Notizie su Bergamo e Provincia

Notizie su Bergamo e provincia (29 febbraio-5 marzo 2016)

Notizie su Bergamo e provincia (29 febbraio-5 marzo 2016)
Eventi 04 Marzo 2016 ore 10:00

5 MARZO

 

1 – Causa maltempo, il Ducato di Piazza Pontida rinvia a domani, dopo la sfilata, il tradizione Rasgamènt de la Egia

Si è atteso fino all’ultimo, ma alla fine il Ducato di Piazza Pontida, a causa del maltempo che sin dalla mattina di sabato 5 marzo ha colpito Bergamo e la sua provincia, s’è visto costretto ad annullare il tradizionale Rasgamènt de la Egia. L’appuntamento è spostato al tardo pomeriggio di domenica 6 marzo, dopo la sfilata di Mezza Quaresima per le vie del centro città. L’orario preciso è fissato per le 19. Contestualmente è stato rinviato a domenica anche il concorso La Egià Piò Bèla, che sarà giudicata insieme ai carri durante la sfilata.

2 – Bossetti in aula anche il 10 marzo come vittima di diffamazione. Imputato il genetista Fabio Buzzi

Giovedì 10 marzo, Massimo Bossetti tornerà in aula al Tribunale di Bergamo. Questa volta, però, non sarà l’imputato (la prossima udienza del processo sulla morte di Yara Gambirasio è fissata per venerdì 11 marzo), bensì la parte offesa. Il carpentiere di Mapello, infatti, tempo fa ha presentato, attraverso il proprio legale Claudio Salvagni, una denuncia per diffamazione nei confronti di Fabio Buzzi, all’epoca responsabile dell’Unità operativa di Medicina legale e Scienze Forensi dell’Università di Pavia. Il dipartimento guidato da Buzzi era stato incaricato dalla Procura di Bergamo di analizzare i reperti piliferi rivenuti addosso e nei pressi del corpo di Yara, trovato nel campo di Chignolo d’Isola il 26 febbraio 2011. A pochi giorni dal fermo di Bossetti, Buzzi fu intervistato da un giornalista del programma di Canale 5 Segreti e Delitti nella quale affermò chiaramente che sul corpo di Yara erano stati trovati anche reperti piliferi di Ignoto 1, dunque di Bossetti per l’accusa. La notizia fece presto il giro d’Italia, ripresa da media locali e nazionali. Poco dopo, però, Buzzi fu costretto a ritrattare, spiegando che «il confronto tra le formazioni pilifere e il Dna di Ignoto 1 è tuttora in corso». Oggi, a distanza di quasi due anni da quelle affermazioni, è ormai appurato che, in realtà, sul corpo di Yara nessuna delle 7 tracce pilifere umane rinvenute sono appartenenti a Ignoto 1, e dunque a Bossetti. Da qui il processo per diffamazione. Il procuratore aggiunto Massimo Meroni ha richiesto l’archiviazione, ritenendo che comunque non sussistono gli estremi per procedere nei confronti di Buzzi. Richiesta a cui si è opposta la difesa di Bossetti. Per questo motivo il gip Marina Cavalleri ha fissato un’udienza in camera di consiglio per il 10 marzo, nella quale verranno sentite le parti.

3 – È un sabato di maltempo con intense nevicate sulle Orobie

Previsioni azzeccate: come anticipato nei giorni scorsi dai meteorologi, sabato 5 marzo il Nord Italia si è svegliato nel cuore di una intensa perturbazione. Maltempo che causerà anche forti nevicate su Alpi e Prealpi, con precipitazioni anche copiose sulle Orobie. Sopra i 1.200 metri è previsto mezzo metro di neve, mentre a quote più basse la neve non dovrebbe creare grandi disagi. In ogni caso i primi fiocchi sulle Valli bergamasche sono iniziati a cadere sin dalle prime ore della giornata. È stato il Centro funzionale monitoraggio rischi naturali della Regione Lombardia a emettere un avviso di moderata criticità a causa del maltempo per il 5 marzo.

4 – Rapinò una banca a Vipiteno 7 anni fa: arrestato 27enne della provincia

Un 27enne della provincia di Bergamo, che al momento si trova già in carcere per tentata rapina a mano armata a una banca di Portorose in Slovenia, è stato accusato di aver rapinato la Cassa di risparmio di Vipiteno nel lontano luglio del 2009. A risalire al giovane sono stati i Carabinieri della compagnia di Vipiteno grazie anche al prezioso lavoro svolto dai Ris di Parma. Il Dna del 27enne è risultato compatibile con quello rinvenuto su guanti e sul passamontagna che il rapinatore aveva usato per il colpo Vipiteno, che aveva fruttato un bottino di 15mila euro al criminale.

5 – San Paolo d’Argon, tentato colpo alle Poste. Furfanti messi in fuga dall’allarme

Stando a quanto riportato da L’Eco di Bergamo, la mattina di sabato 5 marzo qualcuno ha tentato un colpo presso gli uffici postali di San Paolo d’Argon. I ladri (non è chiaro quanti fossero di preciso) avrebbero tentato di entrare nei locali delle Poste poco prima delle 8, ovvero l’orario di apertura. Il colpo è però fallito perché è scattato l’allarme e i malintenzionati si sono dati alla fuga. I Carabinieri stanno ancora tentando di ricostruire i fatti.

6 – Sogegros acquisisce i centri Gros Market, tranne quelli di Lecco e Cologno Monzese

L’annuncio il 4 marzo: il gruppo Sogegros ha acquisito i centri Gros Market. Ad annunciarlo Alberto Citerio, segretario generale di Fisascat Cisl di Bergamo: «Così come è stata una doccia gelata la decisione di Carrefour di restituire i Gros Market a Lombardini, altrettanto inaspettata e veloce arriva la conclusione felice della vicenda, grazie alla trattativa serrata che ha condotto all’acquisizione della rete dei Cash&Carry da parte di Sogegros». Nello specifico sono 4 i punti vendita a cambiare proprietà: quello di Cernusco sul Naviglio, di Costa Masnaga (Lecco), Montano Lucino (Como) e, naturalmente, il centro di Dalmine. Non saranno invece assorbiti i punti vendita di Lecco e Cologno Monzese. Il passaggio da Carrefour, che ancora detiene la gestione dei Gros Market, avverrà il prossimo 1 aprile, cioè alla scadenza del contratto con Lombardini che i francesi hanno interrotto prematuramente. Si salvaguarderanno così i posti di lavoro dei 140 dipendenti, che verranno assunti dalla Sogegros, tra i primi dieci gruppi privati in Italia nel settore della grande distribuzione organizzata.

7 – Moschea a Bergamo, il Qatar vuole indietro i suoi soldi e fa causa a El Joulani

La Qatar Charity Foundation, organizzazione benefica dell’emirato arabo che aveva finanziato con 5 milioni di euro il progetto per la realizzazione di un grande centro culturale islamico a Bergamo, ora chiede indietro i propri soldi. Dopo lo scandalo che ha preso il via dal sequestro dell’immobile di via San Fermo (da tempo dissequestrato) e le conseguenti divisioni interne alla comunità musulmana bergamasca, ogni iniziativa è ferma e il Qatar ha dunque deciso di schierarsi al fianco del Centro islamico di via Cenisio e dell’Ucoii finanziando la causa contro Imad El Joulani, ex presidente del Centro islamico e soggetto che aveva materialmente preso in carico i 5 milioni arrivati dagli Emirati. A spiegarlo sulle pagine del Corriere della Sera Bergamo è Salah Ahmed Al-Hammadi, 33 anni, vicepresidente della sede inglese della Fondazione e responsabile dei progetti in Europa. Al-Hammadi spiega: «Abbiamo scelto Bergamo perché ha una comunità islamica grande e attiva, in buoni rapporti con il Comune. Abbiamo saputo che c’era bisogno di un posto di preghiera e che le autorità erano felici di aderire a questo progetto. E abbiamo scelto il Centro culturale islamico perché è un’organizzazione trasparente, e noi vogliamo operare in modo trasparente. Vogliamo anche che la moschea venga gestita al cento per cento da chi vive in Italia, senza influenze dall’estero. Ma ciò che è successo non è trasparente, e abbiamo deciso per la causa. Noi abbiamo dato i soldi al centro culturale islamico, di cui El Joulani era dirigente. Ma poi abbiamo scoperto che lui aveva costituito un’altra organizzazione, la Comunità islamica di Bergamo, di cui noi non ne sapevamo niente e in cui ha messo i soldi per costruire un altro edificio. Ci siamo rifiutati di collaborare a questo progetto, e abbiamo deciso per la causa».

8 – Consiglio di Sorveglianza di Ubi: sono Moltrasio, Gattinoni, Guerini, Bardoni e Santus i bergamaschi in corsa

Il 4 marzo è stato reso noto l’accordo per l’esercizio del voto nell’assemblea convocata per il 2 aprile 2016 di Ubi Banca. Cinque i nomi dei bergamaschi nella lista per la nomina del Consiglio di Sorveglianza di Ubi per il triennio 2016-2018: Andrea Moltrasio, Armando Santus, Renato Guerini, Antonella Bardoni e Luciana Gattinoni. La lista è così composta: Andrea Moltrasio, Mario Cera, Armando Santus, Gian Luigi Gola, Pietro Gussalli Beretta, Pierpaolo Camadini, Letizia Bellini, Renato Guerini, Giuseppe Lucchini, Francesca Bazoli, Sergio Pivato, Alessandra Del Boca, Luciana Gattinoni, Simona Pezzolo De Rossi, Antonella Bardoni. L’accordo vede protagonisti il Sindacato Azionisti di Ubi Banca Spa, il Patto dei Mille e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e raggruppa complessivamente 256 azionisti per 153.674.628 azioni pari al 17,04 percento del capitale sociale con diritto di voto di Unione di Banche Italiane Spa.

9 – Tasi addio, i bergamaschi risparmiano 60 milioni. E il Comune non aumenta le tasse

Come annunciato l’anno scorso dal premier Matteo Renzi, quest’anno gli italiani non dovranno pagare la Tasi. Una tassa in meno dunque, che farà risparmiare ai cittadini orobici di città e provincia una cifra vicina ai 60 milioni di euro, 11 soltanto a Bergamo città. Complessivamente, sul territorio italiano, resteranno nelle tasche dei cittadini ben 3,4 miliardi di euro. E Palazzo Frizzoni precisa che nonostante non ci sarà più questa entrata, non verranno aumentate le tasse. Il parlamentare bergamasco del Pd Antonio Misiani spiega infatti che «vengono rivisti i criteri di ripartizione del Fondo di solidarietà comunale, aumentando la quota attribuita secondo capacità fiscali e fabbisogni standard».

