Notizie su Bergamo e Provincia

Notizie su Bergamo e provincia (22-27 febbraio 2016)

Notizie su Bergamo e provincia (22-27 febbraio 2016)
Eventi 26 Febbraio 2016 ore 10:20

27 FEBBRAIO

 

1 – Tragico incidente a Casnigo: una ragazza di 26 anni è morta nello scontro tra due auto

Alle 15.30 circa di sabato 27 febbraio, una ragazza di 26 anni è rimasta vittima di un tragico incidente avvenuto a Casnigo, lungo la strada provinciale che porta a Leffe. Stando alla prima ricostruzione effettuata dalle forze dell’ordine, la ragazza, originaria del Comune seriano ma residente a Peia, era al volante della sua vettura e stava uscendo da un parcheggio in via Lungo Romna quando si è scontrata con un’Audi guidata da un uomo che viaggiava lungo la provinciale e rimasto ferito (non gravemente) in seguito all’impatto. Lo scontro è stato violentissimo secondo i testimoni, tanto che la situazione della ragazza è parsa subito disperata. Il personale sanitario giunto sul posto non ha potuto fare altro che constatarne il decesso. La strada lungo cui è avvenuto l’incidente è tristemente nota per la sua pericolosità. Stando al sito ValSerianaNews, la 26enne si sarebbe dovuta sposare a luglio.

2 – Corteo antifascista per le strade di Bergamo, il traffico va in tilt

Nel pomeriggio di sabato 27 febbraio, per le strade di Bergamo è andato in scena un corteo organizzato dalla rete antifascista “Aldo Dice 26×1” in segno di opposizione all’apertura di sedi di gruppi come Forza Nuova e Casapound in città e per chiedere la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Alla manifestazione hanno partecipato un centinaio di persone e il traffico è andato completamente in tilt. La polizia locale s’è vista costretta a deviare il traffico lungo strade alternative a quelle solitamente più trafficate, causando più di un disagio. Più di cinquanta uomini, tra polizia e carabinieri, sono stati impiegati per garantire la sicurezza.

3 – Attimi di paura ad Albano: un uomo minaccia i passanti con un piccone, poi si costituisce

Si sono vissuti veri istanti di terrore la mattina di sabato 27 febbraio ad Albano Sant’Alessandro. Un uomo, infatti, si aggirava per le vie del paese armato di piccone, minacciando ogni persona che incontrava. Stando alle prime informazioni fornite dagli inquirenti, si tratterebbe di un residente del Comune, sposato e con figli, che ha seminato il panico in particolare lungo via Monte Grappa. Anche i familiari sarebbero stati minacciati dall’uomo, tanto che si sono barricati in casa. Diversi testimoni hanno raccontato che l’uomo ripeteva frasi senza un senso chiaro ed era in un evidente stato confusionale. Solo l’intervento delle forze dell’ordine ha calmato l’uomo, che si è poi consegnato ai Carabinieri, i quali stanno ora tentando di capire le cause del suo pericoloso comportamento.

4 – Ancora tensioni in via Cenisio, 300 musulmani per strada. E il Comune dà l’ultimatum

Non si placano le polemiche all’interno della comunità islamica bergamasca. Da oltre due mesi, infatti, la tensione rimane costante, con le varie “fazioni” che frequentano il centro di via Cenisio che si scontrano a suon di provocazioni e proteste, arrivando anche a pregare per strada creando problemi di ordine pubblico. L’ultimo fatto venerdì 26 febbraio, con centinai di fedeli che si sono trovati davanti all’ingresso del centro di preghiera chiuso da diversi giorni per volontà del presidente Mohamed Saleh, ufficialmente per lavori e questioni di sicurezza. Negli orari di preghiera, i musulmani si sono dati appuntamento in via Cenisio e hanno deciso di pregare per strada. Il momento più complicato si è registrato attorno alle 13, quando i fedeli presenti erano almeno 300 e hanno completamente bloccato la strada, costringendo anche le forze dell’ordine e la Digos a intervenire per monitorare la situazione. La chiusura della struttura è stata la scintilla che ha fatto scoppiare la polemica più dura tra l’attuale direttivo del Centro islamico di via Cenisio e il Comitato, l’organo direttivo della Comunità Islamica di Bergamo, che, in poco tempo, ha raccolto oltre 500 adesioni. Più volte questura e Comune hanno tentato una mediazione tra le parti, ma inutilmente. E così Palazzo Frizzoni ha perso la pazienza e ha dato l’ultimatum: o la entro lunedì 29 febbraio si risolve la questione oppure verranno presi provvedimenti.

5 – Ubi, il Patto dei Mille sale dal 2,27% al 2,86%

Il capitale sociale di Ubi Banca in mano al Patto dei Mille, il primo patto di sindacato tutto bergamasco ora composto da 82 azionisti che hanno vincolato 25 milioni, 799mila e 279 azioni, è salito dall’iniziale 2,27% all’attuale 2,86%. Come riporta il Corriere della Sera Bergamo, tra i bergamaschi la parte del leone la fanno la finanziaria Quattro Luglio, con 4.410.977 di azioni, la Scame, con 2.262.000, la Vittorina srl della famiglia Cefis, con 1.800.000 mila azioni, e la Nuova Fourb spa legata alla famiglia Bombassei, con 1.250.000 mila azioni. Ma ci sono anche Miro Radici con 966.519 azioni, l’istituto diocesano per il sostentamento del Clero con 1.500.000 di azioni (anche tra i soci promotori) e Confindustria Bergamo con 100mila azioni. Con la stessa quota, presente anche Percassi attraverso la holding Odissea.

6 – Bergamo si organizza per domenica 6 marzo: 100 agenti in strada e trasporto pubblico potenziato in vista della sfilata di mezza Quaresima e di Atalanta-Juve

Domenica 6 marzo è una giornata segnalata con un circolino rosso sul calendario di Palazzo Frizzoni. In programma, infatti, ci sono sia l’attesissima sfilata di mezza Quaresima del Ducato di Piazza Pontida che la sempre coinvolgente sfida tra Atalanta-Juventus, senza contare che alla Fiera si svolgerà Creattiva. Una domenica che, dal punto di vista del traffico e dell’ordine pubblico, rischia di essere veramente dura per la città. Per questo nella giornata di venerdì 26 febbraio si è svolta, proprio in Comune, una seconda riunione per proporre alternative e opzioni sul tema della mobilità in vista di domenica prossima. A fine incontro, Palazzo Frizzoni ha annunciato la disponibilità di ben 73 agenti di polizia locale, di cui 50 destinati a presidiare la sfilata dei carri lungo tutto il percorso e altri 23 allo stadio, che controlleranno la zona a traffico limitato attivata in occasione delle partite casalinghe dell’Atalanta. Previsto anche il dispiegamento di ulteriori 20 agenti di protezione civile e 10 carabinieri a riposo, per un totale di oltre 100 persone a presidio delle strade cittadine per agevolarne la viabilità. Novità però anche per il trasporto pubblico: Atb ha infatti annunciato il potenziamento di tutte le linee autobus, con particolare attenzione verso quelle che servono la zona dello stadio e la linea 2, che ha fermate nei pressi dei parcheggi Auchan, della Croce Rossa e degli ex Ospedali Riuniti. Previsto inoltre un aumento delle frequenze del tram Teb. Nei prossimi giorni entrambe le aziende di trasporto forniranno maggiori dettagli sul servizio di domenica 6 marzo. A fine riunione, l’assessore alla mobilità del Comune di Bergamo Stefano Zenoni ha voluto ringraziare tutte le parti coinvolte: «La prossima settimana cercheremo di predisporre un preciso vademecum in modo da informare sulle aree non percorribili in auto e sulle possibili alternative per muoversi in città. Nel frattempo desidero invitare a non utilizzare, se possibile, l’auto e a servirsi, se strettamente necessario, dei parcheggi di attestamento e in struttura della zona Ovest della città per raggiungere l’area della sfilata».

7 – Il Sebino si prepara ad affrontare il traffico in vista della passerella di Christo

Domenica 21 febbraio è stata una bellissima giornata di sole e il Sebino ha avuto un assaggio di come potrebbero essere le due settimane estive in cui, sulle acque del lago, spunterà la oramai famosissima passerella dell’artista internazionale Christo che collegheranno Sulzano a Montisola. Code lunghissime sulle strade che collegano le due sponde del lago, da Iseo a Sarnico, passando per Villongo e Credaro. Nei giorni successivi la polemica: se è bastato un po’ di sole fuori stagione a creare tanto caos, cosa accadrà tra il 18 giugno e il 3 luglio? Per questo motivo la società a cui Christo ha affidato l’attuazione del suo progetto, ovvero la The Floating Piers srl, ha chiesto aiuto a Systematica, società che ha lavorato per Expo 2015 e a cui è stato affidato il compito di realizzare un modello in grado di prevedere l’afflusso dei visitatori e i loro spostamenti. Systematica ha previsto che arriveranno dalle 28mila alle 42mila persone al giorno, provenienti principalmente dalla Franciacorta, sfruttando in particolare le autostrade A4 e A35 e la ferrovia Brescia-Iseo-Edolo. Se sul fronte sicurezza pubblica gli incontri e le riunioni sono ancora in corso, in termini di mobilità, invece, il piano studiato da Systematica con i sindaci del Sebino è praticamente pronto, come ha riferito il 26 febbraio il sindaco di Pisogne Diego Invernici, coordinatore dei primi cittadini lacustri: «La novità è che i Comuni di Sulzano e di Sale Marasino, a cui potrebbero aggiungersi altre realtà limitrofe, hanno deciso di istituire una zona rossa e una zona gialla. La zona rossa sarà a Sulzano, proprio a ridosso dell’ingresso della passerella, e la zona gialla si estenderà a Sud verso Iseo e a Nord comprenderà anche Sale Marasino». Ciò significa che la strada rivierasca sarà dunque chiusa al traffico. Almeno per quanto riguarda la sponda bresciana del lago, perché lo stesso non accadrà (almeno per quanto è dato sapere al momento) sulla sponda bergamasca, anche perché sul fronte orobico non ci sono strade alternative a quella rivierasca, mentre sul fronte bresciano sì. E Systematica ha sconsigliato la chiusura totale del lago.

8 – Quelle lettere della misteriosa Gina a Bossetti

La notizia è venuta a galla mercoledì 24 febbraio, durante la deposizione in aula di Marita Comi, la moglie di Massimo Bossetti, l’uomo accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio. Da qualche tempo, infatti, ci sarebbe una certa Gina, detenuta del carcere di Bergamo, che scrive lettere al carpentiere di Mapello. È stato il pm Letizia Ruggeri a rendere noto il fatto, domandando a Marita Comi se fosse informata del fatto. La moglie di Bossetti ha prima risposto di non saperne nulla, ma si è poi subito corretta dicendo: «Ah, sì, quella delle lettere…». Immediatamente sono però intervenuti i legali di Bossetti, che hanno chiesto e ottenuto al giudice Antonella Bertoja l’inammissibilità della domanda perché ritenuta fuori luogo.

