realizzare un complesso culturale islamico: questo che poi è stato acquistato è il quarto sito che abbiamo vagliato». Il cantiere di via San Fermo, infatti, era partito grazie al finanziamento da 5 milioni di euro della Qatar Charity Foundation. Attualmente El Joulani è presidente della Comunità islamica bergamasca, costituita nel 2013 e beneficiaria, attraverso il ponte dell’Ucoii (Unione comunità islamiche italiane, a cui entrambe le associazioni sono affiliate) di questi 5 milioni di euro. El Joulani continua: «La Qatar Foundation sapeva bene di fornire sostegno a un progetto per un centro di aggregazione culturale e non per una moschea. Qui il nostro progetto prevedeva campi da basket e da pallavolo, sala congressi, centro giovanile con un bar e un punto di ristoro e anche un ambulatorio medico aperto anche ai non musulmani. Il Centro di via Cenisio poteva restare come luogo di preghiera, visto che è legalmente riconosciuto, il nostro progetto era tutt’altro: lo dice il nostro statuto, che la Comunità è aperta a tutti, ci può aderire chiunque, anche i non islamici, ma soprattutto dice che lo scopo è quello di creare aggregazione e promozione sociale, ma non si cita mai alcun luogo di culto». Ora però il progetto è congelato: «Le ditte ora chiedono penali e i fondi non si possono toccare. Chi devono ringraziare i danneggiati, musulmani e non? Intanto noi stiamo organizzando una manifestazione di protesta, in città» annuncia El Joulani.

7 – Pontoglio, sparito uno dei cartelli della discordia

Nella notte tra venerdì 29 e sabato 30 gennaio, uno dei famosi cartelli della discordia di Pontoglio, quelli che rimandavano alle «tradizioni cristiane», è sparito. Precisamente quello che segna il confine tra la provincia di Brescia e quella di Bergamo, all’ingresso di Pontoglio sulla via per Palosco. Come ricorda L’Eco di Bergamo, proprio il cartello di via Palosco era balzato agli onori delle cronache durante le vacanze natalizie quando dei vandali l’avevano imbrattato con una bomboletta spray. Quella volta gli operatori comunali l’avevano ripulito in fretta. Ora questo nuovo atto vandalico non fa altro che gettare benzina sul fuoco su di una vicenda che è da considerarsi tutt’altro che chiusa e che, oltre ad aver spaccato il paese (e non solo), ha portato ad una lettera di richiesta di spiegazioni da parte del Prefetto, alla quale il sindaco Alessandro Seghezzi ha risposto il 22 gennaio illustrando le proprie motivazioni, ma escludendo la rimozione. Se nell’interpretazione della prefettura i segnali incriminati sarebbero non conformi all’articolo 39 del Codice della Strada, l’Amministrazione comunale continua ad affermare la liceità dell’azione (ad eccezione del vicesindaco).

8 – Continuano a preoccupare i livelli di smog. Fortunatamente arriva il maltempo

Mentre su Bergamo e un po’ tutta la Lombardia torna a farsi vedere qualche goccia di pioggia, continua a preoccupare la situazione dell’inquinamento. Il report dell’Arpa riferito ai valori rilevati il 2 febbraio dalle centraline in città e in provincia, evidenzia valori ancora altissimi per le polveri sottili, soprattutto a Bergamo. La centralina di via Garibaldi, infatti, ha registrato 127 microgrammi per metro cubo, a fronte di una soglia limite di 50 mg. Inferiori, ma comunque alti, i dati della centralina di via Meucci: 108 mg. In provincia: a Dalmine 87 mg, Filago-Centro 105 mg, Lallio 95 mg, Osio Sotto 97 mg e Treviglio 79 mg.

9 – Dalmine intitolerà il nuovo parco comunale di via Tre Venezia agli agenti uccisi dalla banda Vallanzasca

In occasione del 39esimo anno dall’assassinio dei due agenti Luigi D’Andrea e Renato Barborini, uccisi il 6 febbraio 1977 nei pressi del casello autostradale della città dalla banda Vallanzasca, Dalmine ha reso noto di voler onorare la memoria dei due, insigniti anche delle Medaglie d’Oro al Valor Civile, intitolando loro il nuovo parco comunale di via Tre Venezia, nella frazione di Guzzanica. L’inaugurazione del parco e l’intitolazione si terranno proprio il prossimo 6 febbraio. Alla cerimonia saranno presenti, oltre al sindaco di Dalmine Lorella Alessio e a tutta la Giunta comunale, anche il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico, il prefetto di Bergamo Francesca Ferrandino, il Questore di Bergamo Gerolamo Fabiano e altre autorità civili e militari della nostra provincia. La cerimonia avrà inizio alle 10.30.

10 – Val Seriana, presto pronto il nuovo sistema di videosorveglianza

Proprio in questi giorni sono in corso i lavori per l’installazione del nuovo sistema di videosorveglianza in Val Seriana. Venerdì 5 febbraio, ad Ardesio, Alberto Bigoni, presidente della Comunità montana Val Seriana, l’ente che ha messo a disposizione 435mila euro più altri 110mila del fondo comune Bim, comunicherà la data in cui l’intero apparato entrerà in funzione. L’inaugurazione è attesa comunque entro febbraio. Intanto per le strade seriane non passano inosservati gli operai della Fgs di Azzano San Paolo che ha vinto il bando relativo alla parte impiantistica dell’opera di videosorveglianza e controllo dei transiti del territorio della Valle Seriana. Il sistema si chiama Thor e partirà con 28 telecamere per la lettura delle targhe, associate ognuna a una telecamera di contesto, utile per mostrare dove sta transitando l’auto e in quale direzione, e altre 4 di videosorveglianza (a Ranica e Montenegrone), per un totale di 14 aree presidiate.

