Tra gli oggetti smarriti delle Ferrovie

Il fiuto del signor Niccolò per l’arte che s’è trovato in casa un Gauguin

Il fiuto del signor Niccolò per l’arte che s’è trovato in casa un Gauguin
15 Dicembre 2014 ore 11:40

Il signor Niccolò ha 70 anni. Ne ha trascorsi 40 da operaio impiegato nello stabilimento Mirafiori della Fiat, a Torino. Quando ha raggiunto l’età del meritato pensionamento, ha deciso di fare le valige e tornarsene con la moglie a Siracusa, sua città natale. Fin qui, niente che sia fuori dall’ordinario. Sennonché tra i suoi bagagli c’erano due quadri, che aveva acquistato nel 1974 ad un’asta delle Ferrovie dello Stato sugli oggetti smarriti e ritrovati. Gli erano piaciuti tantissimo, al primo colpo d’occhio, e non costavano nemmeno tanto: in tutto, aveva pagato soltanto 45 mila lire. Il battitore sosteneva che fosse spazzatura, ma al signor Niccolò non importava. Quelle tele per lui erano bellissime, chiunque fosse stato a dipingerle. «Perché – dice – l’arte è ciò che ti piace».

Aveva ragione, il signor Niccolò: quei quadri non sono per niente delle croste. Si tratta, nientemeno,  che del dipinto di Paul Gauguin, Fruits sur une table ou nature morte au petit chien (“Frutti su una tavola o natura morte con cagnolino”) e di quello di Pierre Bonnard, La femme aux deux fauteuils (Donna con due poltrone). Il figlio del signor Niccolò è un architetto e sfogliando dei cataloghi d’arte aveva notato un dettaglio che gli sembrava familiare. Nell’illustrazione di un quadro c’era un cagnolino, in basso, accanto alla firma dell’artista. Lo stesso che si vedeva nella tela che il padre aveva appeso nella cucina. Si è rivolto ad esperti, i quali a loro volta hanno interpellato i carabinieri del Comando per la tutela del patrimonio culturale. La scorsa estate le Forze dell’ordine hanno requisito le opere e hanno iniziato le indagini, sotto la direzione del generale Giancarlo Capaldo e del sostituto Giuseppe Cascini. Gli inquirenti hanno così scoperto che i quadri sono stati rubati a una facoltosa coppia di Londra, i signori Marks e Kennedy, i quali sono morti senza lasciare eredi. Le tele trafugate sono poi finite, chissà come, in Francia e sono stati caricati su un treno in partenza da Parigi e diretto a Torino. Il personale di bordo li ha trovati in un vagone e, come di regolamento, li ha portati al deposito degli oggetti smarriti.

 

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Oggi il signor Niccolò è tornato in possesso delle due preziose tele. Secondo le verifiche dei carabinieri, il Gauguin ha un valore compreso tra i 15 ed i 35 milioni di euro, mentre quella il Bonnard si aggira intorno ai 600 mila euro. Da quando si è sparsa la notizia, l’operaio in pensione ha ricevuto numerose offerte da parte di collezionisti privati. Sta prendendo in considerazione le proposte per il dipinto di Gauguin, mentre quello di Bonnard non è in vendita. Il signor Niccolò e la moglie ci sono affezionati e perciò non lascerà più il suo posto sulla parete di casa.

In attesa di vendere il Fruits sur un table, il signor Niccolò ha già fatto i suoi progetti. Prima di tutto, si concederà un bel viaggio, quel viaggio di nozza che la moglie aveva sempre sognato, ma che non si è mai potuto fare, da Trieste a Vienna. E poi, aggiunge, «Mi piacerebbe avviare un’azienda nel settore agroalimentare, perché in questa nostra terra di Sicilia abbiamo tante ricchezze. E io, a 70 anni, sento di avere tutte le energie necessarie per creare delle opportunità di lavoro. Naturalmente continuerò a comprare bei quadri».

 

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