9 – Chiesti complessivamente 63 anni di carcere per i componenti di una banda di rapinatori

Venerdì 26 febbraio, al Tribunale di Brescia, il pm Ambrogio Cassiani ha chiesto la condanna complessivamente a 63 anni di carcere per i  componenti di una banda di rapinatori che avrebbero messo a segno, tra il 2011 e il 2013, circa 30 rapine nei supermercati di Brescia, Mantova e Bergamo. Tutti gli imputati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine. Si tratta di una banda composta da italiani, nella quale figura anche Loredano Busatta, il grande accusatore di Massimo Bossetti, che rivelò alcune presunte dichiarazioni raccolte in cella dal muratore di Mapello ritenuto colpevole della morte di Yara Gambirasio. Per lui il pm ha chiesto una condanna a 16 anni. Pena più pesante quella proposta per il bresciano Marco Pirastru, considerato il capo dell’organizzazione, che rischia 20 anni di carcere. Per la coppia di fidanzati Maurizio Becchetti e Frediana Ruffini, l’accusa ha chiesto 9 anni a testa. Due invece le richieste di patteggiamento: quella del 70enne Luigi Zuccali (una pena di 4 anni e 4 mesi) e quella di Marco Belometti, che ha proposto una pena di 4 anni e 8 mesi. La sentenza è attesa per il prossimo 14 marzo.

10 – Brescia aumenta i treni ad alta velocità e Bergamo sta a guardare

Da martedì 1 marzo, Brescia raddoppierà i suoi collegamenti diretti con i treni dell’alta velocità in direzione Roma e Napoli. Alle due coppie di treni Freccia Argento già in servizio da tempo, infatti, si aggiungono altre due coppie di treni Italo. Grazie a queste novità, sarà possibile arrivare a Roma Termini da Brescia mediamente in 4 ore (massimo), seguendo l’itinerario via Verona-Bologna-Firenze. Quattro treni al giorno per l’andata e altrettanti al ritorno, con la possibilità di proseguire fino a Napoli in tempi di percorrenza competitivi con quelli dell’aereo e costi interessanti grazie a una serie di sconti e di promozioni. In tutto questo, ahinoi, Bergamo resta a guardare. Con gli attuali orari dei convogli sulla tratta Bergamo-Brescia, infatti, non è materialmente possibile arrivare in tempo per prendere a Brescia i primi tre treni veloci del mattino in direzione Roma o Napoli. E alla sera bisogna essere per forza a Brescia per le 22,20 se si vuole tornare a Bergamo in treno di ritorno da Roma, Bologna o Firenze.

11 – Michela Moioli d’argento sulla pista coreana di Bokwang. Sale in vetta alla classifica generale

Buone notizie dalla Corea: Michela Moioli, la snowboarder di Alzano Lombardo, ha infatti conquistato il secondo posto nella big final disputata sulla pista coreana di Bokwang, battuta solamente dalla francese Chloe Trespeuch ma davanti alla ceca Eva Samkova. Si tratta del quarto podio consecutivo dell’anno dopo il secondo posto di Feldberg e i due terzi posti sempre a Feldberg e a Sunny Valley. Lo 0 nella casella punti ottenuto dalla francese Nelly Moenne Loccoz, che guidava la classifica generale, ha permesso all’atleta bergamasca di balzare in vetta alla classifica generale femminile di snowboardcross con 3.200 punti contro i 3.160 della Samkova, quando mancano appena due gare alla fine della stagione, ovvero quelle di Veysonnaz del 5 marzo e di Baqueira Beret il 20 marzo. L’obiettivo è vincere la sfera di cristallo dopo due terzi posti, diventando così la prima italiana a ottenerla.

 

26 FEBBRAIO

 

1 – Nuova udienza del processo a Bossetti, la cognata lo difende, mentre le sorelle del collega da lui accusato no

Venerdì 26 febbraio si è tenuta una nuova udienza del processo nei confronti di Massimo Bossetti, l’uomo accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio. Nell’aula del Tribunale di Bergamo hanno parlato prima la cognata del carpentiere di Mapello, e poi le sorelle di Massimo Maggioni, il collega che Bossetti accusò nel tentativo di scagionarsi. Prima è stato il turno di Nadia Arrigoni, la moglie di Agostino Comi, fratello di Marita Comi, moglie di Bossetti. Di fronte alla Corte d’Assise presieduta dal giudice Antonella Bertoja, la Arrigoni ha risposto alle domande dell’avvocato dei Gambirasio, Enrico Pelillo, e dei difensori di Bossetti, gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini. Nella sua testimonianza ha difeso il cognato, ma anche Marita: «Se lei non fosse convinta dell’innocenza di Bossetti, l’avrebbe lasciato». Lei e il marito frequentavano spesso i coniugi Bossetti e, come ha raccontato, in alcune occasioni avevano commentato il caso Yara esprimendo «preoccupazione per i nostri figli. È un uomo dolce e affettuoso, siamo certi della sua innocenza». Successivamente sono state Monica e Luisella Maggioni, sorelle di Massimo Maggioni, il collega verso il quale Bossetti avanzò dei sospetti durante un interrogatorio nel 2014. Allora l’imputato aveva spiegato di soffrire di epistassi e di perdere spesso sangue dal naso. Per bloccare le emorragie usava dei fazzoletti, che buttava poi nella pattumiera del cantiere di Palazzago. Bossetti disse alle forze dell’ordine che Maggioni era spesso presente nel cantiere e poteva avere a disposizione quanto si gettava via. In sostanza, secondo Bossetti, il collega avrebbe potuto avere tracce del suo Dna prese da uno straccio o da un attrezzo del cantiere sporco di sangue: accuse che sono valse a Bossetti l’accusa di calunnia dopo le verifiche degli inquirenti. Le sorelle in aula hanno spiegato il loro stato d’animo e quello del fratello per la vicenda delle accuse formulate da Bossetti, sottolineando come, dopo le accuse, Maggioni «non dormiva più» e che «eravamo assediati dai giornalisti, non potevamo uscire di casa e abbiamo dovuto togliere i nomi dai citofoni. Ci sentivamo tutti gli occhi addosso».

2 – Sentierone, al post del Ciao in arrivo lo chef stellato Ezio Gritti, che gestirà il locale con Tiziana Fausti

Non c’è nulla di ufficiale, ma pare proprio che nel giro di pochi giorni lo chef Ezio Gritti, una stella Michelin, firmerà per entrare in possesso dei locali dell’ex Ciao sul Sentierone. Secondo quanto riferito da L’Eco di Bergamo, lo chef lascerà la sua Osteria di via Solata per dare vita a un nuovo ristorante stellato in città bassa. Circa 50 coperti nel cosiddetto salotto di Bergamo. A gestire la trattativa per i circa 850 metri quadrati (più 320 di terrazze) è l’Immobiliare della Fiera, proprietaria dell’immobile. Ma non solo: il ristorante di Gritti, infatti, sarà direttamente collegato alla boutique di Tiziana Fausti adiacente, che dunque si allargherà acquisendo una parte di superficie del locale dove fino a un anno fa si trovava il Ciao. Alta cucina e alta moda dunque, visto che le due attività saranno collegate al primo piano con un progetto all’insegna della raffinatezza.

3 – Alla rotonda tra Verdello, Verdellino e Arcene, un camion ha perso il carico eccezionale che stava trasportando, urtando un’auto

Venerdì 26 febbraio, alla rotonda tra Verdello, Verdellino e Arcene, un camion che stava trasportando un trasporto eccezionale ha perso il carico, il quale ha travolto un’altra auto. Fortunatamente, secondo le prime informazioni, non ci sarebbero feriti gravi. Comunque sul posto sono accorsi i soccorritori inviati dal 118 e le forze dell’ordine per stabilire eventuali responsabilità. L’incidente ha però provocato lunghe code in entrambi i sensi di marcia.

4 – Aeroporto, Gori scrive a L’Eco: «Cabinovia? Il treno è una scelta più solida»

In una lettera scritta a L’Eco di Bergamo, il sindaco orobico Giorgio Gori mette la parola fine, probabilmente definitiva, all’ipotesi cabinovia tra la stazione di Bergamo e l’aeroporto di Orio al Serio. Nella missiva, infatti, Gori spiega perché il progetto del treno è molto più solido e realizzabile. Gori scrive: «Non vorrei che la “suggestione” ponesse in ombra le ragioni che promuovono l’adozione di una soluzione ben più solida, ossia quella del collegamento ferroviario. Che questa sia l’opzione di gran lunga preferibile non lo dico ovviamente io, ma numerosi e ben più autorevoli soggetti: l’Unione Europea innanzitutto, per la quale il collegamento dei principali scali aeroportuali alla rete del ferro è addirittura una prescrizione. Ma anche il governo (per bocca del Ministro dei Trasporti), l’Enac, la Regione (nel suo “Programma mobilità e trasporti”, dove è indicato come una priorità), la Provincia, tutta la rappresentanza bergamasca in Parlamento e in Regione, le istituzioni economiche al completo (Confindustria, Imprese e Territorio, Camera di Commercio), i sindacati, la Sacbo; e ovviamente il Comune di Bergamo, che all’unanimità ha votato un ordine del giorno che indica il raccordo ferroviario come un obiettivo di primaria importanza».

5 – Giallo sul restauro del Donizetti: Gori prevede il via dei lavori per il 2017, ma al teatro «non risultano ritardi»

I lavori di ristrutturazione del Teatro Donizetti dovrebbero teoricamente iniziare il prossimo 2 aprile, ma sicuramente non sarà così. Ci vorranno ancora mesi, come sottolinea Bergamonews, per concludere le pratiche, tra cui il bando a evidenza pubblica. Il nodo principale è legato alle modalità e alla tempistica della ristrutturazione, visto che per intervenire sul teatro Donizetti serve un anno e mezzo. Troppo, soprattutto per il direttore della lirica Francesco Micheli, che non accetterebbe di saltare una stagione intera e che, nel caso in cui ciò dovesse avvenire, si dice pronto a lasciare Bergamo. Per questo, secondo il sito d’informazione bergamasco, l’ipotesi più probabile è di uno “spacchettamento” dei lavori: ad aprile l’avvio dei lavori, per la parte uffici del teatro, poi in estate un primo importante intervento. Quindi da ottobre a dicembre stop per consentire il calendario della lirica. Chiusa la stagione operistica, da gennaio a settembre 2017, il secondo lotto del cantiere con centinaia di operai spalmati su più turni (anche di notte) per consegnare in tempo il nuovo teatro alla stagione lirica nell’ottobre 2017 con grandi titoli di richiamo internazionale. Un’opzione che piacerebbe a Gori, ma non ai tecnici, che hanno espresso più d’una perplessità. Secondo il Corriere della Sera Bergamo, però, ci sarebbe una questione ulteriore: poche settimane fa, infatti, per i lavori di restauro si era caldeggiata l’ipotesi della chiamata in causa dell’Autorità Nazionale Anticorruzione di Raffaele Cantone. Una decisione presa a caldo, dopo l’esplosione delle polemiche sul coinvolgimento nei lavori della Termigas, di cui il vicepresidente della Fondazione Donizetti, Domenico Bosatelli, è vicepresidente. Agli uffici di Raffaele Cantone però non è arrivata alcuna richiesta, perché l’amministrazione ha scelto di passare prima da un parere dell’avvocatura comunale. A questo punto, secondo il Corriere, è tramontata definitivamente l’idea che i lavori possano iniziare tra marzo e aprile. «L’ipotesi più probabile — dice il sindaco Giorgio Gori, anche il presidente della Fondazione Donizetti — è che il cantiere parta alla fine della stagione lirica del 2016». Cioè tra dicembre e l’inizio del 2017. Il probabile slittamento del cantiere sorprende però chi lavora ogni giorno all’interno del teatro. Francesco Micheli, infatti, si dice già pronto per il trasloco: «A me non risultano ritardi. Già da qualche settimana ci hanno chiesto di prepararci per lo sgombero degli uffici e, a quanto ne so io, la data d’inizio del restauro è confermata».