11 – Il presidente degli avvocati bergamaschi: anche a Bergamo avvocati a rischio povertà

Ermanno Baldassarre, presidente dell’Ordine degli avvocati di Bergamo e presidente dell’Unione Lombarda Ordini Forensi, attraverso Bergamonews racconta la difficile situazione professionale che stanno vivendo gli avvocati di Bergamo, non diversa da quella di tanti colleghi italiani: «Per l’Avvocatura è un momento molto difficile. Non a caso qualcuno ha definito gli avvocati “nuovi poveri”. Pur senza drammatizzare è però vero che la categoria sta sentendo gravemente il peso della crisi. C’è chi è in difficoltà a pagare la quota annuale di iscrizione che a Bergamo ammonta a 270 euro per gli avvocati cassazionisti, 212 per gli avvocati con più di 35 anni e/o 3 anni di iscrizione, 162 per gli avvocati con meno di 35 anni e/o 3 anni di iscrizione, 90 per i praticanti con patrocinio e 45 per i praticanti senza patrocinio».

12 – L’incredibile processo per atti osceni in luogo pubblico con protagoniste due prime donne

Martedì 2 febbraio si è tenuto al Tribunale di Bergamo un processo in rito abbreviato con imputata una donna di 57 anni di Ponte Nossa, colpevole (secondo la denunciante) di atti osceni in luogo pubblico. La 57enne stava prendendo il sole in topless alla spiaggia al Ponte del Costone, in riva al Serio, a Ponte Nossa. Qui si sarebbe scambiata qualche effusione con il suo compagno: giusto qualche bacio per l’imputata, effusioni decisamente hot per la denunciante. Alla fine, il pm Gianluigi Dettori ha chiesto l’assoluzione al gup Bianca Maria Bianchi. Secondo il pm, infatti, il racconto da cui ha preso il via il processo era «inficiato dall’astio»: si è scoperto che la denunciante, in passato, era stata querelata per percosse dalla 57enne. Insomma, le due donne erano “rivali” e la denuncia che ha portato a questo processo potrebbe essere la vendetta di una delle due. O almeno così deve aver pensato la procura.

 

2 FEBBRAIO

 

1 – Mura, in arrivo la prima opera per il Piano Unesco: 310mila euro dalla Fondazione Cariplo per la manutenzione

È stato comunicato il 2 febbraio che la Fondazione Cariplo ha messo a disposizione 310mila euro per la manutenzione e la valorizzazione delle Mura Veneziane. Il Comune di Bergamo ha partecipato al bando “Buone Prassi di Conservazione del Patrimonio”, con il progetto “Le Mura Veneziane di Bergamo: 5 km di paesaggio lapideo da curare e mantenere in buona salute”, un piano triennale (cofinanziato dallo stesso Comune con uno stanziamento di ulteriori 200mila euro) per la manutenzione della cinta muraria di Bergamo e per governare i processi di degrado garantendone comunque la piena fruibilità. Il progetto è frutto di un partenariato che vede il Comune come capofila, in sinergia con l’Università degli Studi di Bergamo (dipartimento di Ingegneria-Laboratorio di Rilievo e Analisi del Costruito) e l’Associazione Orobicambiente. Il lavoro alla base del progetto è iniziato con la firma nel marzo 2015 di una convenzione con il Demanio (proprietario della gran parte delle Mura) e l’associazione Orobicambiente Onlus per l’esecuzione periodica delle sole opere di rimozione della vegetazione infestante: proprio la convenzione conferisce titolo al Comune di Bergamo di partecipare a bandi per la manutenzione e valorizzazione delle Mura Venete.

2 – Scarcerati tre dei cinque uomini arrestati per droga. Secondo alcuni media erano legati al mondo ultrà. La dura risposta della Curva Nord in un comunicato

Martedì 26 gennaio un primo arresto, poi altri 4 fermati sabato 30 gennaio: la scorsa settimana le forze dell’ordine hanno arrestato 5 persone accusate di detenzione di droga a fini di spaccio. Gli inquirenti hanno precisato che si tratterebbe di soggetti tutti legati al mondo della Curva Nord atalantina, e dunque ultrà. L’arresto del 30 gennaio è avvenuto dopo un lungo pedinamento lungo la A4: l’auto a cui erano a bordo i 4 soggetti era entrata in autostrada a Trezzo ed è stata fermata all’altezza del casello di Bergamo. All’autista dell’auto sono state trovate addosso sostanze stupefacenti, mentre altra droga è stata trovata nell’abitazione di un altro degli arrestati. In totale gli inquirenti hanno sequestrato 14,3 grammi di cocaina e 9,6 grammi di eroina. I quattro, recidivi, saranno interrogati martedì 2 febbraio dal gip. Martedì 26, sempre la Squadra mobile di Bergamo, aveva invece arrestato un uomo residente ad Alzano, al quale era stata sequestrata cocaina. Per lui l’arresto è già stato convalidato e si trova ora ai domiciliari.