10 – Il Campionato Mondiale di mungitura a mano non si terrà più nelle Bergamasca ma a Malonno (Brescia)

Non bastava Ubi. Ora, oltre alla banca, Bergamo perde anche il Campionato mondiale di mungitura a mano. Al di là degli scherzi, la notizia c’è: le prime due edizioni della competizione organizzata dall’associazione San Matteo – Le Tre Signorie di Branzi si erano infatti tenute a Lenna, in Val Brembana, mentre quella dell’anno prossimo si terrà a Malonno, in provincia di Brescia. L’accordo tra gli organizzatori e il Comune è stato firmato nei giorni scorsi, come spiega L’Eco di Bergamo. La scelta della nuova location non è casuale: si tratta infatti del Comune in cui abita Gianmario Ghirardi, l’operaio/allevatore vincitore delle prime due edizioni. La data fissata per la manifestazione è quella del 16 ottobre, giorno successivo alla tradizionale fiera bovina locale di San Gallo. Nei pressi di Malonno, precisamente a Berzo Demo, risiede anche la campionessa della competizione femminile, ovvero Sofia Caratti. Di bergamasco restano però i formaggi a cui è intitolato il trofeo, ovvero i Formaggi Principi delle Orobie: Bitto Storico, Branzi, Formai de Mut, Stracchino all’antica, Formaggi di Capra orobica, Agrì di Valtorta e Strachitunt Val Taleggio. Se Ghirardi dovesse riconfermarsi, per la terza volta consecutiva, campione del mondo, allora avrà diritto di tenersi definitivamente l’ambito trofeo, ovvero il Secchio d’Oro.

11 – Simone Moro è tornato in Italia: «Bergamaschi, questa vittoria è per voi»

Dopo l’impresa della conquista della vetta del Nanga Parbat in inverno, l’alpinista bergamasco Simone Moro è tornato in Italia il 4 marzo, verso le 17.30, quando il suo volo è atterrato a Malpensa. Ad accoglierlo tanti, tra parenti e amici. Presente anche una giornalista de L’Eco di Bergamo, che ha raccolto le prime sensazioni di Moro ritornato in Italia: «Compiere questa scalata per me è stato come vincere un’Olimpiade. Dedico questa vittoria a Bergamo che non mi ha mai dimenticato e non ho mai dimenticato: al campo base leggevo L’Eco. È stata dura, ma sono molto soddisfatto».

 

4 MARZO

 

1 – Terribile incidente a Treviolo: auto con a bordo una 58enne e una bimba di 5 anni si ribalta. Stanno bene. Ricercato l’autista di un Suv

La mattina di venerdì 4 marzo, alle 11 circa, un’auto su cui viaggiavano una donna di 58 anni e una bambina di 5 anni si è ribaltata sfondando il guardrail che costeggia l’asse interurbano in direzione di Bonate Sopra. Il terribile incidente (foto in apertura di Yuri Colleoni) è avvenuto nel territorio comunale di Treviolo, poco prima dell’uscita per Curno. Nonostante la violenza dell’incidente, quasi per miracolo sia la donna che la bambina stanno bene e sono state trasportate in codice verde all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo, dove i medici hanno fatto alcuni accertamenti sul loro stato di salute. Le forze dell’ordine stanno nel frattempo tentando di ricostruire la dinamica dei fatti, ancora poco chiara. Ma gli inquirenti sono sulle tracce di un Suv di colore scuro: pare infatti che a causare l’incidente sia stata una manovra spericolata dell’autista del Suv, in seguito al quale la 58enne avrebbe sbandato perdendo il controllo della sua vettura, che si è poi ribaltata.

2 – Crespi d’Adda, riparte la trattativa tra Comune di Capriate e business company Percassi

Dopo un periodo di tensioni, la business company Percassi e il Comune di Capriate sono tornati a parlarsi. Al centro del dibattito, chiaramente, il futuro di Crespi d’Adda. L’incontro è avvenuto mercoledì 2 marzo, con presenti anche alcuni uomini di Regione e Provincia, che si sono incaricati di mediare tra le parti. Secondo Bergamonews, se inizialmente l’oggetto del braccio di ferro che ha portato al raffreddamento della trattativa erano gli oneri di urbanizzazione troppo elevati richiesti dal Comune, ora il fronte di dibattito è un altro, ovvero quello legato alla costruzione del parcheggio in zona ex-orti, che comporterebbe la cementificazione di un’area boschiva di 30mila metri quadrati adiacente alla fabbrica per fare spazio a un parcheggio da 400 posti auto. Un’ipotesi che al Comune proprio non piace. Alla fine il Comune avrebbe comunque concesso alla società Odissea srl, controllata da Percassi, il benestare per la costruzione del parcheggio, purché non venga superato il limite concordato di 400 posti auto. Il sindaco Valeria Radaelli ha commentato: «Il progetto predisposto dal gruppo Percassi è di indiscutibile pregio e valore, ma non risolve il problema dell’accessibilità al sito. In zona esistono centinaia di posti auto al servizio del Parco Minitalia, usati prevalentemente il sabato e la domenica. Che senso ha costruirne altri quando è possibile utilizzare quelli che ci sono in condivisione, visto che le attività economiche terziario direzionali si riducono nei giorni festivi? Al contrario la scelta di sacrificare l’intera area boscata, oltre ad evidenti problemi di carattere paesistico, non risolve il problema dell’accessibilità all’area per un numero di veicoli stimato attorno ai 2mila giornalieri». Ulteriori incontri sono attesi per le prossime settimane.

3 – 77enne di Branzi arrestato dopo essere stato condannato per violenze su due bambine

Un 77enne di Branzi è finito in carcere dopo essere stato condannato con l’accusa di aver molestato, diversi anni fa, due bambine rispettivamente di 9 e 11 anni, sorelle tra loro. Il primo arresto dell’uomo risale al 2012, quando gli erano state formulate le accuse. Ora gli restano ben 12 anni di carcere ancora da scontare. I fatti imputati al 77enne risalirebbero al periodo compreso tra il 2009 e il 2012. Secondo l’accusa, l’uomo, dopo essere diventato amico dei genitori delle due bambine, avrebbe molestato più volte le piccole. A fare denuncia una vicina di casa della coppia, insospettita dagli atteggiamenti equivoci che l’uomo teneva con le bambine le volte in cui le era capitato di vederlo. Le sorelle, ascoltate dagli inquirenti durante le lunghe indagini, confermarono i sospetti, ammettendo di essere state vittime di abusi dell’anziano.

4 – Bambino di 13 anni maltrattato dalla madre e dal suo compagno: frustato e fatto inginocchiare sui ceci

La mattina di giovedì 3 marzo, il gup Ezia Maccora ha condannato una donna e un uomo ucraini a 2 anni e 4 mesi di reclusione ognuno, senza il beneficio della sospensione condizionale della pena, con l’accusa di maltrattamenti verso un ragazzino di 13 anni, figlio della donna. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il 13enne, che frequenta una scuola media della città, veniva spesso punito dalla madre e dal suo compagno, i quali, per rimproverarlo, non esitavano a prenderlo a cinghiate, frustarlo con il caricabatterie del cellulare e a farlo inginocchiare sui ceci con un libro in mano. I fatti contestati sarebbero iniziati nel 2012 (quando il piccolo frequentava ancora le elementari) e si sarebbero protratti fino al 2015. La prima segnalazione ai servizi sociali 4 anni fa. A farla fu la scuola su sollecitazione anonima di una mamma che evidentemente aveva saputo qualcosa di quanto avveniva nell’abitazione della famiglia ucraina. L’ultimo episodio risale però al 2015, quando il ragazzino confida ulteriori maltrattamenti subiti a una vicina di casa, che interpella di nuovo i servizi sociali e quindi i carabinieri. In quest’ultima occasione è stato il 13enne stesso a sporgere denuncia verso la madre e il compagno di lei. La coppia, inoltre, ha una bambina di 4 anni.

5 – Pigna, niente incontro in Provincia. Assenti vertici e Confindustria

Si sarebbe dovuto tenere venerdì 4 marzo, negli uffici della Provincia di Bergamo, l’incontro sul caso Pigna. Ma tutto è saltato, visto che né i rappresentanti dell’azienda, né Confindustria si sono presentati. La denuncia arriva dai sindacati: «Tocca ancora una volta prendere atto della scarsa considerazione da parte dell’azienda nonostante la situazione in cui lei stessa ha fatto finire lavoratori e produzione» spiegano Luca Legramanti, Paolo Turani e Bruno Locatelli, segretari rispettivamente di Fistel, Slc Cgil e Uilcom. L’incontro era stato convocato perché sindacati e istituzioni avevano richiesto delucidazioni sul piano industriale dell’azienda, ritenuto troppo incerto. Tutto è slittato dunque, con l’impegno del presidente della Provincia Matteo Rossi, al quale i sindacati hanno riconosciuto un ruolo importante e utile nella vicenda, a ricontattare gli assenti e valutare una nuova data per sentire le ragioni e le strategie per uscire dalla profonda crisi che ha colpito l’azienda di Alzano. I sindacati hanno chiesto che al prossimo incontro ci sia anche Bavaria, gruppo che ha dato disponibilità a rilevare Pigna.

6 – Ultrà assolti per gli scontri del 2004, ma ancora non gli è permesso di entrare allo stadio

Gli ultrà atalantini che furono accusati per gli scontri avvenuti in occasione di un’amichevole tra Atalanta e Triestina giocatasi il 31 luglio 2004, sono stati assolti il 25 febbraio 2014 dalla Corte d’Appello di Trieste, il quale ha pronunciato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione. Un mese dopo la sentenza è diventata definitiva e, dunque, i tifosi nerazzurri sono stati “liberati” di ogni accusa. Cosa che, teoricamente, avrebbe dovuto permettere loro di tornare ad assistere alle partite dell’Atalanta senza problemi. Ma così non è: 11 dei 13 ultrà, infatti, sono ancora inseriti nella cosiddetta “black list” gestita dal Cen di Napoli (Centro elettronico nazionale, l’archivio informatico della polizia collegato alle biglietterie delle società di calcio e di Lottomatica) e, dunque, ogni qualvolta tentino di acquistare un biglietto per lo stadio si vedono respingere la richiesta.