6 – Azzano, arrestato un marocchino accusato di ricatto

Un marocchino di 36 anni è stato arrestato per estorsione ai danni di un uomo di Azzano San Paolo. Secondo le indagini, dirette dal pm Emanuele Marchisio, tutto è iniziato per un credito di 10mila euro che il nordafricano vantava nei confronti di una terza persona, «ben nota alle forze dell’ordine e conosciuta dalla vittima», spiega la Guardia di Finanza. Le Fiamme Gialle continuano: «Non volendo ottemperare alla pretese del nordafricano, il debitore ha riferito a quest’ultimo che il suo debito sarebbe stato saldato da un altro soggetto, suo conoscente, ovvero il cittadino di Azzano San Paolo». Quest’ultimo, ignaro di tutto, per paura ha consegnato alcune piccole somme di denaro nella speranza di liberarsi del nordafricano ma, successivamente, a causa delle pretese sempre più pressanti e per timore di ritorsioni nei confronti dei componenti della propria famiglia, l’uomo ha denunciato tutto.

7 – Tangenti nella Sanità lombarda, i vertici dell’Asst Bergamo Est hanno sollevato dall’incarico il dirigente Giacomo Corica

Giacomo Corica non è più il dirigente medico dell’ospedale di Piario e Lovere. A deciderlo i vertici dell’Asst (Azienda sociosanitaria territoriale) Bergamo Est, perché il dottor Corica, sebbene non indagato, sarebbe stato in stretti contatti con la figura chiave dell’indagine sulle tangenti nella Sanità lombarda, l’imprenditrice Maria Paola Canegrati, titolare delle società a cui erano stati affidati gli ambulatori di odontoiatria e le forniture di materiale odontoiatrico al centro di appalti sospetti. Nell’operazione “Smile” guidata dalla procura di Monza, infatti, era finita nel mirino degli inquirenti anche una gara d’appalto dell’Asst Bergamo Est per l’affidamento in global service dell’odontoiatria (valore 27 milioni di euro) alle imprese legate alla Canegrati e alla sua società. Dagli atti dell’inchiesta viene infatti indicato che la Canegrati fruiva «dell’appoggio incondizionato» di un dirigente dell’azienda ospedaliera di Piario e Lovere. Questo dirigente sarebbe, appunto, Giacomo Corica, il cui nome è anche riportato nelle carte dell’inchiesta. Il dottore parlava alla Canegrati «con espressioni certamente non compatibili con la terzietà dovuta da chi opera nella pubblica amministrazione». In più c’è il fatto che la moglie del dirigente è stata assunta nell’imprsa della Canegrati nel 2013. Da qui la scelta dei vertici dell’Asst di rimuoverlo dal suo incarico, ora affidato al direttore sanitario aziendale, Roberto Cosentina.

8 – Festini con la cocaina a Zogno, assolto anche in appello il capitano Filippo Bentivogli

Giovedì 25 febbraio si è concluso l’appello sulla mastodontica indagine sui carabinieri di Zogno e gli infermieri “talpa”. Nel secondo grado di giudizio sono arrivate 7 assoluzioni e 2 condanne. Tra gli assolti, anche uno dei personaggi più in vista dell’inchiesta, il capitano Filippo Bentivogli, all’epoca dei fatti comandante della Compagnia dell’Arma di Zogno. L’ufficiale, che doveva rispondere tra le altre cose di omessa denuncia e concorso nello spaccio di sostanze stupefacenti, era accusato di partecipare a festini in cui altri ospiti facevano uso di cocaina senza che lui fosse mai intervenuto. Per Bentivogli, anche in secondo grado, s’è dimostrata l’insussistenza dei fatti. Per altri tre carabinieri è stata confermata l’assoluzione: Luca Valsecchi, Onofrio Bufi e Amerigo Cavezza. Stessa sorte per l’infermiere dell’ospedale di Treviglio Antonio De Bernardi, accusato di aver passato i dati anagrafici dei feriti di incidenti stradali alla società di recupero indennizzi Cis di Bergamo, e per l’agente della polizia locale di Brignano Franco Somma: doveva rispondere di abuso d’ufficio. Il parroco di Stabello, in primo grado condannato a 5 anni e 10 mesi di reclusione, è stato anche lui assolto. Confermata invece la condanna a un anno e mezzo, con pena sospesa, per il collaboratore del Cis che, con i dati ricevuti dagli infermieri, si presentava a casa dei pazienti appena dimessi per offrire i servigi della società. Dimezzata, infine, da 1 anno a 6 mesi con la condizionale,la pena per l’ex caposala dell’ospedale di Alzano.

9 – Furti agli Spiazzi di Gromo, arrestato un operaio 58enne di Ardesio

È stato fermato dalle forze dell’ordine giovedì 25 febbraio il ladro che da tempo seminava il panico nelle case di villeggiatura agli Spiazzi di Gromo. Si tratta di un operaio di 58 anni di Ardesio, il quale prendeva di mira le seconde case, per lo più di villeggianti milanesi, portando via tutto ciò che trovava: dalle bottiglie di superalcolici agli strumenti musicali. Dopo settimane di indagini, il ladro degli Spiazzi è stato bloccato ed arrestato ad Ardesio, dove vive. Nella notte tra il 24 e il 25 febbraio è stato disposto un servizio di sorveglianza con militari in borghese della compagnia di Clusone, per cercare di individuare gli autori dei furti nelle abitazioni. Individuata proprio quella notte un’auto sospetta, i militari sono risaliti all’uomo e l’hanno raggiunto proprio mentre stava per fermarsi in un parcheggio nel centro di Ardesio. Perquisendo l’auto, i carabinieri hanno trovato subito la refurtiva dei furti compiuti nella notte agli Spiazzi. E in casa sua hanno trovato diverso materiale presumibilmente proveniente dalle case svaligiate. Immediatamente è scattato l’arresto per l’uomo, che venerdì 26 febbraio si presenterà dal giudice per la direttissima.

10 – Astino, lavori all’ex parcheggio

Sono partiti i lavori al (oramai ex) parcheggio di Astino. Non di costruzione, bensì di ripristino dell’area allo stato originale, ovvero a prato. Un’perazione di smantellamento che, dalla chiusura della stagione Expo, era stata eseguita solo in parte. Come spiega L’Eco di Bergamo, di recente la Mia ha portato una progettazione definita “ecocompatibile” con un operatore privato pronto a gestire il nuovo parcheggio a pagamento, e non solo: «Il programma culturale e socioculturale per quest’estate è in fase avanzata di allestimento, siamo consapevoli che la mancanza di un parcheggio comporterebbe gravissimi disagi ai cittadini – spiega il presidente della Fondazione, Fabio Bombardieri -. Per questo siamo pronti a trovare tutte le strade per evitarli, le soluzioni tecniche ci sono come l’installazione di una sbarra di accesso, una persona di servizio, un numero di posti delimitati da relative strisce e, se con costi compatibili, uno schermo che segnali il numero di posti disponibili all’inizio di via Astino. C’è già l’interessamento di un privato per gestire l’eventuale parcheggio, a pagamento ma con tariffe moderate, di via Ripa Pasqualina».

11 – Tenaris, 2015 in rosso di 74 milioni di dollari. Colpa del calo del greggio

La Tenaris, azienda a cui fa capo la Dalmine, ha chiuso il 2015 con un rosso di 74 milioni di dollari dopo anni di utili. Drastica la riduzione del fatturato, calato del 31 percento da 10,3 a 7,1 miliardi, mentre il risultato operativo è crollato a 195 milioni di dollari da 1,89 miliardi del 2014. Tutto questo a causa del calo della quotazione del greggio e della conseguente forte contrazione del mercato dei tubi per l’esplorazione e l’estrazione di petrolio e gas, settore nel quale la Tenaris è fra i leader mondiali.

 

25 FEBBRAIO

 

1 – Processo ultrà, Belotti prosciolto. Le motivazioni della sentenza

Sono state rese pubbliche le motivazioni della sentenza con cui è stato scagionato Daniele Belotti, segretario provinciale della Lega e coinvolto nel maxi processo ultrà, accusato di concorso esterno di associazione per delinquere. «Mentre lo scopo dell’associazione era, secondo l’impostazione accusatoria, quello di commettere più reati di rissa, danneggiamento, lancio di oggetti contundenti, adunata sediziosa, minacce a pubblico ufficiale, scorrendo per le pubbliche vie in armi, Daniele Belotti si adoperava per realizzare lo scopo opposto, cioè per riportare il tifo organizzato ad agire nel rispetto della legalità, quindi si adoperava in senso opposto alla finalità dell’associazione», questo quanto si legge nella sentenza firmata dal gup Enza Maccora. «Ha sempre cercato di trovare una strada lecita per far sì che la tifoseria atalantina non iniziasse un percorso che potesse tracimare in condotte violente di rilevanza penale. La sua volontà era dunque quella di consapevolmente rafforzare l’associazione illecita ma di impedire che la tifoseria, nel dimostrare il proprio attaccamento alla squadra, sentimento da lui condiviso, ponesse in essere atti illeciti a cui Belotti non ha mai partecipato e che, ha, per quanto era nella sua disponibilità ostacolato, alcune volte cercato di veicolare le iniziative legittime di protesta nei canali delle legittime manifestazioni di critica e di protesta». Nell’arrivare a tale decisione sono state importanti anche le dichiarazioni di questori e prefetti in passato a Bergamo. Come ad esempio le parole del prefetto Cono Federico («parlare con Belotti significava tra virgolette tenere calma la piazza»), del questore Longo, del questore Rotondi («cercava di risolvere i problemi, e l’esito degli incontri con lui è stato abbastanza positivo»), del questore Ricciardi («ha facilitato il dialogo con la tifoseria»). Infine del questore Turillo, che racconta dell’assalto ultrà alla Berghem Fest in cui era presente il ministro Maroni, e dice di aver visto «l’assessore Belotti molto preoccupato, di colore quasi bianco. Parlò con il ministro che decise di ricevere 3 o 4 persone in rappresentanza della tifoseria… Sentì allora dall’altra parte la voce di Galimberti che disse: “O tutti 400 oppure nessuno”». In altre occasioni Belotti si prodigò per convincere la frangia violenta degli ultrà a evitare gli scontri e problemi con la questura, cercando di convincere il Bocia a non «fare casino».