Nella mattinata del 2 febbraio, il gip ha svolto l’interrogatorio di convalida ai quattro fermati di sabato e ha convalidato per tutti gli arresti, ma soltanto uno di loro resterà in carcere: a un altro è stato dato l’obbligo di firma, mentre ad altri due sono stati concessi i domiciliari. Nel frattempo, la Curva Nord atalantina ha diffuso un comunicato per rispondere a chi ha accostato la propria realtà al mondo della droga e dello spaccio. Riportiamo, di seguito, il comunicato diffuso dai tifosi:

Con il cuore scriviamo queste parole perché siamo davvero delusi e allo stesso tempo rabbiosi per il trattamento mediatico subito in queste settimane. Vogliamo partire fugando ogni dubbio, non sappiamo se i 10 ragazzi siano innocenti o colpevoli, questo lo deciderà solamente la Magistratura. Se saranno ritenuti colpevoli pagheranno e con le leggi speciali in vigore ne subiranno le conseguenze due volte, prima da cittadini poi da tifosi. Se invece verranno dichiarati innocenti, in molti dovranno scusarsi con queste persone. Crediamo di essere stati chiari, questo è il nostro pensiero.

Il nostro stato d’animo è cambiato molto in questi ultimi giorni, sopratutto quando abbiamo letto dell’accostamento spaccio di droga – Curva. Qui non ci stiamo e vogliamo immediatamente prendere una posizione chiara ma molto decisa. Qui nessuno di noi ha l’aureola in testa, non siamo santi ma ci fa bruciare il sangue venire accostati ad una situazione che nella nostra Curva Nord non è mai accaduta, l’approfittare dell’Atalanta per fini personali. Del nostro mondo fanno parte migliaia di persone di qualsiasi estrazione sociale, idea politica e modo di pensare, ma ci siamo sempre trovati insieme, in Curva abbracciati al gol o commuovendoci per ricordare chi ci guarda da lassù. Ognuno è responsabile della propria vita e si prende le proprie responsabilità ma MAI, ripetiamo, MAI a nessuno è stato permesso di usare questa storia bellissima per i propri fini. Accostare un sentimento così bello, così pulito, come amare e sostenere la squadra della propria città a situazioni come lo spaccio di droga questo ci fa davvero incazzare. Perché in quasi 45 anni di tifo organizzato a Bergamo solo noi sappiamo quante persone, grazie all’aggregazione e all’amicizia abbiamo salvato da questa piaga sociale, soprattutto negli anni ’80 e ’90. Solo noi sappiamo quanti ragazzi purtroppo abbiamo perso perché non frequentando più il gruppo sono ricascati. Ripetiamo ognuno della propria vita fa ciò che vuole ma è vergognoso cercare di portare la gente a pensare che questi ragazzi rifornivano la Curva. Anche loro se hanno sbagliato pagheranno, come prevede la legge, senza che una parte dei media inventi collegamenti o insinuazioni diffamanti verso un lavoro di anni e
anni.

Con orgoglio ricordiamo a TUTTI che siamo figli di Bergamo, quanti sacrifici abbiamo fatto e continueremo a realizzare per quei colori che amiamo alla follia. Se abbiamo commesso degli errori, ripetiamo ancora una volta, pagheremo come la legge prevede ma non vogliamo che la Curva venga accostata alla criminalità, perché a tutto c’è un limite e alla nostra dignità non rinunceremo MAI!

CURVA NORD BERGAMO 1907

3 – Abusò della figlia 13enne della compagna: 49enne della Val Brembana condannato a 5 anni

Il 2 febbraio, il Tribunale di Bergamo ha condannato a 5 anni di reclusione un 49enne della Val Brembana accusato di aver abusato della figlia della compagna. I fatti risalgono al 2010, quando la vittima aveva appena 13 anni. Già in precedenza questa sfortunata ragazzina era stata vittima di violenze simili, compiute su di lei da parte del padre naturale, poi condannato. Allora la 13enne non ebbe il coraggio di denunciare e confessò i fatti alla madre soltanto 4 anni dopo, attraverso una toccante lettera. A quel punto la donna si presentò alle forze dell’ordine per denunciare l’uomo. Il 49enne, che ha scelto il rito abbreviato, è stato condannato dal giudice Bianca Maria Bianchi a 5 anni di reclusione (il pm Gianluigi Dettori ne aveva chiesti 6) e al risarcimento danni, con versamento di 80mila euro alla ragazza e di 10mila euro alla madre a titolo di provvisionale.

