Brasile da scoprire

Posti fantastici e dove trovarli Rio de Janeiro e il suo carnevale

Posti fantastici e dove trovarli Rio de Janeiro e il suo carnevale
10 Febbraio 2018 ore 09:30
Guide: Lonely PlanetRough GuidesGuardian

 

Rio è fatta di grattacieli, baie, spiagge e giardini; è la città dei contrasti tra il lusso delle ville dei ricchi e le baraccopoli delle favelas, delle spiagge da sogno e della speculazione edilizia. Deve il suo nome a un errore: quando gli esploratori portoghesi vi arrivarono nel 1501 pensarono di trovarsi alla foce di un fiume e per questo chiamarono la zona Rio de Janeiro, fiume di gennaio. In verità si trattava di una baia, quella di Guanabara, ma il nome rimase, tanto che nel 1565, quando fu fondata una città, la si chiamò São Sebastião do Rio de Janeiro, ricordando anche il re del Portogallo Sebastiano I.

Tutte le anime di Rio. Simbolo della città (e di tutto il Paese) è la Statua del Cristo Redentore, che si erge per trentotto metri sulla vetta del Corcovado: ci si arriva con il bondinho, un treno a cremagliera, ammirando un bellissimo panorama della città. Altra ascesa da non perdere è quella al Pan di Zucchero, colle, e simbolo cittadino, situato su una penisola da cui si vedono tutte le spiagge della città. Tra queste c’è Ipanema, resa famosa dalla canzone Garota de Ipanema (la ragazza di Ipanema), il brano di bossa nova scritto da Tom Jobim e Vinicius de Moraes. Una spiaggia lunghissima con la “Montagna dei due fratelli” sullo sfondo.

 

 

Altro lungomare simbolo di Rio è Copacabana, pieno di pescatori, surfisti, tuffatori e turisti. Altro luogo cult della città, anche per chi di sport non vuole saperne, è il famosissimo Stadio Maracanã, che, coprendo un’area di oltre oltre 300mila metri quadrati, è uno degli impianti sportivi più estesi del mondo. Per chi vuole scoprire un’altra anima di Rio, vale la pena di farsi un giro nel quartiere di Santa Teresa, che deve il suo nome ad un convento carmelitano della zona. Un quartiere che all’inizio del XX secolo subì un declino quando gli abitanti si spostarono altrove, ma che dagli Anni Sessanta, grazie ai tanti artisti che vi si sono trasferiti, ha guadagnato una particolare impronta bohémienne.

La grane festa del Carnevale. Per chi non diffida dai bagni di folla, uno dei periodi più interessanti per conoscere Rio è quello del carnevale, che quest’anno si svolge tra il 3 e il 17 febbraio. Quattrocento feste per più di un milione di visitatori; la città che diventa una fucina di parate, spettacoli e esibizioni di ballo, invasa da una moltitudine di stilisti, architetti, ballerini, ingegneri, falegnami, elettricisti, musicisti e turisti. Una festa introdotta sul finire dell’Ottocento dai portoghesi, che per primi organizzarono parate con carri allegorici e travestimenti elaborati. Iniziato con i cordões, gruppi di gente che sfilavano per le strade suonando e ballando, il Carnevale cominciò ben presto a incorporare sfilate organizzate dai singoli quartieri, all’interno delle quali assunse importanza uno specifico ballo: la samba.

 

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Nacquero così un gran numero di scuole di danza che divennero incubatori di talenti locali, di ballerine e musicisti: tra le più conosciute quella di Mangueira, Beija-Flor, Mocidade, Salgueiro e Grande Rio, i cui ballerini si impegnano tutto l’anno per preparare lo spettacolo del Carnevale, durante il quale le loro performance sono ammirate e valutate da una giuria. Un momento tanto importante che nel 1984 fu decisa la costruzione del sambodromo, 700 metri di viale pensato appositamente per ospitare le parate delle scuole di samba.

Anche quest’anno le diverse scuole competeranno in una serie di gare: quaranti i giurati che valuteranno, secondo diversi criteri, le performance. Nel frattempo la città si animerà (giorno e notte) di feste e celebrazioni: quattrocento quelle previste nei vari quartieri della città e sulle spiagge. Un tripudio di allegria per una delle feste più vivaci del mondo.

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