7 – Romano di Lombardia, altri profughi accolti all’ex hotel La Rocca

Da giovedì 3 marzo, altri 15 profughi sono ospitati dall’ex albergo La Rocca di Romano di Lombardia, portando così il numero complessivo di richiedenti asilo ospitati nella struttura a 30 circa. A rivelarlo sono stati i vertici del locale gruppo di Forza Italia. L’ex albergo, che ha una capienza massima di 50 posti, potrebbe essere totalmente riempito nei prossimi giorni con nuovi profughi. Situazione che, come da previsione, ha acceso la polemica politica: già nelle scorse settimane Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia erano scesi in piazza per dimostrare la propria contrarietà all’accoglienza. Ma il sindaco Sebastian Nicoli si è difeso, spiegando di non essere stato informato dal Prefetto dell’arrivo dei richiedenti asilo e precisando che l’accordo è stato stipulato con privati e che quindi il campo d’azione da parte dell’amministrazione era pressoché nullo.

8 – Ennesimo incidente a Ponte Nossa, qual è la soluzione migliore?

Sul tavolo ci sono 40mila euro. Non tanti, ma meglio che niente. L’obiettivo è usarli per risolvere la difficile situazione viaria di Ponte Nossa nel tratto di strada provinciale in prossimità dell’ex stazione, giovedì 3 marzo teatro dell’ennesimo incidente stradale, fortunatamente senza gravi conseguenze. L’ipotesi sul campo sarebbe quella dell’installazione di un semaforo, una toppa in attesa che la Provincia intervenga con la costruzione di una rotatoria sulla provinciale. Stefano Mazzoleni, sindaco del Comune, prima di prendere una qualsiasi decisione ha però deciso di scrivere a via Tasso, chiedendo numi sulle tempistiche dell’intervento. L’obiettivo del primo cittadino è capire come «garantire la pubblica sicurezza di chi giornalmente transita sulla strada provinciale, evitando inutili sprechi di risorse pubbliche». L’installazione dell’eventuale semaforo costerebbe 40mila euro, interamente a carico del Comune e in municipio vogliono essere certi «di non spendere 40mila euro per il semaforo e poi, di qui a tre mesi, ritrovarci con le ruspe che preparano la rotatoria».

9 – Senegalese 20enne di Misano Gera d’Adda agli arresti domiciliari per aver ricattato via WhatasApp una coppia

Un giovane studente senegalese di 20 anni, residente a Misano Gera d’Adda e con già un precedente per resistenza a pubblico ufficiale, dopo essere stato processato in direttissima, da giovedì 3 marzo si trova agli arresti domiciliari con l’accusa di aver ricattato una coppia di Treviglio. Secondo l’accusa, il 20enne, dopo aver trovato il telefonino smarrito da un ragazzo, ha scritto via WhatsApp alcuni messaggi alla fidanzata del ragazzo, chiedendo 30 euro in cambio della restituzione dello smartphone. La giovane, invece che pagare, ha iniziato ad indagare e grazie a Facebook e dal numero di telefono da cui arrivavano i messaggi è riuscita a individuare il presunto ricattatore. A questo punto ha denunciato i fatti ai Carabinieri di Treviglio.

10 – Quadro del Pezzotta rubato in un’abitazione rinvenuto in una galleria. Denunciato per furto un 47enne

Un 47enne di Bergamo è stato denunciato in stato di libertà per furto aggravato. La vicenda di cui si sarebbe reso protagonista l’uomo ha dell’incredibile. Una donna, infatti, qualche giorno fa ha contattato le forze dell’ordine per segnalare che in un negozio di antiquariato al confine tra i comuni di Bergamo e Gorle aveva visto in vendita un quadro che le era stato rubato nel 2011 in seguito a un furto nella sua abitazione. Il dipinto è un quadro originale dell’Ottocento del pittore Giovanni Pezzotta, raffigurante una bambina vestita di bianco con una trombetta in mano appoggiata ad una poltrona in legno. Secondo la stima di una galleria d’arte della città, il valore dell’opera è di circa 10mila euro. Un quadro di valore insomma. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Fabrizio Gaverini, hanno portato alla convocazione in Questura, mercoledì 2 marzo, dei titolari dell’attività che aveva messo in vendita l’opera. Questi hanno dichiarato agli inquirenti di aver ricevuto, all’inizio di dicembre 2015, il quadro in conto vendita da un signore che, sotto uno pseudonimo, aveva lasciato il proprio numero di cellulare. Proprio questo numero di cellulare ha permesso alle forze dell’ordine di risalire all’identità del possibile ladro, ovvero il 47enne di Bergamo. Mostrata una sua foto ai titolari del negozio dell’antiquariato, questi hanno confermato che era stato lui a consegnare loro l’opera. Successivamente sono stati compiuti dei controlli nell’abitazione e nell’auto del sospettato, che hanno portato alla scoperta di vari oggetti di antiquariato sequestrati dagli inquirenti. Mostrati questi alla signora vittima del furto nel 2011, si è accertato che alcuni di quegli oggetti erano stati prelevati dalla sua abitazione in quell’occasione. Gli oggetti riconosciuti sono stati sottoposti a sequestro, mentre i restanti sono stati restituiti al 47enne, che ha ammesso il furto del quadro e di alcuni oggetti.

11 – Un operaio di 28 anni è stato denunciato per aver danneggiato gli idranti all’ex convento di Sant’Agostino

Un operaio di 28 anni bergamasco è stato denunciato in stato di libertà con l’accusa di aver danneggiato, nella notte tra giovedì 3 e venerdì 4 marzo, le cassette delle manichette antincendio e degli idranti dell’ex convento di Sant’Agostino, attuale sede della facoltà di Scienze della formazione dell’Università di Bergamo. L’operaio bergamasco, rintracciato poco dopo dai militari, è stato perquisito e trovato anche in possesso di un coltello a serramanico con una lama di 14 centimetri.

12 – Scanzorosciate, telecamera mobile della Polizia in azione per controllare che i padroni dei cani non lascino i bisogni degli animali per strada

Da pochi giorni, a Scanzorosciate, è entrata in azione una telecamere mobile gestita dagli agenti della Polizia locale. Settimanalmente, l’occhio elettronico viene spostato in una zona diversa del territorio comunale con l’obiettivo di monitorare i comportamenti dei possessori di cani che percorrono strade e vie di Scanzorosciate per la classica passeggiatina giornaliera. In altre parole, la telecamera serve per colpire con sanzioni i responsabili degli imbrattamenti procurati dagli amici a quattro zampe. I possessori di cani, infatti, devono adottare ogni misura cautelativa per evitare che i propri animali sporchino il suolo pubblico, per esempio rimuovendo le deiezioni.

 

3 MARZO

 

1 – Sfilata di mezza Quaresima: «Con due gocce si fa»

«Anche con due gocce la sfilata si fa, meglio un po’ di pioggia che rimandarla». Parola del Duca Smiciatöt, che parla all’Eco in vista della sfilata di Mezza Quaresima di domenica. Un evento tanto atteso ma, al tempo stesso, minacciato dal rischio maltempo. «La domenica dovrebbe essere meglio di sabato, più a rischio il Rasgamento delle 19.30 con le previsioni che parlano di pioggia il sabato». Tuttavia per le decisioni definitive occorrerà attendere l’ultimo momento, ossia proprio il 5 marzo, pure per il rogo che sarà incentrato sul rondò dell’autostrada. Fervono poi i preparativi logistici, per garantire una giornata bella e soprattutto gestibile dal punto di vista della viabilità, con la concomitante gara dell’Atalanta con la Juve. 50 agenti della polizia locale presidieranno i carri, mentre in totale saranno 100 le persone che gestiranno il traffico.

2 – Abusi su 2 bambini: 10 anni di carcere

È stato condannato a 10 anni di carcere dal tribunale di Brescia un 45enne residente in Val Brembana, colpevole di violenza sessuale su minore e produzione di materiale pedopornografico. L’uomo è già in carcere da un anno e mezzo, dopo che aveva avuto rapporti (filmati e pubblicati su chat pedopornografiche) con la figlia di sei anni e la figlia dei vicini di casa, che all’epoca aveva sette anni.

3 – Domani parla Massimo Bossetti. Il legale: «Non vede l’ora»

È attesa per domani, venerdì 4 marzo, la testimonianza di Massimo Bossetti, chiamato a rispondere alle domande di accusa e difesa nell’ambito del processo che lo vede imputato per la morte di Yara Gambirasio. «Non vede l’ora di parlare», ha fatto sapere già qualche settimana fa il suo avvocato, Paolo Camporini. Fin qui il muratore di Mapello era intervenuto solo in poche circostanze durante le udienze del processo, sempre in via spontanea, come accaduto quando si parlava della presunta crisi avuta con la moglie e durante la testimonianza di un imprenditore. Così domani pomeriggio è atteso per dire per la prima volta la sua, dopo che, al mattino, riferiranno gli ingegneri informatici Daniele Apostoli e Nicola Mazzini, i consulenti del pm che hanno analizzato i computer di casa Bossetti, ritrovando ricerche di siti pornografici.

4 – Cristo con la faccia del Bocia, la curia: «Il vescovo non sapeva»

«Non si riesce a capire se c’era chi sapesse oppure no». Questa la posizione della curia bergamasca sulla vicenda del Cristo dipinto nella chiesa dell’ospedale Papa Giovanni XXIII con la faccia del leader della curva atalantina Claudio Galimberti, il Bocia. «Ufficialmente a noi non è mai risultato nulla e il vescovo, monsignor Beschi, ha saputo della vicenda oggi. Quindi non possiamo dire nulla», spiega così al Corriere Bergamo il segretario generale della curia Giulio Della Vite. «Tutto qui, se poi ci volete fare un romanzo alla Dan Brown, vorrà dire che lo leggeremo». Il religioso ricorda quando era in fase di realizzazione il dipinto di Mastrovito: «Il procedimento con cui operò allora la commissione preposta fu molto laborioso. Mastrovito ci rivelò apertamente soltanto che si ispirò a persone che conosceva, e in particolare che uno dei volti accanto al Papa era quello di sua madre. A noi non disse altro. Abbiamo considerato l’insieme dell’opera e il simbolo che rappresenta. Se poi familiarmente Mastrovito lo abbia confidato a qualcuno… Beh, questo noi non lo sappiamo». Sulle pagine del Corriere trova spazio anche la rivelazione di Pippo Traversi, architetto e progettista della chiesa, che con Mastrovito aveva parlato appena dopo la realizzazione del Cristo: «Qualche tempo dopo l’inaugurazione, ci trovammo a tu per tu, seduti proprio su una panca della chiesa e glielo domandai: ma perché hai raffigurato il Cristo in quel modo? Dal punto di vista iconografico era senz’altro una scelta inusuale, quel volto. Non il solito Gesù, giovane e con le fattezze del bell’uomo con cui spesso è stato raffigurato. (…) Fu così che Mastrovito me lo rivelò. È il Bocia, ma non dirlo a nessuno. Una cosa che mi riuscì facile. Non frequentando l’Atalanta, quel nome non mi disse nulla».