4 – Donna trovata morta a Cenate Sopra, svolta l’autopsia: a causare la morte un aneurisma

Ogni dubbio sulle circostanze che hanno portato alla morte di Pierina Bettoschi, 78enne vedova residente a Cenate Sopra che la sera di domenica 31 gennaio è stata trovata senza vita nella sua abitazione, è stato fugato dall’autopsia disposta dal pm Gianluigi Dettori e svolta il 2 febbraio. A causare il decesso è stato un aneurisma. A rinvenire il corpo il figlio 47enne, tornato a casa da una festa. L’uomo, Paolo Brignoli, ha dichiarato alle forze dell’ordine di essere rientrato e aver trovato la madre a terra in una pozza di sangue e di aver tentato, invano, di soccorrerla. Sebbene le ferite rinvenute alla testa dell’anziana fossero effettivamente compatibili con quelle di una caduta, gli inquirenti volevano vederci chiaro. Il pm Dettori aveva quindi aperto un fascicolo di indagine contro ignoti per omicidio preterintenzionale, teso soprattutto a permettere l’autopsia sul corpo della 78enne e alla famiglia di nominare un consulente. Nessuno è mai stato iscritto nel registro degli indagati.

5 – Paolo Piraccini, imprenditore 56enne, accoltella la moglie poi imbocca la A4 contromano e muore. Aveva vissuto per anni tra Sarnico e Villongo

Nella notte tra l’1 e il 2 febbraio, Paolo Piraccini, imprenditore nell’ambito della ristorazione di 56 anni, ha prima accoltellato la moglie, Marinella Pellegrini, nella loro abitazione di via Cefalonia a Brescia, poi ha preso contromano l’autostrada A4 a Ospitaletto, andando a schiantarsi contro un tir e morendo nell’incidente. Sulla doppia tragedia stanno ora cercando di fare luce gli inquirenti. Piraccini, nato a Milano e attualmente titolare di una pizzeria d’asporto a Palazzolo, era un volto noto nel Sebino: dal 1973 ai primi anni ’90, infatti, aveva vissuto a Sarnico, dove era ancora oggi conosciuto. Successivamente si trasferì a Villongo, dove ha vissuto per altri 7 anni prima di decidere di trasferirsi a Brescia, per essere più vicino alle sue attività. Anche nella Bergamasca era stato, per anni, titolare di locali legati al mondo della ristorazione. Secondo la prima ricostruzione degli investigatori, Piraccini e la moglie, sue coetanea, avevano pesantemente litigato, con urla sentite anche dai vicini di casa. In un attacco d’ira, l’imprenditore ha preso un coltello e sgozzato la moglie. L’uomo, poi, è uscito di casa ed è salito in macchina. Proprio dalla sua vettura ha chiamato il cognato, a cui ha confessato l’omicidio e a cui avrebbe poi riferito: «Adesso vado ad ammazzarmi». Circa un’ora dopo l’assassinio, infatti, avvenuto probabilmente alle 22.30 circa, Piraccini ha imboccato la A4 contromano al casello di Ospitaletto, andando a schiantarsi contro un tir guidato da un camionista di San Giovanni Bianco, rimasto fortunatamente illeso nell’incidente, e morendo sul colpo. Secondo alcuni amici della coppia, Piraccini da qualche tempo soffriva di depressione a causa di alcuni problemi di salute.

6 – Domani nuova udienza del processo Bossetti. A Oggi parla il consulente della difesa Marzio Capra: «Sul Dna un errore»

Mercoledì 3 febbraio si terrà una nuova udienza del processo nei confronti di Massimo Bossetti, l’uomo accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio. In aula parlerà Marzio Capra, genetista consulente della difesa. Al centro dell’udienza, ancora una volta, il Dna del carpentiere di Mapello rinvenuto sui vestiti della 13enne. In un’intervista al settimanale Oggi, Capra ha anticipato alcune delle sue riflessioni da esperto sul caso. E sono riflessioni che mettono in dubbio il castello accusatorio della Procura: «Comunque finisca questo processo, se il mistero (dell’assenza di Dna mitocondriale dell’imputato sulla traccia dove fu isolato il suo Dna nucleare, ndr) non sarà chiarito avremo una sentenza con un buco nero… Il più sincero è stato il colonnello Giampietro Lago, comandante del Ris di Parma, quando in aula ha ammesso: “Non so spiegarmelo. Non mi era mai capitato”. Gli altri avanzano solo ipotesi. Ma non hanno saputo dare una spiegazione scientifica. Non basta dire: è una anomalia. Perché in laboratorio le anomalie vanno contro le regole e le conoscenze. Vanno contro la scienza. E se per l’accusa il Dna è la prova regina io dico che la prova regina manca. Non c’è. Vogliamo far finta di niente? Non si può». Dopo aver analizzato i cosiddetti “dati grezzi” delle analisi svolte dai Ris, Capra s’è fatto un’idea sulla questione: «C’è stato un errore. Come mai è sparito il mitocondriale, che è la parte più resistente del Dna? Mi rifiuto di pensare a una manipolazione. L’unica alternativa è l’errore umano».

7 – Futuro di Piazza della Libertà, possibile accordo a tre Comune-Provincia-Prefettura per la Casa della Libertà

Comune di Bergamo, Provincia e Prefettura stanno studiando un modo per definire un futuro della Casa della Libertà situata in Piazza della Libertà. Come spiega L’Eco di Bergamo, un ipotetico accordo fra i tre enti potrebbe portare a una nuova destinazione del palazzo di proprietà dello Stato, con l’acquisizione finale dell’immobile da parte del Comune. A fare da “giudice” in questa delicata partita, l’Agenzia del Demanio. Cosa prevede il piano? L’ipotesi di accordo prevede che la Provincia alieni metà dell’immobile di via Tasso al Demanio e in cambio acquisisca la Casa della Libertà, con l’impegno a cederlo a sua volta al Comune. A scambio avvenuto, la Prefettura accorperebbe tutti i suoi uffici in via Tasso, rinunciando al trasloco in piazza della Libertà, dove ha già occupato i tre piani che danno su via Zelasco. Un’operazione complessivamente da circa 20 milioni di euro: 13 del valore stimato dell’edificio e almeno altri 7 necessari per la ristrutturazione.

