Palazzo Creberg, fino al 25 marzo

Palma il Vecchio in bianco e nero Il poetico omaggio della Bettineschi

Palma il Vecchio in bianco e nero Il poetico omaggio della Bettineschi
16 Marzo 2015 ore 17:30

L’installazione di Mariella Bettineschi nel Salone Principale di Palazzo Creberg, visitabile fino al 25 marzo, non è solo un omaggio al grande maestro di Serina Palma il Vecchio, ma una riflessione sulle donne e su ciò che verrà. Già da sette anni infatti l’artista bergamasca (di cui abbiamo parlato qui) sta lavorando a un progetto intitolato Era successiva, dedicato ad un tempo e un luogo futuri, che sarà caratterizzato dalla guida di donne forti e coraggiose. Un progetto molto articolato, già esposto in diverse mostre nelle gallerie d’Europa e all’ultima Fiera d’Arte a Bologna.

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L’Era successiva. Tra evocazione e coraggio. Era successiva raccoglie una serie di stampe su plexiglass (8 quelle esposte a Palazzo Creberg), che rappresentano paesaggi immaginati e ritratti femminili. Nel primo caso si tratta di luoghi dominati da fitte nebbie, attraversati da luci e dischi volanti, una sorta di luogo ancora inesplorato – perché inesplorabile – che l’umanità può solo intravedere. Accanto a questi ambienti ci sono alcune figure femminili forti e decise che, come divinità ultraterrene, sdoppiano il loro sguardo e sono pronte a segnarci la via. Tutto il progetto prende forma a partire dal 2008, l’anno tremendo in cui la crisi economica ha sconvolto tutti i parametri, i metri di giudizio, i termini di paragone, segnando un profondo e definitivo cambiamento rispetto al passato. A questo punto l’artista ha cominciato a intravedere la necessità di un futuro necessariamente diverso, verso il quale saremo condotti da alcune figure divinizzate.

Per scegliere le sue donne, le sue eroine, Mariella Bettineschi ha iniziato a cercare nell’arte e nella cultura. Togliendole dai dipinti più noti dell’arte antica, permette a queste figure di non essere più oggetto passivo, e le trasforma in punti di riferimento attivi, il cui sguardo raddoppiato indica il futuro. A loro viene consegnato il ruolo principale di protezione della Terra. Il bianco e nero le rinnova togliendole dal passato a cui appartengono e ricollocandole in un tempo dilatato, ulteriore.

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L’omaggio a Palma. Per celebrare l’apertura della mostra internazionale dedicata a Palma il Vecchio, la Bettineschi ha realizzato qualche giorno prima questa installazione, curata da Angelo Piazzoli e Tiziano Colombi. Lasciandosi ispirare in particolare dai ritratti femminili del Palma, l’artista ha scelto 8 figure femminili – la Donna in blu, Flora, La Bella, la Donna in verde, Santa Apollonia, la Donna bionda, la Suonatrice di Liuto e Violante – reinterpretandole secondo l’iconografia della figura femminile dell’Era successiva: taglio dell’immagine, azzeramento del colore e raddoppiamento dello sguardo. In questo modo le donne del Palma sono entrate nell’olimpo delle figure femminili già scelte per segnalare il futuro dell’umanità, tra cui spiccava, tra le riprese dei grandi “classici”, la Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci.

Le opere, presentate in anteprima a Palazzo Creberg, saranno poi esposte in altri prestigiosi luoghi, tra cui Domus Bergamo, nell’ambito delle iniziative artistiche che animeranno la Casa dei bergamaschi durante tutto il periodo di EXPO, secondo il progetto promosso dalla Fondazione Credito Bergamasco e dall’Associazione Culturale Signum con il Comune di Bergamo.

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