5 – Orio-Reggio Calabria, l’odissea: volo cancellato e ritorno in macchina

Abbandonati all’aeroporto di Orio, in attesa della partenza di un volo poi cancellato, senza alcun rimborso da parte della compagnia di volo, la Air Sud. È il racconto fatto da un passeggero apparso sulla pagina web dell’aeroporto di Reggio Calabria, che ricostruisce quanto accaduto nello scalo bergamasco lo scorso 29 febbraio: «Il 28 mattina, mentre mi trovo a Bolzano vengo contattato via e-mail dallo pseudo-staff di questa compagnia (Air Sud), che con un preavviso quasi nullo (di appena 3 ore) mi comunica che il volo viene anticipato dalle 15,50 alle 14,20, vale a dire 1 ora e mezzo prima del previsto. Da segnalare che lo stesso volo era già stato ulteriormente spostato, in quanto all’origine era previsto alle 16,50. (…)Arriviamo alle 13 in aeroporto, cerchiamo immediatamente il nostro gate di riferimento: niente da fare, nessuno sa nulla e sul display viene contemplato il volo della nostra compagnia solo alle ore 18,50. “Impossibile, ci dev’essere un errore!” abbiamo ingenuamente pensato in un primo momento. Dopo aver riscontrato le stesse perplessità con altri passeggeri dello stesso volo, di comune accordo ci dirigiamo ad un infopoint dell’aeroporto per chiedere spiegazioni. L’impiegata alla quale ci rivolgiamo appare visibilmente a disagio in quanto completamente disinformata: non vi è alcuna coincidenza alle 14.20 e l’unico volo per Reggio risulta essere alle 18.50. Da quel momento comincia un calvario di “scarica-barile” che si prolungherà fino a tarda serata». Ma non l’Odissea verso Reggio Calabria non è finita: «Ogni tentativo di rintracciare un responsabile diretto dell’agenzia Airsud si rivela vano; lo stesso personale che in mattinata ci avvisava così cortesemente dell’anticipo del nostro volo taglia ogni comunicazione con i clienti, nessun referente all’interno dell’aeroporto. Dalle 14 alle 18 rimarremo in attesa del nulla, abbandonati a noi stessi, senza informazione/assistenza alcuna. Alle 18, nonostante avessimo sollecitato dalle 14, a tal proposito, il personale dell’aeroporto di Bergamo si preoccupa di fornirci un buono pranzo (dopo 5 ore di attesa vana) composto da un panino e una bibita. Risulta essere piuttosto comico, oltre che ridicolo, farlo appena 50 minuti prima dell’imbarco». Poco dopo, poi, la scoperta più amara: «Alle 18,30 la responsabile del check-in ci comunica che non c’è alcun volo Airsud. viene spiegato che la Airsud non è altro che una società che si appoggia alla compagnia aerea olandese Denim, che a partire da marzo non sarebbe più stata disponibile a fornire voli per ragioni poco chiare (o forse troppo). (…) L’unica possibilità (non dichiarata espressamente per quanto assurda) è quella di dormire e mangiare a spese proprie a Bergamo, per poi acquistare un biglietto Bergamo-Lamezia il giorno seguente e fare Lamezia-Reggio per concludere in bellezza». Il passeggero della lettera, alla fine, è tornato a Reggio Calabria con un auto noleggiata, assieme ad altri 3 compagni di viaggio. «Siamo in viaggio per Reggio, ci attendono 12 ore di auto e spese che non avevamo minimamente messo in conto. Impegni personali rinviati, tempo perso, soldi buttati e disagi di ogni genere. Nessuno che intenda pagarne le conseguenze. Procederemo per vie legali, ci rivolgeremo alle associazioni per consumatori, faremo tutto il possibile per farci risarcire di questo scempio».

6 – I dati di Brembo nel 2015: utile netto a 184 milioni (+42,5%)

È stato approvato oggi giovedì 3 marzo dal Consiglio di amministrazione il bilancio del Gruppo Brembo, con ricavi netti consolidati che superano quota 2 miliardi (2073,2 milioni), un utile netto di 184 milioni, in crescita del 42,5%. I dati del 2015 dell’azienda leader nella produzione di impianti frenanti per veicoli, approvati dal Cda riunito sotto la presidenza di Alberto Bombassei, contano anche un margine operativo lordo a 359,9 milioni (+28,6%), e un un reddito operativo aziendale a 251,3 milioni (40,8%). Gli investimenti netti sono stati quantificati per 154,1 milioni, mentre l’indebitamento finanziario netto è sceso a 160,7 milioni rispetto ai 270,4 del 2014. La proposta di distribuzione del dividendo ordinario è di 0,80 euro per azione. «Siamo particolarmente soddisfatti per i risultati dell’esercizio 2015, ottenuti grazie alla capacità dell’Azienda di operare sui mercati di tutto il mondo, imponendosi come player globale», è stato il commento del presidente Alberto Bombassei. «A questi risultati hanno contribuito sia le componenti italiane ed europee del business, sia quelle attive in altre geografie di riferimento come gli Stati Uniti e la Cina. Mi fa piacere ricordare che in Michigan tra pochi giorni avrà luogo la prima colata della nuova fonderia di Homer, mentre a breve, nell’area di Pechino, avranno inizio le attività relative all’acquisizione annunciata alla fine dello scorso anno. I dati relativi ai primi mesi dell’anno ci consentono di guardare al futuro con prudente ottimismo, anche a fronte delle emergenti sfide e nuove opportunità che caratterizzano il settore automotive in questo periodo».

7 – Sanpellegrino cresce del 12,4%: giro d’affari da 911 milioni di euro

Il 2015 fa sorridere pure il Gruppo Sanpellegrino, che comunica di aver avuto una crescita del 12,4% rispetto al 2014, con un giro d’affari da 911 milioni di euro e un investimento di 16 milioni di euro sul mercato italiano, con l’apertura di un innovativo stabilimento nel Lazio. A dare soddisfazione all’azienda bergamasca del settore beverage è stato in particolare il mercato internazionale, dove l’incremento ha raggiunto una percentuale del 25,4%, mentre le bottiglie esportate di acqua San Pellegrino, Panna e di bibite del marchio sono state ben un miliardo e 470 milioni, il 52% del giro d’affari complessivo del Gruppo. A ciò si aggiunge, poi, la presenza dell’acqua San Pellegrino a Expo quale acqua ufficiale dell’Esposizione e del Padiglione Italia, dove ha raggiunto circa il 25% dei visitatori di tutto l’evento. «Siamo particolarmente soddisfatti dei risultati conseguiti nell’esercizio 2015, sia sui mercati internazionali che sul fronte domestico, dove è previsto un investimento di oltre 16 milioni di euro per l’apertura a metà 2016 di un innovativo impianto produttivo nel Lazio, a Castrocielo», è il commento del presidente e ad del gruppo, Stefano Agostini. «Sul mercato italiano una stagione climatica particolarmente positiva, con punte di caldo nei mesi estivi, ha generato una crescita dei volumi di vendita di tutto il comparto. Le nostre performance hanno beneficiato anche dell’effetto volano generato da Expo Milano 2015, che ci ha visto protagonisti in qualità di Official Water Partner».

8 – Orio, sindaci all’attacco: «No traffico notturno e meno cargo»

Orio punta a crescere ulteriormente per traffico nel 2016, ma deve prima fare i conti con il documento firmato dai sindaci della Commissione aeroportuale, inviato a Enac, Sacbo Presidenza del consiglio, Ministero dei trasporti e dell’ambiente. Il testo mette sulla bilancia l’atteso aumento di passeggeri, chiedendo però al contempo una zonizzazione acustica, assieme a un calo progressivo, e non drastico, del traffico merci. «Si ritiene che la prospettata crescita del traffico passeggeri possa avvenire solo a condizione di una progressiva rinuncia ad una quota significativa del traffico merci (cargo più courier), che si aggiunga alla progressiva cancellazione dei movimenti notturni, caratterizzati da forte impatto acustico, non è infatti condivisibile il fatto che a questo risultato si pervenga solo a una riduzione del traffico merci concentrata nell’ultimo lustro (2025-2030) abbracciato dal Psa».

9 – Profughi, il bando della prefettura: trovati 85 posti su 500

Non cala l’emergenza profughi nella bergamasca, dove il bando da 20 milioni della prefettura per dare ospitalità a 500 persone ha trovato la disponibilità solo di 9 associazioni, per un totale di 85 posti. Si tratta per lo più di conferme, sia in termini di nomi di cooperative che in termine di cifre: Diakonia, Ruah, Rinnovamento di Antegnate, coop Area 21. Come spiega il Corriere, di nuovi c’è l’associazione Abbraccio di Cologno al Serio (che accoglierà 50 persone) e la Coop La Fenice di Albino (35 persone). Quest’ultima è la capofila di un progetto, “Bassa Val Seriana”, che organizza l’accoglienza diffusa di alcuni comuni bergamaschi. «Non si tratterà di grossi numeri perché ci atterremo alla proporzione di un profugo ogni mille residenti, con al massimo il 20% in più», spiega il sindaco di Ranica Mariagrazia Vergani. «Ci sembra la cosa migliore da fare per non limitarci a subire il fenomeno ma per contribuire a governarlo». Un altro progetto unisce i comuni di Levate, Dalmine, Boltiere, Osio Sotto e Valbrembo, allo scopo di accogliere 36 persone in 8 abitazioni, gestite da diverse cooperative.

10 – Gelato World Tour Italian Challenge, due gelaterie bergamasche in finale

Ieri è stato il giorno del Gelato World Tour Italian Challenge, che ha portato la sua undicesima tappa presso la sede di Ice-Berg, concessionario di Carpigiani per la città, dove si sono dati appuntamento 25 gelatieri. La giuria ha scelto così di premiare due gusti bergamaschi: “Yogurt greco con Pesca Melba e Amaretto” di Aronne Morali e Mattia Angioletti della gelateria Sottosopra di Dalmine, ed “Ellenica” di Diego Campos della gelateria Pandizucchero di Almè. I due vincitori accedono alla finale italiana in programma il 23 e 24 marzo 2017 nel Campus di Carpigiani Gelato University ad Anzola. A loro si è aggiunta una menzione speciale per  “Castagna affumicata nei tecci di Calizzano” per Matteo Spada e Riccardo Schiavi della gelateria la Pasqualina di Almenno San Bartolomeo.