8 – Rotondone al casello dell’A4 di Bergamo, scende in campo la Regione

Dopo che nei mesi scorsi il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e il presidente della Provincia Matteo Rossi hanno portato nuovamente l’attenzione sulla questione del rondò di ingresso in città, posizionato proprio all’altezza del casello autostradale di Bergamo, ora anche la Regione ha deciso di interessarsi della questione. L’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Sorte ha infatti convocato una riunione (alla quale sono stati invitati tutti i soggetti interessati) tesa a trovare un modo per «migliorare radicalmente l’ingresso e l’uscita dei veicoli privati dalla città di Bergamo sull’asse autostradale A4, sulla tangenziale della città e sull’innesto per l’aeroporto di Orio al Serio. Occorre realizzare al più presto un nuovo progetto, che veda protagoniste le Istituzioni locali, Comune e Provincia (il sindaco Gori, il presidente della Provincia Rossi e il consigliere delegato alla Mobilità Gandolfi), la Regione, con la partecipazione naturalmente della società Autostrade per l’Italia Spa». La data dell’incontro sarà fissata nei prossimi giorni. Intanto, già poco prima di Natale, si è svolto un incontro tra Comune, Provincia, Autostrade e Ministero: «La Provincia ha portato 5 ipotesi di intervento – spiega il consigliere provinciale delegato alla Viabilità Pasquale Gandolfi -, ma per scegliere quale sia la più adatta in termini di rapporto tra costi e benefici è stata valutata la necessità di uno studio sulle movimentazioni di traffico, che stiamo approfondendo e che dovrebbe concludersi nel giro di un mese e mezzo».

9 – Violento incidente a Pontirolo, 3 auto coinvolte, 3 feriti, fortunatamente nessuno in modo serio

Nel pomeriggio del 2 febbraio, a Pontirolo, è andato in scena un violento incidente che ha coinvolto tre auto e altrettante persone, fortunatamente nessuna gravemente ferita. I fatti sono avvenuti in prossimità dell’incrocio tra la provinciale 525, che collega Boltiere a Canonica d’Adda, e la strada provinciale 122. Alla guida delle vetture coinvolte si trovavano un 19enne, un 23enne e un 30enne. Soltanto uno di loro è stato portato per accertamenti all’ospedale di Bergamo in codice giallo.

10 – Indipendenza veneta, anche un bergamasco tra i rinviati a giudizio per il carrarmato costruito per occupare Venezia

La Procura di Brescia ha chiesto il rinvio a giudizio per i 48 secessionisti accusati di terrorismo nell’ambito dell’inchiesta che nell’aprile del 2014 aveva portato in carcere 24 persone. Gli uomini sono accusati di aver «promosso, costituito, organizzato e finanziato l’associazione “L’Alleanza” per occupare Piazza San Marco a Venezia a bordo di un “Tanko”», ovvero un carrarmato interamente costruito all’interno di un capannone nel Padovano. Tra questi 48 secessionisti c’è anche un bergamasco classe 1969, nato a Bergamo ma residente a Sulzano (Brescia). Quest’ultimo, così come tutti gli altri 47 indagati, sono accusati di aver messo in atto «iniziative, anche violente», per ottenere l’indipendenza del Veneto.

11 – Parcheggio alla Fara, cambia il progetto del Comune (forse)

Continua il mistero attorno al destino del parcheggio all’ex parco faunistico alla Fara. Dopo che, finalmente, nel 2015 è arrivato il via libera alla ripresa dei lavori, il Comune sta pensando al modo migliore di sfruttare lo spazio. E dopo che il sindaco Giorgio Gori ha spesso ipotizzato un ridimensionamento del silo con la sua prevalente destinazione a favore dei residenti e di quanti lavorano in Città Alta, ora si profila un ribaltone che dovrebbe cambiare radicalmente l’impostazione annunciata e contenuta anche nel programma elettorale. La nuova ipotesi in campo, secondo L’Eco di Bergamo, prevederebbe il mantenimento dei 460 posti previsti, 60 dei quali sarebbero venduti ai privati così come previsto sin dall’inizio, mentre i restanti 400 verrebbero utilizzati a rotazione dagli automobilisti non residenti e dai turisti. I circa 230 stalli sulle Mura – che attualmente sono blu e stanno già finanziando il futuro silo (dal 2005 a incassare il ricavato della sosta è infatti la Bergamo parcheggi, società cui l’intervento è stato affidato) – diventeranno invece gialli e saranno a disposizione dei residenti.