2 – Esibiva documento falso: 2 anni a cittadino dell’Est Europa

È stato condannato per direttissima a 2 anni e 20 giorni D.M., cittadino est europeo di 42 anni arrestato ieri dalla Polizia Locale del comune di Bergamo durante i controlli di routine nelle aree del centro.  L’uomo aveva infatti esibito a degli agenti una carta d’identità polacca che presentava anomalie rispetto ai documenti conosciuti. Nutrendo dubbi sull’autenticità del documento, gli agenti hanno accompagnato l’uomo al Comando della Polizia Locale di Bergamo, dove è stata effettuata una perizia all’Ufficio Falsi Documentali della Polizia di Frontiera di Orio al Serio. L’esame ha messo in luce la falsificazione del documento, e di conseguenza l’uomo è stato arrestato per possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi.

3 – Polizia, lo sciopero della mensa arriva pure a Bergamo

Arriva pure a Bergamo la protesta della polizia: lo “sciopero della mensa” sta accomunando tutte le questure d’Italia, Via Noli compresa. Motivo del malcontento i tantissimi disagi con cui hanno a che fare quotidianamente gli agenti, con giubbotti antiproiettile scaduti, volanti che hanno superato i 200mila chilometri, divise logore, dipendenti dall’età media molto avanzata, scarsa pulizia dei commissariati e corsi d’aggiornamento ancora indietro. A muovere per primo la protesta è stato Gianni Tonelli, segretario generale del Sap, il sindacato autonomo di polizia, che da 36 giorni è in sciopero della fame. In solidarietà con lui tanti agenti hanno scelto quindi di non utilizzare la mensa. La rabbia dei poliziotti, spiega Tonelli, si rivolge al Dipartimento di pubblica sicurezza: «Continua a non inviare uomini, nonostante gli allarmi lanciati, e preferisce chiudere presidi quali il commissariato di polizia di Treviglio e l’ufficio di polizia postale di Bergamo. Tutto ciò è inaccettabile: si continua a voler dare un’immagine di polizia moderna, al passo con i tempi, quando invece si sopperisce spesso alle mancanze con iniziative personali, poiché mancano i fondi anche per le necessità più banali».

4 – Due scontri auto-moto stamattina in città

Due incidenti tra auto e moto hanno interessato stamattina, attorno alle 7.30, le vie di Bergamo, con annessi disagi per la circolazione. Il primo scontro, il più grave, è avvenuto alle 7.40 in via Broseta: un 73enne è rimasto ferito, pare in modo serio, soccorso quindi dal 118. L’altro incidente è avvenuto poco prima, in pieno centro: non ci sarebbero persone in gravi condizione tra i coinvolti.

5 – Morto in ospedale l’artigiano trovato in coma a Barbata

È morto ieri mattina all’Ospedale Papa Giovanni XXIII Gian Luigi Garatti, il 50enne di Calcio che una settimana fa era stato trovato all’interno del suo autocarro a Barbata, agonizzante in coma. In questi giorni si sono fatte strada diverse ipotesi in merito a quello che potrebbe essergli accaduto. La tesi ora più accreditata è quella che l’uomo si fosse ferito mentre si trovava al lavoro, in un cantiere a Bussero: sottovalutando il colpo preso si sarebbe quindi messo alla guida, per poi sentirsi male più tardi e fermarsi nel parcheggio dove è stato trovato attorno alla mezzanotte di mercoledì scorso. Non si esclude nemmeno l’ipotesi che l’artigiano sia rimasto vittima di un’aggressione o di un furto, sebbene dal furgone non mancasse nulla.

6 – Anziana maltrattata, badante ucraina in carcere

È stata arrestata ieri mattina una donna ucraina di 40 anni, che lavorava in città come badante per una signora 90enne. Il fermo è scattato con l’accusa di maltrattamenti, dopo che i vicini di casa dell’anziana avevano segnalato alla polizia, circa tre settimane fa, i continui pianti della donna e le urla della badante. Da lì sono scattate le indagini della polizia, che ieri è intervenuta trovando l’appartamento in stato di degrado, oltre ad alcune ferite sulla testa della 90enne, probabilmente proprio causate dai maltrattamenti. La badante è stata quindi portata in via Gleno. Intanto si indaga anche sulla situazione finanziaria dell’anziana, analizzando alcuni movimenti, ritenuti strani, tra il suo conto corrente e quello della donna ucraina.

7 – Sarnico, riprendono le ricerche dell’uomo scomparso

Sono circa una cinquantina gli uomini impegnati oggi a Sarnico nella ricerca di Franco Fiorini, l’operaio edile 45enne residente in paese, sparito lo scorso 13 febbraio. Ancora non è chiaro cosa possa essere accaduto all’uomo, se cioè si sia allontanato di casa o se, addirittura, si sia suicidato. Da oggi però le ricerche sono riprese con forza, a 11 giorni ormai dal giorno di scomparsa dell’operaio. Sul campo si muovono unità cinofile, nucleo Tas, nucleo speleo alpino fluviale, polizia locale e protezione civile. Nel mattino sono state effettuate varie perlustrazioni, mentre nel pomeriggio di oggi sono entrati in azione sommozzatori ed elicottero, a perlustrare le acque del Sebino e a studiare l’area dall’alto. A comandare le operazione i carabinieri di Sarnico, il comando provinciale dell’arma e il pm Emanuele Marchisio.

8 – «Sono caduto, mi aiuti». Donna si avvicina e viene derubata

Ha finto di essersi fatto male per strada, così da attrarre l’attenzione di una pensionata e, assieme ad un complice, derubarla dei soldi che aveva appena prelevato. È successo martedì mattina, a Bergamo, vicino a via Canovine, dove due uomini hanno truffato in questa maniera una signora di 74 anni. «Mi aiuti per favore, sono caduto e mi sono fatto male», queste le parole con cui uno dei due rapinatori avrebbe chiamato a sé la donna, che poco prima era uscita dalla filiale Ubi di via San Bernardino con 2mila euro nella borsa. Non appena la vittima si è avvicinata, è arrivato pure il complice, fingendo di aiutare l’altro uomo che indicava come suo zio. A quel punto però il malvivente che era a terra ha tenuto la donna per i polsi, mentre il complice le sfilava la busta coi soldi dalla borsa. La donna ha denunciato il tutto ai carabinieri.

9 – Si ribalta Smart: paura a Bergamo

Paura a Bergamo oggi, attorno alle 12, in via Gavazzeni, appena davanti all’Itis Paleocapa. Per cause ancora da chiarire una Smart guidata da una donna di 32 anni si è ribaltata in strada, fermandosi sul fianco sinistro di fronte all’entrata della scuola. Non ci sono state conseguenze all’accaduto, eccetto qualche contusione leggera per la donna alla guida. Sul posto è intervenuto il 118, oltre alla polizia di stato.

 

24 FEBBRAIO

 

1 – Rave party a Verdellino: 80 denunciati

Sono ben 80 i giovani denunciati dai carabinieri di Zingonia per il rave party che, lo scorso 6 febbraio, era stato organizzato abusivamente presso l’area industriale Ceva di Verdellino. I partecipanti erano giunti con auto, furgoni e camper, occupando in via illegale il capannone di proprietà della “Ibis immobiliare srl”. Sono stati anche identificati i 9 organizzatori dell’evento: i carabinieri li hanno denunciati per non aver inoltrato alla questura alcun avviso di riunione in luogo pubblico.

2 – Ai domiciliari anche gli ultimi 3 ultrà rimasti in carcere dopo Atalanta-Inter 

Sono stati scarcerati gli ultimi tre ultras finiti in carcere dopo gli scontri avvenuti nel post partita di Atalanta-Inter. Adamo Cortinovis, Giacomo Dossi e Lorenzo Taschini sono ora agli arresti domiciliari, dopo che il gip Marina Cavalleri ha accolto l’istanza presentata in mattinata dai loro avvocati, Andrea Pezzotta e Federico Riva. I tre si trovavano dietro le sbarre dallo scorso 16 gennaio, giorno in cui la Dea ospitò la squadra di Roberto Mancini: il match finì 0-0, ma dopo la gara alcuni tifosi tentarono di entrare in contatto con i supporters ospiti, per poi scontrarsi con la polizia. Furono immediatamente fermate 10 persone: 9 italiani e 1 tedesco, tifoso dell’Eintracht Francoforte. Nel corso delle settimane successive gli altri fermati sono stati rilasciati per passare agli arresti domiciliari, ricevendo la solidarietà anche dei tanti tifosi che sabato scorso hanno manifestato contro la sorveglianza speciale decisa per Claudio Galimberti, leader storico della Curva.

3 – Pontirolo Nuovo, altri 10 richiedenti asilo: è polemica

È stato un consiglio comunale teso quello che si è tenuto ieri a Pontirolo Nuovo. Un mese dopo l’arrivo di 8 richiedenti asilo in uno chalet privato, il Sindaco Gigliola Breviario ha fatto sapere che il numero ora è salito a 18, con altri 10 persone ospitate nello stesso stabile. «Pontirolo è diventata una sorta di “Nuova Lampedusa”. Sono seriamente preoccupato. Diciotto richiedenti asilo sono troppi per 5mila abitanti, il sindaco dimostra disinteresse e atteggiamento molle», ha attaccato un consigliere della minoranza, Alessandro Vigentini. La replica del primo cittadino: «Dopo l’arrivo dei primi 8 richiedenti asilo ho subito inviato una lettera al Prefetto, evidenziando che l’edificio è ancora in attesa dell’agibilità. Ma a quanto pare, visto l’arrivo di altre 10 persone, l’emergenza era tale da poter prevaricare la mancanza di alcuni dei requisiti». Il consiglio si è concluso con l’impegno assunto dalla maggioranza di organizzare entro i prossimi 5 mesi un’assemblea pubblica sul tema.