11 – Sciava fuori pista, multato

Scendeva col suo snowboard nel comprensorio sciistico di Colere, ma, nonostante il divieto imposto, si trovava in una zona impervia e pericolosa, col rischio di innescare una valanga. Per questo un 35enne bergamasco è stato fermato e multato dagli agenti della Forestale, avendo poi bisogno, per altro, del servizio soccorso piste per allontanarsi dalla zona di pericolo. Una situazione che in questi giorni, con le abbondanti nevicate cadute sui monti del territorio, rischia di rendersi frequente, essendo marcato a 3 (in una scala da 1 a 5) il pericolo valanghe sulle Orobie. «La pratica dello scialpinismo, dello sci fuori pista ed escursioni con racchette da neve, sono tra le prime cause che possono provocare le valanghe per la presenza diffusa di lastroni soffici, talvolta poco visibili», spiega il commissario capo del comando provinciale della Forestale Amerigo Filippi. «Tutti i fruitori dei comprensori sciistici sono invitati a consultare i bollettini Meteomont prima di ogni escursione su luoghi innevati».

 

2 MARZO

 

1 – Calusco, nella notte rinvenuto il cadavere di un giovane nel fiume Adda

Nella notte tra martedì 1 e mercoledì 2 marzo, nelle acque del fiume Adda che attraversano il territorio di Calusco, è stato rinvenuto il cadavere di un giovane. Secondo le informazioni fornite dagli inquirenti, si tratterebbe del corpo di un ragazzo residente nel milanese, del quale però le generalità restano ancora segrete. Stando a quanto riportato da Bergamonews, l’ipotesi al momento più accreditata è quella di un suicidio. L’auto del giovane, infatti, è stata ritrovata proprio sul ponte di San Michele, tristemente noto per essere stato, in passato, teatro di numerosi suicidi. A dare l’allarme un passante, che intorno alla una ha notato la vettura abbandonata. Il cadavere non presentava segni evidenti di violenza, tanto che il pm incaricato delle indagini ha già dato il nulla osta al funerale. La salma del ragazzo è stata composta nella camera mortuaria dell’ospedale di Merate (Lecco).

2 – Affittopoli a Bergamo, il pm ha chiesto 8 condanne e 3 assoluzioni

La mattina di mercoledì 2 marzo, nell’ambito del processo sulla “affittopoli” bergamasca, il pm Giancarlo Mancusi ha richiesto la condanna per 8 imputati e l’assoluzione per altri 3. Per Sonia Rigoletto, principale personaggio dell’inchiesta e all’epoca dirigente dell’Ufficio Alloggi, il pm ha chiesto 2 anni e 4 mesi di reclusione. Gli imputati sono accusati di aver creato, attraverso meccanismo della deroga, una corsia preferenziale nella destinazione degli appartamenti del Comune. Per Gianluca Della Mea, ex responsabile della divisione Politiche della casa del Comune di Bergamo, il pm ha chiesto 1 anno di reclusione; 9 mesi per Massimo Casanova, all’epoca dirigente di riferimento dell’area Politiche della casa; 1 anno anche per Tullia Vecchi, ex segretaria dell’allora sindaco Tentorio. Per Daniele Lussana è stata chiesta l’assoluzione per intervenuta prescrizione. Oltre alle altre due assoluzioni, il pm ha poi avanzato la richiesta di pene fino a 8 mesi sono per gli altri 6 coinvolti. Comune di Bergamo e Unione inquilini, parti civili nel processo, si sono associati alle richieste del pm. I legali di Tullia Vecchi, Gianluca Della Mea e due inquilini hanno invece chiesto al giudice l’assoluzione per i loro assistiti.

3 – Paura all’Iper di Oriocenter: scoppia un incendio, supermercato evacuato

La mattina di mercoledì 2 marzo, all’interno del supermercato Iper di Oriocenter, è scoppiato un incendio che ha costretto la sicurezza interna ad evacuare i clienti presenti. Fortunatamente le fiamme sono state domate sul nascere e non ci sono stati feriti. Sul posto sono comunque intervenuti i vigili del fuoco di Bergamo, che hanno controllato il locale. Secondo i racconti dei testimoni, più che di un vero e proprio rogo si sarebbe trattato di una fiammata improvvisa nel reparto gastronomia, causata probabilmente da una friggitrice surriscaldatasi. I vertici di Oriocenter hanno comunicato nel pomeriggio che non sono stati riscontrati danni.

4 – Ex carcere di Sant’Agata, sfuma l’ipotesi dell’hotel. La seconda opzione è il conservatorio

È definitivamente tramontata, secondo quanto riportato da L’Eco di Bergamo, l’ipotesi della realizzazione di un hotel all’ex carcere di Sant’Agata. Si trattava dell’unica ipotesi concretamente arrivata sulle scrivanie di Palazzo Frizzoni nel marzo scorso, unica risposta arrivata al bando lanciato dalla Giunta per il recupero dell’ex carcere. La quale, però, era stata cassata dalla Commissione perché ritenuta «non sostenibile economicamente». Il Comune aveva comunque dato la disponibilità a incontrarsi con i privati che avevano avanzato il progetto. E gli incontri ci sono stati, anche con la catena alberghiera che avrebbe gestito l’albergo, la B&B Hotels, già presente a Bergamo con un tre stelle. La proposta era quella di realizzare un low cost che avrebbe dovuto occupare tre piani della struttura, con un percorso museale lungo via del Vagine e accanto un’attività commerciale, che avrebbe consentito di monetizzare l’operazione. A distanza di circa un anno da quegli incontri, l’assessore alla Riqualificazione urbana Francesco Valesini spiega che «la destinazione alberghiera non aveva le gambe per camminare». Dunque, al momento, non ci sarebbero altre prospettive. Stando però al quotidiano orobico, il sogno del sindaco Giorgio Gori sarebbe di portare all’ex carcere il conservatorio, che sembrava invece destinato all’ex monastero del Carmine. Solo un’idea, ma perché no?

5 – Un caso di meningite alla materna di Desenzano di Albino, bimbo di 5 anni ricoverato

Un bambino di 5 anni si trova ricoverato presso l’ospedale Papa Giovanni di Bergamo dopo essere risultato positivo alla meningite, precisamente dalla forma da meningococco, la più pericolosa. Fortunatamente pare che il bambino stia già meglio, ma il caso ha seminato il panico alla scuola materna di Desenzano di Albino, istituto frequentato dal piccolo e dove ora è scattata la profilassi per tutti, sia alunni che insegnanti. Martedì 1 marzo, i genitori sono stati attesi all’uscita da scuola ed è stata loro spiegata la situazione, consegnando gli antibiotici da somministrare ai figli. A tutti è stata data anche una lettera in cui viene spiegato esattamente come comportarsi. I bimbi sono 86, mentre gli insegnanti sono una decina. Ad occuparsi dell’emergenza (se così vogliamo chiamarla), l’ospedale di Bergamo per quanto riguarda le famiglie dei bambini e l’Ats (ovvero l’ex Asl) circa insegnanti e alunni. Una situazione gestita con celerità e senza allarmismi di alcun tipo. Michele Servillo, responsabile dell’ufficio di sanità pubblica di Albino dell’Ats, spiega che la meningite da meningococco è la forma più grave, che può portare anche alla morte, ma non è così rara, tanto che ad Albino se ne registrano in media due casi all’anno.

6 – Chiude il parcheggio di piazza Setti a Treviglio e riesplode la polemica

La mattina di mercoledì 3 marzo, piazza Setti a Treviglio è stata chiusa al traffico per l’inizio dei lavori di realizzazione del contestato parking interrato. E con l’avvio del cantiere è scoppiata nuovamente la polemica, con l’intera area tappezzata di finti necrologi dedicati alla «scomparsa del buon senso». Una protesta goliardica che ha messo nel mirino l’ex assessore ai Lavori Pubblici Basilio Mangano e il candidato sindaco dell’ex maggioranza di centrodestra guidata da Beppe Pezzoni, Juri Imeri. Il parking, infatti, è stato voluto fortemente dall’Amministrazione Pezzoni nonostante la contrarietà dei commercianti. Il via libera all’opera ha causato anche la spaccatura nella maggioranza con il passaggio all’opposizione di Forza Italia, i quali, insieme a Pd e a M5S, hanno creato un comitato che ha provato più volte a bloccare l’intervento arrivando a chiedere un referendum.

7 – Torino, il pm chiede la condanna dei bergamaschi Silvia Guerini e Costantino Ragusa per «ecoterrorismo»

Il 2 marzo, a Torino, il pm Enrico Arnaldi di Balme ha chiesto la condanna a 5 anni e 4 mesi e 5 anni e 6 mesi di carcere per i bergamaschi Silvia Guerini e Costantino Ragusa, già arrestati nell’aprile del 2010 in territorio elvetico insieme a uno svizzero ticinese e poi condannati dall’autorità giudiziaria della Svizzera per il presunto progetto di un attentato al centro ricerche Ibm di Ruschlikon, vicino a Zurigo. A Torino si trovano sotto processo perché si ritiene che l’esplosivo da utilizzare per l’azione fosse stato custodito in Valchiusella.

8 – Al Santuario di Caravaggio ora si può mandare alla Madonna una mail

Il Corriere della Sera Bergamo riporta che sulla homepage del nuovo portale del Santuario di Caravaggio è comparsa una sezione speciale, denominata “Lascia la tua preghiera”. Cliccando sull’icona che rappresenta la Madonna, si apre una pagina su cui l’utente può scrivere liberamente la propria preghiera alla Vergine. In sostanza, nello stesso Santuario dove erano stati montati dei pos per le donazioni con carte di credito, cosa che aveva creato un vero e proprio polverone mediatico nazionale, ora si può anche pregare la Madonna con una mail. Il rettore don Antonio Mascaretti spiega che «non è importante la forma della preghiera, ma il contenuto». Che poi aggiunge: «Trovo che sia anche un modo per avvicinare la Chiesa di Santa Maria in Fonte alle persone che non possono recarsi fisicamente a pregare la Vergine. Le invocazioni sul sito vengono poi stampate, unite a quelle consegnate a mano e deposte sull’altare durante l’adorazione del Santissimo».