12 – Seriate, locali del centro storico chiusi alle 22? È subito polemica

L’1 febbraio, durante il Consiglio Comunale di Seriate, si è discusso il futuro del centro storico del paese. In particolare, come riporta Bergamonews, al centro della discussione il punto 5 dell’ordine del giorno: la modifica del regolamento di Polizia Urbana. Si sono così decise tre modifiche: intervenire a tutela del decoro, della sicurezza e dell’igiene di aree commerciali, industriali e artigianali dismesse; sanzionare l’attività di rimessaggio, in queste aree, per chi non è abilitato farlo o per chi, quantunque abilitato, occupi tale aree con un numero di veicoli superiore alla capienza massima consentita; disciplinare l’orario di chiusura delle attività commerciali e ricreative del Centro Storico, stabilendo le 22 come ora di chiusura degli esercizi al fine di evitare rumori molesti e comportamenti indecorosi da parte degli avventori. È stato proprio quest’ultimo provvedimento ad accendere il la polemica e lo scontro. L’opposizione, infatti, ritiene il provvedimento discriminatorio e accusa l’Amministrazione di di non portare avanti un’azione coerente di riqualificazione del centro storico. Dall’altra la Giunta Comunale e i gruppi consiliari di maggioranza hanno sostenuto invece la bontà dell’operato dell’Amministrazione nel riqualificare il centro storico e nel salvaguardare gli interessi dei cittadini che vi abitano.

13 – Dopo le code di domenica, il Comune studia un ampliamento della Ztl domenicale in centro

Domenica 31 gennaio, con la Fiera del Cioccolato lungo il Sentierone, il traffico a Bergamo è diventato, per l’ennesima volta, decisamente caotico. Una situazione che si ripete abitualmente nelle domeniche in cui il Comune decide di rendere pedonale l’area compresa tra Porta Nuova e via Verdi. Per questo Palazzo Frizzoni starebbe ora studiando una soluzione. L’assessore alla Mobilità Stefano Zenoni dichiara: «Valuteremo se allargare l’isola pedonale del centro, spostando le transenne all’incrocio tra viale Papa Giovanni e le vie Paleocapa e Mai. Questo permetterebbe al traffico di defluire prima ed evitare l’ingorgo di auto fino a Porta Nuova». Possibile che un esperimento in tal senso venga attuato già in primavera.

 

1 FEBBRAIO

 

1 – Scontri post Atalanta-Inter, il Riesame ha deciso: 3 tifosi ai domiciliari, gli altri 3 restano in carcere

Nel pomeriggio di lunedì 1 febbraio, il Tribunale del Riesame di Brescia ha deciso che dei 6 tifosi atalantini fermati in seguito agli scontri del 16 gennaio dopo Atalanta-Inter (quattro erano già finiti ai domiciliari), 3 rimarranno in via Gleno mentre altri 3 saranno scarcerati e andranno ai domiciliari. In carcere restano il 26enne di Petosino, il 29enne di Serina (il Tribunale, nei loro confronti, ha tenuto in considerazione il fatto che i due tifosi fossero già sottoposti a Daspo) e il 24enne di Villongo trovato in possesso di un documento d’identità e della tessera voucher per l’ingresso allo stadio contraffatti. Scarcerati e ora agli arresti domiciliari, invece, il 26 anni residente a Ranica, il 22enne di Crema e il 35enne di Nembro.

2 – Cenate: la 78enne Pierina Bettoschi trovata senza vita nella sua casa. Disposta l’autopsia

Alle 21.30 circa di domenica 31 gennaio, a Cenate, è stato rinvenuto il corpo senza vita della 78enne Pierina Bettoschi. La donna è stata trovata dal figlio 47enne nella sua abitazione. Ascoltato nella notte dalle forze dell’ordine, l’uomo ha spiegato: «L’ho trovata senza vita al mio ritorno a casa». Il 47enne ha raccontato di essere stato fuori tutta sera, a una festa. Le ferite alla testa rinvenute sul corpo dell’anziana risulterebbero compatibili con una caduta, ma il pm ha comunque aperto un fascicolo per omicidio preterintenzionale contro ignoti, atto necessario a disporre l’autopsia. Nell’abitazione non c’erano segni di colluttazione e, a detta dei vicini e dei parenti, non risulterebbero tensioni familiari. Il figlio ha immediatamente chiamato la sorella che ha mandato il marito sul posto. Quest’ultimo ha poi chiamato il 112. Il pm Gianluigi Dettori ha ascoltato il 47enne, che ha fornito tutte le informazioni di sua spontanea volontà e nei confronti del quale non è stato preso alcun provvedimento. Sugli abiti del figlio sono state trovate tracce di sangue della donna, ma l’uomo ha spiegato di essersi sporcato tentando di rianimare la madre e cercando di sollevarla.

3 – Longuelo, bar “Villino Divino” chiuso per tre mesi. Il titolare arrestato per droga

A partire da sabato 29 gennaio, per i successivi tre mesi, la serranda del noto bar “Villino Divino” a Longuelo, molto frequentato dai giovani di Bergamo, rimarrà abbassata. La decisione dopo che il titolare del locale è stato arrestato con l’accusa di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Le manette sono scattate la scorsa settimana, in seguito a un blitz della squadra Mobile della questura di Bergamo. Durante una perquisizione nel locale e nell’abitazione dell’uomo, effettuata tra martedì 26 e mercoledì 27 gennaio, sono stati rinvenuti e sequestrati 10 grammi di cocaina e circa mezzo chilo di marijuana. L’1 febbraio è in programma una conferenza stampa nella quale saranno resi noti i dettagli dell’operazione.