4 – Nuova udienza del processo a Bossetti, oggi in aula parlano la madre e la moglie. Tanti vogliono assistere

Mercoledì 24 febbraio, al Tribunale di Bergamo, si tiene un’udienza molto importante del processo nei confronti a Massimo Bossetti, l’uomo accusato di essere l’assassino di Yara Gambirasio. Mentre si avvicina la possibile decisione della Corte d’Assise, infatti, in aula parleranno oggi diversi familiari del carpentiere di Mapello. Su tutti, Ester Arzuffi, madre di Bossetti, e Marita Comi, moglie dell’imputato. Un’udienza così attesa che in via Borfuro, prima dell’apertura del tribunale, in molti si sono messi in fila per aggiudicarsi un posto tra il pubblico. Il Corriere della Sera Bergamo riporta che addirittura gli aspiranti spettatori si sono inventati un sistema di numerazione per entrare in maniera ordinata. In quanto parenti dell’imputato, sia Arzuffi che Comi potrebbero decidere di avvalersi della facoltà di non rispondere, ma, almeno per quanto riguarda la prima, l’avvocato ha dichiarato che l’intenzione della donna è di rispondere a tutte le domande che le verranno poste dal pm Letizia Ruggeri e dell’avvocato della famiglia Gambirasio. È probabile dunque che anche Marita Comi decida di rispondere alle domande. Obiettivo delle loro deposizioni, chiaramente, dimostrare l’innocenza di Bossetti. C’è curiosità per scoprire come Ester Arzuffi reagirà alle possibili domande sulla paternità del figlio. Sebbene il Dna del carpentiere abbia dimostrato che il vero padre di Massimo Bossetti non era Giovanni Bossetti, marito di Ester purtroppo deceduto il 25 dicembre scorso dopo una lunga malattia, bensì Giuseppe Guerinoni, un autista di Gorno morto nel 1999. La Arzuffi, infatti, ha sempre negato e respinto le accuse di aver avuto una relazione extraconiugale che ha portato alla nascita dell’imputato e di sua sorella gemella Laura Letizia, nonostante l’evidenza scientifica sia tutt’altra. Una evidenza confermata anche da un test del Dna commissionato dalla stessa famiglia Bossetti nel 2014, come si è scoperto nell’udienza della scorsa settimana. Marita, invece, pubblicamente ha sempre affermato di essere sicura dell’innocenza del marito, ma durante gli incontri in carcere ha più volte incalzato l’uomo chiedendogli spiegazioni sui dettagli delle indagini. Oltre alla madre e alla moglie, che dovrebbero parlare nel pomeriggio, sono stati convocati anche il fratello dell’imputato, Fabio Bossetti, e due cognati. Prima saranno sentiti la testimone che disse di aver visto Bossetti in auto con una ragazzina, fuori dalla palestra di Brembate Sopra da cui sparì Yara, e un detenuto che ha condiviso la sezione con l’imputato.

5 – Treviglio, nigeriano minaccia e aggredisce con una bottiglia un capotreno

La sera di domenica 21 febbraio, le forze dell’ordine di Treviglio sono state costrette a intervenire dopo che il capotreno di un convoglio diretto da Milano a Verona ha deciso di fermare il mezzo nella stazione della Bassa in seguito alle minacce e all’aggressione ricevuta per mano di un passeggero nigeriano trovato senza biglietto valido. L’uomo, messo alle strette dal capotreno, ha infatti reagito con violenza brandendo una bottiglia e minacciando l’ufficiale ferroviario. Una volta saliti sul treno, gli agenti hanno arrestato il nigeriano, di 34 anni, e un suo connazionale che sedeva al suo fianco. Entrambi sono stati sottoposti a fermo e accompagnati in commissariato per l’identificazione. Una volta che il convoglio ha raggiunto la stazione di Verona (con un evidente ritardo), il capotreno ha formalizzato la denuncia contro il 34enne per i reati di minaccia aggravata a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio.

6 – Boltiere, arrestato un 28enne accusato di essere l’uomo che ha accoltellato un coetaneo di Stezzano

Nel pomeriggio di martedì 23 febbraio, i Carabinieri di Treviglio hanno sottoposto a fermo Daniele Orlando, pregiudicato di 28 anni ritenuto responsabile del tentato omicidio del coetaneo di Stezzano accoltellato a Boltiere il 21 febbraio. Gli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore di Bergamo Giancarlo Mancusi, hanno appurato che Orlando, attraverso un annuncio pubblicato su un sito web specializzato in incontri sessuali a pagamento, avrebbe sottratto al giovane di Stezzano 50 euro. Il 21 febbraio i due si sarebbero incontrati perché la vittima dell’aggressione voleva rientrare in possesso dei propri soldi. Nei pressi dell’abitazione di Orlando, le forze dell’ordine hanno rinvenuto, in un canale, l’arma del delitto.

7 – Diede fuoco alla direttrice di banca: chiesti 8 anni per Fabio Pelis

Il 23 febbraio, nell’ambito dell’udienza del processo in rito abbreviato contro Fabio Pelis, l’accusa ha chiesto 8 anni di reclusione per l’uomo che, l’8 maggio scorso, aveva dato fuoco alla direttrice della filiale di Ciserano della Cassa Rurale, Cinzia Premoli, tornata al lavoro circa due mesi fa dopo essere stata ricoverata a lungo in gravi condizioni all’ospedale di Genova, dove è stata sottoposta a ben 15 operazioni. Il 32enne, incensurato, è accusato di tentato omicidio e tentata rapina aggravata. La scorsa settimana, la Premoli ha testimoniato davanti al gup Bianca Maria Bianchi, ripercorrendo per la prima volta la vicenda. Lo ha fatto nascondendosi dietro un paravento, non volendo incrociare lo sguardo dell’imputato. L’avvocato della 55enne ha chiesto un maxi risarcimento di 650mila euro. Prima che il pm avanzasse la propria richiesta di condanna, Pelis ha parlato, fornendo la propria versione dei fatti. Il 32enne ha ammesso di avere avuto l’intenzione di rapinare la banca, ma ha negato di aver mai voluto fare del male o uccidere la direttrice, addosso alla quale aveva versato della benzina. Secondo la sua versione, l’accendino che teneva in mano si sarebbe attivato in modo accidentale, durante la colluttazione con la vittima che, sempre secondo la sua versione, sarebbe avvenuta fuori dall’auto. La sentenza del processo è prevista per l’1 marzo.

8 – Brusaporto, rubano un furgone, speronano i Carabinieri e si danno alla fuga

Nella tarda mattinata di martedì 23 febbraio, lungo la strada 671, all’altezza di Brusaporto, è avvenuta una scena da film poliziesco: alcuni malviventi, a bordo di un furgone rubato, invece che fermarsi all’alt delle forze dell’ordine hanno speronato l’auto dei Carabinieri e si sono dati alla fuga. Il tutto è avvenuto in pochissimo tempo, quando i militari, durante un controllo della zona in seguito alle numerose segnalazioni di furti ai danni delle aziende del paese, hanno intercettato un furgoncino bianco che da alcuni mesi era stato segnalato più volte nella zona presa di mira dai ladri ed era stato identificato come sospetto.

9 – Basso Sebino, pizzicati 6 lavoratori in nero in un’azienda agricola

La Guardia di Finanza di Sarnico, nel corso di attività finalizzate al contrasto dell’utilizzo di lavoro nero ed irregolare, ha svolto un controllo all’interno di un vivaio nel basso Sebino. Durante il controllo dei documenti di alcuni lavoratori di un’azienda agricola della zona, i finanzieri hanno appurato la presenza di sei persone con i documenti di lavoro non in regola. Si trattava di un italiano, un rumeno e altri quattro stranieri, tutti sprovvisti del contratto d’assunzione e della comunicazione preventiva agli Enti preposti dell’instaurazione di rapporto di lavoro. Nei confronti dell’azienda sono state irrogate sanzioni amministrative ed è stato disposto l’obbligo di regolarizzare i lavoratori per l’intero periodo di lavoro prestato in nero, con pagamento dei relativi contributi evasi.

10 – Sicurezza in Lombardia, i Comuni chiedono 45 milioni, la Regione ne dà solo 8. E nella Bergamasca ci si affida ai volontari

Come riporta L’Eco di Bergamo, la Regione Lombardia ha messo a disposizione complessivamente 8,6 milioni di euro per i sistemi di videosorveglianza in dotazione alle polizie locali, ma le richieste arrivate dai Comuni lombardi superavano i 45 milioni. Solo dalla Bergamasca, a Palazzo Lombardia sono arrivate 93 domande per un totale di 5,8 milioni di euro. È per questo, probabilmente, che in sempre più Comuni nascono (e crescono) gruppi di volontari desiderosi di migliorare la sicurezza nelle comunità locali.

11 – Treviolo, cane mette in fuga due ladre

Lunedì 22 febbraio, in via Fratelli Calvi a Treviolo, Duke, uno splendido esemplare di pastore svizzero, ha messo in fuga due ladre che stavano tentando di intrufolarsi nell’abitazione dei suoi padroni di casa. Il tentativo di furto è avvenuto in piena mattina: le due furfanti hanno scavalcato il cancello della casa, quando il cane è uscito dalla propria cuccia e ha iniziato ad abbaiare.

 

23 FEBBRAIO

 

1 – Il 28enne accoltellato a Boltiere, c’è un fermo

Un giovane pregiudicato di 28 anni, Daniele Orlando, è stato sottoposto a fermo dai carabinieri di Treviglio, perché presunto responsabile dell’accoltellamento del coetaneo di Stezzano avvenuto domenica sera a Boltiere. Orlando, che è accusato di tentato omicidio, attraverso un annuncio pubblicato su un sito di incontri sessuali a pagamento sarebbe entrato in contatto con il 28enne di Stezzano, dal quale si sarebbe fatto dare 50 euro. Le donne con le quali avrebbero dovuto avvenire gli incontri erano però inesistenti. Di conseguenza, il giovane stezzanese avrebbe cercato di recuperare la somma incontrando di nuovo Orlando, ma a quel punto sarebbe scaturita l’aggressione. I carabinieri hanno recuperato e sequestrato l’arma del delitto che era nascosta vicino alla casa del fermato. Orlando è ora in carcere a Bergamo. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Giancarlo Mancusi.