9 – Alzano si prepara al voto. Tre le liste in gioco

Dopo le discusse dimissioni dell’ex sindaco Annalisa Nowak dovute alle fratture interne alla maggioranza, Alzano Lombardo si prepara a tornare alle urne. La stessa Nowak, dopo aver fondato una associazione, ha annunciato che intende ricandidarsi. Anche “Gente in Comune”, che alle scorse elezioni sosteneva proprio l’ex primo cittadino, è scesa in campo, così come il Pd. Infine c’è la Lega Nord di Camillo Bertocchi che, probabilmente sempre al fianco di Forza Italia, proporrà un proprio nome. Quattro diverse realtà che, alla fine, daranno vita con tutta probabilità a tre diverse liste. L’incognita è il Movimento 5 Stelle, che al momento non si è esposto. “Gente in Comune” e Pd potrebbero ridare vita all’alleanza che nel 2013 aveva portato in Comune la Nowak, che invece questa volta correrà da sola dopo le dure frizioni degli ultimi mesi che hanno portato anche alle sue dimissioni. La sua nuova associazione si chiama “Alzano Viva”.

10 – Inquinamento, a febbraio dati in miglioramento, ma da inizio anno sono già 19 i giorni con Pm10 sopra i limiti

Il mese di febbraio è stato un mese positivo per quanto riguarda lo smog a Bergamo e provincia. L’aria, infatti, è risultata essere più pulita. Merito delle precipitazioni, fattesi più intense dopo un dicembre 2015 e un gennaio 2016 da dimenticare al riguardo, e alla stretta delle misure antismog attuate dai sindaci dell’hinterland. A parlare chiaro sono i numeri: se nel mese di gennaio i giorni con i valori di Pm10 oltre la soglia di 50 milligrammi al metro cubo indicati come limite sono stati ben 15, nei 29 giorni di febbraio sono stati soltanto 4. Resta però il problema che, in appena due mesi, Bergamo si è già “giocata” 19 dei 35 giorni di sforamento consentiti dalle normative europee.

11 – Passerella di Christo sul lago d’Iseo, si studia un piano per combattere i venditori ambulanti abusivi

Il Comune di Montisola, isola lacustre situata nel cuore del lago d’Iseo e che dal 10 giugno all’8 luglio sarà protagonista, insieme a Sulzano, della passerella galleggiante dell’artista internazionale Christo, ha lanciato un bando per concedere degli spazi di vendita ad alcuni selezionati ambulanti e combattere così gli abusivi. Il piano ha previsto che i cittadini residenti o i proprietari di seconde case hanno dovuto segnalare al Comune la disponibilità a concedere, per il periodo della passerella, i cortili, i giardini e le spiagge dove i venditori ambulanti che verranno selezionati potranno posizionare i loro banchetti. Il sindaco del Comune spiega: «Abbiamo ricevuto 20 manifestazioni di interesse. Nei prossimi giorni i responsabili della sicurezza di The Floating Piers (nome del progetto artistico di Christo, ndr) valuteranno se sono compatibili in termini di sicurezza con la passerella e a quel punto pubblicheremo il bando per assegnare le aree private insieme a quelle di proprietà comunale: a ogni espositore verrà riservata una superficie di circa 40 metri quadrati. In tutto ne vorremmo accogliere una cinquantina, non di più».

12 – Bergamo, i parcheggi con le strisce blu saranno a pagamento anche la domenica

I parcheggi con le strisce blu situati nel centro di Bergamo saranno a pagamento anche la domenica e, in generale, durante i giorni festivi. La decisione è stata presa l’1 marzo dal Comune di Bergamo nell’ambito della revisione completa della sosta a cui sta lavorando da mesi l’assessorato alla Mobilità. Il provvedimento, che in Città Alta è già in vigore da circa 10 anni, è stato preso con l’obiettivo di risolvere i cronici problemi di traffico che affliggono il centro di Bergamo nei giorni festivi e spingere la cittadinanza a sfruttare di più il trasporto pubblico. Ad oggi, il sistema della sosta a pagamento porta circa 3 milioni di euro nelle casse di Palazzo Frizzoni, soldi che vengono poi reinvestiti ogni anno nella mobilità, tra bike sharing, infomobilità, telecamere per le Ztl e segnaletica. Il provvedimento, che certamente farà discutere, è solo la prima novità di quest’anno sul tema parcheggi.

 

1 MARZO

 

1 – Ciserano, diede fuoco alla direttrice di banca: condannato a 9 anni Fabio Pelis

Martedì 1 marzo il gup Bianca Maria Bianchi ha condannato a 9 anni di reclusione (con rito abbreviato) Fabio Pelis, il 31enne che l’8 maggio 2015, a Ciserano, diede fuoco alla direttrice della filiale della Cassa rurale di Treviglio Cinzia Premoli, 54 anni, dopo averla cosparsa di benzina. L’obiettivo dell’uomo era farsi aprire la filiale e farsi consegnare il denaro. L’imputato, nelle precedenti udienza, aveva sostanzialmente confermato la ricostruzione dei fatti compiuta dall’accusa, tranne per quanto riguarda il tentato omicidio. Pelis aveva infatti sostenuto che la scintilla da cui si erano sprigionate le fiamme sarebbe partita accidentalmente in seguito alla colluttazione con la donna e mentre si trovava già all’esterno dell’auto dove era avvenuta l’aggressione. In realtà Pelis ha spiegato che la sua intenzione era soltanto di minacciare la Premoli, non di darle fuoco. Prova ne è stata, secondo la tesi difensiva, che lo stesso Pelis rimase investito dalla fiammata, riportando ustioni in varie parti del corpo. Il gup, però, non ha accolto questa ricostruzione dei fatti, condannando l’uomo a 9 anni di reclusione, più degli 8 richiesti dal pm Gianluigi Dettori, che aveva considerato anche la concessione delle attenuanti generiche dovute al fatto che l’imputato è incensurato e che in udienza aveva tenuto un atteggiamento collaborativo. Il giudice ha stabilito anche un risarcimento provvisionale di 251mila euro.

2 – Casnigo, si sono tenuti oggi i funerali di Luana Rossi

Alle 14.30 di martedì 1 marzo, presso la chiesa parrocchiale San Giuseppe di Casnigo, si sono tenute le esequie di Luana Rossi, la giovane di 25 anni morta sabato 27 febbraio in un terribile incidente avvenuto sulla strada provinciale della Val Gandino, nell’ultimo decennio teatro di numerosi incidenti mortali. La salma è stata accompagnata dai genitori Massimo e Miriam, oltre che da tantissime altre persone, dalla casa di risposo San Giuseppe, dove era stata allestita la camera ardente, fino alla chiesa dove si è svolta la funzione. Durante il funerale sono stati letti alcuni commoventi messaggi, fra cui quello dei familiari che hanno definito Luana «una delle persone più belle del mondo».

3 – Vigile prendeva soldi in cambio di pass per la sosta: licenziato un 53enne

L’1 marzo 2016 è diventata definitiva la sentenza che il maggio scorso aveva condannato, dopo patteggiamento, a un anno e 10 mesi di reclusione con la condizionale un vigile bergamasco di 53 anni. Per questo motivo il Comune ha potuto finalmente licenziare l’agente. Un atto dovuto, l’ha definito Palazzo Frizzoni. Il vigile era finito nei guai nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla polizia stradale e coordinata dal pm Giancarlo Mancusi su un presunto riciclaggio di auto all’estero. L’agente non era coinvolto direttamente nel traffico illecito, ma venne chiamato a rispondere di falso in atto pubblico perché, secondo l’accusa, aveva multato per divieto di sosta un’auto che risultava già all’estero. Per gli inquirenti, dunque, l’agente aveva creato una finta prova della presenza ancora in Italia della vettura. Nel 2011 il suo ufficio venne perquisito e la vicenda giudiziaria che lo riguardava venne a galla. Non fu sospeso ma, in attesa di giudizio, destinato a un incarico interno. Successivamente il pm Mancusi gli contestò anche un secondo episodio: il vigile avrebbe fornito un permesso di sosta in piazza Matteotti a un barista del centro in cambio di 250 euro.

4 – Uomo di 59 anni muore investito da un treno, si indaga sulle cause. Traffico ferroviario bloccato sulla Bergamo-Lecco

Mattinata da incubo per il traffico ferroviario bergamasco. La mattina di martedì 1 marzo, poco dopo le 7, un uomo di 59 anni di Bergamo è stato investito e ucciso da un treno in via Martin Luther King, nei pressi del passaggio a livello vicino all’ospedale Papa Giovanni XXIII. Le forze dell’ordine intervenute sul posto stanno ora tentando di ricostruire i fatti, in particolare se si sia trattato di un tragico incidente oppure se l’uomo avesse scelto di togliersi la vita. Intanto, però, la tratta ferroviaria che collega Bergamo a Lecco è stata completamente bloccata. Sul proprio sito ufficiale, Trenord parla di forti ritardi e cancellazioni sulle linee Bergamo-Carnate-Milano e Lecco-Bergamo-Brescia: «In seguito all’investimento di una persona tra le stazioni di Bergamo e Ponte San Pietro sono previste variazioni di percorso, cancellazioni e ritardi al momento stimati di circa 80 minuti». Traffico più o meno regolare, invece, sulla tratta Bergamo-Milano via Treviglio. Nel complesso i ritardi hanno raggiunto anche i 120 minuti e bus sostitutivi sono stati organizzati da Bergamo per raggiungere Ponte San Pietro, da dove poi sono ripartiti i treni per Carnate.

5 – Brignano, tragico incidente tra due auto: 3 persone coinvolte, morta una 70enne di Caravaggio

La mattina di martedì 1 marzo, lungo la strada provinciale 121 che collega Lurano a Brignano, c’è stato un tragico incidente che ha coinvolto due auto. Tre le persone coinvolte, di cui purtroppo una è morta: una donna di 70 anni di Caravaggio. Lo scontro, avvenuto nel territorio di Brignano, è avvenuto poco dopo le 9 circa. Secondo la ricostruzione effettuata dagli inquirenti, l’auto guidata dall’anziana ha invaso la carreggiata opposta a causa dell’asfalto bagnato e si sia scontrata frontalmente, dopo una curva, con una vettura che nell’impatto è finita fuori strada ribaltandosi. Il conducente di questa seconda auto e la passeggera, di Vidolasco (Cremona), sono rimasti feriti, ma non gravemente.