4 – Restano gravi le condizioni della bambina di 3 anni trasferita venerdì da Udine al Papa Giovanni a bordo di un elicottero militare

Sono stabili, ma sempre gravi, le condizioni di salute della bambina di 3 anni che nel pomeriggio di venerdì 29 gennaio è stata trasferita d’urgenza dall’ospedale di Udine a quello di Bergamo a bordo di un elicottero AB205 dell’Esercito. Nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29, infatti, la piccola era stata colta da un malore improvviso che aveva costretto i genitori a precipitarsi al pronto soccorso. La bambina è stata poi trasferita a Bergamo, dove sono stati effettuati ulteriori esami per poter completare la diagnosi. Ora è ricoverata nel reparto di Terapia intensiva pediatrica. Se è ancora in vita, dicono i medici, è merito degli uomini dell’Esercito, che si sono offerti di trasferirla in elicottero all’ospedale di Bergamo.

5 – Smog, è di nuovo allarme. In 111 Comuni, da oggi, in vigore misure anti-inquinamento

A partire da lunedì 1 febbraio, in 111 Comuni del territorio bergamasco saranno in vigore le restrizioni per controllare l’inquinamento condivise da sindaci, assessori, Provincia, Atb, Ats e Arpa e approvate nel protocollo firmato venerdì 29 gennaio. Gli ultimi giorni di gennaio, infatti, i livelli di Pm10 sul territorio orobico hanno toccato nuovi picchi dopo l’allarme tra Natale e Capodanno scorsi. I Dati Arpa registrati il 30 gennaio sono del resto chiari: Pm10 a 170 mg per metro cubo in via Garibaldi a Bergamo, 146 mg a Dalmine, 138 mg  Filago, 128 mg a Lallio e addirittura 264 mg a Osio Sotto ,con Treviglio che tocca i 239 mg. Dall’1 febbraio sarà dunque vietato l’utilizzo di apparecchi per il riscaldamento a legna o pellet (non si applica alle abitazioni che non dispongono di altra forma di riscaldamento) e l’accensione di fuochi o bracieri all’aperto; si dovrà ridurre la durata di attivazione del riscaldamento a un massimo di dodici ore giornaliere; abbassare da 20 a 19 gradi le temperature degli edifici; i locali commerciali dovranno tenere le porte chiuse. Le disposizioni resteranno in vigore fino alla data di revoca dell’ordinanza. La polizia locale e le altre forze di polizia cittadine saranno chiamate a far rispettare le disposizioni previste e il mancato rispetto delle limitazioni imposte comporterà l’applicazione della sanzione amministrativa di 100 euro. Se i livelli di smog perdureranno, potrebbero scattare anche misure contro il traffico.

6 – Le motivazioni del nuovo “no” alla scarcerazione di Bossetti

Sabato 30 gennaio il Tribunale del Riesame di Brescia ha detto di nuovo “no” alla richiesta di scarcerazione avanzata dai legali di Massimo Bossetti, l’uomo accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio. Si tratta del decimo “no” alla richiesta da quando, nel giugno 2014, sono scattate le manette per il carpentiere di Mapello. Come spiega il Corriere della Sera Bergamo, il motivo del rigetto della domanda appare chiaro dalle motivazioni della sentenza, in cui emerge un profilo dell’imputato ben diverso da quello tracciato dalla difesa. Secondo Salvagni e Camporini, legali di Bossetti, il carcere è una misura eccezionale, la nuova legge del 2015 chiede che si spieghi perché è l’unica adeguata a salvaguardare le esigenze cautelari. Per Bossetti, dunque, basterebbero gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico: l’imputato è incensurato, si comporta bene, sono passati 5 anni dal delitto, casa sua è in una strada a fondo chiuso quindi è facilmente controllabile. I giudici, invece, usano espressioni come «condotta illecita tanto grave e consolidata con l’abbandono della vittima dopo l’aggressione» e «condotta esplicativa di impulsi assai violenti». Secondo i giudici, il punto centrale è l’adeguatezza della misura cautelare del carcere e non il pericolo di recidiva, perché «l’istanza sia al giudice di primo grado sia l’appello proposto» dalla difesa riguarda «esclusivamente il profilo dell’adeguatezza della misura in corso». Pesano su questa decisione anche le precedenti nove decisioni. Bossetti attenderà dunque in carcere la nuova udienza del processo nei suoi confronti in programma mercoledì 3 febbraio, quando si parlerà del suo Dna sul corpo di Yara. A deporre coi saranno i consulenti della difesa.

7 – 70enne di Pedrengo investe una 20enne di Seriate e scappa. Poi si costituisce

Alle 18.30 circa di domenica 31 gennaio, in via Giardini a Pedrengo, una 20enne di Seriate che stava percorrendo la strada in bicicletta è stata investita da un’auto uscita da uno stop senza dare la precedenza. L’auto pirata non si è nemmeno fermata per prestare soccorso alla ragazza. Mentre la giovane è stata trasportata all’ospedale Papa Giovanni, dove hanno fortunatamente appurato che le conseguenze dell’incidente non erano gravi, la polizia stradale si è subito messa alla caccia dell’automobilista. Gli agenti, dopo aver svolto alcune indagini, hanno presto individuato il colpevole: un uomo di 70 anni residente a Pedrengo. Ma prima ancora di rintracciarlo, è stato lo stesso uomo a costituirsi, la mattina dell’1 febbraio, alle forze dell’ordine. Per lui è scattata una denuncia per fuga e omissione di soccorso e gli è stata ritirata la patente.