2 – Condannata la donna albanese accusata di aver aiutato Fatima, Maria Giulia Sergio, ad andare in Siria

Martedì 23 febbraio, il gup di Milano Donatella Banci Buonamici, ha condannato Lubjana Gjecaj a 3 anni di reclusione. La donna albanese, residente a Treviglio, è stata condannata per aver aiutato Maria Giulia Sergio, nota col nome di Fatima, a raggiungere la Siria per unirsi all’Isis. Fatima è la ragazza di Inzago (Milano) considerata la prima vera foreign fighter italiana. Sotto accusa, insieme a Lubjana, c’era anche suo marito, Dritan Gjecaj, per il quale i pm avevano chiesto 2 anni e 4 mesi, ma che invece è stato assolto. Fatima, sebbene attualmente in Siria, è stata comunque rinviata a giudizio con l’accusa di terrorismo internazionale, mentre sua sorella Marianna, arrestata lo scorso luglio e attualmente detenuta, è stata condannata a 5 anni e 4 mesi. La sentenza è stata letta nell’aula bunker nei pressi del carcere milanese di San Vittore e ha in sostanza accolto l’impianto accusatorio del procuratore aggiunto di Milano, Maurizio Romanelli, e del pm Paola Pirotta. Il gup, nel processo con rito abbreviato, ha condannato anche Arta Kakabuni e Baki Coku, zii di Aldo Kobuzi, marito di Fatima, rispettivamente a 3 anni e 8 mesi e a 2 anni e 8 mesi. Rinviato a giudizio (con data fissata per il 13 aprile), oltre a Fatima anche il padre, che era accusato di organizzazione del viaggio per finalità di terrorismo, e il marito di Fatima, Aldo Kobuzi, che si troverebbe anche lui in Siria a combattere per l’Isis.

3 – Domenica 6 marzo, allerta caos in città: Atalanta-Juve, sfilata di Mezza Quaresima e Creattiva. L’appello: non usate l’auto

Domenica 6 marzo si preannuncia come una giornata di fuoco per il traffico in città: la sfilata di Mezza Quaresima in centro, Atalanta-Juventus allo stadio e Creattiva alla Fiera di Bergamo. Tutti appuntamenti che attireranno molta gente. Per questo nei prossimi giorni è prevista una riunione tra Amministrazione, Polizia locale e Atb per cercare di studiare le contromisure, come ha spiegato l’assessore alla Mobilità Stefano Zenoni: «È una situazione molto critica. Organizzeremo un incontro il prima possibile per fare tutte le valutazioni e capire se ci sono provvedimenti che potrebbero incidere in modo positivo sul traffico. Il tutto con la consapevolezza che non abbiamo a disposizione mille agenti di Polizia locale per controllare. L’appello preventivo che possiamo rivolgere ai cittadini è di non venire in auto in centro. È facile comprendere le difficoltà a cui si andrà incontro con così tante iniziative e manifestazioni».

4 – Tangenti sulla sanità in Regione, interrogato il commercialista di Sarnico Giancarlo Marchetti

Martedì 23 febbraio è stato effettuato l’interrogatorio di garanzia nei confronti di Giancarlo Marchetti, commercialista bergamasco con studio a Sarnico fino agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta riguardante le tangenti sulla sanità che ha travolto la Regione Lombardia la scorsa settimana. L’avvocato Benedetto Maria Bonomo, che assiste Marchetti, ha voluto fare un paio di precisazioni: «Si è scritto di tutto sul mio assistito, ma in realtà è indagato per associazione a delinquere, e non gli viene contestata alcuna corruzione o turbativa degli appalti». Da commercialista di Maria Paola Canegrati, soprannominata Lady Smile e longa manu a capo della società che, grazie a conoscenze e (presunte) tangenti, si è aggiudicata la maggior parte degli appalti pubblici in campo odontoiatrico della Lombardia, Marchetti contribuiva, secondo le accuse, a fornire veste legale alle presunte manovre illecite della donna. In sostanza non poteva non sapere cosa la Canegrati stesse facendo.

5 – Domani in aula parlerà Ester Arzuffi, la madre di Bossetti. Il suo avvocato annuncia che risponderà al pm

Mercoledì 24 febbraio, al Tribunale di Bergamo, andrà in scena la nuova udienza del processo nei confronti di Massimo Bossetti, l’uomo accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio. Un’udienza molto attesa poiché a parlare sarà Ester Arzuffi, la 67enne madre del carpentiere di Mapello. La sua sarà una testimonianza importante, perché dovrà fare luce circa la paternità di Bossetti e di sua sorella Laura Letizia. Una questione non strettamente legata al processo per omicidio, ma che comunque è stata fondamentale per risalire all’identità di Ignoto 1, che secondo la procura è il carpentiere di Mapello. Ignoto 1, infatti, era figlio di Giuseppe Guerinoni, l’autista di Gorno morto nel 1999: secondo la procura, Massimo Bossetti e sua sorella sarebbero dunque figli di una relazione extraconiugale di Ester Arzuffi e Guerinoni, e non di Giovanni Bossetti, l’uomo deceduto pochi mesi fa e che li ha cresciuti. Anche un contro-test effettuato dalla stessa famiglia Bossetti nel 2014 ha confermato che Giovanni Bossetti non è il padre di Massimo, come si è scoperto durante l’udienza di settimana scorsa. Fino ad ora, però, la Arzuffi aveva sempre negato e c’è curiosità per capire come reagirà in aula alle domande del pm Letizia Ruggeri. Nonostante ciò, la 67enne rimane convinta dell’innocenza di suo figlio e, come ha anticipato il suo avvocato Benedetto Maria Bonomo, non si avvarrà della facoltà di non rispondere di fronte alle domande del pubblico ministero e dei legali di suo figlio e della famiglia Gambirasio. Oltre alla Arzuffi, il 24 febbraio compariranno in aula anche il fratello di Bossetti, Fabio, e la moglie dell’imputato, Marita Comi. Un’udienza attesissima dunque, mentre si avvicina sempre più la sentenza.

6 – Ancora nessuna notizia di Franco Fiorini, il muratore di Sarnico scomparso nel nulla il 13 febbraio

Resta un mistero la scomparsa di Franco Fiorini, il muratore di 45 anni residente a Sarnico ma originario della Sardegna di cui non si hanno più notizie da sabato 13 febbraio. Anche gli ultimi giorni di ricerche, infatti, non hanno dato frutti. Sono diverse le piste che gli inquirenti, coordinati dal pm Emanuele Marchisio della Procura di Bergamo, stanno seguendo per fare luce sul mistero, ma nessuna ha fino ad ora dato frutti. Il pubblico ministero ha nel frattempo aperto un fascicolo per una inchiesta esplorativa senza ipotesi di reato. Ciò significa che, non avendo altre informazioni in mano, l’ipotesi più probabile resta quella dell’allontanamento volontario, sebbene gli investigatori, sin dai primi momenti dell’indagine, sia stati molto dubbiosi al riguardo: Fiorini, infatti, non solo ha abbandonato il proprio furgoncino nel parcheggio delle Poste di Sarnico, ma ha anche lasciato cellulare e soprattutto portafogli nella sua abitazione. Le verifiche da parte degli investigatori ai tabulati telefoni e le testimonianze acquisite dai carabinieri di Sarnico, però, non avrebbero fatto emergere situazioni di presunte minacce subite da Fiorini. Le indagini proseguono nel tentativo di ricostruire tutti i dettagli della vita del 45enne, che vive solo in via Faletto sulla collina di Sarnico.

7 – 47enne morto a Orio al Serio: malore o infortunio?

Un uomo di 47 anni è morto nella tarda mattinata di martedì 23 febbraio, poco prima delle 12.30, in viale Lombardia a Orio al Serio. Dalle prime testimonianze pare che il 47enne si trovasse al lavoro, e ancora non è chiaro se il decesso sia legato a un malore o a un infortunio sul luogo in cui prestava servizio.

8 – Spari contro i volontari Vot a Palazzago

Trova ulteriori conferme la notizia secondo la quale martedì 16 febbraio, a Palazzago in via Salvano, un uomo abbia sparato alcuni colpi di fucile in direzione di quattro volontari Vot (Volontari osservatori territorio). Fortunatamente nessuno di loro è rimasto ferito. Secondo quanto riportato da L’Eco di Bergamo, l’uomo avrebbe scambiato i volontari per dei ladri e avrebbe sparato contro di loro con un fucile da caccia caricato a pallini, ma soltanto a scopo intimidatorio. La presenza sul territorio dei Vot, infatti, potrebbe non essere nota a tutti i cittadini e c’è la possibilità che, data la paura che hanno molte persone in questo momento storico, qualcuno scambi i volontari per dei ladri, come accaduto probabilmente la scorsa settimana. Il sindaco Michele Jacobelli avrebbe informato dell’accaduto i carabinieri della stazione di Almenno San Salvatore. I militari verificheranno ora la consistenza dell’episodio ed eventuali responsabilità.

9 – Caravaggio, un ex infermiere si è rivelata la mente dietro rapine milionarie

Salvatore Angelo Volturo, 54enne di Caravaggio, è un ex infermiere. Per anni ha lavorato nell’ospedale di Cernusco sul Naviglio (Milano). Poi, però, i problemi con la legge: nel 2007 era finito in carcere per la ricettazione di alcune carte di credito, fatto che l’aveva portato ad abbandonare il suo lavoro di infermiere. Ora, stando almeno alle indagine della squadra Mobile di Vercelli, Volturo si sarebbe “riciclato” come ideatore di colpi milionari a danni dei tir. La mattina di lunedì 22 febbraio, infatti, l’ex infermiere di Caravaggio è stato arrestato assieme ad altre 11 persone, tutte residenti tra il Milanese e la Brianza, in un’operazione congiunta della Stradale di Torino e della Squadra mobile di Vercelli che ha sgominato la presunta banda di rapinatori che agiva sulla rete autostradale di Lombardia e Piemonte. La banda immobilizzava i camionisti con delle fascette di plastica e poi svaligiava i tir degli interi carichi. Nel tempo, il gruppo di criminali avrebbe messo da parte un bottino milionario. Il quartier generale della presunta banda si trovava in un capannone di San Giuliano Milanese, il comune dove Volturo soggiornava negli ultimi tempi. Il capannone era stato scelto proprio per la posizione strategica della cittadina alle porte di Milano.

10 – Legambiente lancia l’allarme smog: da inizio anno sono già 18 i giorni con Pm10 oltre il limite

Nonostante l’allarme mediatico sia calato, Legambiente vuole tenere alta l’attenzione sul tema smog a Bergamo e provincia. L’associazione ha infatti reso noto che, da inizio 2016, sono già 18 i giorni in cui i valori di Pm10 hanno sforato il limite di 50 microgrammi per metro cubo imposti dalla legge. Oltre a Bergamo, altri 17 capoluoghi di provincia su 90 hanno superato il 50 percento dei giorni di “bonus” a disposizione secondo la legge (35 giorni all’anno di sforamento consentiti).

