vediamo se li riconoscete

I vip bergamaschi nelle opere di Ferrario Frères

I vip bergamaschi nelle opere di Ferrario Frères
25 Giugno 2014 ore 14:54

La prima opera del gruppo Ferrario Frères a Bergamo si trova nella nuova chiesa dell’ospedale, (aperta al pubblico dal 25 giugno). Si tratta di un enorme pannello a tinte scure, raffigurante una Via Crucis ambientata fra le vie di Bergamo, dove la città ricorda il borgo di un dipinto fiammingo.
Sono esposte, intanto, al Centro Congressi e al Caffè del tasso in Piazza Vecchia, le opere della serie Atelier, ispirata all’omonimo dipinto di Courbet del 1855. Le stampe fotografiche in mostra partono dal lavoro dell’artista ottocentesco per creare una serie di opere che presentano la corte dell’arte contemporanea bergamasca, composta da critici, collezionisti, artisti e istituzioni. Si tratta di un lavoro che il gruppo Ferrario Frères porta avanti da diversi anni e che fotografa la situazione dell’arte a Bergamo del 2013, inserendone i protagonisti e gli interpreti nell’atelier dell’artista, così come fece Courbet in Francia a metà Ottocento. Il tutto è reso con un particolare procedimento di stampa fotografica che sovrappone più strati e compone più immagini in una sorta di onirico collage. Ritratti nell’Atelier dei Ferrario Frères, oltre a Ferdinando Ferrario, artista e anima del gruppo, coloro che muovono le corde dell’arte bergamasca: Maria Cristina Rodeschini e Giacinto Di Petrantonio direttore e curatore della GAMeC, i collezionisti Tullio Leggeri, Diego Bergamaschi, Angela del Monte, Tiziana Fausti, Stefano Muller,  Ferdinando Traversi, Pippo Traversi, Annarosa Valsecchi, l’ex assessore Claudia Sartirani, Don Giuliano Zanchi direttore del Museo Bernareggi, il professor Enrico De Pascale e molti altri, noti e meno noti, amici dell’artista o persone che con lui condividono un rapporto di lavoro.

 

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La premessa artistica della serie Atelier. Per capire a fondo il lavoro proposto dal gruppo occorre conoscere la storia del dipinto che lo ha ispirato. È la primavera del 1855, a Parigi fervono i preparativi per la grande Esposizione Universale. Gustave Courbet, padre del Realismo, repubblicano, socialista, uomo controcorrente nella Francia del secondo Impero, compie un gesto clamoroso. In aperta polemica con la Giuria ufficiale che ha rifiutato alcuni suoi dipinti per l’Esposizione, allestisce una mostra delle proprie opere intitolandola Pavillon di Réalisme. È la prima volta in assoluto che un artista si presenta al pubblico con una mostra personale, organizzata in autonomia.

Il chi e ora dell’arte bergamasca. Con le sue opere, il gruppo Ferrario Frères fissa e racconta un “chi” e un “ora” dell’arte bergamasca. La riflessione parte dal fatto che non si può immaginare l’arte come totalmente svincolata dalle dinamiche sociali ed economiche in cui si manifesta: l’artista promuove il suo lavoro e, grazie a questa promozione, lo vende. Anche se una certa concezione dell’arte la vorrebbe ideale e pura, questa nuova necessità di commercializzazione (e, quindi, di promozione) è un dato di fatto e manifestazione di un cambiamento in corso.

Il gruppo Ferrario Frères nasce a metà degli anni ’90, opera soprattutto fra Bergamo e Milano e attualmente non è legato ad alcuna galleria, perché preferisce lavorare sul singolo progetto. Persegue una ricerca tecnica sui materiali e i procedimenti della stampa fotografica e un’indagine sul ruolo dell’artista.

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