8 – Botta di Sedrina, incidente all’alba. Ferita una 40enne

All’alba di lunedì 1 febbraio, intorno alle 5.30, un’auto è finita contro un non meglio identificato (per il momento) ostacolo mentre percorreva la strada statale 470 della Val Brembana, all’altezza di Botta di Sedrina. Sull’auto una 40enne, rimasta ferita nell’incidente, ma fortunatamente non in modo serio. Durante le operazioni di soccorso si sono create lunghe code.

9 – Tornano a casa Gaia e Saverio, la coppia bergamasca scampata all’incidente ai Caraibi

Gaia Moretti e Saverio Macrì, i due bergamaschi sopravvissuti al tremendo incidente stradale sull’isola Dominica dei Caraibi, sono tornati a casa dopo essere atterrati la mattina di domenica 31 gennaio all’aeroporto di Malpensa. Subito sono stati portati per nuovi accertamenti medici all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo: Saverio ha riportato la frattura a un polso e lesioni allo scafoide, oltre a numerose escoriazioni, e sarà sottoposto a intervento chirurgico in una diversa struttura ospedaliera; Gaia, invece, presenta segni di forti contusioni al viso, al collo e in varie parti del corpo. La coppia bergamasca faceva parte del piccolo gruppo di 7 persone che il 28 gennaio stava visitando l’isola a bordo di un furgoncino, finito in una scarpata e ribaltatosi più volte con un volo di circa 100 metri. Diversi i passeggeri feriti, alcuni anche in modo grave, mentre un bambino italiano di soli 16 mesi è purtroppo morto nel terribile incidente. Tutti e sette stavano facendo una crociera MSC per il Mar dei Caraibi. Appena atterrati è stata Gaia a parlare: «È stato un ritorno estenuante. Voglio ringraziare Msc Crociere per l’assistenza continua. Dall’Italia è giunta una psicologa che è stata con noi per tutto il viaggio. Dall’ospedale di Roseau, la capitale della Dominica, siamo stati trasferiti sulla nave che ha attraccato in Martinica, quindi siamo partiti dall’aeroporto di Fort de France e infine l’arrivo a Malpensa».

10 – Nella tarda serata del 31 gennaio, escursionista milanese salvato sul Curò

Nel tardo pomeriggio del 31 gennaio, il 112 ha ricevuto una telefonata, durata pochi istanti: «Aiutatemi». Poila linea è caduta, il cellulare s’è spento. L’uomo che ha telefonato ha avuto giusto il tempo di dire che si trovava bloccato in montagna. Immediatamente, alle 19 circa, sono quindi scattate le ricerche. Soltanto alle 22, però, l’escursionista, un uomo classe 1948 milanese, è stato trovato e tratto in salvo. Il pensionato ha raccontato che si è perso mentre stava scendendo dal Curò, a Valbondione. Le sue condizioni di salute erano buone, era soltanto molto spaventato. I soccorritori, dopo averlo visitato, l’hanno quindi riaccompagnato a Lizzola, dove aveva lasciato l’auto.

11 – Assenza di personale al Tribunale, oggi il deputato Misiani incontra il presidente Siniscalchi

Dopo l’allarme lanciato la scorsa settimana dal presidente del Tribunale di Bergamo Ezio Siniscalchi, circa l’assenza di personale al Tribunale, l’1 febbraio il deputato del Pd Antonio Misiani incontrerà Siniscalchi «per acquisire tutti i dati e le informazioni riguardanti la situazione del personale», ha spiegato Misiani. Che poi ha aggiunto: «Ho già parlato nei giorni scorsi con il ministro Orlando, rappresentandogli la situazione di particolare criticità della realtà bergamasca. Insieme ai colleghi bergamaschi del Pd formalizzeremo nei prossimi giorni un’interrogazione parlamentare».

12 – Villa di Serio, Comune e parrocchia rinnovano l’accordo per le azioni di sostegno alle famiglie in difficoltà

Dopo l’esperienza positiva del 2015, il Comune e la parrocchia di Villa di Serio hanno deciso di rinnovare il protocollo d’intesa per particolari azioni di sostegno alle famiglie in difficoltà. L’assessore ai Servizi Sociali Francesco Cornolti spiega: «Sia la parrocchia sia il Comune sono fortemente impegnati nel fornire assistenza dal punto di vista caritativo, intervenendo ad esempio con la distribuzione di viveri o nell’aiuto al pagamento di bollette e affitto: si tratta di un dovere di prima risposta. Ancora più importante però è cercare di dare dignità piuttosto che solo assistenza». Oltre a una stretta collaborazione tra Comune e il Centro di primo ascolto e coinvolgimento della Caritas parrocchiale, quest’anno si è decisa anche la creazione di un fondo da 16mila euro (finanziato al 50 percento dai due enti) per venire incontro a particolari situazioni di forte disagio economico attraverso varie forme di sostegno.

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