11 – Risolvere il problema della viabilità in Val Seriana? Ci vogliono addirittura 80 milioni

La sera di lunedì 22 febbraio, in via Tasso, la Provincia di Bergamo ha ospitato 26 sindaci di Comuni della Val Seriana. Obiettivo? Lo spiega Matteo Rossi, presidente della Provincia: «Li ho invitati, insieme a quelli scalvini e quelli confinanti dell’hinterland, per aprire un dibattito sulla viabilità». Del resto la situazione del traffico nella valle è, da anni, insostenibile, ma la mancanza di fondi nelle casse di via Tasso rende veramente complicato qualsiasi intervento. Questo incontro è però un passo importante, anche perché, come hanno sottolineato i primi cittadini presenti, «è sotto gli occhi di tutti che, negli ultimi anni, non si è fatto che parlare di Valle Brembana. Ora tocca a noi». Al termine di quasi due ore di dibattito, si è riusciti ad avere un elenco di criticità e opere necessarie per trovare una soluzione al traffico seriano. Opere che vanno dal prolungamento del Tram delle valli fino a Vertova alla variante di Cerete, da quella di Ponte Selva-Clusone alla rotatoria di Ponte Nossa fino al semaforo di Colzate, il ponte di Cene, l’accessibilità all’ospedale di Piario e lo scavalco del rondò delle valli. Otto interventi «fondamentali e necessari», la cui realizzazione prevederebbe un costo di quasi 80 milioni di euro. Tanti soldi, che dovrebbero arrivare da ministero, Anas e Regione. La convinzione di tutti i presenti è che l’unico modo per avere qualche chance di ottenere questi finanziamenti sia «avere le idee chiare». Per questo l’incontro tenutosi in via Tasso è stato importante. Ora le idee sono sicuramente un po’ più chiare.

12 – Il Tar boccia il ricorso presentato dalla proprietaria dell’allevamento di visoni di Antegnate

Il 23 febbraio il Tar di Brescia ha bocciato il ricorso presentato dalla proprietaria dell’allevamento di visoni di Antegnate, dando così piena ragione al Comune che aveva negato i permessi all’allevamento perché troppo vicino alle abitazioni e non in linea con le norme del Pgt. Grande soddisfazione degli animalisti, anche se aggiungono: «Urgente ora capire come voglia procedere il Comune di Antegnate e cosa ne sarà dei visoni chiusi in quelle gabbie».

13 – Bcc di Treviglio, un rosso da 24 milioni. La Consob dà l’ok all’aumento di capitale

Manca l’ufficialità, ma la Cassa rurale di Treviglio prevede di chiudere il 2015 con una perdita di 24,1 milioni di euro. La Bcc del Comune della Bassa aveva già chiuso in rosso per 8,4 milioni il primo semestre, dopo che il 2014 aveva riportato un piccolo utile di 287mila euro e il 2013 aveva registrato invece un rosso di oltre 14,5 milioni. Ora si attendono i risultati del secondo semestre del 2015, ma le previsioni non sono rosee. Intanto la Consob ha però dato l’ok a un aumento di capitale dell’istituto bancario per 10 milioni. L’operazione durerà quasi un anno, fino al 20 gennaio 2017, e sarà lanciata a un prezzo di 2,58 euro per azione (pari al valore nominale) per chi è già socio e a 2,63 euro, quindi con un sovrapprezzo di cinque centesimi, per chi non lo è ancora. La decisione di procedere con un aumento di capitale, spiega il presidente della banca Giovanni Grazioli, si affianca alle politiche di miglioramento di redditività. Con questi due interventi, si conta di allineare gli indici patrimoniali alle medie del sistema.

14 – Brebemi, ancora non c’è un accordo per le aree di servizio

A distanza di quasi due anni dalla sua inaugurazione, la Brebami resta un’autostrada di 62 chilometri senza alcuna area di servizio a disposizione degli automobilisti e degli autotrasportatori. E nonostante i continui annunci, ad oggi manca qualsivoglia tipo di accordo. Ai vertici della A35, però, c’è ottimismo: «Stiamo ultimando le procedure – spiega il presidente della società di sviluppo, Francesco Bettoni –. Entro fine marzo saremo in grado di dare le indicazioni dei nominativi, stiamo terminando le trattative». Già dal gennaio 2015 si è chiusa la partita per i bar e i punti ristoro delle aree di servizio di Caravaggio e Chiari, con Autogrill e My Chef del gruppo Cremonini che hanno accettato di investire sul progetto nonostante tanti dubbi, ma all’appello mancano ancora i fornitori di carburante. In realtà, come spiega Il Giorno, le aree di servizio non sono l’unico tassello che manca al mosaico dell’autostrada progettata per 1,4 miliardi di euro e costata un miliardo in più. L’interconnessione tra la A35 e la A4 non arriverà prima del 2017. Ed è un’opera considerata strategica dai vertici di Brebemi per raggiungere i 60mila automobilisti giornalieri, l’obiettivo messo nero su bianco nel piano economico-finanziario. Bettoni però non ne fa un dramma: «Il traffico e i transiti stanno aumentando, siamo sopra i 40mila». Decisamente più critico e polemico è invece Dario Balotta, responsabile dei trasporti di Legambiente: «In realtà è una strada con una capacità di 120mila veicoli al giorno, ma continua a essere in condizioni di traffico modeste e non è in grado di ripagare l’investimento. Di contro, la parallela A4 registra 290mila veicoli quotidiani, è piena ma continua ad aumentare i suoi volumi».

15 – L’Università di Bergamo ha aperto i bandi per studiare un anno all’estero

L’Università degli Studi di Bergamo ha aperto i bandi per studiare un anno all’estero. Tante le possibili destinazioni per gli studenti dell’ateneo orobico: Messico, Australia, Stati Uniti, Vienna, Nicosia, Praga, Lisbona, Hannover, Sheffield e tante altre mete. Le potete trovare tutte QUI. Così l’ateneo ha spiegato l’iniziativa: «L’Università di Bergamo, in linea con gli obiettivi di programmazione comunitari, nazionali e regionali per il potenziamento e lo sviluppo del capitale umano attraverso il sostegno della mobilità transnazionale, si pone l’obiettivo di favorire una maggiore competitività del mondo imprenditoriale attraverso un investimento nella formazione degli studenti di laurea magistrale che abbiano capacità e volontà di arricchire il proprio curriculum in strutture internazionali. Negli ultimi anni il numero degli studenti che hanno svolto esperienze di tirocinio curriculare all’estero è andato aumentando sempre più a dimostrazione della qualità del livello di conoscenze acquisite nel percorso universitario; in particolare, è cresciuto il numero degli studenti che decidono di arricchire il proprio curriculum universitario attraverso esperienze pratiche in enti con sede in paesi extraeuropei. D’altra parte, l’esiguità di finanziamenti a sostegno di queste esperienze può costituire un freno rispetto all’effettuazione di questa scelta».

 

22 FEBBRAIO

 

1 – Sorveglianza speciale al Bocia, il legale presenta ricorso

Lunedì 22 febbraio, presso la Corte d’Appello di Brescia, l’avvocato Andrea Pezzotta ha presentato ricorso contro il provvedimento di sorveglianza speciale che il consiglio dei giudici di Bergamo ha stabilito contro il suo assistito, Claudio Galimberti, il capo ultrà atalantino meglio noto come il Bocia. La decisione del Tribunale orobico è arrivata sabato 13 febbraio, e prevede che per 18 mesi il Bocia resti obbligatoriamente nella sua abitazione dalle 22 alle 6, oltre che il divieto di partecipare a riunioni pubbliche frequentate da pregiudicati. Secondo il legale di Galimberti, al contrario di quanto sostenuto dai giudici bergamaschi, il tifoso atalantino attualmente non è un soggetto pericoloso, in quanto non è rimasto coinvolto nei recenti scontri tra tifosi, come in occasione della partita Atalanta-Inter del 16 gennaio. L’Appello ha 30 giorni per fissare la data dell’udienza in cui verrà discusso il ricorso. L’iniziale richiesta avanzata dalla procura, e formalmente presentata dal pm al consiglio dei giudici di Bergamo, era di 3 anni di sorveglianza speciale con obbligo di residenza. Sabato 20 febbraio, per le strade di Bergamo, si è tenuto un corteo a cui hanno partecipato più di un migliaio di tifosi atalantini che hanno voluto dimostrare la loro solidarietà nei confronti di Galimberti.

2 – Bambina di 4 mesi morta durante il trasferimento dall’ospedale di Carate Brianza a quello di Bergamo

Una bambina di soli 4 mesi è morta giovedì 18 febbraio durante il trasferimento in ambulanza dall’ospedale di Carate Brianza in cui era stata inizialmente ricoverata il 17 febbraio, a quello di Bergamo. La famiglia si è già rivolta ad un legale per far luce sull’accaduto. Secondo quanto si è appreso, la piccola era stata ricoverata in seguito a quella che sembrava una forte forma influenzale. Al termine delle 24 ore di terapia antibiotica e ossigeno-terapia, però, i medici dell’ospedale brianzolo avrebbero deciso di trasferirla a Bergamo dove la bambina era già stata in cura nei primi mesi di vita per altre patologie. Purtroppo, però, per cause ancora da accertare, proprio durante questo trasferimento la bambina è morta. Giunta al Papa Giovanni, i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Attraverso una nota, l’ospedale di Bergamo ha fatto alcune precisazioni sulla tragica vicenda: «In merito al decesso della bambina di quattro mesi, trasferita a Bergamo dall’Ospedale di Carate giovedì della scorsa settimana, l’Asst Papa Giovanni XXIII precisa che la bambina non era nata all’Ospedale di Bergamo. Era stata valutata nella nostra Patologia neonatale alcuni giorni dopo la nascita in vista di un possibile intervento cardiochirurgico, ma non era in cura nel nostro ospedale. Secondo i termini di legge, l’autopsia è stata richiesta dal medico d‘urgenza del Pronto soccorso che ha tentato di rianimare la bambina, giunta a Bergamo in condizioni gravissime e già in arresto cardiocircolatorio, condividendo con i genitori questa decisione. In caso di riscontro diagnostico – attività sanitaria intra-ospedaliera, richiesta, come in questo caso, dai medici curanti e non dalla Magistratura – la normativa prevede la partecipazione del solo personale incaricato dall’ente sanitario. L’autopsia è stata eseguita il venerdì mattina. I riscontri diagnostici sono infatti da svolgere il prima possibile, sia per non compromettere le possibilità diagnostiche, sia per poter dare alla famiglia la possibilità di svolgere le esequie senza ulteriori attese».

3 – Raccolte 1.500 firme per togliere la cittadinanza onoraria bergamasca a Mussolini

Lunedì 22 febbraio, presso la sede dell’ISREC di via Tasso, si sono riuniti in conferenza stampa i rappresentanti di A.N.P.I, Comitato Bergamasco Antifascista, ISREC, Giovani Democratici e Rete Aldo dice 26×1 per parlare della proposta di revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini. Attualmente, hanno spiegato le associazioni, hanno raccolto 1.500 firme per l’iniziativa e hanno deciso di depositarle al Comune di Bergamo nella speranza che il tema sia oggetto di discussione in Consiglio comunale. Elisabetta Ruffini dell’ISREC ha così spiegato il perché dell’iniziativa: «La cittadinanza onoraria è un fatto simbolico; ciò dunque implica che Mussolini sia una personalità da onorare. Onorare non c’entra nulla con la storia, ma con il presente e con il modo in cui il presente si prende cura del passato». Fra i firmatari anche i partigiani bergamaschi e alcuni esponenti politici locali, come il vicesindaco Sergio Gandi e Romina Russo. La proposta non è nuova, ma in passato il sindaco Giorgio Gori si era detto contrario alla proposta, sostenendo che il miglior modo di rispettare la storia non fosse cancellarla ma ricordarla ed evitare gli errori del passato.