6 – Sarnico, sospese le ricerche di Franco Fiorini, il muratore scomparso il 13 febbraio

Non sono bastati 18 giorni per scoprire che fine abbia fatto Franco Fiorini, il muratore di 45 anni residente a Sarnico di cui non si hanno più notizie dal 13 febbraio scorso. E così le ricerche dell’uomo sono state sospese, mentre la Procura continua a indagare sul caso. La decisione è arrivata nel vertice tenutosi lunedì 29 febbraio alla Prefettura di Bergamo, un tavolo tecnico per gli addetti ai lavori a cui ha partecipato anche il sindaco di Sarnico, Giorgio Bertazzoli. Le ricerche ripartiranno soltanto nel caso in cui siano trovati importanti indizi, tracce o segnalazioni che la Procura riterrà essere attendibili. La decisione della Prefettura è giunta al termine di una significativa attività di perlustrazione delle aree collinari e dei centri limitrofi del Basso lago, oltre che di entrambe le coste da parte dei sub dei vigili del fuoco, estese anche lungo l’Oglio fino a Capriolo e Castelli Calepio. Un’attività che ha visto coinvolti circa 50 uomini coordinati dai carabinieri di Sarnico, supportati anche da unità cinofile e dalla presenza di un elicottero dei vigili del fuoco. Parallelamente, il pm Emanuele Marchisio e il suo team continuano a indagare sulla vita privata di Fiorini, nella speranza di trovare una pista che porti all’uomo originario di Bosa, in Sardegna.

7 – Consiglio a porte chiuse, le minoranze protestano e abbandonano l’aula. Gori: «Una sceneggiata»

Nuova seduta incandescente in Consiglio comunale. Lunedì 29 febbraio, infatti, si è votata la mozione di sfiducia presentata dall’opposizione nei confronti della presidente del Consiglio, Marzia Marchesi, rea di aver mandato a quel paese le minoranze alla conclusione di una seduta tenutasi due settimane fa. A causare tensioni, questa volta, la richiesta della maggioranza di discutere la mozione a porte chiuse. Richiesta votata e approvata dal Consiglio. Una decisione che ha fatto infuriare le opposizioni. L’ex primo cittadino Franco Tentorio ha definito «inaccettabile» la richiesta della maggioranza, perché «politicamente penso che sia una discussione che è bene che sia pubblica, che la stampa abbia diritto e dovere di farsene portavoce. Esprimo parere assolutamente contrario a questa proposta». Il dibattito è continuato a porte chiuse, con la bocciatura sia della mozione di sfiducia che la richiesta di dimissioni per Marzia Marchesi. Le opposizioni hanno poi deciso di abbandonare l’aula in segno di protesta. Dura la reazione del sindaco Giorgio Gori a questa manifestazione di critica delle opposizioni: «È una scelta totalmente ingiustificata e premeditata che non ha nulla a che vedere con lo svolgimento della discussione. Si tratta piuttosto di scarso rispetto delle istituzioni e dei cittadini. L’attenzione nei confronti delle Minoranze è solo un pretesto per distogliere l’attenzione dal raffronto dei dati tra il lavoro svolto dal Consiglio nel primo anno e mezzo del mio mandato e di quello della Giunta Tentorio: 40 sedute noi, 34 loro; 135 delibere contro 88 e soprattutto, visto che queste erano l’oggetto dell’ordine del giorno, 162 interpellanze contro 102. Ripeto: si è trattato di una sceneggiata».

8 – La Provincia studia una soluzione alla «maledetta» provinciale della Val Gandino

L’ultima vittima è stata Luana Rossi, 25enne di Casnigo residente a Peia. Luana si sarebbe sposata a luglio con il fidanzato Mattia, ma il pomeriggio di sabato 27 febbraio la sua vita si è interrotta a causa di un tragico incidente avvenuto lungo la strada provinciale 42, quella della Val Gandino. Una strada «maledetta», come l’hanno definita in tanti, in particolare nel tratto che attraversa il territorio di Casnigo. Negli anni sono tanti, troppi gli incidente, molti mortali, che hanno avuto luogo lungo questa strada. Nessuno, però, ha mai fatto nulla, nonostante le proteste dei cittadini. Ora, però, via Tasso ha deciso di valutare la situazione. Il settore Mobilità della Provincia ha spiegato che, da tempo, sta monitorando questa strada insieme a quelle più pericolose, costruendo una mappatura dei punti che hanno registrato il maggior numero di sinistri e di morti. L’incidente mortale di sabato ha convinto tutti in via Tasso ad accelerare i tempi. Dall’analisi dei dati verranno poi disposti una serie di interventi che potranno essere messi in atto solo dopo aver raccolto le risorse necessarie. Pasquale Gandolfi, consigliere delegato alla Viabilità della Provincia, spiega: «Dopo un attento studio cercheremo di risolvere tutte le criticità, facendo la nostra parte. Ma un richiamo forte va fatto anche agli automobilisti affinché rispettino i limiti di velocità, perché quando si tratta di sicurezza stradale deve esserci una compartecipazione tra l’istituzione che gestisce l’infrastruttura e chi la utilizza». L’ipotesi sul tavolo della Provincia è quella di eliminare il doppio senso di marcia su questi innesti a raso, riservando a uno l’entrata e a un altro l’uscita. Anche l’installazione di limitatori della velocità è al vaglio, come anche un potenziamento dell’illuminazione visto che molti scontri sono stati registrati nella notte.

9 – Confindustria Bergamo appoggerà Alberto Vacchi

Nella corsa alla leadership nazionale di Confindustria, la sezione orobica dell’associazione appoggerà Alberto Vacchi. La decisione è stata presa dopo la riunione tenutasi il 29 febbraio tra Consiglio direttivo e la presidenza. In maniera concorde, i componenti del Consiglio e della presidenza «hanno scelto di appoggiare la proposta del presidente Ercole Galizzi di sostenere la candidatura di Alberto Vacchi alla carica di prossimo presidente di Confindustria, ritenendolo imprenditore che per valori, visione strategica, esperienza e volontà di cambiamento possa al meglio raggiungere gli obiettivi ambiziosi e sfidanti della Confindustria del prossimo futuro, fortemente orientati alla crescita, al rilancio della produttività e della competitività delle imprese e del Paese».

10 – Pedrengo, presentata la nuova scuola media. Ma il vicesindaco (e assessore) lascia la Giunta

Mentre l’Amministrazione di Pedrengo presentava alla comunità locale la nuova scuola media, la Giunta perdeva un pezzo: Adriano Nava, assessore all’Urbanistica e vicesindaco, ha infatti annunciato di voler lasciare il proprio incarico. A Bergamonews, Nava ha spiegato che lascerà anche il Consiglio per motivi di lavoro. Nava, già prima di presentare il progetto della nuova scuola, aveva avvisato colleghi e sindaco che probabilmente avrebbe lasciato l’incarico prima della fine del mandato a causa di questi impegni. Nava ha lasciato al protocollo una lettera di dimissioni in cui spiega le motivazioni e il sindaco la leggerà nel prossimo Consiglio comunale. Intanto c’è la conferma ufficiale del nuovo vicesindaco: sarà l’assessore all’Istruzione, Giacomo Tomaselli.

11 – Pradalunga, è polemica costo del sacco dell’indifferenziata

È scoppiata la polemica a Pradalunga dove il sacco rosso per la raccolta indifferenziata costa ben 1,5 euro. Dal primo gennaio il comune di Pradalunga ha introdotto la raccolta della frazione indifferenziata attraverso il sacco rosso con il logo della Società Serio Servizi Ambienti. Una novità accompagnata da polemiche, dovute soprattutto al costo di ogni singolo sacchetto. I primi dati sembrano però dare ragione all’amministrazione, che ha spinto per favorire la raccolta differenziata, considerando i pradalunghesi pronti per un «salto di qualità».

29 FEBBRAIO

 

1 – A San Pellegrino Percassi ha presentato il progetto del nuovo albergo da 101 stanze

La mattina di lunedì 29 febbraio, a San Pellegrino Terme, Antonio Percassi, alla presenza dell’intera Giunta regionale, ha presentato il nuovo albergo da 101 stanze che verrà costruito nei prossimi mesi a breve distanza dalle terme inaugurate nel dicembre 2014. Il plastico del progetto ufficiale è stato mostrato in occasione della firma del terzo accordo di programma tra il Comune, la Provincia, la Regione e la business company Percassi. All’albergo si aggiungerà anche la creazione di un’ampia area commerciale, per un investimento complessivo di ben 90 milioni di euro. L’accordo tra le parti, inoltre, prevede lo spostamento degli 8 milioni stanziati dalla Regione inizialmente per le terme alla rimessa in funzione della funicolare e ai primi lavori di restauro del Grand Hotel, come ha spiegato lo stesso governatore Roberto Maroni. L’incontro si è tenuto al Casinò di San Pellegrino, restaurato proprio da Percassi nel gennaio 2014.

2 – Caso Locatelli e discarica di amianto, non ci sono prove contro Formigoni e Raimondi

Lunedì 29 febbraio, il Corriere della Sera spiega come, sul caso della discarica di amianto che ha coinvolto anche l’imprenditore di Grumello Pierluca Locatelli, non ci siano prove effettive di tangenti a favore dell’ex governatore lombardo Roberto Formigoni e dell’ex assessore regionale bergamasco Marcello Raimondi. L’accusa contro i due era già passata dall’essere quella di corruzione a quella di induzione indebita. Ma, stando al Corriere, dimostrare presunti illeciti dell’ex governatore e del suo assessore sul caso appare arduo: sarebbe questa la perplessità dei tre pubblici ministeri di Bergamo che hanno ereditato il fascicolo dai colleghi milanesi. Perplessità che si spiega ripercorrendo gli atti e in particolare gli indizi, quasi esclusivamente legati alle lunghe confessioni di Pierluca Locatelli subito dopo l’arresto del 30 novembre 2011. La questione è semplice: sia l’ipotesi della corruzione, poi abbandonata, sia quella dell’induzione indebita, secondo cui Locatelli si sarebbe visto costretto a distribuire soldi e favori per vedere accontentate le proprie richieste, dovrebbe reggersi sul fatto che i beneficiari di questi favori fossero appunto i due pubblici ufficiali, ovvero Raimondi e Formigoni. E non c’è un solo indizio in tal senso. Il Corriere scrive:

«Locatelli a verbale parla di una sorta di “conto corrente aperto” con gli allora vertici della Compagnia delle Opere di Bergamo, Rossano Breno e Luigi Brambilla. Ricorda, l’imprenditore, di aver pagato una consulenza da 200mila euro alla società Custodia di cui Brambilla era procuratore, di averne promessi altri 200mila con una formula simile, di aver fatto lavori per quasi 700mila euro nelle strutture della fondazione Maddalena di Canossa, utilizzate anche dalla scuola Imiberg, ben prima del 2011 e della sua lunga attesa per l’autorizzazione sull’amianto. E in più, avrebbe consegnato 25mila euro in contanti, in auto, a Rossano Breno, e gli avrebbe garantito di pagare un po’ di tessere per il congresso del Pdl di inizio 2012. Quindi, per sua stessa ammissione, l’imprenditore rimpinguava di continuo il “conto corrente aperto”. Ma non c’è traccia di un suo favore diretto ai vertici della Regione, o un passaggio in cui sia dimostrabile un qualsiasi contatto interessato tra Breno-Brambilla e il governatore o l’assessore: questo il quadro contenuto nel fascicolo che il gup di Milano Vincenzo Tutinelli aveva deciso di trasferire a Bergamo già a fine 2014. Un anno e mezzo dopo le perplessità dei pm di piazza Dante non mancano. E senza una connection con gli uomini delle istituzioni tutto potrebbe ridursi anche a un’ipotesi di millantato credito degli allora vertici della Cdo orobica»

3 – Ester Arzuffi, madre di Bossetti, spiega perché ha deciso di non rispondere alle domande del pm

Il 24 febbraio, al Tribunale di Bergamo, si è tenuta un’udienza molto attesa nell’ambito del processo nei confronti di Massimo Bossetti, l’uomo accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio. In aula, infatti, si sono presentate a deporre sia la moglie del carpentiere di Mapello, Marita Comi, che la madre dell’uomo, Ester Arzuffi. Se la prima ha deciso di rispondere alle domande di pm e avvocati, però, la madre dell’imputato, nonostante avesse anticipato a Bergamonews, attraverso il suo legale, la volontà di parlare, alla fine s’è avvalsa della facoltà di non rispondere. Una decisione che, in parte, ha spiazzato molti, poiché sia Comi che Arzuffi rappresentavano due pedine importanti della difesa di Bossetti. Nuovamente attraverso le pagine virtuali di Bergamonews e la voce del suo legale Benedetto Maria Bonomo, la Arzuffi ha voluto chiarire il motivo del cambio di rotta che l’ha portata a non rispondere alle domande del pm Letizia Ruggeri e dei legali di suo figlio e della famiglia Gambirasio (cosa possibile poiché familiare dell’imputato): «Volevo tutelare la mia immagine di donna, di moglie e di madre» spiega la 67enne. «Confermo che l’intenzione iniziale era quella di parlare. Ma dopo l’uscita di quell’articolo – spiega la donna tramite il suo legale – all’interno di diverse trasmissioni televisive nazionali è tornato in discussione il discorso della paternità di mio figlio. Temevo che potesse così riemergere anche in aula e non mi andava di affrontarlo di fronte a tutti. Anche perchè la verità ormai è nota e l’argomento credo possa considerarsi chiuso». Del resto il tema della paternità dell’imputato, che si è appurato nel corso delle indagini non essere figlio naturale del marito della Arzuffi. Giovanni Bossetti (deceduto il 25 dicembre 2015), bensì di Giuseppe Guerinoni, autista di Gorno morto nel 1999, non è un tema centrale del processo, ma è stato comunque un elemento fondamentale nelle indagini che hanno portato da Ignoto 1 a Bossetti. Sebbene la Arzuffi avesse sempre negato, nelle ultime udienze si è scoperto che la notizia è stata confermata anche da un test sul Dna commissionata dalla stessa famiglia di Bossetti all’Università di Torino. La Arzuffi commenta: «Anche se lo avessi detto in aula, non sarebbe cambiato molto a livello processuale. Spero solo che la verità possa venire a galla e che il mio Massi possa tornare a casa dalla sua famiglia».

4 – Incendio alla Unigasket di Villongo, danni ingenti ma nessun ferito

Un grosso incendio è divampato alle prime ora del 29 febbraio presso l’azienda Unigasket di Villongo, precisamente in via Lombardia. Le fiamme si sono sprigionate all’interno dei reparti di lavorazione del prodotto all’azienda e si sono velocemente propagate. L’allarme è stato dato intorno alle 8.30. Nonostante il pronto intervento dei vigili del fuoco e l’aiuto dei dipendenti dell’azienda stessa e di quelle limitrofe, le fiamme hanno completamente distrutto la torre di abbattimento fumi. Una volta spento l’incendio, è iniziata la conta dei danni, che sarebbero molto ingenti. Fortunatamente, però, non ci sarebbero feriti.

5 – Intense nevicate sulle valli orobiche, attenzione al rischio valanghe

Tra sabato 27 e domenica 28 febbraio, sulle valli bergamasche ha nevicato con forte intensità e ora il rischio valanghe è molto elevato. Nella sola nottata di sabato, tra Maslana e il rifugio Curò, sopra Valbondione, tutti i versanti hanno scaricato a valle parte della neve caduta nella notte, manto appesantito anche dal rialzo delle temperature e dalla presenza di neve mista ad acqua fin verso i 1700 metri di quota. Qualche centinaio di metri cubi di neve si sono inoltre staccati dai pendii erbosi ad ovest del Pinnacolo, fermando la loro corsa ad un centinaio di metri dal sentiero generalmente utilizzato dagli escursionisti per salire verso le cascate del Serio. Anche in questo caso la prudenza è d’obbligo durante l’attraversamento dei canali. Anche Foppolo è stato letteralmente sommerso dalla neve. Domenica 28 febbraio il manto nevoso fresco ha superato il mezzo metro, mentre oltre quota 1800 metri ha superato il metro di altezza. Qualche problema si è registrato sulla strada provinciale che da Lenna porta a Foppolo. Un ammasso di neve è caduto sul paravalanghe evitando guai seri agli automobilisti. La strada resta comunque aperta al traffico.

6 – Il Sarto del Moroni ha lasciato Bergamo

La mattina del 29 febbraio, attraverso un post su Facebook, l’Accademia Carrara ha ufficialmente salutato il Sarto del Moroni, l’opera che in questo periodo di esposizione a Bergamo ha letteralmente catalizzato l’attenzione del pubblico orobico. Ora il Sarto è ripartito per la National Gallery di Londra, lasciandosi però alle spalle numeri da record: nel fine settimana del 20-21 febbraio, ad esempio, sono stati più di 6.400 i visitatori delle opere moroniane. Anche il direttore dell’Accademia Carrara Emanuela Daffra ha espresso soddisfazione: «È un’azione di illuminazione reciproca tra collezione permanente ed opera ospite, un modo visivamente efficace di dimostrare la inesauribile potenzialità di racconti inediti racchiusi in un museo: sarà perciò una delle strategie che ancora saranno messe in campo nel prossimo futuro».

7 – Incidente nella notte tra sabato e domenica a Ponte San Pietro, tre ragazzi feriti

Alla 1 circa di domenica 28 febbraio, lungo la strada Briantea, all’altezza di Ponte San Pietro, due auto si sono scontrate. L’incidente, avvenuto nei pressi dell’Esselunga, ha coinvolto tre giovani di età compresa tra i 20 e i 30 anni, che sono rimasti feriti nello scontro e sono stati ricoverati per accertamenti all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Fortunatamente le loro condizioni non sarebbero gravi.

8 – Presentato in questura Thor, il sistema di videosorveglianza finanziato dalla Comunità montana della Val Seriana

La mattina di lunedì 29 febbraio è stato presentato in questura Thor, il sistema di videosorveglianza finanziato dalla Comunità montana della Val Seriana e gestito dalla polizia di Stato che dialogherà con le varie sedi della polizia locali. Si tratta, concretamente, di 20 telecamere già in funzione e di altre 10 che lo saranno a breve. In totale 30 telecamere distribuite in diversi Comuni seriani, aumentando le condizioni di sicurezza. Sono telecamere in grado di leggere le targhe e controllare il movimento dei veicoli. Si calcola che potranno monitorare circa 20mila auto al giorno. Altre 4 telecamere ad altissima definizione sono state installate a Ranica e all’uscita della galleria di Montenegrone.

9 – Il sindaco di Seriate Cristian Vezzoli contro la sala multiculto all’ospedale di Bergamo

Attraverso un post pubblicato sulla propria pagina Facebook, il sindaco di Seriate, l’avvocato Cristian Vezzoli, esponente locale della Lega Nord, ha duramente criticato la scelta dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo di destinare una sala della struttura a sala multiculto. Vezzoli scrive: «Al piano terra dell’Ospedale Papa Giovanni mi sono imbattuto nella “sala multiculto”! Dopo l’iniziale stupore, ho pensato che dentro stavano pregando insieme cristiani, ebrei, induisti, mussulmani e buddisti. Sono entrato e mi sono trovato dei lavabo sulla mia destra (ma non mi pare che i cristiani facciano abluzioni prima di pregare!) e poi una grande stanza priva di raffigurazioni religiose, senza altare, sedie o banchi, solo con un tappeto per terra! Il tutto illuminato, riscaldato e pulito con i soldi pubblici! Io avrei destinato quello spazio per una sala operatoria o per la degenza di malati. Spero ovviamente che vi sia pure una sala (non posso scrivere cappella) monoculto cristiano nel nostro ospedale con l’altare ed il crocifisso!!!! Non so comunque dove andremo a finire con questa pseudo integrazione religiosa!». Certo un’uscita non proprio felice, visto che appena all’esterno dell’ospedale sorge, come ben sanno tutti i bergamaschi, un’intera chiesa dedicata al Santo Papa orobico e inaugurata meno di 3 anni fa.

10 – Inseguimento lungo la A4, la Polstrada di Seriate recupera il bottino di una banda

Tre ragazzi, di età compresa tra i 20 e i 25 anni, probabilmente di nazionalità Est europea, alle 3.40 circa di domenica 28 febbraio non si sono fermati all’alt della Polstrada di Seriate, dando così il via a un inseguimento lungo la A4. L’auto con a bordo i tre è uscita al casello di Cinisello Balsamo, dopo essere stata intercettata dalle forze dell’ordine all’altezza del casello di Cavenago. L’inseguimento è durato fino a Muggiò, dove i tre banditi hanno abbandonato l’auto e sono fuggiti a piedi nei campi, facendo perdere le proprie tracce. Gli agenti hanno recuperato l’auto, a bordo della quale è stata trovata la refurtiva rubata nella notte tra sabato e domenica in un deposito della Tnt a Porto Mantovano (Mantova): si tratta di tre scatole di tisaniere e termometri da parete di marca Thun, tre telecamere GoPro, 20 magliette e 36 paia di scarpe Nike di modelli diversi. Un bottino del valore di migliaia di euro. La vettura, inoltre, risultava essere stata rubata il 20 febbraio a Paderno Dugnano (Milano).

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