Uscì in America il 20 novembre 1975

Tutti quelli che quarant’anni fa volarono sul nido del cuculo

Tutti quelli che quarant’anni fa volarono sul nido del cuculo
20 Novembre 2015 ore 11:45

Qualcuno volò sul nido del cuculo uscì in America il 20 novembre del 1975, esattamente quarant’anni fa. La sceneggiatura del film è ispirata all’omonimo romanzo di Ken Kesey (1962), il quale rielaborò la sua esperienza di volontario presso il Veterans Administration Hospital a Palo Alto, in California. Kirk Douglas, affascinato dal libro, ne comprò i diritti e ne trasse un adattamento teatrale. Al momento di scrivere la sceneggiatura per un film, però, Douglas senior si sentiva troppo anziano e decise così di passare le redini della produzione al figlio, Michael.

 

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Premi e riconoscimento. Pubblico e critici riconobbero subito il valore artistico della pellicola, anche grazie alla straordinaria interpretazione di Jack Nicholson, il cui talento fu consacrato proprio da quest’opera cinematografica. Il successo al botteghino, pari a 112 milioni di dollari, fu un’anticipazione dell’ingente messe di premi che sarebbe seguita: nel 1976 il film vinse sei Golden Globe e i cinque Oscar più importanti, cioè quello al miglior film, al miglior regista (Milos Forman), al miglior attore (Jack Nicholson), alla miglior attrice (Louise Fletcher) e alla migliore sceneggiatura non originale (Lawrence Hauben e Bo Goldman). Fino a quel momento, soltanto un altro lungometraggio aveva ottenuto tutte e cinque le statuette, cioè Accadde una notte di Frank Capra (1934) – Il silenzio degli innocenti di Johnatan Demme avrebbe uguagliato i due illustri precedenti qualche anno più tardi, nel 1991. Qualcuno volò sul nido del cuculo entrò, dunque, nel gotha del cinema statunitense e mondiale. Oltre ai Golden Globe e agli Oscar, il film ottenne pure il Nastro d’Argento, il David di Donatello e, nel 1977, il Grammy Award per la migliore colonna sonora (scritta da Jack Nitzsche). Nel 1998, infine, l’American Film Institute l’ha inserito al ventesimo posto tra i cento miglior film statunitensi – anche se, dieci anni dopo, lo ha fatto scendere alla trentatreesima posizione.

 

 

Una storia di follia e libertà. Il protagonista, Randle Patrick “Mac” McMurphy (Jack Nicholson), è un galeotto che passa da un penitenziario a un manicomio dell’Oregon. In bilico tra razionalità e pazzia, Mac-Nicholson è un uomo dallo spirito libero – ed è la libertà, di pensiero e d’azione, la lezione più grande che trasmette ai suoi compagni. Da un lato c’è il personale medico, capeggiato dalla rigida e fortemente normativa infermiera Mildred Ratched (Louise Fletcher), la quale si preoccupa che il protocollo sanitario venga rigidamente seguito; dall’altro ci sono i degenti, anime perse e svagate, prive del dominio di sé. In mezzo, c’è Mac-Jack, che fa da tramite tra l’autorità razionale e la follia, che ragiona come un uomo sano di mente, più sano degli stessi dottori, e che poi si lascia andare a smorfie esagerate, a risate sgangherate che valgono un pianto.

 

 

Mac si affeziona ai suoi compagni e mostra loro che esiste un mondo diverso dal manicomio, un mondo in cui ognuno può decidere per sé. Trova un animo a lui affine nel gigante indiano, “Grande Capo” Bromden, un finto sordomuto che ha sempre evitato la fuga per paura delle conseguenze. Progettano insieme di scappare, ma il piano fallisce, tragicamente – vengono scoperti e un paziente a cui Mac era particolarmente affezionato si suicida, dopo essere stato crudelmente umiliato dall’infermiera Mildred. La situazione precipita, Mac perde il controllo e i medici decidono di lobotomizzarlo. Il suo sacrificio, tuttavia, donerà la tanto agognata libertà a Bromden.

 

 

Lo sapevate che… Nel film debuttò Christopher Lloyd, meglio noto come “Doc Brown” di Ritorno al futuro, mentre l’attore scelto per interpretare il gigantesco “Grande Capo” Bromden, Will Sampson, era un ranger impiegato in un parco dell’Oregon, scelto dalla produzione a causa della sua imponenza fisica. Sampson, del resto, non era l’unico non-attore a recitare nel film. Molte comparse, infatti, erano veri pazienti, e vero era l’ospedale in cui furono fatte le riprese.

Jack Nicholson, inoltre, ebbe il ruolo di Randle Patrick “Mac” McMurphy, solo dopo che la stessa parte fu rifiutata da Marlon Brando, Gene Hackman e Steve McQueen. Nessuno pensava che il film avrebbe riscosso grande successo, ma Nicholson decise di scommettere sulla pellicola, accettando un salario basso e una percentuale modesta sugli incassi; credeva fortemente (e giustamente) nella validità del progetto. In Qualcuno volò sul nido del cuculo, inoltre, Nickolson incontrò Scatman Crothers (“Turkle”), con cui avrebbe girato cinque anni più tardi il celeberrimo Shining. Le strane coincidenze del cinema non finiscono qui: Vincent Schiavelli (“Frederickson”), Danny DeVito (“Martini”) e Nicholson, appunto, avrebbero tutti interpretato i nemici di Batman nei film di Tim Burton. Jack e DeVito, infatti, hanno ricoperto il ruolo di Joker e Pinguino in Batman e Batman – Il ritorno, mentre Schiavelli è stato uno della Banda del Circo in Batman – Il ritorno.

 

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