4 – È morto il bimbo di 9 anni ricoverato all’ospedale di Bergamo dopo un malore

È morto il 21 febbraio il bambino di 9 anni ricoverato all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo dopo essersi sentito male sabato 20 febbraio mentre giocava a calcio all’oratorio di Robbiate, provincia di Lecco. Il piccolo era arrivato all’ospedale bergamasco in condizioni disperate. I genitori hanno dato l’ok all’espianto degli organi. Il piccolo era originario della Sierra Leone e abitava a Robbiate da poco tempo. Quando è stato colto da malore, il bambino stava effettuando una sorta di provino per entrare a far parte della squadra di calcio dell’oratorio. Sul suo cadavere è stata disposta l’autopsia per risalire effettivamente alle cause del decesso.

5 – Casazza, rapinatore tenta di strappare la borsetta a una 80enne, che si difende e viene ferita al volto

Domenica 21 febbraio, in via Zinetti a Casazza, una donna di 80 anni ha riportato ferite al volto guaribili con una prognosi di 20 giorni dopo che un rapinatore ha tentato di strapparle la borsetta. L’anziana, però, ha resistito, riuscendo a difendere la propria borsa. Purtroppo, a causa degli strattoni del malvivente, l’80enne è caduta a terra ferendosi al volto.

6 – Casazza, denunciati due marocchini per spaccio

I Carabinieri di Casazza, nel corso di un blitz, hanno denunciato a piede libero due uomini di nazionalità marocchina per il reato di spaccio di stupefacenti. I due sono stati sorpresi nel parcheggio della Oromobil mentre vendevano una dose di droga ad altre due persone, già segnalate alla locale prefettura. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare, sono state rinvenute 2 dosi di cocaina e circa 300 euro in contanti, si suppone provenienti dall’illecita attività di spaccio.

7 – Circa 20mila euro di merce griffata rubata: blitz anche nella Bergamasca

È coinvolta anche la Bergamasca nell’operazione di polizia giudiziaria che ha permesso di arrestare gli autori di una rapina sul raccordo autostradale A5-A4 Ivrea-Santhià ai danni di un autotrasportatore francese che trasportava un carico di profumi e cosmetici per un valore di 5 milioni di euro. Il furto è avvenuto nel febbraio 2015. La banda, composta da persone tra i 40 e i 60 anni di età, provenienti tutti dalla provincia di Milano, è ritenuta responsabile anche di 3 rapine a mano armata con sequestro di persona, di 2 tentate rapine, di ricettazione della merce sottratta e del riciclaggio di alcuni veicoli utilizzati per la commissione dei reati. Le indagini si sono avvalse di intercettazioni telefoniche e ambientali e di videocamere nascoste all’ingresso del capannone di San Giuliano Milanese usato dai malviventi come base logistica per coordinarsi e smistare i carichi. Le forze dell’ordine, oltre a scarpe, borse e occhiali di marca per un totale di 20mila euro, hanno sequestrato anche due lampeggianti, diversi passamontagna e mazzi di fascette usate per immobilizzare gli autisti dei tir. L’operazione di polizia giudiziaria ha richiesto l’impiego di circa 60 agenti, e si è svolta principalmente nella Bergamasca, ma anche nella province di Milano, Lodi e Monza.

8 – Nuovo Palaghiaccio, la struttura è praticamente pronta

L’inaugurazione era stata inizialmente prevista per il settembre scorso, ma ora finalmente pare tutto pronto per l’apertura del nuovo Palaghiaccio di Bergamo. Un impianto da 5mila metri quadrati con due piste, spazi per atleti, tribuna da 250 posti, un bar e un’area verde di 4.500 metri quadrati e da parcheggi, con accessibilità da via Ravizza a via San Bernardino e situato nell’area ex Gres tra via San Bernardino e la circonvallazione. A sostenere i circa 5 milioni di costo dei lavori è stata la famiglia Pesenti, che ha deciso di donarlo alla città in occasione dei 150 anni di Italcemente. Per questo il palazzetto sarà intitolato, come proposto dal sindaco Giorgio Gori, a Franca Natta Pesenti. Tutto è pronto quindi, e si attende solo il via libera definitivo per aprirlo al pubblico. L’ex Palaghiaccio, situato nel piazzale della Malpensata, verrà invece abbattuto per fare spazio ad una pista per i pattini a rotelle, come ha annunciato l’assessore ai Lavori pubblici Marco Brembilla, il quale ha precisato che i lavori di costruzione dovrebbero iniziare già nel 2017.

9 – Pianca di San Giovanni Bianco, boscaiolo precipita per 10 metri, ma non è in pericolo di vita

Si è sfiorata la tragedia domenica 21 febbraio nei boschi attorno alla Pianca di San Giovanni Bianco, quando un giovane boscaiolo di 28 anni è precipitato in un dirupo facendo un volo di circa 10 metri. A dare l’allarme i colleghi del giovane. Secondo i testimoni, il 28enne è rimasto cosciente per tutto il tempo, sebbene i forti dolori: la caduta, infatti, gli ha procurato diversi traumi in più parti del corpo. I medici, però, hanno precisato che non è in pericolo di vita. Attualmente il boscaiolo si trova ricoverato all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo.

10 – Piano di asfaltature della Provincia sulle strade di sua competenza

Gli uffici della Provincia di Bergamo sono riusciti a pubblicare entro la fine del 2015 (era necessario rispettare questo termine per ragioni di Patto di stabilità) le gare pubbliche per affidare alle ditte che si erano candidate i lavori di asfaltatura da compiere su diverse strade di competenza di via Tasso. Non interventi straordinari, bensì, come precisa il consigliere provinciale delegato alla Mobilità e alle infrastrutture Pasquale Gandolfi, «lavori inseriti in un ordinario piano di asfaltatura che, per mantenere le strade in uno stato accettabile, dovrebbe prevedere sistematicamente l’esecuzione di interventi ogni anno. Invece erano 4 anni che da Via Tasso non veniva finanziato». Le operazioni riguarderanno 34 strade provinciali o ex statali. Si tratta di interventi che riguarderanno esclusivamente alcuni tratti. Lo dimostra anche la cifra spesa: 1, 8 milioni di euro che, considerando la vastità della rete viabilistica provinciale, non è un impegno economico particolarmente elevato. Come riporta L’Eco di Bergamo, il primo lotto da 900mila euro comprende interventi di asfaltatura sulla provinciale 155 Ponte San Pietro Brembate-Capriate, sulla ex statale 591 Cremasca, sulla ex statale 498 Soncinese, sulla ex statale 294 della Valle di Scalve, sulla provinciale 36 Nembro-Selvino-Aviatico, sulla provinciale 46 Ponte Nossa-Zambla, sulla provinciale 84 Tagliuno-Quintano, sulla ex statale 470 della Valle Brembana, sulla ex statale 470 nella direzione della Valle Brembana diramazione e, infine, sulla ex statale 342 Briantea.

11 – Coppia di romeni beccata mentre rubava circa 600 euro in abiti in due negozi di Oriocenter

Intorno alle 17.30 di domenica 21 febbraio, la vigilanza del centro commerciale Oriocenter ha fermato una coppia di romeni che stavano riuscendo a rubare abiti per un valore di circa 600 euro da due negozi del centro, ovvero Pull&Bear e Bershka. Per prelevare gli abiti, la coppia utilizzava una pinza antitaccheggio, poi gli abiti venivano nascosti in una grossa borsa. Notati i due sospetti, le guardie hanno deciso di pedinarli fino al parcheggio, dove li hanno bloccati. I Carabinieri hanno poi arrestato la coppia, un uomo e una donna, entrambi di circa 40 anni. La donna, incinta, è stata anche colta da malore ed è stata trasportata per accertamenti all’ospedale di Seriate. Pare che la coppia, un paio di mesi fa, fosse già stata arrestata per furto nel negozio Oviesse del centro commerciale di Curno.

12 – Marta Zenoni si riprende il titolo Allieve

Nella kermesse tricolore tenutasi a Gubbio, la grande protagonista è stata l’Atl. Bergamo 59 Creberg. Un weekend sportivo da sogno, con Marta Zenoni sugli allori: la giovane, infatti, si è ripresa il titolo Allieve battendo Nadia Battocletti per soli 4 secondi (13’46” sui 4 km) grazie a uno strepitoso rush finale. Al cardiopalma è stato anche il successo di Abdelhakim Elliasmine, che ha chiuso apparentemente a pari merito con il pugliese Catallo (13’27” sui 5 km), festeggiando solo dopo il fotofinish. A questi bellissimi risultati vanno aggiunti anche la piazza d’onore a squadre delle junior (sesta Viola Taietti e decima Federica Zenoni) e il quarto posto in staffetta maschile (Elliasmine, Putti, Rossi e Ferraris).

13 – Romano di Lombardia, il successo della discoteca “no alcol”

Una discoteca come tante altre, tra luci basse e psichedeliche, musica ad altissimo volume e centinaia e centinaia di giovani. Al Sotto Zero di Romano di Lombardia, però, c’è una differenza: non si vendono alcolici. Un debutto coi fiocchi quello della notte tra sabato 20 e domenica 21 febbraio, quando c’è stato il tutto esaurito. Il biglietto d’ingresso costava 5 euro e comprendeva anche una consumazione, analcolica chiaramente. Più di 250 i giovani presenti, che si sono detti entusiasti dell’iniziativa e hanno chiesto di ripeterla anche in futuro. Presenti giovani di diverse età, da giovanissimi che ancora frequentano le medie a liceali o addirittura universitari. La discoteca senza alcol rientra in un progetto di prevenzione e di promozione del divertimento sicuro organizzata dal Progetto Giovani del Comune di Romano, in collaborazione con l’Asl e l’azienda consortile Solidalia, che si occupa di servizi sociali per i 17 Comuni della Bassa orientale.

14 – Il Cafè Marilyn in via Bianzana a Bergamo, il primo bar aperto 24 ore su 24

Si chiama Cafè Marilyn, si trova in via Bianzana a Bergamo, ed è il primo locale della città ad essere aperto 24 ore su 24. Si trova in prossimità del rondò delle Valli ed è aperto da poco più di un mese sotto la gestione del titolare, Luca Padoa, 29 anni, padre di tre figli e la voglia di offrire una serie di servizi e iniziative che lui ama definire «con caratteristiche che fanno un locale bello, trasparente e pulito». Una delle prime decisioni che ha preso per rendere il suo bar “pulito” è stata quella di togliere l’angolo dei videogiochi.

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